Alimentazione
Evita
latte e formaggi
Questa è forse una
delle cose più difficili da accettare:
l’uomo dovrebbe evitare il latte di mucca
e tutti i suoi derivati.
dal libro "Amati" di Fabio Marchesi
L’unico aspetto positivo del latte è
che chi lo beve è convinto che gli faccia
bene. L’essere convinti di una cosa condiziona
molto l’effetto che una cosa può
avere: si chiama effetto placebo. Sono centinaia
le ricerche scientifiche che hanno dimostrato
la nocività del latte di mucca per l’uomo
e soprattutto per i bambini, ma, chissà
perché (?!), i risultati di queste ricerche
non vengono mai divulgati.
Anche quei medici, dietologi e nutrizionisti che
non sono abituati a cercare da soli le informazioni
tra le innumerevoli ricerche scientifiche pubblicate
e disponibili, lo ignorano. Il latte è
l’alimento perfetto che la natura ha creato
per ogni neonato che lo succhia direttamente dal
seno di sua madre, e basta! Ciò vale sia
per l’uomo sia per gli animali; dopo lo
svezzamento il neonato dovrebbe passare subito
ad altri alimenti (sani e rispettosi della sua
natura). All’apparenza il latte umano, vaccino
o di altri animali, sembra uguale: è sempre
un liquido bianco. In realtà la composizione
varia molto tra le diverse specie, ma gli aspetti
negativi non derivano solo dalla scelta di alimentarsi
con qualcosa destinato a una diversa specie. L’uomo
non solo è l’unico mammifero che
si nutre del latte animale, ma è anche
l’unico che continua a farlo dopo lo svezzamento.
Riguardo al latte pastorizzato poi, non fa bene
neppure ai vitelli: pochi sanno che nove vitelli
su 10 nutriti con latte pastorizzato muoiono prima
di raggiungere la maturità.
Se il calcio in esso contenuto è uno dei
motivi per cui ti è stato fatto credere
che il latte vaccino faccia bene, considera i
seguenti aspetti: Il primo è che la mucca
è un erbivoro ruminante (che si dovrebbe,
perciò, nutrire di erba) e il calcio presente
nel suo latte lo attinge proprio dal mondo vegetale.
Perché far fare a una mucca ciò
che anche il tuo organismo può fare benissimo?
Il secondo è che il calcio presente nel
latte di mucca non solo è poco assorbibile
dall’uomo, perché, come vedremo più
avanti, ha un rapporto sfavorevole con il fosforo
(anch’esso contenuto nel latte), ma è
minore di quello “consumato” dal corpo
per controbilanciarne l’effetto acidificante.
Molti vegetali, tra i quali la verdura verde,
coste, rape, fagioli e legumi in genere, radicchio,
mandorle e broccoli contengono invece calcio ben
assorbibile dall’organismo umano. In ogni
caso il calcio può essere efficientemente
utilizzato dal corpo umano solo avendo a disposizione
la vitamina D (in realtà un ormone) che
produce, trasformando in essa il colesterolo grazie
ai preziosi raggi ultravioletti (UVB) presenti
nella luce del sole. Chi vive in ambienti illuminati
artificialmente privi di UV ed evita la luce del
sole, può anche assumere calcio, ma il
suo corpo non riuscirà a utilizzarlo.
Sulla
prestigiosa rivista scientifica “Nature”
del 6 luglio 1974 è stata pubblicata una
ricerca che ha dimostrato che una proteina presente
nel latte di mucca è responsabile dei mal
di testa che affliggono moltissime persone. Se
poi consideriamo come e con cosa vengono nutrite
le mucche da latte, e i farmaci – l’RBGH
(l’ormone bovino della crescita ricombinato),
tanto per citarne uno – che vengono normalmente
iniettati all’animale affinché produca
più latte, oltre a tutti i processi di
lavorazione a cui il latte stesso viene sottoposto,
non vi sono reali motivi per nutrirsi di latte
se non quello di alimentare l’industria
latto-casearia e farmaceutica. Tuttavia l’uomo
ha il grande vantaggio di poter sopravvivere (passando
però in genere, da un malanno all’altro)
anche nutrendosi in modo contrario alla sua natura.
A un essere umano che stesse morendo di fame il
latte di mucca potrebbe certo permettere di sopravvivere,
ma per chi ambisce a vivere in piena salute e
vitalità non è certo l’alimento
più indicato.
Il dott. Roy Martina, famoso medico olandese,
nel suo libretto Vitalità (Ipsa editore)
elenca 21 bevande secondo un ordine che va dalla
più sana alla più nociva per l’essere
umano. All’ultimo posto (la più la
nociva) di questa lista, dopo caffè, birra,
coca-cola e liquori come rum, whisky e grappa,
si trova il latte vaccino. Tra gli effetti negativi
indicati vi sono: irritazione del corpo con maggiore
produzione di muco, intossicazione per alterazione
della digestione di proteine, aerofagia, sinusiti,
otiti; nei bambini: raffreddori, diarree, febbre,
eczema, eritema, muco dal naso e faringiti. L’effetto
più evidente e “fastidioso”
è la flatulenza provocata dalle fermentazioni
che il latte induce nell’intestino.
Un’autorevole ricercatore come il dott.
