HOME


Macrolibrarsi.it presenta: Parole per Emozionare, il Contest su Facebook


Medicine Non Convenzionali

Farmaco-dinamica del Rimedio Spagyrico
di Giorgio Mortini
20/12/06

Alcuni vedono l’Alchimia come l’antenata della chimica. In realtà l’Arte alchemica non si occupa di una chimica reale, ma simbolica. Sta di fatto, però, che nella sua storia si è lavorato molto in laboratorio, arrivando così a scoperte significative, non solo nell’ambito della chimica ma della scienza in genere, che erano il risultato di profonde speculazioni sulla natura della materia, dell’Universo e dell’essere umano. Quello che a noi interessa è che le scoperte di laboratorio sono state sempre applicate alla terapeutica, cioè alla creazione di rimedi atti a curare le varie malattie. Nell’arco della storia sono stati prodotti farmaci molto efficaci che, in epoca Rinascimentale, con Paracelso, presero il nome di spagyrici. Il legame tra Alchimia e medicina è sempre stato fortissimo, a doppia mandata, e non si è trattato di un’applicazione secondaria, spesso ne era il punto di partenza. Questo lo si ritrova anche a livello simbolico, nel mito stesso dell’alchimia, la Pietra filosofale. Per riuscire a trasformare i metalli in Oro, gli alchimisti dovevano prima realizzare questo misterioso preparato che, stando a come lo descrive la tradizione, era simile ad un cristallo rosso rubino. Alla Pietra si riconosceva, non solo la qualità di operare la trasmutazione metallurgica, ma anche, e soprattutto, di guarire qualunque malattia. Una volta che si fosse riusciti a prepararla, bastava assumerla in dosi omeopatiche, disciolta nel vino, per garantirsi l’immunità da tutte le malattie e una lunga vita. L’Elisir di lunga vita, va visto come un simbolo, un concetto teorico, però dal punto di vista pratico, la tradizione alchemica ha messo a punto una vasta gamma di rimedi, la cui preparazione segue esattamente i principi teorici dell’alchimia.
Studiando la storia della medicina fino agli albori della civiltà egizia, di quella cinese o vedica, ci si rende conto del fatto che la lavorazione dei farmaci in Egitto, come del resto nelle altre civiltà antiche, avveniva in modo spagyrico. Col tempo i metodi di preparazione sono scivolati sempre più verso il piano materiale, fino a considerarlo l’unico degno di essere preso in considerazione. Si giunge così alla farmacologia chimico-allopatica dei nostri giorni che comunque, se utilizzata a dovere, non va demonizzata.

Il farmaco allopatico
La prima caratteristica del farmaco allopatico è di possedere una azione biochimica molto più importante rispetto ad un complesso fitoterapico. Il fitoterapico si pone similmente come atteggiamento, ma conserva sempre la propria molteplicità nella varietà dei principi attivi (fitocomplesso). Invece il farmaco di sintesi contiene ed è determinato da un particolare principio attivo che viene somministrato in dose ponderale. Questa metodica è una classica metodica da contrari. Da questo punto di vista il rimedio fitoterapico è analogo al rimedio allopatico: la pianta che ha proprietà antibiotiche molto spiccate le ha proprio in senso allopatico.
La valeriana per esempio ha un’azione allopatica ben precisa, che è ben definita e che non si discosta dalle indicazioni fitoterapeutiche tradizionali. Parlando di allopatia includiamo anche la fitoterapia e anche tutti quei rimedi che sono preparati in un modo tale da non avere altra azione che quella biochimica.

