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Medicine Non Convenzionali
I Cicli della Natura e il Riequilibrio del Temperamento (seconda parte)
di Giorgio Mortini
19/02/07

L’ambiente intorno a noi è una realtà dinamica, in continuo movimento e trasformazione. Tutto in natura soggiace a dei ritmi e l’uomo dovrebbe cercare di vivere in armonia con i cicli della natura. Secondo la visione olistica, non ci si può prendere cura di sé stessi e degli altri, se si prescinde nel farlo dall’osservanza dei più importanti cicli naturali. Qualunque cosa noi facciamo, se non è fatta nel momento giusto non ha l’effetto che dovrebbe avere: non dico che abbia l’effetto contrario ma, non raggiunge la stessa profondità. Per entrare nell’ottica dell’olismo è necessario prima di tutto entrare nella dimensione temporale che i cicli della natura ci indicano, per poterla osservare, capire, rispettare e sfruttare.
Esiste un principio intelligente unico, che in cielo si manifesta come Luce e in terra diventa forza vitale (la Vis Naturae dei latini, il Qi degli orientali). Diventa anche tempo, perché la luce di qualunque astro non è costante ma fluttua (segue dei cicli), e sono i suoi cambiamenti, le evoluzioni dei cicli luminosi, che ci danno il senso del trascorrere del tempo.
Quel che ci interessa dei cicli luminosi è l’azione della luce sulla fisicità e per riflesso sulla mente, così faremo riferimento a tre cicli celesti completi, i più semplici, ma che ci riguardano più da vicino: il ciclo giornaliero, il mese lunare e l’anno solare.
Mentre la scienza moderna ragiona solo in termini di quantità, misurando l’intensità della luce, la scienza antica ne misurava sia la quantità che la qualità. Ogni luce ha una sua natura, in virtù della quale tende a produrre un certo tipo di effetto, perché è più calda piuttosto che umida, o più fredda piuttosto che secca, quindi agisce sulle cose inclinandole in una determinata direzione. La luce di un corpo celeste non può essere uguale a quella di un altro, quella che proviene dal Sole non è uguale a quella dalla Luna. La luce solare non è costante: il Sole d’estate scalda di più, è più alto nel cielo, resta più tempo sull’orizzonte, mentre d’inverno scalda meno, è più basso e tramonta più velocemente; per cui in ogni stagione la sua qualità è diversa, quindi i suoi effetti saranno diversi. Per non parlare della luce della Luna che cambia di giorno in giorno, mentre la mutazione della luce solare è più lenta, cambia nel corso dell’anno. Quindi la natura della luce degli astri rappresenta sia ciò che la luce è in sé, ma anche ciò che è in grado di produrre, cioè gli effetti che ha sulla terra e sugli esseri viventi.
La luce che proviene dagli astri, a cominciare dal Sole, influenza il nostro organismo, non solo perché imprime energia ma anche perché regola i ritmi e il funzionamento dell’organismo. Considerare i cicli luminosi è fondamentale per comprendere le dinamiche fisiologiche e psichiche che avvengono all’interno del Microcosmo Uomo.
Un qualunque ciclo luminoso completo può essere associato al fenomeno "vita": la vita umana, se giunge alla sua completezza (infanzia, giovinezza, maturità, vecchiaia), in un certo senso ripercorre i quattro momenti della giornata, la quattro fasi lunari e le quattro stagioni. Gli antichi non rappresentarono la vita in modo lineare, come un segmento più o meno lungo, ma ebbero la necessità interiore di ricondurla all’idea della ciclicità. Forse perché il terrore e l’angoscia della morte li portò ai pensare che la morte fosse non una fine ma un nuovo inizio, o forse perché vedevano che quando una persona anziana giungeva al termine della propria esistenza tornava bambino. Anche a noi questo dà l’impressione che la vita sia un qualcosa di ciclico, che si evolve attraverso quattro tappe, in analogia con i cicli luminosi, e che alla fine si richiude su sé stessa per dare inizio ad un nuovo ciclo.

