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Astrologia
verde
Lo zodiaco vegetale: Melissa
(toro)
di
Giorgio
Mortini
“La
scienza medica dovrebbe essere basata su una percezione
della verità e non su credenza mera o opinione.
L’informazione ricevuta dagli uomini ci
può solo assistere nella formazione delle
opinioni, ma non costituisce nessuna conoscenza.
La conoscenza vera consiste in un riconoscimento
diretto della verità e ci è insegnata
dalla natura”. (Paracelso)
TORO
Segno di Terra governato da Venere, con la Luna
in esaltazione.
L’animale che rappresenta questa costellazione
è fisicamente e proverbialmente forte e
caparbio, i suoi passi sono fermi e saldamente
ancorati alla terra e vengono mossi l’uno
dopo l’altro in avanti, anche se le sue
ire, possono essere incontrollabili.
Il tratto più evidente nella personalità
taurina è la concretezza che si esprime
nel senso pratico, nella tendenza a indirizzare
le energie verso solidi obiettivi, ma anche nel
gusto per la vita, nelle sue forme più
semplici e naturali. Vi è una sana saggezza
di fondo che rende i Toro conciliabili e adattabili;
non amano infatti la lotta fine a se stessa e
cercano sempre le soluzioni più moderate
di fronte ai problemi che si presentano. Si impegnano
però con molta determinazione per raggiungere
le loro mete, e ben difficilmente si lasciano
convincere a desistere, perchè la tenacia,
che spesso sconfina nell’ostinazione vera
e propria, non li abbandona mai. La loro natura
terrestre ricerca soprattutto la sicurezza, psicologica
e materiale, e una condizione di vita confortante
e materialmente gratificante.
In genere non amano i cambiamenti o le improvvisazioni;
una serena routine sarebbe il loro ideale di vita,
meglio ancora se a contatto con la natura, che
amano profondamente. La loro natura appassionata
e forte produce sentimenti intensi e duraturi,
perchè ben difficilmente il Toro può
staccarsi da ciò che ama, sia che si tratti
di cose o di persone. Il suo tarlo segreto è
la gelosia, il possesso è la prerogativa
di questo segno. L’altra è l’istintività,
che a volte può esplodere in reazioni a
lungo trattenute, in collere furiose, sproporzionate
alla causa che le ha provocate: è una persona
pacifica ma se viene provocata o minacciata reagisce
con violenza. Ha grande vitalità e resistenza,
tenace, ostinato, testardo, incapace a controllare
le emozioni, tende ad arrovellarvi sui problemi;
l'influenza psichica negativa da origine alla
testardaggine, alle fissazioni. Vivamente attaccato
alla famiglia e alle tradizioni, il Toro è
un conservatore, dai gusti semplici ma raffinati,
dalla fantasia tranquilla, che conosce molto bene
l’arte di rilassarsi e di provare pieno
godimento da quanto la vita gli offre.
Il segno governa la mandibola, il collo, la nuca
e la gola, il cavo orale (lingua, faringe, laringe,
tonsille, corde vocali, trachea), le vertebre
cervicali e la tiroide, la cui disfunzione può
causare problemi di peso.
A causa di queste corrispondenze fisiche i nati
nel segno sono predisposti alle infiammazioni
delle vie respiratorie (mal di gola, tonsilliti,
laringiti, tracheiti), problemi alle corde vocali
(afonie, infiammazioni, polipi), a malattie da
raffreddamento, torcicollo, artrosi cervicale,
dolori reumatici. In alcuni casi possono manifestare
disturbi alla tiroide, disfunzioni metaboliche
e ormonali, disturbi della crescita, linfatismo
e ritenzione idrica, insonnia, demineralizzazioni,
allergie, asma, difficoltà nella deglutizione
per cause nervose, fragilità del sistema
nervoso. In virtù dell’opposizione
col segno dello Scorpione, possono soffrire di
malattie renali, genito urinarie o anorettali.
Comunque il Toro è tra i segni più
longevi dello Zodiaco, molto resistente alle malattie,
che prendono piede lentamente ma altrettanto lentamente
se ne vanno.
Nell’insieme sono persone abbastanza dotate
di forza fisica e di energia costante, spesso
molto poderose ma pigre, sedentarie, con una spiccata
debolezza nei confronti del cibo, amanti della
campagna e dei sani rapporti con la terra, di
cui hanno particolare necessità. Conservano
e distribuiscono con giudizio le loro energie,
per cui non sono in genere tipi snelli ma hanno
una costituzione robusta, solida, massiccia, tendente
alla pinguedine in età matura.
Il nativo del Toro è un epicureo e come
tale cede spesso e volentieri ai peccati di gola.
