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Shiatsu
e Bioenergetica
Lavorare
sulle emozioni
di
Giorgio Mortini
Il
corpo è la chiave per penetrare in ciò
che viene chiamato carattere. Il carattere, tratto
fondamentale della personalità che si struttura
a partire dall’infanzia, non è altro
che il modo di reagire alle situazioni della vita.
Rappresenta un meccanismo di protezione, la sintesi
delle difese che un individuo oppone alle provocazioni
del mondo. Non vi sono solo difese psichiche,
ma anche corporee, con le quali ci proteggiamo
dalle difficoltà emotive e dagli stress.
Queste difese si condensano in alcune zone del
corpo costituendo una vera e propria corazza corporea.
Il corpo parla anche se non si muove. Il respirare,
il modo di tenere le spalle (curve o diritte),
la posizione del bacino, la contrazione della
mascella, non sono soltanto caratteri fisici,
ma modi di essere che rivelano un carattere e
una storia psichica ben precisa. Reich diceva:
“ogni tensione muscolare contiene la storia
e il significato della sua origine”.
A partire dall’infanzia, l’individuo
cresce e si sviluppa sia a livello fisico che
emotivo, formando un proprio carattere individuale
che, a livello psicologico, si struttura in base
alle esperienze di vita, nella relazione con l’ambiente
(genitori, famiglia, società). Nel contempo
il carattere si sviluppa anche a livello fisico
(sviluppo scheletrico-muscolare). A ogni frustrazione,
pulsione repressa, dall’infanzia in poi,
corrisponde nel corpo un irrigidimento. Queste
tensioni sono i “blocchi energetici”,
e con gli anni formeranno la cosiddetta “corazza
o armatura caratteriale”, che limita i sentimenti
e la libera espressione dell’individuo.
Cresciuta addosso, anno dopo anno, la corazza
non si lascia eliminare facilmente, anzi spesso
non ci si accorge di averla.
L’uomo è quindi prigioniero di una
corazza muscolare e caratteriale, formata da tutti
quegli atteggiamenti volti a bloccare il corso
delle emozioni e delle sensazioni organiche. Di
conseguenza l’energia ristagna in alcune
parti del corpo che diventano sede di tensioni
e conflitti emotivi. Con il tempo la corazza si
rivela un impedimento al raggiungimento della
propria identità, perché lo stato
cronico di contrazione muscolare aumenta l’indurimento
del carattere, riducendo la comunicabilità,
l’amore e la percezione del piacere di vivere.
Questa corazza si accentua di anno in anno per
le tensioni che si accumulano, essa limita l’emotività
e la libera espressione dei sentimenti e impedisce
il libero scorrere dell’energia vitale.
L’energia può essere ostacolata,
deviata, rallentata, rarefatta o accumulata da
opposizioni prodotte dal corpo stesso, ossia dalle
tensioni croniche dei muscoli, ovvero, da blocchi
della corazza muscolare. L'energia è veicolata
dal sangue e il suo movimento e legato all’eccitazione
emozionale: i blocchi quindi tendono a frenare
l’energia e le emozioni.
L’uomo si relaziona con il mondo non in
modo meccanico, ma con i sentimenti del cuore
e l’unicità del suo essere individuale.
Quando però l’uomo diventa "corazzato",
l’armatura separa i sentimenti del nucleo
dalle sensazioni periferiche, rompendo l’unità
dell’organismo. La corazza è come
un muro, per raggiungere l’unità
bisognerebbe cercare di scavalcare continuamente
questo muro. Il nostro compito è diminuire
la corazza, scaricando le tensioni muscolari e
facendo scorrere l’energia.
Reich chiama questa corazza blocchi energetici;
essa ha in sé una funzione difensiva, ma
se diventa troppo rigida riduce anche la possibilità
di essere in contatto con le proprie emozioni
e limita la libera espressione dei sentimenti.