Il ciclo giornaliero essendo il più breve è la base di tutti gli altri. Simbolicamente corrisponde alla Terra e quindi è associabile alla parte più fisica di noi stessi, al corpo materiale. Questo ciclo riguarda la nostra quotidianità nel senso più stretto, sta alla base della vita fisica, della salute e del nostro benessere.
L’alternarsi del giorno e della notte, della luce e dell’oscurità durante il ciclo giornaliero, regola all’interno dell’organismo funzioni fisiologiche, ormonali ed energetiche: in particolare il ritmo veglia/sonno o ritmo circadiano, l’equilibrio acido/basico a livello del tessuto connettivo mesenchimale, la circolazione energetica. Stili di vita non conformi ai cicli naturali, col tempo alterano l’equilibrio di queste funzioni e compromettono lo stato di salute. Non dormire nelle ore giuste e l’eccessiva esposizione alla luce artificiale, altera la funzione dell’epifisi, la ghiandola che regola il ritmo circadiano, riduce la capacità dell’organismo di ripulirsi dalle scorie del metabolismo cellulare, favorendo lo stato di acidosi tissutale, e non permette all’organismo di recuperare le energie spese durante il giorno. Conoscere come la forza vitale circola nel corpo durante le ventiquattro ore, che ogni ora della giornata corrisponde a momenti di forza o di fragilità di ciascuno dei nostri organi, come pure della psicologia ad essi associata, è molto utile sia per una diagnosi corretta che per una terapia mirata.
Il ciclo giornaliero inizia intorno a mezzanotte, il momento di massima tenebra, e non all’alba perchè il buio è la dimensione che segna l’origine, la vita comincia nel buio. Un altro momento importante è l’alba, in cui si ha il passaggio graduale dalle tenebre alla luce, dove la luce arriva in maniera non più indiretta, dalla Luna, ma direttamente dal Sole. Segue mezzogiorno, in cui c’è il massimo della luce, opposto alla mezzanotte. Poi il tramonto, altra fase di transizione importante come l’alba ma opposta, dove si va dalla luce alle tenebre. Proseguendo, il ciclo si richiude su sé stesso tornando nuovamente al massimo del buio. Questi quattro momenti hanno una qualità intrinseca particolare: in essi la natura della luce agisce in modo profondamente diverso, segnano e contraddistinguono dei punti salienti di passaggio in cui avviene un cambio di frequenza, ci danno il senso della circolarità. Tutti gli altri momenti della giornata non hanno la stessa portata.
Nell’arco della giornata, i due momenti più adatti per lavorare sul corpo e su sé stessi sono l’alba e il tramonto, in cui l’organismo è più sensibile, più ricettivo. Prendere un farmaco quando il Sole sta sorgendo o nel momento in cui tramonta, gli permette di avere sul corpo un effetto molto maggiore. Bisogna sfruttare i momenti in cui, in natura, avvengono i cambiamenti perché è più facile che poi avvengano anche dentro di noi.
L’attività dell’uomo è scandita da due momenti fondamentali: lo svegliarsi e l’addormentarsi. Al mattino ci risvegliamo dal sonno e prendiamo consapevolezza della nostra fisicità, che abbiamo un corpo da nutrire, da curare e rispettare, che ha dei limiti da non superare altrimenti si ammala. Ad un certo punto arriva la stanchezza e ci viene sonno, ritorna la necessità di addormentarsi, la seconda soglia che richiude il ciclo.
