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Rubrica
di sessuologia
Il sessuologo risponde
I
“segreti” del legame coniugale
di Francesco Tassiello
Scrivi a: francesco.tassiello@tiscali.it
Perchè
ci sposiamo?
Un maestro soleva dire che: «II matrimonio
quella “cosa” che chi sta dentro vuole
stare fuori e chi sta fuori vuole stare dentro».
Fino a quando il matrimonio stato una Istituzione
gestita completamente dalla Chiesa, esso era indissolubile
nel “bene e nel male, nella buona e nella
cattiva sorte, finché morte non ci separi”;
ed ancora oggi la strutturazione della coppia
(di qualsivoglia natura essa sia: matrimonio,
convivenza, eterosessuale o omosessuale) contiene
e mantiene il pensiero della indissolubilità.
Quali sono i pensieri e le fantasie che accompagnano
i due partner lungo il percorso fantastico che
conduce al fatidico SI? Intanto la certezza che
“a noi due non può succedere quello
che succede agli altri”; “si è
vero che le coppie scoppiano, ma noi siamo speciali”;
“noi rappresentiamo la coppia ideale”;
“la nostra intesa è collaudata a
tutti i livelli, cioè affettivo, amicale,
familiare, sessuale, ecc.”; “noi rappresentiamo
un’isola felice”; “il nostro
è vero amore”. Queste sono le certezze
che sostengono le coppie di fidanzati nel periodo
che precede la decisione del matrimonio o della
convivenza, ed è la loro pura e semplice
verità, che è confermata in massima
parte dai numerosi matrimoni che arrivano all’argento
e all’oro. I “segreti” della
longevità del legame coniugale sono custoditi,
con assoluta trasparenza per chi vuole vedere,
appunto da quelle coppie che raggiungono insieme
questi ambiti traguardi. C’è uno
scrittore contemporaneo e, forse per questo poco
conosciuto, che ha scritto una breve composizione
dal commovente titolo: “Finché ci
sei tu”, in cui un anziano coniuge confessa
alla propria compagnia di avere nel cassetto la
pillola magica, ma che la vera magia è
la sua presenza amorevole.
Vediamo le caratteristiche che contrassegnano
le tappe evolutive del ciclo di vita della coppia.
Innamoramento
Quando lavoro con gruppi di coppie su questo tema,
ci provochiamo reciprocamente su ciò che
ciascuno di noi intende per innamoramento; ma
il riscontro è pressoché unanime
è quello dell’allegria del cuore
che ci rende partecipi nella memoria dei sentimenti
e delle emozioni che sono comprensibili e chiare
ad ogni età, cultura e tradizione di appartenenza.
A me piace ricordare la definizione di F. Alberoni
nel suo storico testo “Innamornamento e
Amore”: «…Movimento collettivo
a due...»; in cui l’autore lascia
immaginare i due innamorati che si staccano, si
isolano, si muovono verso una dimensione privata
e riservata solo a loro. Quando le stesse persone
vengono provocate sul tema dell’amore, restano
sugli stessi pensieri e concetti che caratterizzano
l’innamoramento; è difficoltoso convincere
che i due termini non sono sinonimi, che l’uno
rimanda all’altro con una sorta di rinforzo
reciproco, in cui nell’uno c’è
la “poesia” e nell’altro la
“narrativa”; che ambedue sono modalità
di descrivere vicende intense e coinvolgenti.
Ma che cos’è quindi l’amore?
Amore
Esso viene definito da alcuni autori come “una
costellazione di attrazioni, desideri e bisogni”.
Mentre le prime due componenti derivano dall’innamoramento,
per i bisogni le cose cambiano. Altri autori parlano
del “triangolo dell’amore”,
costituito da: impegno, intimità e passione,
in cui la prima componente è quella più
difficile da accettare, in quanto “se mi
devo impegnare vuol dire che non amo”, dicono
la maggior parte delle persone interpellate. Ma,
sentendo le persone con una lunga esperienza di
vita in coppia, esse sostengono che la misura
della amore è data dalla capacità
di resistere alle difficoltà ed avversità
insite nella coppia stessa oltre che da ciò
che viene dall’esterno. Il termine che sintetizza
bene queste capacità è negoziazione,
cioè la modalità con cui quotidianamente
contrattiamo ciò che voglio e ciò
a cui sono disposto a rinunciare nella reciprocità
per il benessere del noi, più dell’egoismo
dell’io.
La relazione coniugale
e... la comunicazione interpersonale
Come prevenire o meglio affrontare i conflitti
coniugali che inevitabilmente coinvolgono le persone
che decidono di saltare lo spazio che separa “il
fuori dal dentro”? Questa la scommessa su
cui ciascuno è coinvolto nella libertà
di un gioco “senza rete”, che è
affascinante per le stesse caratteristiche del
“gioco”. Pensiamo ad esempio alle
numerose coppie miste, in cui un partner è
italiano e l’altro straniero, con le diversità
che lo accompagnano di natura culturale, religiosa,
educativa, ecc.; in cui proprio queste diversità,
dall’essere motivo di attrazione, diventano
causa di confusione e di conflitto. Ma ciascuno
di noi viene da famiglie diverse con educazione
e tradizioni culturali diverse, anche se siamo
nati nella stessa città e nello stesso
quartiere. Alcuni dicono che la convivenza è
meglio di un matrimonio; altri che la convivenza
è un’esperienza di passaggio verso
un legame più stretto, magari alla nascita
del figlio. Per approfondire questo tema rimando
alla visione del film “Caso mai” di
Alessandro D’Alatri, con Stefania Rocca
e Fabio Volo; è la storia, come tante,
di due giovani con un buon lavoro e ben inseriti
nei loro gruppi di amici; quindi l’incontro,
l’innamoramento, l’amore, il matrimonio
“speciale” e poi il figlio, e poi
si interrompe per lungo tempo la comunicazione
tra loro due e ciascuno colma il vuoto altrove.
Un mio illustre maestro ama dire che non sono
le “corna” la causa del fallimento
matrimoniale, ma ciò che precede, cioè
la mancanza di comunicazione e dialogo.
Per queste ed altre domande è disponibile
questa rubrica a cui risponde il sessuologo Dottor
Francesco Tassiello 392-9753748
E-mail:
francesco.tassiello@tiscali.it
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