A causa degli eccessi alimentari può avere
disturbi al fegato, tende a soffrire di malattie
da intossicazione alimentare, diabete, disturbi
cardiovascolari. Dovrebbe smaltire i chili di
troppo, evitare gli eccessi alimentari, fare esercizio
fisico per contrastare l'obesità ed i problemi
circolatori, seguire una dieta vegetariana, priva
di zucchero, sale, grassi, caffè ed alcolici.
Durante i pasti gli sono dannosi la collera e
i disaccordi perché possono comportargli
disturbi psicosomatici. Inoltre deve evitare anche
un eccessivo affaticamento delle corde vocali
e non cadere nell’indulgenza verso sé
stesso, nel torpore e nell’inattività,
cercando di essere ottimista e di avere più
elasticità mentale.
Melissa Officinalis
Pianta
erbacea perenne, rustica e spontanea in tutta
l’area mediterranea, la Melissa è
un’erba aromatica, appartenente alla famiglia
delle Labiatae originaria dell’Europa meridionale
e dell’Asia occidentale. Cresce in quasi
tutto il territorio italiano fino a 1000 m di
altitudine; la si incontra presso le siepi, vicino
agli orti, lungo i sentieri, ai margini dei piccoli
borghi, negli incolti e in luoghi ombrosi. È
nota anche come “erba limone” o “citronella”
perché le sue foglie, che assomigliano
a quelle dell’ortica, se strofinate tra
le dita emanano un gradevole profumo di limone.
Possiede un breve rizoma da cui si sviluppa il
gambo peloso e ramificato alto 40-80 cm; ha foglie
ovali e vellutate dalla caratteristica forma a
cuore, con margine dentato e solcate da numerose
nervature. Da maggio ad agosto compaiono piccoli
i fiori a due labbra, dapprima di colore giallo
biancastro, poi rosati. Predilige i terreni profondi
e ben drenati, freschi ed ombreggiati, mal sopporta
la siccità e i ristagni d’acqua,
resiste sia alle basse che alle alte temperature
e può vivere fino a dieci anni.
È una pianta mellifera e in passato veniva
messa accanto alle arnie vuote per attirare le
api. Collocata su terrazzi e finestre allontana
mosche e zanzare, mentre in giardino, oltre a
svolgere una funzione decorativa, col suo aroma
citronato e un po’ pungente crea un’atmosfera
purificata e distensiva.
In erboristeria si utilizzano i fiori e le foglie
e la si trova in commercio principalmente sotto
forma di infuso, tintura madre, olio essenziale.
La
Melissa in greco si chiama “mélilon”,
nome la cui radice significa “miele”,
o “melissophyllon” che significa letteralmente
“foglia per l’ape”. Gli antichi
consideravano le api insetti sacri, protetti dalle
divinità solari, e il miele era visto come
un concentrato di energie solari. La melissa partecipa
al processo vivificante di trasformazione dell’energia
solare in miele, ed è stata una delle prime
piante medicinali apprezzate nell’antichità
per le sue proprietà benefiche e la sua
capacità di sostenere il cuore e i nervi,
di fugare la malinconia, di restituire la gioia
di vivere, di promuovere la longevità.
I Greci narravano di una ninfa di nome “Melissa”
che aveva donato agli uomini l’arte della
smielatura, ovvero il modo di carpire alle api
il miele. Questa ninfa era sorella di Amaltea
ed insieme accudirono Giove nutrendolo con il
latte di una capra. Quando il dio divenne il re
dell’Olimpo, portò con sé
l’animale e donò alle ninfe uno dei
suoi corni, il “corno dell’abbondanza”
o “cornucopia”, che aveva la proprietà
di soddisfare tutti i loro desideri. Il mito ci
fa comprendere il valore della Melissa per la
parte spirituale dell’uomo e soprattutto
per i suoi centri nervosi, vero sistema di comunicazione
dell’energia vitale, il cui momento più
delicato cade in primavera. Inoltre il bianco
latte di capra simboleggia l’energia nervosa
e lunare, mentre il miele che è collegato
all’energia solare e al cuore, è
sempre stato considerato un ricostituente per
chi si sentiva esaurito e stressato. Greci e Romani
davano alla melissa il nome di “balsamo
del cuore” o “elisir di lunga vita”
e la ritenevano analgesica, antispasmodica, cicatrizzante,
proprietà, queste, che le sono state riconosciute
anche attualmente. Si diceva che presa ogni mattina
fosse in grado di rinnovare la giovinezza, di
rafforzare il cervello e sostenere l’organismo
deperito.