Il rimedio spagyrico
All’azione descritta per il fitoterapico (azione biochimica) il rimedio spagyrico, grazie ad una opportuna lavorazione, associa qualità biofisiche. Questa azione biofisica, ottenuta attraverso la dinamizzazione, non avviene con la diluizione come nel rimedio omeopatico. Non si rinuncia all'aspetto biochimico per l'aspetto biofisico ma anzi lo si conserva e lo si esalta: gli oligoelementi sciolti nel rimedio dopo la calcinazione delle ceneri sono uno dei fattori che completano e integrano l’azione biochimica degli altri principi attivi.
La dinamizzazione, fatta senza diluizione e in maniera lenta (cioè senza succussione), viene praticata mediante lentissima evaporazione in cucurbita con capitello cieco o in pellicano per irraggiamento dei raggi soli-lunari. Questo dona al rimedio spagyrico delle proprietà biofisiche che sono fisiologiche ed in analogia alle proprietà biochimiche.
Il rimedio spagyrico è un nuovo Individuo di Natura che ha subito tutto il processo di separazione e purificazione alchemica.
La riunificazione dei tre Principi avviene attraverso l’ultima “dinamizzazione spagyrica” che vede il ricongiungersi della parte liquida (Principio Femminile) con quella solida (Principio Maschile), che rispettivamente contengono l’essenza e il fuoco nascosto. L’essenza contenuta nel liquido corrisponde al profumo, il fuoco è nascosto nella terra o solido.
Il rimedio spagyrico agisce contemporaneamente su tutti e tre i piani del sistema uomo: Salino o fisico (sali minerali, oligoelementi), Mercuriale o energetico (alcool endogeno e macerato), Sulfureo o psichico (effluvi odorosi). Attraverso l’uso di un rimedio preparato spagyricamente, si può arrivare a capire, senza fare danni, quale principio di quell’Ente di Natura ha causato la guarigione dell’individuo.
Passando attraverso la Medicina Spagyrica si può giungere a conoscere bene l’Omeopatia e la “legge dei simili” o della “simpatia universale”, per intuizione diretta. Si arriva a comprendere qual è l’Archetipo che ha causato, per simpatia frequenziale, per legge dei simili, la guarigione. Uno squilibrio causato da un rimedio omeopatico sbagliato o quasi giusto, può creare un’interferenza frequenziale sul piano sottile. Se invece si assume un rimedio spagyrico sbagliato ciò non avviene, perché il rimedio è bilanciato in modo naturale su tutti i piani dell’esistenza. Inoltre non è stato costretto a passare di piano in piano per mezzo di violente succussioni, ma attraverso i naturali processi spagyrico-alchemici. Con il rimedio spagyrico l’odore, il sapore, il gusto, il colore, le componenti biochimiche di sali, oligoelementi, principi attivi, ecc., dialogano in modo sia diretto che indiretto con tutte le componenti di un individuo. Con questo preparato sono i cambiamenti negli schemi mentali a fare da cartina di tornasole, non l’iniziale acutizzarsi delle sue sofferenze.
Queste proprietà biofisiche non sono riducibili in termini di mero “magnetismo”: sono invece il richiamo di un campo energetico caratterizzato da “forze” ben precise dette Archetipi. Una definizione di archetipo dataci da C. G. Jung suona all'incirca così: “…gli archetipi sono dati psicoidi che interferiscono con un determinato ambito di spazio e tempo”. Quindi forme non fisiche ma psichiche che occupano i campi energetici. Quando noi pensiamo ad una pianta non dobbiamo pensarla solo come entità materiale; ogni individuo di natura ha un proprio campo e questo campo è informato da determinate forze.
Il compito dello spagyro è rendere operanti queste forze che sono latenti nella pianta. Queste proprietà “sottili” impercettibili ai sensi, vanno esaltate in modo che poi questo potere si manifesti come colore. È questo colore che avrà il compito di “tingere” anche l’anima del soggetto che ne ha bisogno. Solo a queste condizioni una “tintura” può considerarsi spagyrica.

Il rimedio omeopatico
è un farmaco a tutti gli effetti (nel senso di veleno) ma non è un farmaco (contrariamente all’allopatico) che produca degli effetti collaterali. Basa la sua funzionalità sull’effetto collaterale perché usa l’effetto collaterale come agente curante; esso stimola l’energia vitale ad una risposta peggiorando in apparenza lo stato patologico che è presente in quel momento. In questo modo l’energia vitale, come dice Hahnemann nell'Organon, “si sente aggredita da una malattia artificiale” (che è l’effetto del rimedio omeopatico) e per rispondere a questa annulla anche i sintomi della malattia naturale. Quindi il rimedio omeopatico non è l’agente curante, ma lo è la reazione dell’energia vitale dell’organismo umano in presenza di una malattia artificiale

Nei primi decenni del 1800 S. Hahnemann inventa l’Omeopatia. Egli, da buon alchimista, comprende che il rimedio fitoterapico ottenuto con il metodo classico informa con frequenze appropriate il Principio Sale, ma non prende in considerazione l’effetto di lenire contemporaneamente il male sul Piano Mercuriale e su quello Sulfureo. Hahnemann rifiuta la visione materialistica della medicina fino ad arrivare ad una forma di medicina totalmente energetica. Il rimedio omeopatico non ha sapore, non ha odore, non ha colore, talvolta dalla 12 CH in su non c’è molecola; l’informazione viene data solo sul Piano Energetico, Mercuriale. Nessuno degli aspetti biochimici della natura viene incontro per lenire il dolore, ma se tra mille rimedi si trova la giusta frequenza per quel paziente, si ottiene il miracolo della guarigione omeopatica. L’Omeopatia costituisce un punto d’arrivo molto alto nel campo della terapia. Il rimedio omeopatico risulta dunque essere un’arma potente per la selettività della sua azione, ma anche pericolosa e insidiosa per il medico insufficientemente esperto e poco cosciente di sé. Spesso assistiamo a maldestri adattamenti della psiche e del corpo alle variazioni energetiche apportate nel sistema uomo dal rimedio omeopatico “quasi giusto” (aggravamento omeopatico), o anche nel caso in cui non si somministri con esattezza millimetrica il simillimum. Il grande maestro Hahnemann ha ideato un sistema che, perfezionato nel corso della vita, permette a “chi ne è degno” di guarire senza effetti collaterali, per ampliamento della coscienza.
A chi serve in realtà l’aggravamento? Non certo al paziente, ma al medico poco cosciente, che altrimenti non saprebbe come capire se la frequenza somministrata sta agendo nel modo giusto.

