HOME


Macrolibrarsi.it presenta: Parole per Emozionare, il Contest su Facebook

Psicologia:
Una fiaba per guarire
di Paola Santagostino

Come può mai una fiaba essere d’aiuto nel curare una malattia, risolvere un problema, educare un bambino? Per capirlo occorre fare un passo indietro e chiedersi quali siano i rapporti tra l’immaginario e il corpo, e tra le immagini interne e la situazione esterna.

Possiamo considerare il corpo, la psiche e le relazioni con gli altri come tre aspetti di un’unica realtà esistenziale. In questo senso gli accadimenti della sfera corporea (che percepiamo come trasformazioni fisiche), quelli della sfera psichica (emozioni, pensieri, sogni e fantasie), e quelli della sfera sociale (le relazioni con gli altri) rappresentano tre forme in cui si esplica il nostro processo vitale in sé unico.
Ogni cambiamento in una delle tre sfere comporta ‘analoghi’ cambiamenti nelle altre sfere. Ogni sfera ha un proprio linguaggio specifico, ma ‘traducibile’ nel linguaggio delle altre. È proprio su questi concetti di ‘analogia’ e di ‘traducibilità’ che si basa l’efficacia del metodo della fiabazione:
- da un lato quando inventiamo una fiaba raffiguriamo, nel linguaggio proprio del mondo psichico, accadimenti che riguardano l’intero nostro essere, compreso lo stato fisico e quello delle relazioni;
- dall’altro quando riusciamo a produrre un cambiamento nel mondo dell’immaginario (per esempio conducendo a lieto fine una fiaba che si era bloccata in un punto critico) produciamo un analogo cambiamento nella sfera corporea e delle relazioni.
La fiabazione rivela così la sua efficacia sia come strumento di conoscenza, adatto a visualizzare i processi in corso, sia come strumento di terapia, adatto a stimolare un cambiamento positivo.

La struttura
La fiaba ha una struttura molto specifica. Inizia presentando un equilibrio instabile che si sta muovendo verso una trasformazione: “C’era una volta un vecchio re che chiamò a sé i suoi tre figli…” ; “…C’era una principessa in età da marito…”. Poi il racconto procede, tra mille peripezie e difficoltà, alla ricerca di un equilibrio migliore. Nel lieto fine viene raffigurato il nuovo e più soddisfacente equilibrio che è stato finalmente raggiunto. Temporaneamente.
La fiaba che finisce bene visualizza un passaggio, il percorso di una trasformazione felicemente completata. Per questo la fiaba è particolarmente adatta a rappresentare le dinamiche interiori ‘in movimento’, ovvero quelle che nella fase attuale di vita stanno faticosamente cercando di raggiungere un equilibrio migliore. In altre parole la fiaba è adatta a dar volto e voce ‘ai problemi’.
Che cosa sono infatti i problemi se non situazioni di transizione in cui c’è già una domanda e non c’è ancora una risposta? Problematiche sono tutte quelle condizioni fisiche, relazionali o lavorative, in cui si è presentata una nuova esigenza e non si sa come rispondervi. Inventare una fiaba aiuta a mettere a fuoco il problema e contemporaneamente ad attivare le forze interiori per superarlo.
Ma in che senso le immagini fiabesche di principi e principesse, di fate, bacchette magiche e animali parlanti possono riguardare una situazione reale? I personaggi delle fiabe sono rappresentazioni di archetipi, che agiscono, si incontrano si scontrano e si ricombinano. Nel gioco di alleanze e contrapposizioni tra il protagonista della fiaba, i suoi nemici e i suoi aiutanti, si rivela il gioco degli archetipi e delle forze interiori che stanno operano nell’inventore del racconto.

