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Medicine Non Convenzionali
I Cicli della Natura e il
Riequilibrio del Temperamento (prima
parte)
di Giorgio Mortini
19/01/07
L’equilibrio
dinamico tra l’Uomo (Microcosmo) e l’ambiente
(Macrocosmo) è uno dei presupposti fondamentali
non solo della Medicina Tradizionale Cinese o
Ayurvedica, ma è un concetto presente in
tutte le medicine tradizionali sia d’Oriente
che d’Occidente. La salute dipende dall’equilibrio
dell’Uomo nella sua globalità psico-somatica
con l’ambiente che lo circonda. I problemi
di salute arrivano quando questo equilibrio viene
meno, non solo a causa dello stress psicofisico,
ma anche per un’alimentazione non equilibrata,
in contrasto col temperamento e con i cicli che
influenzano il fenomeno vita sulla terra. Ogni
persona in base al proprio Temperamento è
più sensibile in determinati periodi dell’anno,
la natura di alcuni alimenti e medicamenti gli
si adatta meglio. “Che il tuo alimento
sia il tuo medicamento” diceva
Ippocrate. “Noi siamo quello che
mangiamo”, sosteneva il famoso
aforisma della Scuola Medica Salernitana. Infatti
i cibi che introduciamo con la dieta contribuiscono
ad influenzare il microambiente nel quale le cellule
vivono e possono cambiare profondamente la microecologia
cellulare e di conseguenza gli organi e i sistemi
dell’organismo, la forza vitale e lo psichismo
dell’individuo. La natura e le qualità
degli alimenti, i cicli naturali più evidenti,
espressione dei principali cicli del cielo, vanno
conosciuti e utilizzati il più possibile
in campo medico-sanitario per favorire la conservazione
e/o il recupero del benessere psicofisico.
Oggi si parla molto di Olismo, New Age, culture
e medicine orientali, e proprio per questo penso
che sia importante fare luce sulle conoscenze
filosofiche e scientifiche che hanno animato nei
secoli passati la Medicina Tradizionale Occidentale,
non per contrapporla a quelle orientali ma per
integrarla e cercare di mitigare il contrasto
tra la Medicina Ufficiale e la Medicina Naturale,
molto acceso in Italia. Questo contrasto non è
insanabile, ma è stato addirittura superato
dall’O.M.S. alla fine degli anni ’70.
La Commissione, dopo due anni di lavoro, formulò
un programma fondato sui seguenti punti:
• Incoraggiare una valutazione
realistica della Medicina tradizionale popolare
nei confronti della scienza moderna ai fini di
un progresso pratico delle cure mediche.
• Analizzare i meriti della
Medicina tradizionale popolare nei confronti della
scienza moderna, in modo da poter trarre il massimo
profitto dalle pratiche efficaci e scoraggiare
quelle che potrebbero essere nocive.
• Promuovere lo scambio
tra Medicine tradizionali e Medicina moderna.
Più recentemente l’O.M.S. si è
così pronunciato nei confronti dei trattamenti
curativi tramandati dalla tradizione: “I
prodotti e i trattamenti della Medicina tradizionale
di solito hanno una lunga storia di utilizzo sull’uomo.
Se gli effetti collaterali fossero gravi ed appariscenti,
il loro uso sarebbe stato sospeso dai terapeuti
tradizionali” (ipotesi definita
come “dottrina della sicurezza ragionevole”).
In ultimo, sempre l’O.M.S., ha ridefinito
il concetto di salute: non più
“assenza di malattia”
ma “stato di benessere psicofisico”.
Si tratta di un notevole passo in avanti, però
è sempre il frutto di una concezione dualistica,
tipica della cultura occidentale di matrice cristiana,
che ci ha abituato a considerare l’uomo
solo in termini di corpo e anima. La scienza medica
quando si è emancipata dalla religione
ha rinominato questi due aspetti chiamandoli corpo
e mente oppure soma e psiche.