In sintesi il rimedio omeopatico si comporta come una malattia artificiale mentre il rimedio spagyrico come una fisiologia artificiale. Il rimedio allopatico, purtroppo, inibisce o reprime determinate funzioni fisiologiche e nel risolvere una patologia comporta sempre degli effetti collaterali.
A questo livello le modalità di intervento si diversificano: più esplicitamente occorrerà valutare se indurre una risposta utilizzando il “simile patologico”, il suo “contrario” o il “simile fisiologico”. In questo vi è la differenza di fondo tra la visione omeopatica, allopatica e spagiryco-alchemica. Siamo quindi di fronte a tre differenti metodiche terapeutiche e conseguentemente a tre forme di rimedio differenti, che hanno caratteristiche diverse e che proprio per questo si adattano ad una di queste metodiche e non all’altra.
Il rimedio omeopatico è una informazione patologica, è un rimedio che genera sintomi.
Il rimedio spagyrico è una informazione fisiologica che sostiene e stimola il corretto processo fisiologico di un determinato distretto organico o funzionalità vitale.
Il rimedio omeopatico e quello spagirico “ben scelti” (e somministrati nei dovuti modi) non comportano effetti collaterali. L’unico effetto collaterale alla somministrazione è la sana risposta fisiologica dell’energia vitale.

Queste tre metodiche conducono a effetti diversi e vanno comunque conosciute in modo da poterle impiegare nei diversi casi in cui servono. Bisognerà imparare ad usare il buon senso e i rimedi quando e come necessita. L’utilizzo di un farmaco allopatico affiancato a un rimedio omeopatico non ha senso, in quanto sono due metodiche terapeutiche in contrasto tra loro. Cosa totalmente diversa è invece associare il simile della malattia con il simile fisiologico. Quindi è possibile utilizzare un rimedio omeopatico, per stimolare l’energia vitale, associato ad uno spagyrico, per dare un aiuto fisiologico a recuperare lo stato di salute.
Ad esempio in un problema epatico, il farmaco allopatico lavora direttamente sul problema del fegato, il rimedio omeopatico induce la malattia che il fegato ha in quel momento, e stimola così l’energia vitale, mentre il rimedio spagyrico stimolando artificialmente il fegato dal punto di vista fisiologico, ne migliora la funzionalità.


Il farmaco allopatico, seguendo la logica “molecola contro molecola”, agisce al livello del sale.

Il rimedio spagirico lavora sia a livello del Sale (biochimico), che a livello dello Zolfo e del Mercurio, (biofisico).

Il rimedio omeopatico non è rintracciabile ad una analisi biochimica. Si tratta di un’informazione biofisica priva di stimolo biofisico e che, per l'alchimista, agisce sul piano del Mercurio.



articoli dello stesso autore:
-
Spagyria: la Medicina Naturale Occidentale. Il recupero della Tradizione nella Medicina moderna
-
Farmaco-dinamica del Rimedio Spagyrico
-
I Cicli della Natura e la riequilibrio del temperamento (prima parte)

- I Cicli della Natura e il Riequilibrio del Temperamento (seconda parte)
- A Tavola Seguendo la Natura. Consigli di alimentazione ed erboristeria per affrontare la Primavera secondo la Medicina Tradizionale
- Medicina Tradizionale Occidentale. I 4 Temperamenti: una via per l’autoconoscenza.


HOME

 


macrolibrarsi un circuito per lettori senza limiti
kkkkkkkkkkkkkkkkkk

www.infoculturale.it è un sito amatoriale e viene aggiornato saltuariamente. Pertanto, ai sensi della Legge n. 62 del 07/03/2001 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 67 del 21 marzo 2001, non può considerarsi un prodotto editoriale. Chi collabora all'aggiornamento di InfoCulturale lo fa senza alcun tipo di retribuzione, né di rimborso spese ma unicamente con intento divulgativo e informativo. InfoCulturale non è collegato ad alcun periodico o testata giornalistica, non persegue finalità politiche o economiche e in ogni caso fini di lucro, nè vantaggi materiali o ingiusto profitto. In qualità di iniziativa di servizio il sito si ispira al principio della totale gratuità, di condivisione e divulgazione degli argomenti trattati.