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Sul
Counseling
Lettera
aperta del Presidente S.I.Co.REMS
di Alessandro Onelli
Presidente dell'Associazione
S.I.Co.REMS "Società Italiana di Counseling
della Riprogrammazione Energetica, Mentale e Spirituale"
http://www.counselingrems.it/
Rif. applicazione
facebook
Estratto da una discussione su Facebook:
Ho
letto con grande interesse i vari commenti che
si sono alternati e le interessanti posizioni
che si celano in ciascuna affermazione. Di tutto
ciò me ne rallegro perché finalmente
anche in questa nazione vedo una discussione franca
ed aperta su di un tema così importante.
Non commento nessuna delle varie affermazioni
ma posso portare solo la mia personale esperienza.
A 20 anni ho fatto una psicoterapia junghiana;
un’esperienza profonda, interessante ed
istruttiva da cui ho appreso molto di me ma, una
parte dei miei problemi all'epoca rimasero irrisolti.
A 25 anni ho affrontato un triennio di analisi
transazionale… altra importante esperienza
ma non risolutiva. A 36 anni 2 anni e mezzo di
psicanalisi, sicuramente la più incisiva
e la più proficua, ma solo quando ho incontrato
il counseling quei vecchi problemi si sono risolti.
Quello che la mia vita mi ha insegnato - ed il
mio attuale lavoro come manager di un cospicuo
numero di professionisti mi conferma - è
che, come capita spesso nella vita, tutto dipende
dalle situazioni che si affrontano e non tutti
i modelli e gli approcci sono idonei in tutte
le situazioni. Ci sono disagi esistenziali che
devono essere affrontati e seguiti con un approccio
prettamente psicologico ed in questi casi, è
necessario l’intervento di psicologici che,
in forza della loro formazione, offrano una consulenza
al fine di individuare le cause del malessere
da un punto di vista psicologico. Ci sono altre
situazioni, la cui anamnesi porta a concludere
che vi sono aspetti patologici di ordine psicologico
(comportanti e processi mentali) che richiedono
un intervento più profondo atto a ristrutturare
la personalità di colui che vive il disagio;
in questi casi l’approccio non può
se non essere quello di uno psicoterapeuta che,
sulla base del proprio indirizzo formativo, esegue
appunto una psico-terapia. Ma queste sono tutte
situazioni che devono essere affrontate con una
approccio di questo tipo ovvero un approccio che
attinga la propria metodica dalla psicologia in
quanto disciplina. Tuttavia, non tutte le situazioni
richiedono un approccio di questo tipo e non tutte
possono essere risolte con un approccio di ordine
psicologico. Chi perde il lavoro e vive un conseguente
stato di sofferenza, deve necessariamente rivolgersi
ad uno psicologo e/o ad uno psicoterapeuta? Chi
subisce un tradimento e/o si trova ad affrontare
una separazione o perde la propria casa deve necessariamente
rivolgersi a colui che ha studiato la sola disciplina
delle scienze psicologiche? La mia esperienza,
successivamente coadiuvata dai miei studi, mi
dimostrano che esistono situazioni esistenziali
che possono essere risolte con un approccio che
attinga la propria metodica da discipline diverse.
Al mondo esistono biologi cellulari del calibro
di Bruce Lipton che, basandosi esclusivamente
sul funzionamento delle nostre cellule, indicano
come sia possibile aiutare le persone a superare
i propri empasse esistenziali lavorando esclusivamente
sulle abitudini acquisite e sulle credenze intorno
alle quali gli stessi, inconsapevolmente, strutturano
ed hanno strutturato la propria vita. Esistono
neurologi del calibro di Michael Merzenich che,
grazie alle scoperte della moderna neuroscienza,
hanno sviluppato software ed esercizi mirati a
superare situazioni di disagio come quelle prodotte
da difficoltà di apprendimento o subiscono
una latente ma inesorabile atropia mentale quale
conseguenza del naturale invecchiamento biologico.
