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Astrologia verde
Lo zodiaco vegetale: Echinacea (ariete)
di Giorgio Mortini

“Non vi è un solo potere invisibile nel cielo che non trovi un suo principio corrispondente nell’intimo cielo dell’uomo; ciò che è sopra agisce su ciò che è sotto, e questo reagisce al primo.”
(Paracelso)






ARIETE

Segno di Fuoco governato da Marte, con il Sole in esaltazione.
L’Ariete rappresenta un animale impulsivo e temerario, che affronta senza paura le più aspre rocce alpine, su cui con disinvoltura si arrampica, saltando a volte sopra vuoti vertiginosamente pericolosi. È un segno di grande esuberanza e impulsività, che esprime la sua forza vitale con la massima intensità e immediatezza. Qui non c’è il filtro della logica che può mediare, frenare gli slanci e suggerire soluzioni prudenti e sagge. L’elemento Fuoco conferisce ardore, passionalità, generoso dispendio di energia. È istintivo, aggressivo, avventuroso, precipitoso, coraggioso, testardo, ottimista, presuntuoso, fiducioso, brillante, mutevole, intraprendente, deciso, idealista, generoso, temerario, impaziente, ha reazioni immediate, vive nel presente ed è dotato di un’enorme carica energetica. Le emozioni sono spesso incontrollabili perchè esplodono con violenza e determinano reazioni estreme.
L’Ariete governa la testa e gli organi che vi si trovano, il DNA, il sangue, le arterie, i muscoli, il sistema immunitario, organi genitali e ormoni maschili. È predisposto alle malattie ad essi collegate: mal di testa, mal di denti, problemi oculari e auricolari, ipertensione, insonnie ostinate, ictus cerebrali, nonché alla tensione nervosa, ma anche disturbi originati da allergie come alcune dermatiti, raffreddori da fieno ed emicranie favorite da stati nervosi e scatti d’ira incontrollabili, generati dal temperamento bilioso. I disturbi possono interessare anche l’ipofisi, lo stomaco, la muscolatura, i visceri la sciatica e, per la corrispondenza con il segno opposto della Bilancia, è esposto a malattie dei reni e della vescica.
I nati sotto questo segno danno tutto di se stessi quando sono mossi da uno slancio sincero o dal desiderio di una conquista. Spesso vanno soggetti a delusioni, perchè non sanno aspettare, non sono portati alle strategie e non amano rivedere e correggere il proprio comportamento. Il Pianeta Marte li rende dei focosi attaccanti che si accaniscono per raggiungere la meta, ma che esaurito lo slancio iniziale guardano subito altrove, attratti dal profilarsi di nuove mete. In genere la loro personalità emerge con decisione: tendono a primeggiare, hanno attitudini a ruoli di comando e difficilmente si adattano ad una tranquilla routine.
L’individualismo spiccato può farli apparire egocentrici e in realtà essendo naturalmente spinti all’autoaffermazione e al dominio è facile che emergano più le loro componenti aggressive e prepotenti; così spesso la generosità e la dedizione di cui sono capaci vengono misconosciute o nascoste dietro i modi sbrigativi e lo stile spregiudicato del loro comportamento.
Hanno una buona resistenza fisica si ammalano difficilmente, di conseguenza non accettano di stare male e spesso riprendono il lavoro prematuramente quando sarebbe bene che restassero a letto. Sono portati scaricare il surplus di energie in qualche attività senza risparmiarsi, fino all’eccesso, correndo il rischio di esaurirsi energeticamente, di alterare i ritmi biologici e distruggere rapidamente la salute psicofisica. Come si può ben immaginare sono spesso alle prese con i disturbi causati dallo stress e possono soffrire di improvvisi esaurimenti e stati di ansia.
A causa del costante nervosismo (il temperamento bilioso li fa stare sempre sotto tensione) sono predisposti all’ipertensione, con conseguenti disturbi cardiovascolari, emorragie cerebrali, dovuti all’affaticamento del cuore. Se si sentono frustrati possono soffrire di ulcere gastriche e duodenali, mentre la mancanza di controllo nel cibo e nelle bevande li può condurre alle congestioni epatiche. Sono soggetti alla sciatica, mal di stomaco, disturbi muscolari, congestione uterina (le donne) e prostatite (gli uomini), febbri e malattie che si presentano in forma acuta.

