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Vestire biologico
Una scelta naturale
di Roberta Pedicino
Pubblicato su “Suolo e Salute” Anno
III N°2 - Autunno 2002
La
cultura della salute comincia dalle nostre più
banali e quotidiane abitudini, come il mangiare,
il dormire e il vestirsi. Questo articolo analizza
proprio quest’ultimo aspetto. Scegliere
consapevolmente cosa “mettersi addosso”
è anche questo un modo per prendersi cura
della nostra salute.
L’abbigliamento è forse il settore
in cui il movimento ecologico ha avuto più
difficoltà a svilupparsi. Un abito ecologico
è caratterizzato da un principio fondamentale:
la materia prima, quella utilizzata per millenni
dall’uomo e cioè il Cotone, seguito
dal Lino, dalla Seta, dalla Canapa e dalla Lana.
Il vestire tradizionale con fibre prodotte e trattate
industrialmente, o addirittura sintetiche, crea
disturbi alla nostra salute. L’irritabilità
da cariche elettrostatiche o l’allergia
da coloranti, dermatosi, problemi cutanei, ne
sono tipiche manifestazioni e sono proprio i bambini
i più sensibili a questo problema: molti
i casi d’allergie ai pannolini, trattati
con diverse sostanze chimiche.
Per abbigliamento biologico si intende tessuto
non
trattato e non sbiancato,
privo di formaldeide o altre
sostanze chimiche, spesso raccolto a mano
e proveniente da coltivazione biologica
controllata. Garantisce la traspirazione
della pelle e mantiene il caldo ed il fresco in
maniera ottimale, non dà allergie ed altri
disturbi.
L’aumentare della coscienza ecologica nei
consumatori, ha portato maggiore attenzione a
cosa indossiamo. Purtroppo però i tessuti
di origine naturale, come cotone, lino, lana e
seta vengono manipolati già nelle fasi
di coltivazione e allevamento, con pesticidi,
diserbanti ed ingegneria genetica.
Attualmente quasi tutti i filati in cotone vengono
ricoperti da uno strato di resina acrilica e quindi
le stoffe hanno contenuti di formaldeide. Anche
quello definito cotone puro 100%, per essere un
"lava e indossa", viene sottoposto a
trattamenti chimici.
Il vestire biologico contribuisce alla salute
dell’uomo ed alla tutela dell’ambiente,
favorendo un’economia non inquinante: la
produzione di cotone da agricoltura tradizionale
impiega il 25% dei pesticidi utilizzati sulla
Terra e la produzione, la colorazione e il trattamento
di tessuti naturali come la lana è una
delle più inquinanti.
Le fasi della lavorazione industriale
delle fibre naturali possono essere così
sintetizzate:
-Pesticidi, Fertilizzanti Chimici, Defolianti:
usati durante la coltivazione delle fibre vegetali.
-Carbonizzo (lavaggio in acido
solforico), Antitarlo, Antiparassitari,
Superwash: alcuni dei trattamenti che
subisce la lana.
-Imbozzinatura: impregnazione
del filato con prodotti ausiliari (bozzime), solitamente
chimici, per aumentarne la resistenza in fase
di tessitura. -Sbozzinatura:
eliminazione del bozzime tramite lavaggio con
sostanze quali enzimi, acidi e ossidanti.
-Sbiancatura: prodotto chimico,
sbiancante ottico azzurrino, che serve a mascherare
il colore greggio (ipoclorito e sbiancante al
cloro).
-Tintura: coloranti chimici +Carrier
(prodotti chimici ausiliari per migliorare la
velocità e l’assorbimento di tintura);
tra i coloranti chimici ve ne sono alcuni classificati
come cancerogeni e comunque abitualmente utilizzati.
Sequestranti (prodotti chimici
che servono a bloccare quei metalli pesanti che
potrebbero alterare la fase di tintura).
-Mercerizzo e Alta Stabilità:
lucidatura e stabilizzazione con prodotti chimici.
Dopo queste fasi di lavorazione negli indumenti
saranno presenti, in dosi più o meno elevate,
le seguenti sostanze: formaldeide, residui
di metalli pesanti (cromo, rame, cobalto, nichel,
argento di mercurio), pesticidi e pentaclorofenol,
con innegabili conseguenze sulla nostra salute
e su quella dei nostri figli.
Il prezzo da pagare per questa scelta commerciale
è altissimo: prima di tutto sull’ambiente
in generale, in quanto l’industria tessile
si condivide l’ambito primato di settore
più inquinante al mondo con l’industria
automobilistica, inoltre è altissimo il
consumo energetico per la trasformazione di questi
tessuti ed infine, terzo aspetto, ma non meno
importante, il danno sanitario immediato all’uomo.
Vestire biologico è una scelta intelligente
per chiunque voglia vivere la natura e contribuire
con i propri gesti alla salute del pianeta e della
sua persona. La rete internet offre parecchi spunti
su questo argomento soprattutto su grandi portali
che parlano di biologico e ambiente, ma ci sono
anche siti di aziende che producono e vendono
on-line soprattutto abbigliamento per bambini,
cose in genere difficili da trovare nei negozi.
Indirizzi utili possono essere: www.bellicomeilsole.it
- www.ipiccolissimi.it - www.aliorganicwear.it
- www.altarosa.it.
Interessanti anche i siti sulla canapa: www.vestinatura.it
- http://fattidicanapa.it - www.hempys.com - www.indica.it
- www.hempower.it - www.yahooka.com - http://medicalcannabis.it
(usi terapeutici della canapa)
Pubblicato su “Suolo e Salute”
Anno III N°2 - Autunno 2002
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