Gli Arabi la tenevano in grande considerazione
e anche Avicenna la raccomandava caldamente per
curare le malattie del cuore e per rinforzare
lo spirito. Furono loro a scoprire i benefici
effetti contro la Bile Nera e gli stati di malinconia.
Il ristagno della “bile nera”, uno
dei quattro umori corporei della la Teoria ippocratica,
genera uno stato oppressivo della mente; in altre
parole sentimenti di rabbia e frustrazione lungamente
repressi possono generare una condizione di malinconia
e depressione. Secondo questa Teoria la Melissa
era una pianta dal sapore aromatico, calda e secca
nel 2° grado, rinfrescante e riequilibrante
che calmava l’Aria e riduceva il Fuoco,
dissolveva la Melanconia, eliminava il ristagno
di Acqua e rischiarava la mente. Per questo giovava
all’asma, era efficace negli spasmi intestinali,
espelleva la malinconia e curava l’epilessia,
rallegrava e rafforzava il cuore, riscaldava lo
stomaco affetto da Freddo-Umidità, apriva
le oppilazioni del cervello e conciliava il sonno,
eliminava la tachicardia, le false preoccupazioni
provocate dalla malinconia e dalla flemma surriscaldata.
Inoltre dissolveva gli spiriti del cuore oppressi
dalla malinconia, agiva sull’utero togliendone
i dolori e le contrazioni che creavano isterismo.
Considerata una pianta amica delle donne, veniva
usata per alleviare i crampi, la congestione e
la depressione premestruale.
All’inizio del XVII sec. ebbe gran celebrità
in Francia la cosiddetta “Acqua di Melissa”
dei Carmelitani Scalzi, a base di distillato di
foglie e fiori di Melissa fresca macerata in alcool
e nel vino bianco, con radici di angelica, a cui
viene aggiunto limone, coriandolo, noce moscata,
cannella e chiodi di garofano, queste ultime in
quantità minori. Utilizzata soprattutto
dalle donne, era ritenuta eccellente in caso di
apoplessia, letargia, insonnia, isteria, epilessia,
malinconia, svenimenti, ritenzione urinaria, dolori,
coliche, scomparsa del ciclo. Quest’acqua
è tuttora prodotta per le sue proprietà
digestive, antispasmodiche e sedative.
Ricca di olio essenziale, tannini, sostanze amare,
mucillagini, amidi, Manganese, Cobalto, Litio
e Fosforo, la Melissa agisce su cervello, psiche,
apparato genitale femminile, stomaco e intestino.
Ha proprietà antispasmodiche, stomachiche,
digestive, antifermentative, emmenagoghe (favorisce
le mestruazioni addolcendone i dolori), toniche
(su cervello, cuore, utero, apparato gastro-enterico),
sedative del sistema nervoso, coleretiche, diaforetiche.
È indicata nelle distimie, psicastenie,
depressioni, melanconia, amnesie, isterismo. Viene
utilizzata per le emicranie da cattiva digestione,
cefalee, nevralgie, nausea e vomito di origine
psicosomatica, per calmare i dolori spastici intestinali,
in caso di mestruazioni irregolari e particolarmente
dolorose, frigidità, sterilità,
manifestazioni dolorose di origine nervosa (palpitazioni,
cefalea, spasmi gastrointestinali, vomito, crisi
nervose, ecc.), indigestione, insonnia, distonie
neurovegetativa, dispepsie, aerofagia, flatulenza,
sindrome premestruale, nevralgie facciali. L’azione
calmante è nota fin dall’antichità.
nell’uso interno aiuta la digestione ed
è efficace contro depressione e altri disturbi
di origine nervosa, palpitazioni cardiache, vertigini,
spossatezza, paralisi e allucinazioni.
Possiede una notevole attività regolatoria
sulla secrezione gastrica riuscendo a deprimerla
quando eccessiva e stimolandola quando è
scarsa. Importante anche l’azione antispasmodica
sulla muscolatura liscia dell’intestino
e delle vie biliari. Essendo un calmante intestinale,
rientra in molte tisane dove è presente
la frangula, per evitare gli spasmi intestinali.
Viene utilizzata tantissimo per placare le colichette
dei bambini. La sua azione blandamente sedativa
la rende utile anche in caso di nervosismo e insonnia.
Può calmare i vomiti nervosi della gravidanza;
è una delle poche piante non tossiche che
riesce a calmare il vomito e per questo può
essere presa in gravidanza. L’unica controindicazione
è che se presa per lunghi periodi (6 mesi/1
anno), in persone particolarmente sensibili può
provocare ipotiroidismo, poiché agisce
a livello tiroideo sulla captazione dello Iodio;
in questo caso, dopo qualche mese si interrompe
con la melissa e la si sostituisce con un’altra
pianta. Chi prende l’Eutirox può
benissimo usare l’Aloe al posto della Melissa.
