| Come
riconosco l'amore del cuore?
Citato da: Elmar e Michaela
Zadra, ©Tantra per due - Una guida alla felicità
della coppia, Bestseller Mondadori 1999, p. 278
Molti
si chiedono: cos’è veramente l’amore?
Come riesco a distinguerlo da altri sentimenti
di affetto? Sappiamo che possiamo trovarlo nel
cuore, al centro del quarto chakra. Eppure, molti
quando l’incontrano per la prima volta si
chiedono: dove è?
L’energia del cuore non ha infatti alcuna
sfumatura sentimentale e ignora le frasi romantiche
come “Senza di te non posso vivere”,
“tu sei il mio amore” o ” voglio
fondermi con te”, appartenenti al secondo
chakra. L’amore non è emozione e
segue dei ritmi completamente diversi: le emozioni
vanno e vengono , sono soggette alle situazioni,
sono influenzabili, hanno degli alti e bassi;
l’amore è costante, è un sintonizzarsi
con se stessi. Le emozioni legate all’innamoramento
passano, mentre l’amore resta.
Come scrive Bernhard Mack, un famoso terapeuta
di coppia, “sia la saggezza che i sentimenti
approfondiscono l’amore e le sensazioni
piacevoli aiutano a rimanere nello spazio interiore
dell’amore, ma non devono essere confusi
con l’amore. Amare è un processo
che si può imparare. Molte persone hanno
bisogno di affidarsi per lunghi periodi ai sentimenti,
di organizzare la loro vita secondo i propri sentimenti,
di lasciarsi trascinare di qua e di là
dalle emozioni, di innamorarsi e di dis-innamorarsi
nelle vicissitudini patetiche, di cambiare spesso
partner, di crearsi un grande caos di diverse
relazioni, di separazioni, di ri-innamoramenti,
di riconciliazioni e di drammi amorosi. Molte
persone hanno bisogno di questi periodi drammatici,
di alti e bassi, per poter arrivare a una saggezza
interiore” capace di creare quel polo fermo
nel loro petto che riesce ad abbracciare simultaneamente
tutte le diverse emozioni, prima vissute soltanto
una dopo l’altra.
L’amore non dipende quindi dal partner,
ma dal nostro centro. È uno spazio al centro
del nostro petto che permette ai pensieri e ai
sentimenti di entrare e di uscire incondizionatamente,
accetta tutti i moti interiori senza giudizio,
non ci paragona con gli altri e non confronta
i nostri comportamenti con i nostri ideali. Lama
Yesce, il nostro primo maestro tantrico, parla
dell’amore come “uno stato mentale
infuso di chiarezza, di semplicità e tolleranza,
dotato di serena saggezza e di profonda compassione.
Consiste nell’aprire totalmente il nostro
cuore, mantenendolo tale il più possibile.”
L’energia del cuore accoglie e accetta anche
tutte le altre energie, non conosce le parole
“buono e cattivo”, è un’energia
piuttosto fresca, non focosa, priva di passioni
o antipatie, di pro e contro, è neutrale;
con la sua imparzialità distaccata riesce
a comprendere tutti gli opposti, accetta senza
condizioni e accoglie anche il partner senza critiche
o pretese. L’amore vibra con le emozioni,
ma senza lasciarsi coinvolgere. L’amore
ha la capacità di amare la realtà
così come è, di conoscere tutti
i difetti di un partner e di continuare ad amarlo.
Considerando il partner nella sua interezza, l’amore
diventa una forza incredibile. Indicare nel cuore
la sua sede non è una metafora, quello
è il reale spazio fisico nel quale proviamo
amore, sentimento che si traduce con la sensazione
di essere completi e colmi, in pace con noi stessi,
accoglienti e vasti, in grado di comprendere ciò
che viene da dentro e ciò che arriva dal
mondo. L’amore si rivolge al proprio essere
nella stessa misura in cui si rivolge agli altri.
Chi afferma di amare gli altri più di se
stesso in realtà non ama: insegue un’idea.
Se amiamo non saremo mai vittime o martiri, ma
semplicemente felici e lo comunicheremo attraverso
un’espressione felice che significa “voglio
bene a me stesso”. L’amore non conosce
altruismo come non conosce egoismo, perchè
accetta ad entrambi.
L’amore ha un ampio respiro, in senso metaforico
come in senso reale. Un chakra del cuore aperto
si manifesta esattamente con una sensazione di
apertura nel petto, un libero fluire del respiro
che attraversa il torace con il suo movimento
ritmico e si ripercuote negli altri chakra, sia
alti che bassi. Per questa ragione i buddisti
meditano sul respiro: oltre a rendere la mente
più equilibrata e concentrata, ci riporta
al nostro chakra centrale, dandoci un’incredibile
stabilità interiore. Collegare i nostri
pensieri, sentimenti e sensazioni mutevoli alla
continuità del respiro è forse la
strada maestra per nutrire e aprire l’energia
del cuore. Questo ci porterà a una comprensione
delle cose che non proviene dall’intelletto,
ma dall’intuizione, e deriva direttamente
dalle esperienze vissute con intensità.