Echinacea Angustifolia
L’echinacea è una delle piante più utilizzate dalla medicina popolare ed è diventata una tra la specialità erboristiche più usate nel nostro tempo. Originaria delle praterie dell’America settentrionale, fu un medicamento fondamentale per i nativi americani che ne utilizzavano le radici per trattare un’ampia gamma di patologie, tra cui il comune raffreddore, il mal di gola, il mal di stomaco, le ferite, per depurare il sangue, come antidoto contro il morso dei serpenti, come cura per infezioni, ferite, eczemi, reumatismi, sifilide, emorroidi e anche come antidolorifico generico. I medici europei notarono l’uso che le popolazioni locali facevano di questo vegetale e ne valutarono gli effetti eccellenti su organismi debilitati ed incapaci di difendersi da soli.
Arrivò in Europa nel XVI secolo, prima come pianta ornamentale e in seguito entrò a buon diritto negli erbari speziali. Paracelso stesso ne fu entusiasta e la sperimentò più volte per il suo apporto validissimo nel rinforzare le energie che scemavano, ovvero incrementare le difese immunitarie per poter superare convalescenze difficili o attacchi di malattie infettive.
Il suo impiego rimase però circoscritto all’ambito della medicina popolare fino al 1870 quando un fornitore di specialità medicinali, il dott. H.C.F. Meyer, la usò come ingrediente nel suo rimedio “Mayer’s Blood Purifier”. Questo preparato fu presentato come una sorta di panacea efficace nel trattamento di intossicazioni del sangue, del morso del serpente a sonagli e di tutta una serie di altre malattie. All’inizio del XX secolo l’Echinacea conosce il momento di massima diffusione come antibatterico e, a seguito dei numerosi successi clinici ottenuti, furono portati avanti e pubblicati molti studi scientifici, soprattutto in Germania. Venne raccomandata anche nella terapia delle infezioni localizzate e generali (piaghe e ferite infette, foruncoli, febbri infettive e settiche) per le sue proprietà di aumentare la resistenza dei tessuti e dell’organismo alle infezioni.
Con l’avvento degli antibiotici, il valore terapeutico attribuito in passato all’Echinacea come antibatterico e stimolante delle naturali difese dell’organismo, subì una notevole riduzione. Negli ultimi anni, con il ritorno al naturale e soprattutto grazie alle nuove conoscenze sulla funzionalità del sistema immunitario, ha acquisito nuova importanza come potente immunostimolante, allorché si è visto che la resistenza di virus e batteri verso antibiotici e antivirali che su essi agiscono specificamente, viene notevolmente ridotta con l’azione associata di stimoli aspecifici delle reazioni difensive e quindi con un aumento della resistenza dell’organismo alla aggressione dei germi patogeni. Al giorno d’oggi rappresenta uno dei rimedi maggiormente utilizzati per trattare la debolezza del sistema immunitario ed il comune raffreddore. Si usa a titolo preventivo o curativo per rafforzare le difese naturali dell’organismo contro i malesseri di stagione tipo il raffreddore, l’influenza, la tosse e le allergie stagionali.

L’Echinacea è una pianta erbacea perenne a ciclo primaverile-estivo, appartenente alla famiglia delle Asteracee o Composite (la stessa famiglia delle margherite) e come tale presenta una disposizione basale delle foglie “a rosetta” e un’infiorescenza a capolino sulla sommità di uno stelo glabro. Vigorosa e resistente, può raggiungere un’altezza di circa 40-100 cm; le foglie sono a forma di lancia, i fiori sono color viola carico ed emettono un odore aromatico debole, presentano al centro una brattea rigida e acuminata dalla quale deriva il nome Echinacea, la cui radice greca “echinos” significa riccio. Cresce in terreni poveri, non troppo aridi e non tollera situazioni ombreggiate. Tre sono le specie più interessanti dal punto di vista medicinale, botanicamente molto simili tra loro e che possono confondersi facilmente: l’Echinacea angustifolia, l’Echinacea pallida e l’Echinacea purpurea; l’angustifolia è la più utilizzata.
Nel fitocomplesso dell’Echinacea sono presenti numerosi composti chimici: glicoproteine, polisaccaridi, flavonoidi, derivati dell’acido caffeico (echinacoside, acido cicorico, acido clorogenico e isoclorogenico), alcammidi (echinaceina e polieni).
Tutta la pianta (radici, parti aeree e sommità fiorite) viene utilizzata nella preparazione di prodotti erboristici ed è presente in commercio sotto forma di infuso, estratto fluido e tintura madre, quest’ultima preparata dalla pianta intera fresca.