Per fare in modo che ci sia equilibrio fra la quantità di riposo e la quantità di attività fisica, bisognerebbe osservare quanto più possibile i ritmi naturali: andare a letto non troppo tardi e svegliarsi con il Sole che sorge. I nostri nonni, se erano contadini, facevano una vita del genere. Oggi solo chi non vive in città ha più facilità a rispettare questi ritmi pero, quando ci ammaliamo, se vogliamo recuperare più in fretta la salute, è bene che tendiamo a metterci in sintonia con i ritmi che la natura ci propone in quel momento. Il bisogno di dormire non è solo una necessità fisica, far riposare il corpo dalla fatica, ma è anche un necessità energetica: la Terra è un enorme magnete e nel sonno il corpo è libero di collegarsi al magnetismo terrestre per ricaricarsi e riequilibrarsi. Per questo è molto importante la qualità del sonno e l’orientamento del letto.
Il risveglio e l’addormentarsi sono utili per stabilire l’equilibrio fra mente e corpo. È come se fossero due porte di comunicazione, fra dentro e fuori, da cui andiamo e veniamo verso l’esteriorità o verso interiorità di noi stessi: di notte sogniamo e i sogni esprimono i contenuti del nostro inconscio. Sono i momenti in cui possiamo lavorare su noi stessi, portando i contenuti della nostra interiorità nella vita quotidiana, oppure il senso della nostra vita quotidiana nell’interiorità. Non a caso sono legati alla preghiera, che in termini laici può essere tradotta come “l’immissione di contenuti profondi nella vita”. Quando ci sono dei problemi, qualunque essi siano (paura, timore, ansia, panico, ecc.), è in queste due fasi della giornata che bisogna immettere forza per cercare di risolverli, perchè in ognuno di noi avviene il passaggio da uno stato di coscienza ad un altro.
Mentre la Terra è associata al corpo fisico e alla mente logica, la Luna è associata all’Anima e Il Sole allo Spirito. L’Anima comprende tutta la parte energetica, e la mente profonda (inconscio), mentre lo Spirito riguarda il cuore di noi stessi, il Sé, la parte più alta del nostro essere. I tre cicli (giornaliero, lunare e solare) sono strettamente connessi a questa triplice realtà sia dal punto di vista qualitativo che simbolico.
La Luna, lo “Specchio del Sole” che riflette la luce Solare, è il corpo celeste più vicino alla Terra e per questo motivo, malgrado le sue piccole dimensioni, influisce moltissimo sulla vita del nostro pianeta. l’attrazione gravitazionale causata dalla massa lunare agisce su tutti i liquidi terrestri, per cui governa anche tutti i liquidi corporei: la linfa, il liquido cefalorachidiano, il plasma sanguigno, i liquidi cellulari ed extracellulari. La Luna è associata al cervello, allo stomaco, al seno, alle gonadi, all’utero e a tutte le funzioni femminili in generale, (la fecondazione e la fertilizzazione); tutti aspetti profondamente collegati tra loro, per cui equilibrarne uno significa portare armonia su tutti i livelli in cui la Luna agisce.
È connessa alla notte, al femminile materno, al sonno e alla rigenerazione notturna dell’organismo. Ha un ruolo determinante nella funzione onirica in quanto svolge un’azione cristallizzante, condensa cioè le forze spirituali, le energie sottili, rendendole accessibili in modo che possano giungere alla nostra coscienza sotto forma di immagini create dalla psiche profonda.
Le fasi della Luna esprimono il principio di trasformazione e di crescita.
La Luna Nuova (Novilunio) è associata all’Inverno, all’Elemento ACQUA, porta un aumento dell’umidità. È la fase di massima chiusura, sia della natura che dell’uomo in se stesso. Tutte le forze vitali si trovano concentrate nella Terra e nell’intimo di ogni individuo, apparentemente ferme, che si preparano ad uscire fuori con la fase successiva.
La Luna Crescente è associata alla Primavera, all’Elemento ARIA, porta un aumento del calore. È un momento effervescente, di apertura, che coinvolge tutti sulla Terra.