Il chakra del cuore è collocato esattamente
nel mezzo, degli altri sette, mette in contatto
i tre chakra personali inferiori con quelli spirituali
superiori. Quando siamo collegati con il cuore,
non riusciamo a giudicare ciò che è
spirituale meglio di ciò che è fisico:
entrambi hanno il proprio posto nell’universo
e insieme formano l’essere umano.
Ma amore non è qualcosa che possiamo aspettarci
di ricevere. Finché non ci collegheremo
con l’energia del nostro cuore, non saremo
in grado di accorgerci se qualcuno ci ama. Come
nella sessualità, anche rispetto all’amore
abbiamo un limite di sopportabilità e a
volte, quando ci innamoriamo di una persona, inconsciamente
usiamo qualche strategia del secondo o del terzo
chakra per uscirne. La ragione di questo comportamento
è che non siamo abituati a tanto amore:
dobbiamo imparare ad aprire il nostro cuore passo
per passo.
Amare presuppone aprirsi nella mente, il che significa
smettere di determinare la nostra vita con il
pensiero e consiste nel permetterci di cogliere
attraverso una “testa larga” quegli
stimoli sottili che vengono dai chakra superiori.
Quando siamo “nel cuore”, i pensieri
diventano silenziosi e formano un vuoto all’interno
del quale può sorgere un’altra potenzialità
nella nostra mente: l’intuizione che vede
e comprende in modo istantaneo e in un’ottica
più ampia. Amare presuppone anche di renderci
attivi emotivamente, senza trattenere le emozioni
per paura, vergogna, perché pensiamo che
non siano adeguate o accettabili. Anzi, richiede
proprio di liberare la pressione nella nostra
pancia (secondo chakra), esprimendo e regalando
le emozioni. In questo modo diamo nutrimento al
corpo fisico e i tre chakra inferiori. Per amare
bisogna avere dei chakra inferiori forti, sentirsi
a proprio agio nel corpo, nel proprio io, nei
sentimenti e nei rapporti con gli altri. Viceversa,
l’amore non trova un appoggio dal quale
espandersi.
Prima di poter aprire il cuore, dovremo esserci
creati un Io forte che non si senta dipendente,
cioè un Io maturo e non infantile, sempre
bisognoso di qualcosa e di qualcuno. Accettare
gli altri va di pari passo con l’accettare
se stessi, stare bene con gli altri è più
facile per chi sa stare bene anche da solo; essere
intimi all’interno della coppia è
qualcosa di molto simile all’essere soli:
in entrambi gli stati diventiamo intensi e veniamo
inevitabilmente sollecitati da ciò che
in noi richiede ancora attenzione, dedizione,
impegno o accettazione. L’amore è
la cornice della consapevolezza, all’interno
della quale la nostra solitudine può trasformarsi
in un profondo “stare bene con se stessi”
che, una volta che conosciuto, può essere
anche condiviso, senza entrare in ansia. Ma il
nostro cuore, così come quello del partner,
si aprirà soltanto se sarà libero.
Non sopporta infatti pressioni o ricatti di alcun
tipo, perciò la frase “Dovresti amare.....”
è semplicemente assurda: dovere e amare
sono concetti che si escludono a vicenda. Arrivare
all’energia del cuore significa abbandonarsi
a se stessi, saltare verso l’interno, e
non può mai essere frutto di un’imposizione.
Solo così dare e ricevere diventano azioni
autentiche, senza attaccamenti o rimorsi.
Nel buddismo la strada verso il cuore viene chiamata
“la via del bodhisattva”. Non è
possibile arrivarci senza impegno e senza sforzi:
richiede continue attività pratiche e meditazioni
guidate dal desiderio di realizzare l’amore
nel proprio corpo e nella propria mente, oltre
a presupporre che ci lasciamo toccare profondamente
dalle emozioni e comprensioni nostre e degli altri.
Il rapporto di coppia è un’ottima
occasione per percorrere questa strada e diventare
così persone sempre più colme di
amore.
L’amore non cade dal cielo come l’innamoramento
o l’attrazione, né si può
ottenere con la volontà o con lo studio.
Richiede invece il dedicarsi con passione a noi
stessi, alla nostra vita interiore, permettendo
a tutti gli avvenimenti importanti di collegarsi
al nostro centro, in uno spazio interiore che
li comprende nella loro interezza.