In situazioni sgradevoli l’armatura si irrigidisce,
in situazioni piacevoli si allenta. Possedere
una corazza caratteriale è indispensabile
per poter affrontare i conflitti ma essa deve
conservare un sufficiente grado di elasticità
per poter essere "messa" o "tolta"
in funzione del bisogno.
Il lavoro sul corpo fa entrare in movimento lo
Schema/Armatura. Ciò porta a ristabilire
l’equilibrio dell’unità corpo-mente,
a recuperare l’energia dentro di noi e a
spezzare le fissazioni, le visioni cristallizzate.
Rilassare le contrazioni muscolari permette di
far affiorare alla coscienza le emozioni che hanno
provocato i blocchi e di restituire alla persona
uno stato di naturale carica energetica.
I segmenti formano tra loro un sistema integrato.
Il rilascio di un anello di corazza aiuta a sbloccare
anche gli altri. Viceversa, il rilascio di altri
segmenti può essere necessario al fine
di liberare completamente il segmento interessato.
Reich suggeriva di lavorare dall’alto verso
il basso, iniziando con il rilascio della muscolatura
facciale e del collo terminando poi con quello
delle pelvi. In effetti, è importante liberare
la capacità di esprimere le emozioni attraverso
il rilascio delle armature dei segmenti superiori
prima di liberare quelli inferiori, dove possono
celarsi emozioni particolarmente intense.
È necessario che il processo di rilascio
sia coordinato. Poiché vi sono tanti tipi
di armature quanti sono gli esseri umani, non
è possibile stilare una guida dettagliata
su come lavorare con i segmenti. Ogni segmento
rilasciato libera energia, la quale poi può
intervenire aiutando lo sblocco dei segmenti sia
superiori che inferiori. Il processo di rilascio
quindi tende a muoversi tra i vari segmenti guidato
dalle risposte individuali.
L’armatura presente in un segmento è
formata dai vari strati corrispondenti ai diversi
strati della muscolatura. Reich chiamava questo
fenomeno “stratificazione dell’armatura”
e lo paragonava a depositi geologici. Benché
l’armatura abbia lo scopo di proteggere
dal dolore, essa riduce anche le sensazioni del
piacere. Lo scioglimento degli strati di tensione
risolve i vecchi conflitti portandoli a livello
di consapevolezza, accrescendo così la
capacità di provare piacere. Ogni rilascio
dell’armatura libera un passaggio.
L’armatura si sviluppa in seguito a proibizioni
o inibizioni, ad ansia causata dalla paura di
essere puniti o rifiutati. Le tensioni interne
si formano quando le emozioni represse cercano
la loro via verso l’esterno mentre contemporaneamente
le forze frenanti cercano di trattenerle.
La pressione in costante crescita produce durezza,
la quale a sua volta crea odio, perciò
è importante sbloccare e permettere l’espressione
dell’odio. Ciò richiede l’accettazione
del fatto che amore e odio possano coesistere.
Celato dall’odio troviamo il dolore, sentimento
ancor più difficile da esprimere dato che,
come i bambini, spesso l’unico potere che
possiamo conservare è quello di non lasciar
vedere il nostro dolore.
L’armatura può essere divisa in tre
strati principali:
• quello della vernice superficiale o facciata
sociale;
• quello secondario o grande strato mediano,
composto dalla somma di tutte le repressioni;
• il nucleo sano, che si esprime quando
tutti i blocchi sono stati rimossi. Qui, oltre
tutti i condizionamenti irrazionali e le influenze
ambientali, troviamo l’individuo semplice
e decoroso.
Lo Shiatsu, utilizzando la pressione delle mani
e le mobilizzazioni, può sciogliere i blocchi
dell’armatura caratteriale, reintrodurre
le parti del corpo trattate nella totalità
psicofisica del soggetto e, attraverso il contatto,
rieducare al piacere del corpo. Lavorando in sincronia
con la respirazione, porta ad ampliare lo schema
respiratorio e ad utilizzare la parte toracica,
diaframmatica e pelvica, rendendo così
la respirazione più ampia, spontanea e
libera.
Gli altri
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