L’Echinacea è una pianta adattogena che permette di migliorare la resistenza dell’organismo ai patogeni esterni; i risultati di numerosi studi farmacologici hanno dimostrato che le varie preparazioni ottenute dalle parti aeree e dalle radici della pianta contribuiscono ad aumentare le difese dell’organismo stimolando l’attività del sistema immunitario.
Svolge un’ottima azione immunostimolante aspecifica confermata da prove sperimentali quali aumento della fagocitosi (capacità di inglobare batteri, virus e corpi estranei) dei globuli bianchi, della differenziazione dei globuli bianchi immaturi in globuli bianchi maturi, della produzione e dell’attività dei macrofagi e della produzione di interferone e di interleukine, che sono sostanze molto importanti per i processi immunitari. In particolare si è notato che le cellule NK (natural killer) sono più numerose e vitali sia nel midollo che nella milza e nel sangue. È stato anche dimostrato che l’Echinacea è in grado di opporsi all’azione depressiva sul sistema immunitario tipica di molti antibiotici.
Ha una notevole attività cicatrizzante e antinfettiva a livello cutaneo, dovuta soprattutto all’inibizione dell’enzima ialuronidasi, che attacca e distrugge gli acidi ialuronici indispensabili per garantire l’elasticità dei tessuti. Ciò assicura la stabilità degli acidi ialuronici, che possiedono una notevole attività protettiva e cicatrizzante. Inoltre gli estratti di Echinacea sono batteriostatici, virustatici e fungistatici: l’echinacoside è in grado di rallentare la velocità di penetrazione dei microrganismi nei tessuti e, contemporaneamente, gli altri principi presenti nel fitocomplesso attivano i meccanismi rigenerativi dei tessuti. Si ottiene così un’accelerazione della guarigione delle ferite e un diminuito rischio d’infezione.
La pianta svolge anche un’azione anti-infiammatoria: da un lato aumenta la produzione di ACTH dell’ipofisi anteriore, con conseguente aumento della produzione surrenalica di glicocorticoidi, i quali sono dotati di una notevole azione anti-infiammatoria; dall’altro inibisce l’attività degli enzimi capaci di stimolare la produzione di sostanze endogene che provocano infiammazione.

L’Echinacea può essere utilizzata per via orale o localmente. Le principali indicazioni cliniche riguardano, per via interna, l’impiego nella prevenzione e nel trattamento delle sindromi influenzali e in caso di infezioni batteriche e virali, nelle malattie infettive delle prime vie aeree, sia nell’adulto che nel bambino, soprattutto laddove si è manifestata la tendenza alla cronicizzazione e alle recidive, nelle malattie da raffreddamento. Utile anche come tonico e immunostimolante aspecifico, soprattutto in soggetti che presentano un sistema immunitario poco efficiente e, poiché il suo utilizzo non ha gravi controindicazioni, può interagire con altre terapie del sistema immunitario.
Per uso topico è indicata nelle ferite infette e in quelle a cicatrizzazione torpida, nel trattamento di ulcere, affezioni cutanee di natura infiammatoria, ustioni, afte e dermatiti.
In linea teorica è controindicata in pazienti che seguono una terapia immunosoppressiva perché affetti da malattie autoimmuni. Se usata per periodi superiori a 8 settimane e a dosi elevate questa droga può dare epatotossicità, per cui non dovrebbe essere usata in pazienti con insufficienza epatica manifesta.

Secondo la tradizione spagirica l’Echinacea è una pianta a funzionalità Mercuriale con potenzialità in Gemelli (meridiano Polmone). Considerato il Trait d’union tra dentro e fuori, Mercurio governa gli scambi, le trasmissioni, le mediazioni; è “l’intelligenza dell’adattamento all’ambiente”. Viene associato alla funzione respiratoria sia a livello polmonare che delle membrane cellulari, e a tutte le forme di trasporto delle sostanze alimentari, dall’intestino al sangue e alle cellule. Nell’organismo umano controlla pancreas, sistema nervoso, polmoni, intestino e psiche. A livello psichico è la funzione che favorisce un maggior contatto con il proprio essere e l’apertura verso gli altri. Apportatrice di un’energia rinfrescante, tonica, disperdente, l’Echinacea depura il sangue e la linfa, riduce Fuoco e Acqua, aumenta l’Aria.
Secondo i principi della Medicina Tradizionale Cinese è una pianta salata e calda che agisce sullo yang del Rene e sul Triplice Riscaldatore inferiore, favorendo la produzione di wei qi (energia difensiva antipatogena). Quest’azione ne spiega il ruolo anche vulnerario e cicatrizzante. Poiché inoltre la wei qi circola in superficie e controlla, attraverso l’apertura e la chiusura pori, la diffusione dei liquidi jin, l’Echinacea ha una vigorosa azione antirughe, antinvecchiamento ed antiacneica.


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