Il prossimo esercizio, l’abbraccio del cuore,
può essere d’aiuto in quest’ottica.
Anche se è semplice, provandolo vedrete
che porta in sé la potenzialità
di creare amore e intimità, instaurando
un legame profondo con l’amato.
Chi ha bevuto una volta questo nettare, rimarrà
assetato finché non ritornerà di
nuovo alla fonte:
Prendetevi cinque minuti per un abbraccio: rimanete
entrambi in piedi per mantenere il flusso energetico
dal basso verso il cuore, e abbracciatevi in modo
tale da essere in contatto totalmente, dai piedi
alla testa. Respirate con consapevolezza e dirigete
l’attenzione della mente alle sensazioni
corporee e alle emozioni: senza usare le parole.
Ripetete questo abbraccio ogni giorno, per esempio
la mattina prima di andare al lavoro. Restate
con l’attenzione concentrata sul corpo,
in modo da percepire anche le piccole sensazioni,
i piccoli spostamenti di energia, o i movimenti
nella forma dell’aura.
Cosa senti? Quali parti del corpo e quali chakra
sono aperti verso il partner? Quali invece sono
chiusi? Dove non senti niente? Dove fluisce qualcosa?
Ti senti nutrito, soffocato o liberato? Cosa eviti
e cosa ottieni attraverso le tue strategie di
difesa (per esempio: parlare, tossire, muoverti,
ridere, trattenere il respiro)?
Se hai la sensazione che non accada nulla, lascia
fluire questo nulla nel corpo e ciò che
provi per esso. Ripeti l’esercizio per un
mese, aumentando gradualmente la durate dell’abbraccio
(fino a dieci minuti). Se nasce un desiderio sessuale,
restate ugualmente abbracciati: separate il sesso
da questo rituale. Chiudetelo con un saluto o
una parola (volendo, potremo condividere la nostra
esperienza con il partner raccontandogliela).
Può darsi che inizialmente ci saranno dei
momenti in cui non sentirete nulla e vi chiederete:
“Ma che senso ha? Lasciamo perdere!”.
E’ importante invece non smettere, ma osservare
questi pensieri e continuare l’esercizio,
focalizzando l’attenzione sul respiro e
sulle sensazioni corporee. Quando andate a contattare
il vostro cuore, la prima cosa che spesso incontrate
è un grande vuoto, la noia, il niente.
Non trovate nemmeno un dolore o un problema ai
quali aggrapparvi con la mente: questo è
difficile da sopportare.
Vi può anche accadere di sentirvi completi
in voi stessi e, come per miracolo, di annullare
i confini col partner, nonostante vi resti la
chiara percezione dei vostri limiti: vi siete
uniti energeticamente. Si è ripetuto lo
stesso fenomeno che avviene quando vi innamorate,
ma questa volta in forma più consapevole,
anche se meno coinvolgente. E’ meraviglioso
però sapere che, volendo, potete riassaporarlo
tutti i giorni grazie ad un semplice abbraccio.
Dopo averlo praticato per uno o due mesi, potete
inserirlo anche nei giochi erotici: per esempio,
come inizio prima di passare alle carezze e ai
baci. In questo modo un rito amoroso potrà
diventare una meditazione a due.
Sentiamo Claudia di Bologna: “Abbiamo praticato
l’abbraccio per più di un mese ed
è diventato il rituale più bello.
Ci ha regalato una solida intesa e ha arricchito
il nostro rapporto di momenti dolcissimi. In più,
mi fa iniziare la giornata in una maniera diversa.
Sentendomi più piena, noto che riesco a
sbrigare le mie faccende con più serenità.”
Carlo, suo marito: “Quando Claudia mi ha
parlato per la prima volta dell’idea dell’abbraccio
ho pensato: “Ecco una delle sue tante idee
sciocche”. Lo facevo per accontentarla,
e così non ho avvertito subito la differenza
che provocava nel mio sentirmi. Soltanto dopo
una settimana di noia ho cominciato veramente
a porre attenzione al respiro e a cogliere ciò
che provavo nel corpo. Per strada, andando in
ufficio, mi sono accorto di sentirmi più
leggero del solito. Questo fatto mi ha stupito,
ma vedendo Claudia così contenta ho deciso
di continuare l’abbraccio per un altro mese.
Il nostro rapporto è diventato più
caloroso, si è creato un legame invisibile
che ci dà una certa fiducia e tranquillità.”
Citato da: Elmar e Michaela Zadra, ©Tantra
per due – Una guida alla felicità
della coppia, Bestseller Mondadori 1999, p. 278
Per sapere di più: www.maithuna.it
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