N. Walzer, autore di molte pubblicazioni scientifiche
e libri, deceduto per cause naturali all’età
di 109 anni, ha sempre inderogabilmente sostenuto
la nocività per l’essere umano del
latte di mucca e dei suo derivati. In una ricerca
scientifica italiana pubblicata sul “British
Journal of Cancer” del 1986 è stato
evidenziato che il consumo frequente di latte
o derivati si è dimostrato un fattore di
rischio nel tumore alla prostata. H. e M. Harvey,
nel loro libro venduto in milioni di copie in
tutto il mondo Fit for Life II (Warner Books),
a pag. 242 scrivono:
“Il latte di mucca e i prodotti caseari
sono produttori di malattie. Sono pericolosi.
Sono la cosa perfetta di cui nutrirsi se si vuole
essere deboli e avere un corpo ammalato…”.
E ancora: “Il latte di mucca è progettato
per i vitelli: per portare un vitello che alla
nascita pesa circa 40 kg al peso di circa 900
kg in soli due anni. L’essere umano può
pesare alla nascita da 2,7 a 4 kg circa e raggiungerà
il peso di 45-90 kg in diciotto anni. Nutrirsi
di latte di mucca e dei suoi derivati significa
nutrirsi di qualcosa progettato dalla natura per
farti essere molto grande e pesante (come una
mucca) velocemente. Se ti nutri di latte e derivati,
speriamo tu non stia cercando di dimagrire, sarebbe
come voler spegnere del fuoco buttandoci sopra
della benzina…”.
Gli stessi autori scrivono a pag. 255 (citando
sempre come fonti ricerche scientifiche):
“Il latte e i prodotti caseari sono la maggior
causa di osteoporosi !”.
Nello stesso testo spiegano anche la relazione
tra consumo di latte e formaggi, stitichezza,
ragadi anali ed emorroidi. Nel libro di Karen
Pryor, Nursin your baby, che il “New York
Times” ha definito “la Bibbia dell’allattamento”,
si legge:
“Nel neonato tutte le proteine del latte
del seno materno diventano parte del suo corpo,
poche vengono eliminate. Il bambino nutrito con
latte di mucca, invece (che ha oltre il quadruplo
delle proteine rispetto al latte materno) deve
scartarne gran parte; il sovraccarico proteico
del latte vaccino, se non viene almeno diluito,
può essere nocivo anche perché ha
molta caseina; il latte di mucca, quando si mescola
con i succhi gastrici del neonato coagula, formando
un grumo grosso e compatto nello stomaco (latte
cagliato). Questo è il motivo del perché
i piccoli si sentono sazi per circa quattro ore
dopo una poppata d biberon. Il latte umano cagliato,
al contrario, è soffice e leggero. Lo stomaco
del bambino allattato al seno si svuota rapidamente
e facilmente, per cui desidera mangiare più
spesso, il che, a sua volta, stimola la produzione
di altro latte da parte della madre”.
Il latte vaccino non solo contiene quattro volte
più proteine, ma anche quasi quattro volte
più calcio del latte umano; potrebbe sembrare
un vantaggio, ma non lo è affatto. Ciò
si adatta perfettamente alle esigenze di crescita
di un vitello, ma non a quelle di un essere umano.
Il rapporto calcio/fosforo nel latte umano è
di 2,35 a 1; in quello di mucca scende a solo
1,03 a 1. L’assimilabilità del calcio
è fortemente condizionata dalla presenza
contemporanea di fosforo: sono sempre più
numerosi i pediatri (tra cui il dottor Oski, primario
del reparto di pediatria all’Upstate Medical
Center, State University of New York) che raccomandano
di usare come fonte primaria di calcio solo gli
alimenti con un rapporto calcio/fosforo pari o
superiori a due. Questo perché il fosforo
nel tratto digerente dell’uomo si combina
con il calcio e ne impedisce di fatto l’assorbimento.
Perciò gli esseri umani assorbono meno
calcio dal latte vaccino (anche se ne è
ricco) che da quello materno (che ne ha invece
un contenuto inferiore) o da altre fonti in cui
è presente con minori quantità di
fosforo. Addirittura il nostro organismo può
perdere calcio per controbilanciare l’effetto
acidificante del latte vaccino, paradossalmente,
anziché fornirlo, prelevandolo dalla struttura
ossea.
In buona sostanza, quello che è importante
considerare quando si valutano le quantità
di nutrienti presenti in un alimento, non è
solo il loro valore assoluto, ma anche il contesto
in cui sono presenti e verranno ingeriti. Il dott.
Daniel A. Twogood, nel suo libro No Milk a revolutionary
solution for neck pain, back pain and headaches
(“una soluzione rivoluzionaria per cervicale,
mal di schiena e mal di testa”) attribuisce
il 99% della responsabilità di mal di testa
e mal di schiena al latte di mucca, in particolare
alla caseina, e al monosodioglutammato, un additivo
alimentare esaltatore di sapidità molto
utilizzato in alimenti confezionati. Ci sono inoltre
una notevole quantità di ricerche che hanno
correlato le malattie cardiovascolari, la maggior
causa di mortalità nell’essere umano
all’assunzione di grassi animali, grassi
e suoi derivati, ma a questo punto non voglio
andare oltre.
A chi sia rimasto sconcertato, consiglio di approfondire
l’argomento leggendo i libri e le ricerche
indicate o cercandone altre di sua iniziativa,
ma, soprattutto, di provare personalmente a eliminare
latte e formaggi dalla propria alimentazione e
osservare semplicemente gli effetti e le risposte
del proprio corpo."
Fonte: dal Libro Amati di Fabio Marchesi.
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