Uno strumento prezioso
Un grande fraintendimento è che le fiabe propongano soluzioni magiche inapplicabili alla realtà, se non addirittura fuorvianti rispetto ad azioni concrete e ragionevoli. Questo è veramente un fraintendimento, perché le fiabe parlano, in un linguaggio tipicamente simbolico, di forze e di capacità che vanno e che ‘possono’ essere attivate sul piano intrapsichico. Non è ‘da fuori’ che arriverà il principe o la fata che risolverà la situazione. Si tratta di attivare capacità e potenzialità interiori che già ci sono.
Facciamo un esempio. Prendiamo la fiaba di Cenerentola che tutti conoscono. Cenerentola era già bella e buona e in età da marito. Che cosa fa in pratica la fata? Le da ‘gli strumenti’ per andare al ballo del principe: un abito e una carrozza, poi le cose succederanno da sé. La matrigna cattiva teneva Cenerentola chiusa in casa e coperta di stracci, ostacolandone così la realizzazione come donna. ‘La cattiva matrigna’ è una immagine simbolica, una rappresentazione della ‘cattiva madre’ interiore, che non permette di ‘prendersi cura’ di sè, nè di uscire dalla simbiosi materna per trovare all’esterno ‘della casa’ la soddisfazione affettiva. Blocca la crescita e lo sviluppo naturale, in questo senso è ‘cattiva’.
La fata le fa da contraltare, e come immagine simbolica della ‘madre buona’rimedia al danno e permette, anzi rende possibile, l’incontro con il maschile. Attivare l’immagine della madre buona dentro di sé, ‘farsi da buona madre’ è un processo interiore, che permette poi di realizzare le proprie naturali possibilità.
Anche il ‘matrimonio’ delle fiabe non rappresenta certo l’incontro con un principe/principessa ideali che devono arrivare da fuori a salvare la situazione, ma piuttosto l’incontro e l’unione armoniosa tra le proprie parti simbolicamente maschili e femminili, per esempio tra attività e passività o tra comprensione e azione.
La fiaba può essere certamente usata in psicoterapia come uno strumento per chiarificare ed elaborare moltissime tematiche, ma può anche essere usata su di sé senza avere particolari conoscenze psicologiche. Si può inventare una fiaba e lasciarla lavorare da sola, confidando nelle capacità dell’immaginario di produrre e di organizzare le immagini simboliche.
Inventare fiabe stimola la funzione creativa e l’intuizione e spesso produce una migliore comprensione spontanea dei propri accadimenti interiori.
È importante però non cercare poi di ‘interpretarsi’ le fiabe da soli, attribuendo ai personaggi e passaggi della fiaba il significato di rappresentanti di situazioni reali. Questo procedimento di riduzione razionale delle immagini simboliche le svuota di significato, e proietta su persone e situazioni esterne la ‘causa’ o il ‘merito’ delle nostre vicende personali, facendoci immaginare in balìa di persone specifiche, mentre il grande effetto benefico della fiaba è proprio quello di attivare le nostre personali forze interiori per superare le difficoltà e raggiungere equilibri più armoniosi.

http://www.paolasantagostino.it/
PER INFORMAZIONI
tel. +39 02 65.55.635
paolasantagostino@libero.it
www.paolasantagostino.it

PAOLA SANTAGOSTINO
Psicologa e psicoterapeuta specializzata in medicina psicosomatica, ha fatto parte del comitato direttivo di "Riza psicosomatica", si è occupata di problemi degli adolescenti e ha elaborato una tecnica di utilizzo terapeutico della fiaba, su cui conduce workshop e seminari.
Tra le sue pubblicazioni ricordiamo con Red: Come raccontare una fiaba (1997), I perché dei nostri bambini (1998), Come crescere un bambino sicuro di sé e rafforzare la sua autostima (2000). Guarire con una fiaba è stato pubblicato da Feltrinelli (2006) e da Urra/Apogeo (2004), che ha pubblicato anche Che cos’è la medicina psicosomatica (2005) e Il colore in casa (2006).

Fonte: http://www.auraweb.it



Le altre notizie
del 17/03/07

HOME
Riflessioni: Bioetica è un termine alla moda, ma pochi conoscono i precedenti storici della disciplina È iniziata prima la morale o la medicina? di Luca Carra
Medicine Non Convenzionali: A Tavola Seguendo la Natura. Consigli di alimentazione ed erboristeria per affrontare la Primavera secondo la Medicina Tradizionale di Giorgio Mortini
Medicine Non Convenzionali: Nasce la newsletter del Comitato Permanente di Consenso e Coordinamento per le Medicine Non Convenzionali in Italia
Alimentazione: Evita latte e formaggi dal libro "Amati" di Fabio Marchesi
Danzamovimentoterapia: "Quando danziamo, facciamo vibrare tutto l'Universo" di Fernando Battista
Psicologia: Una fiaba per guarire di Paola Santagostino
Feng Shui: Per lavorare meglio, porta il Feng Shui in ufficio. E metti un drago sulla scrivania... di Ambra Jantar
Il filmato: Patch Adams, la mia lotta contro il sistema sanitario Usa
Il libro: La Medicina che non guarisce. Come difendersi da terapie inutili o nocive di Jörg Blech

 

 

 

 

 


macrolibrarsi un circuito per lettori senza limiti
kkkkkkkkkkkkkkkkkk

www.infoculturale.it è un sito amatoriale e viene aggiornato saltuariamente. Pertanto, ai sensi della Legge n. 62 del 07/03/2001 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 67 del 21 marzo 2001, non può considerarsi un prodotto editoriale. Chi collabora all'aggiornamento di InfoCulturale lo fa senza alcun tipo di retribuzione, né di rimborso spese ma unicamente con intento divulgativo e informativo. InfoCulturale non è collegato ad alcun periodico o testata giornalistica, non persegue finalità politiche o economiche e in ogni caso fini di lucro, nè vantaggi materiali o ingiusto profitto. In qualità di iniziativa di servizio il sito si ispira al principio della totale gratuità, di condivisione e divulgazione degli argomenti trattati.