La Luna Piena (Plenilunio) è associata all’Estate, all’Elemento FUOCO, porta un aumento della secchezza. È il momento di massima espansione, di massimo splendore, di estroflessione dal proprio intimo, di esaltazione dell’io, in cui la coscienza, insieme all’energia psichica è proiettata al di fuori dell’individuo.
La Luna Calante è associata all’Autunno, all’Elemento TERRA, porta un aumento del freddo. In questa fase riparte il movimento di chiusura, l’energia si rivolge nuovamente verso l’interno, verso la materia, per fissarsi e cristallizzarsi. Tende a ridursi il piacere della vita esteriore, ritorna lo stato introspettivo. Il ciclo si avvia verso la sua conclusione, qualcosa si prepara a morire, il vecchio lascia il posto al nuovo.
Le influenze della Luna, che agiscono e si manifestano attraverso le fasi lunari, rappresentano anche le quattro tappe fondamentali tra i possibili squilibri cui va incontro l’individuo: ogni fase lunare comporta una variazione di umore nell’uomo. L’alterazione umorale si contraddistingue nella qualità degli essudati, sostanze prodotte dalle ghiandole esocrine, che sono la conseguenza di un’altra secrezione, quella ormonale delle ghiandole endocrine. Eccoci di nuovo innanzi al rapporto tra un “dentro” e un “fuori”, tra due universi (apparato fisiologico e mondo esteriore), che sono in intimo contatto anzi, l’uno è riflesso dell’altro. La mancanza di armonia tra dentro e fuori, dovuta soprattutto alle sovrastrutture mentali a cui siamo incatenati, ci allontana dal nostro punto centrale, il Cuore, il Sole interiore, che dovrebbe dirigere la nostra vita. Se esiste equilibrio, il Cuore ci porta a soddisfare appieno i Quattro Elementi della nostra costituzione per ottenere il miglior risultato sia riguardo all’equilibrio psico-fisico, che nel percorso di conoscenza individuale. Quando invece si è di fronte ad uno squilibrio, la direzione che prenderemo non è più governata dal Cuore ma dalla Mente, l’aspetto lunare, che ci farà tendere verso uno solo dei Quattro Elementi portandolo all’eccesso, alla discrasia.
Riprendendo il discorso dello svegliarsi e dell’addormentarsi e della possibilità di comunicare con la parte interiore e stabilire un equilibrio fra dentro e fuori, se vogliamo che la comunicazione funzioni veramente e il messaggio arrivi alla mente profonda, non basta prendere in considerazione solo il ciclo giornaliero, perché essendo collegato alla dimensione fisica, al corpo, ha un riflesso solo su quella parte della mente accessibile nella vita quotidiana, la mente pensante, che utilizziamo per vivere la vita esteriore. Quindi dobbiamo anche metterci in sintonia con il ciclo lunare e con quello solare, a cui ordinariamente nessuno di noi presta attenzione e che ci aprono le porte del mondo interiore.
Tutte le volte in cui avviene il rinnovo della Luna (Luna Nuova), ogni 28 giorni, qualcosa ricomincia, non solo nel cielo e sulla terra, ma anche dentro di noi: ad ogni novilunio rinasciamo, ma restiamo sempre uguali perché non sfruttiamo quest’opportunità. Nel momento in cui fuori avviene la rinascita, in potenza anche noi abbiamo la possibilità di rinnovarci, di cambiare, di gettare un nuovo seme. Purtroppo continuiamo a fissare sempre la stessa immagine, a dirci “io sono fatto così”, e non facciamo altro che riconcepirci nella stessa forma, rimanendo eternamente ciò che siamo o a cambiare molto lentamente. I mistici hanno sempre sfruttato questo momento cosmico per spingere se stessi al cambiamento. Agire durante questi giorni ha un valore particolare, perché è il momento in cui tutto intorno a noi cambia, si rinnova, rinasce.