Esistono approcci metodologici operati da Counselor
e da Coach, che basano la loro azione d’aiuto
sulla programmazione neurolinguistica, che offrono
interventi risolutivi senza la necessità
di ricorrere a nozioni di ordine psicologico.
Esistono altri approcci come quello della riprogrammazione
esistenziale attraverso cui i Counselor, basandosi
su di un modello genetico informativo coadiuvato
da insegnamenti di ordine evoluzionistico, neuroscientifico
e naturopatico, consentono di far rifiorire le
persone basando la propria metodica su presupposti
che non hanno alcun indirizzo di ordine psicologico.
È chiaro che qualsiasi sia il malessere
di un individuo esso tocca l’ambito della
sua psiche ma la psiche non significa automaticamente
“psicologia”; psiche è un termine
– risalente all’epoca di Omero - con
cui si usa individuare l'insieme di quelle funzioni
cerebrali, emotive, affettive e relazionali di
un individuo. La psicologia in quanto disciplina
può essere una delle strade con cui si
aiuta l’“altro” ma non è
l’unica… e non sempre e/o necessariamente
la più idonea. Con piacere ho scoperto
che nel mondo esistono Counselor che, attingendo
la loro competenza da discipline diverse dalla
psicologia, riescono ad essere risolutivi ed efficaci
in situazioni nelle quali qualsiasi altro approccio
si presenterebbe fallimentare. Personalmente ritengo
che la questione non è tanto su chi ha
competenza per lavorare nell’ambito della
relazione di aiuto - esistono nel mondo scuole
di Counseling estremamente serie che preparano
secondo rigidi standard professionali esperti
nella relazione di aiuto in modo del tutto paritetico
ai nostri corsi di laurea in psicologia - ma gli
ambiti nei quali tale competenza viene esercitata.
In altre parole, un Counselor deve lavorare in
accordo con quelle che sono le competenze proprie
della scuola nella quale si è formato,
senza sconfinare in metodologie prassi e/o nozioni
proprie di altri corsi ivi inclusi quelli universitari
di psicologia e/o di psicoterapia. Se come Counselor
pretendo di operare nell’ambito della psiche
con un approccio da psicologo o da psicoterapeuta
sto abusando di una competenza che non ho, non
avendo fatto gli appropriati studi; ma se come
Counselor sfrutto conoscenze, nozioni e metodologie
proprie della scuola che mi ha formato e che esulano
da un approccio di ordine psicologico allora posso
operare nel pieno diritto della mia competenza
così come già oggi avviene in molti
paesi anglo-sassoni; e, probabilmente, in talune
situazioni il mio di approccio si può presentare
di gran lunga più efficace di quello operato
da chi ha studiato psicologia all’università
senza naturalmente con questo togliere nulla alle
genialità che Freud o Jung hanno offerto
all’umanità. Da allora l’umanità
ha scoperto tanto altro….., ha rivalutato
la medicina omeopatica, l’agopuntura, la
chiropratica…. la preghiera; ha addirittura
integrato, nell’interpretazione olistica
dei malesseri dell’uomo, nozioni di fisica
quantistica mostrando come qualsiasi oggetto nell’universo
fatto di atomi ed aggregati di atomi (molecole)
irradia una specifica configurazione energetica
che influenza le nostre cellule; “forze
invisibili” che hanno un impatto profondo
su ogni aspetto della nostra regolazione biologica,
sul DNA, sulla sintesi proteica, sul governo dei
nostri geni, sulla secrezione ormonale, sulla
crescita e sul funzionamento del nostro sistema
nervoso.
Quindi che dire, pur comprendendo la posizione
di taluni, ho imparato che l’approccio proprio
dello psicologo e dello psicoterapeuta è
un validissimo approccio ma non l’unico
esistente ve ne sono altri che, affrontando il
disagio da prospettive differenti, riescono a
raggiungere dei risultati, a volte, unici.
http://www.counselingrems.it/
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