Ottimo stimolante fisico e mentale, fa circolare
l’energia nel corpo, purifica e regola il
sangue: l’energia che contiene la Melissa
è quella che rompe le situazioni stagnanti
e disperde gli elementi degenerativi inducendo
ili rinnovamento.
In cucina viene utilizzata in piccole dosi per
insaporire bevande, insalate fresche, frittate,
carne e pesce. È presente in molti amari
e prodotti di liquoreria: classici l’Alpestre
e lo Chartreuse. Il vino di melissa è utile
per ridare vigore e ricostruire le forze a persone
stanche e anziane.
Nell’uso esterno attenua cefalea e dolori
articolari; ha proprietà cicatrizzanti,
astringenti e antimicrobiche; è uno stimolante
cutaneo: per questa ragione si consiglia di aggiungere
l’infuso all’acqua del bagno o di
utilizzarlo in lozioni per la pulizia del viso
o, ancora, come detergente intimo.
In Spagiria la Melissa è una pianta con
funzionalità Gioviana (ipofisi, ipotalamo,
fegato) e Venusina (reni e surrenali), mentre
le potenzialità sono in Acquario (Milza/Pancreas,
vene, sistema linfatico,) e Pesci (Intestino Crasso,
simpatico e parasimpatico). La sua segnatura ci
dice che livello endocrino agisce sull’asse
ipofiso-serrenalico, mentre sul piano organico,
grazie all’azione sul sistema nervoso autonomo,
gli effetti si hanno anche a livello dell’apparato
digestivo e riproduttivo. È utilissima
come stimolante fisico ed intellettuale e nello
stesso tempo come antispasmodico: la sua azione
sugli organi avviene attraverso il simpatico.
Particolarmente indicata nei casi in cui una forte
emotività o malinconia, deficienze intellettuali,
stitichezza psichica o crisi nervose, disturbano
il buon funzionamento degli organi. Indicata soprattutto
per le persone che alternano stati malinconici
con stati isterici somatizzando principalmente
con problemi intestinali. Esercita sul sistema
nervoso un’azione rilassante e nel contempo
tonica e rafforzante: calma la tensione nervosa
e l’ansia, allevia i disturbi collegabili
allo stress e agisce sulle somatizzazioni quali
spasmi digestivi, palpitazioni, cefalea, vertigini,
tendenza all’aumento della pressione arteriosa.
È particolarmente adatta anche nei soggetti
ipersensibili che faticano a reggere le pressioni
e le difficoltà esterne, tendono a dipendere
affettivamente dagli altri e hanno paura di essere
abbandonati, per cui vivono costantemente in uno
stato di ansia e di timore. La Quintessenza spagirica
di Melissa è un ottimo calmante se presa
prima di coricarsi o messa in diffusione nella
camera da letto. Una o due gocce possono essere
poste, con un cerotto di tela che va tenuto tutta
la notte, sui punti d’agopuntura Rene 1
(sotto la pianta del piede) e Intestino Crasso
1 (dito indice della mano).
Venere, pianeta a cui la pianta è collegata,
attira irresistibilmente a sé l’amore,
cioè il Sole. Quale nome più adatto
per una pianta considerata dagli antichi come
capace di medicare i cuori, anche quelli infranti
e di allontanare dall’animo le tenebre della
malinconia e della disperazione, di riportare,
come una piccola e operosa ape dotata di spirito
di sacrificio e di abnegazione, la luce dello
spirito, la gioia del cuore, l’ordine e
l’armonia nella vita. Dona serenità,
toglie l’inquietudine, calma l’irrequietezza,
fa superare la malinconia e la noia; risveglia
le energie stimolando l’accettazione amorevole
di sé stessi e degli altri, aiuta a riconoscere
e a superare l’ingratitudine. Favorisce
un sonno ristoratore e chiarificatore, mitiga
gli istinti e le pulsioni, rendendo cauti nel
giudicare e accorti nel parlare. Utile nelle situazioni
in cui, dopo aver dato fondo senza riserve al
proprio potenziale emotivo, si è persa
la capacità di immedesimarsi nei bisogni
altrui e di dare, diventando preda dell’agitazione
immotivata, dell’irritabilità e dell’irrequietezza.
La Melissa, come il miele, addolcisce l’impatto
con la vita e placa tensioni e malumori. È
un ottimo rimedio per gli stati depressivi, in
particolare quando derivano da traumi emotivi,
problemi amorosi, perdita di persone care.
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