Il Plenilunio è la fase di massimo splendore della luce lunare, è il momento in cui si può fissare un risultato raggiunto: uno stato di benessere fisico, un equilibrio psichico, un risultato terapeutico, o altro. Non ha importanza il come, di modi ce ne sono tanti, ognuno è libero di scegliere quello che sente più adatto, l’importante invece cogliere il senso di tutto questo.
Non si può applicare terapeuticamente l’azione del cielo sulla natura e sull’uomo, senza tener conto dell’influsso della Luna, l’astro che regola l’andamento dei cicli vitali in natura. Buona parte del successo di una terapia indirizzata a riportare l’equilibrio nell’organismo, è da imputarsi all’abilità con la quale si è in grado di applicare le influenze magnetiche provenienti dalla Luna. La medicina antica comprendeva l’importanza della luna in campo terapeutico: il periodo di Luna crescente veniva sfruttato per lavorare sugli organi in senso positivo, per tonificare, quello di Luna calante nelle pratiche di purificazione, di drenaggio, di eliminazione delle impurità. Non ha senso purificarsi in Luna crescente, come ha poco senso cercare di portare vitalità ad un organo in Luna calante. Si dovrebbe sospendere una cura disintossicante mentre la Luna cresce e riprenderla quando inizia a calare: la Luna calante porta via, il suo influsso magnetico ci aiuta ad eliminare le impurità, del corpo e della mente. Non è indicato anche iniziare una terapia nei tre giorni di Luna nera, in cui non c’è luce “se non c’è luce non c’è vita”, perché anche se la luce viene dal Sole è però riflessa dalla Luna, che si fa portatrice delle forze di vita. La terapia si inizia quando la Luna comincia a crescere. Si possono utilizzare dei rimedi composti da varie piante che, per analogia, sono in relazione con le quattro fasi lunari, con le quattro stagioni, con i quattro periodi della giornata e, allargando il discorso simbolico, anche alle quattro fasi della vita (infanzia, giovinezza, maturità, vecchiaia). Tali rimedi possono essere somministrati nel "qui ed ora" del paziente, tenendo conto della relazione analogica tra rimedio, età e temperamento del paziente, stagione, fase lunare e ora del giorno.
Il ciclo annuale è rappresentato dal Sole, l’astro dona luce, calore e vita a tutto ciò che esiste nel sistema solare. Da sempre il Sole è stato considerato il principio maschile, in coppia con la Luna che incarna il principio femminile. Il Sole è associato anche all’immagine suprema del Sé e per questo motivo fu considerato come un simbolo divino, la rappresentazione di Dio. Dal punto di vista fisiologico simboleggia il Cuore, centro vitale, fonte di vita e di energia fisica, emotiva e affettiva.
In tutte le tradizioni il ciclo del Sole è stato associato alla vita di un personaggio divino, nel nostro caso alla vita del Cristo. Il ciclo solare comincia a Natale, simbolo del Sole bambino che nasce, il momento della massima tenebra, intorno al solstizio d’inverno. Passa attraverso la Pasqua, intorno all’equinozio di primavera, il momento della Resurrezione, che simboleggia la liberazione dalla materia e l’entrata nella parte luminosa. Si arriva poi alla Pentecoste, intorno al solstizio d’estate, dove il Cristo torna ai cieli. Tutta l’ascensione è stata compiuta, si è completato il distacco dalla materia. Intorno all’equinozio d’autunno, viene celebrata la festa di San Michele, l’Arcangelo solare che uccide il drago. Il drago è il mondo dei sensi, l’Uroboros, il serpente della Terra che tende ad affascinarci e a nutrirsi della nostra coscienza.