Le Medicine tradizionali invece hanno sempre avuto
una visione olistica dell’Uomo, cioè
fatto ad immagine e somiglianza del Principio
creativo e quindi costituito da una trinità
di aspetti; di conseguenza considerano la salute
come uno stato benessere del corpo,
della mente e dello spirito
(quell’entità metafisica, trascendente
che eleva l’uomo al di sopra degli animali).
Questa concezione in Occidente si ritrova a partire
dall’antica idea pitagorica di “armonia”
che vede nell’uomo il Microcosmo nel quale
si riflette lo stesso ordine presente nell’Universo,
il Macrocosmo. Tale teoria, basata su una visione
unitaria dei fenomeni (relativi all’uomo
e all’ambiente in cui è immerso)
porta ad una pratica medica volta a cogliere il
senso globale della malattia, intesa come “alterazione
di quell’armonia che tutto regge”.
Quindi il concetto di salute inteso in senso globale,
o “Olistico” consiste in uno stato
di benessere in cui corpo, mente/emozioni
e spirito sono in “armonia”
e guidati dalla consapevolezza di sé,
della natura, della società
e dell’universo.
Ogni individuo vivente era considerato un misto
costituito da tre componenti fondamentali, (Anima,
Spirito, Materia
o Corpo) che la moderna psicosomatica
chiama (Psiche, Energia,
Soma). Essi
nascono dall’interazione dei quattro
elementi basilari della natura, cardini
di tutto l’universo (Fuoco,
Aria, Acqua, Terra).
Nella natura questi quattro elementi coesistono
in ogni essere, sono costantemente in interazione
tra loro, cooperano insieme e si cambiano facilmente
l’uno nell’altro.
È importante aggiungere ai quattro elementi
le quattro qualità elementari che spettano
alla natura delle cose (Caldo,
Freddo, Umido,
Secco) e sono in corrispondenza
con le quattro stagioni:
• Caldo e Secco
generano il Fuoco - (estate)
• Caldo e Umido
generano l’Aria - (primavera)
• Freddo e Secco
generano la Terra - (autunno)
• Freddo e Umido
generano l’Acqua - (inverno)
Il prevalere in ogni essere di uno o due dei quattro
elementi, dal punto di vista energetico determina
il suo temperamento. Si tratta
di un qualcosa che sta tra la costituzione fisica
e la personalità di un individuo, ha a
che fare sia con il corpo che con l’energia
che lo anima. Tra gli esseri umani difficilmente
esiste un temperamento puro, ma più spesso
un misto tra due temperamenti dove, comunque,
uno prevale sull’altro; ci sarà un
temperamento primario e uno secondario.
Il prevalere di un temperamento determina la prevalenza
di un umore nel corpo e viceversa: “ciò
che gli elementi sono nel mondo, gli umori sono
nel corpo umano”. L’umore
prevalente non deve però superare certi
limiti, altrimenti si passa dalla crasi
(armonia, equilibrio), alla discrasia
(sproporzione, disarmonia). La discrasia è
uno dei concetti fondamentali della Medicina Ippocratica
e di quella Spagyrica, che sta alla base non di
una singola patologia, ma di tutta una serie di
patologie analogicamente ricollegabili all’eccesso
di un umore. Una discrasia si può verificare
per una dieta incongrua, per la costituzione dell’aria
o per l’azione di miasmi: vediamo qui adombrate
discipline che oggi definiremmo rispettivamente
dietologia, bioclimatologia e infettivologia.
Inoltre, quando si tiene prevalentemente conto
del mondo interiore, attinente alla vita dell’anima
e allo spirito, oppure del mondo esteriore, dell’aspetto
fisico della vita, in entrambe i casi si provoca
uno squilibrio nell’ambito delle quattro
forze che concorrono al manifestarsi della realtà
umana e si innescano prima o poi le relative conseguenze.
L’attualità di Ippocrate passa anche
attraverso questi concetti oggi ripresi dalla
clinica più accorta e dalla medicina omeopatica,
perchè di fatto è un modello che
incoraggia l’individualizzazione della terapia.
Per riconoscere il temperamento di un individuo,
dal momento che l’energia non si vede, si
osserva la sua costituzione fisica e la personalità
o, per meglio dire, gli aspetti del carattere.