Il periodo del Natale è il momento dell’anno migliore per contattare la nostra parte più profonda, l’essenza, e iniziare la risalita. Possiamo liberarci dalla pesantezza dei nostri istinti, delle nostre passioni, dal dominio della materia. Il Natale e la Pasqua rappresentano i due momenti in cui ci sono tutti i presupposti che favoriscono una manifestazione esteriore, concreta e visibile del Sé, un inizio del riscatto del principio intelligente che abita in noi. Le dodici notti sante, che vanno da Natale all’Epifania, sono il periodo dell’anno in cui ha più senso iniziare a lavorare sulla parte profonda di Sé stessi e raggiunge l’apice nel periodo dell’Ascensione e della Pentecoste.
Ma se non siamo abituati ad entrare in armonia con i cicli della Luna, a contattare la mente profonda per conoscerne i contenuti inconsci, a considerare il significato dei sogni, come possiamo comprendere l’importanza del ciclo solare per arrivare a conoscere i significati del nostro Spirito, della parte più elevata? In genere noi viviamo la vita quotidiana immersi nel ciclo giornaliero e il livello di coscienza che abbiamo è ordinario. Per questo il ciclo solare è qualcosa di molto lontano da noi.
La Terra è un organismo vivente che respira magneticamente e attrae forza vitale. Si nutre della luce del cielo, l’assorbe, la trattiene dentro di sé, la digerisce e la rimanda fuori trasformata. Le energie del cielo scendono principalmente durante l’Autunno, entrano nella Terra e raggiungono il massimo della discesa e della concentrazione al solstizio d’Inverno. A partire da questo momento la Terra comincia liberare verso l’esterno la forza vitale accumulata e trasformata dal suo corpo. Con l’equinozio di Primavera la troviamo sul pelo della superficie terrestre che si ricopre di un manto verde, la vita si risveglia. Man mano che avanza la Primavera, fino al solstizio d’estate, tutta la forza vitale della Terra si irradia verso il cielo, tornando da dove è venuta.
L’estate dovrebbe essere un momento molto positivo per lo sviluppo del nostro Sé, però non viene sfruttato in questo senso perché il Sole che noi percepiamo, dato lo scarso livello di coscienza, non è il Sole interiore ma quello che brilla nel cielo, il quale fa in modo che in noi prevalgano le forze della natura, il mondo dei sensi, l’esteriorità. Se non siamo capaci di percepire la luce interiore, la potenza e la vitalità della luce esteriore, che porta benessere e una forte percezione dei sensi, fa sì che la natura del meraviglioso periodo estivo ci svii la nostra interiorità. Invece di restare in contatto col nostro Sé, il Sole interiore, ci sintonizziamo con il respiro della Terra e quando in estate la vitalità raggiunge il suo massimo veniamo trascinati fuori, verso il mondo, verso le cose: le impressioni sensoriali diventano gradevoli, piene e forti, tanto da far sì che i sensi offuschino la percezione della nostra parte interiore. Solo se siamo in grado di fare un vero percorso di conoscenza, questo momento di esteriorizzazione può portarci anche ad una maggior consapevolezza. Altrimenti, se siamo ancora molto legati alla mente ordinaria, il respiro della Terra ci trascina con se, rendendoci prigionieri dei sensi e delle percezioni.
Per il cammino spirituale l’inizio dell’estate rappresenta l’apice: nell’ascensione il Cristo torna al Padre e si manifesta sotto forma di Spirito Santo. Per noi rappresenta invece il massimo della distrazione da noi stessi, perché le percezioni sensoriali attraverso i nervi giungono al nostro cervello e lo ubriacano (di luce, di colori, di belle forme, di profumi, ecc.). Ma con il solstizio d’estate avviene un’inversione luminosa e con l’equinozio d’Autunno aumenta l’oscurità, l’energia della Terra scende verso il basso e anche noi andiamo verso l’interiorità, verso uno stato di coscienza dove la voce dei sensi si attenua e finalmente possiamo ritrovarci. Con il solstizio d’inverno il movimento di discesa raggiunge il suo massimo e comincia un nuovo ciclo. Ogni anno così possiamo ricominciare a ritrovare noi stessi.


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