Va ricordato che il temperamento è riconoscibile
in maniera evidente quando c’è discrasia.
Si arriva così alla Teoria umorale
e alle Costituzioni Ippocratiche,
cardini della medicina occidentale fino alla metà
del XIX secolo:
• Collerico o Bilioso
- elemento prevalente Fuoco -
umore Bile Gialla
• Sanguigno - elemento
prevalente Aria - umore Sangue
• Melanconico - elemento
prevalente Terra - umore Bile
Nera
• Linfatico o Flemmatico
- elemento prevalente Acqua -
umore Linfa o Flegma

In linea di massima il Collerico
è magro, tonico; la cute è calda
e olivastra; ha funzioni neurovegetative rapide;
intelligenza e immaginazione vivaci; sguardo penetrante
ed espressivo che rivela un carattere espansivo,
volitivo, ambizioso, passionale, coraggioso. Vive
fortemente il fuoco, elemento in cui la vera individualità,
lo spirito dell’uomo, trova maggiori possibilità
per farsi strada.
Il Sanguigno ha forme tondeggianti
ma piene e toniche, cute rossa e calda; funzioni
neurovegetative attive; intelligenza veloce, creativa,
intuitiva; carattere estroverso, gioviale e impulsivo.
Vive essenzialmente nell’elemento aria in
cui si esprimono le forze animiche, le quali da
un lato si servono del sistema nervoso, dall’altro
della respirazione.
Il Melanconico è magro,
astenico; ha la cute fredda e olivastra; funzioni
neurovegetative rallentate; lo sguardo poco espressivo
che rispecchia un carattere introverso, riservato,
pessimista e incline alla tristezza. Vive nell’elemento
terra ed è il temperamento in cui emerge
maggiormente il solido-fisico.
Il Linfatico ha forme rotonde
e flaccide; cute pallida e fredda; funzioni neurovegetative
torpide; carattere introverso, adattabile, sensibile,
paziente e riflessivo. Il corpo del flemmatico
è unito soprattutto con le forze della
crescita, col segreto della vita che si cela nell’elemento
acqua, perciò nel suo organismo i fluidi
hanno la massima importanza ed il sistema ghiandolare
ha un ruolo di primo piano.
Il sistema Umorale conduce direttamente alla medicina
Ippocratico-Galenica, che si basava su
due precise e differenti metodiche di intervento:
la prima detta “dei contrari”,
(se c'è caldo raffreddo, se c'è
freddo riscaldo, se è secco uso l'umido,
se è umido uso il secco), impiegata quando
si riteneva di dover scacciare dal sistema “gli
invasori esterni” cioè se la malattia
era di origine esogena. Quando invece si riscontrava
in una persona una debolezza costituzionale o
comunque una carenza reattiva e quindi la malattia
era di origine endogena, si usavano rimedi che
andavano a sostenere l’energia deficitaria,
applicando così la metodica “dei
simili”.
La Teoria dei Quattro Elementi e quella Umorale
pongono l’uomo al centro dell’universo
e in relazione diretta con tutto ciò che
lo circonda (un Microcosmo nel Macrocosmo), poiché
in base al concetto dell’unità
di tutte le cose nell’uomo si manifesta
l’universo intero. I quattro elementi sono
messi in relazione con i principali cicli
luminosi (stagioni, fasi lunari, ore
del giorno), manifestazioni delle componenti
solare e lunare che insieme si fondono
e regolano tutti i cicli della natura compresi
quelli interni al corpo umano. Sulla base di questi
elementi si ricava l’abbinamento tra umori
e cicli della natura, tra temperamenti e qualità
intrinseche di alimenti e piante medicinali
(sintesi delle energie cosmiche e ambientali che
ogni individuo, animale e vegetale, assorbe nel
suo nascere e crescere), che si esprimono attraverso:
sapore, colore, odore, forma, consistenza, natura
(calore, umidità, secchezza, freddezza).
Tutte queste energie sono portate all’interno
di chi se ne nutre e lì interagiscono con
le energie del corpo, favorendo l’armonia
o la disarmonia.
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