HOME


Macrolibrarsi.it presenta: Parole per Emozionare, il Contest su Facebook

Parto naturale
Nascere... secondo natura
di Anna Maria Gioacchini
Ostetrica e Presidente dell'Associazione Nascere e Crescere
www.nascereecrescere.it

Un tempo la nascita era un evento vissuto in ambito familiare, nella quotidianità, sostenuta dalla solidarietà di tutte le donne della comunità.
Il piccolo veniva accolto, avvolto e lasciato tra le braccia della mamma per permettere ad entrambi di scambiarsi il piacere di riconoscersi.

In questi ultimi 50 anni in Italia la nascita ha subito tanti cambiamenti, condizionamenti, manipolazioni e contaminazioni come la nostra madre terra. La gravidanza, il parto, la nascita, la prima infanzia sono diventati un grande e proficuo mercato senza nessun rispetto dei protagonisti di eventi cosi importanti per la storia personale di ognuno e necessari per ogni società. Ed essere favorevoli al rispetto del parto naturale non vuol dire essere dei nostalgici acritici del passato e rifiutare ogni eventuale tecnologia appropriata e rispettosa degli individui e dell’ambiente circostante. Cosi come progredire non vuol dire rinnegare tutto il passato. Un tempo la nascita era un evento vissuto in ambito familiare, nella quotidianità, sostenuta dalla solidarietà di tutte le donne della comunità.
Il piccolo veniva accolto, avvolto e lasciato tra le braccia della mamma per permettere ad entrambi di scambiarsi il piacere di riconoscersi. Alla madre non veniva sottratto il piacere di gratificarsi di tanto impegnativo lavoro ed al piccolo veniva lasciato il tempo necessario per imparare a succhiare dal seno il benefico colostro. - il primo latte che madre natura offre ad ogni neonato -. Avveniva naturalmente e senza strappi il passaggio alla vita, dalla avvolgente culla uterina a braccia accoglienti e premurose. Senza far uso di farmaci, ma attraverso la suzione del seno si stimolava la produzione endogena di ossitocina che, dopo il parto, permette l’espulsione della placenta e successivamente la regressione uterina. Da quando, però, Ia riproduzione umana è diventata campo esclusivo della medicina, delle tecniche chirurgiche e della tecnologia, la nascita ha mutato il suo volto e il suo linguaggio in ambito psicologico, sociale ed economico. La gravidanza, il parto che erano vissuti come momenti conseguenti della sessualità femminile, sono stati trasformati in eventi medici, da curare. Da naturali sono diventati “fisiologici” e patologici. Le donne erano le detentrici di un “sapere” che ne determinava la loro forza al momento del parto e lo tramandavano di donna in donna. Cambiando il luogo, dalla casa all’ospedale, sono cambiate anche le persone che si occupano dell’assistenza, la gestione viene affidata al medico, al ginecologo, e il parto da atto intimo, personale, naturale - nella maggioranza dei casi - diviene atto medicochirurgico. Mentre prima la donna veniva incoraggiata, sostenuta dalle altre donne e dall’ostetrica, si fa largo la modalità standardizzata e specialistica rivolta indiscriminatamente a tutte le donne anche quelle in perfetta salute (cioè la maggioranza). Vengono imposti di routine la posizione supina, la rasatura del pube, la somministrazione di farmaci per indurre o accelerare il travaglio, l’episiotomia (taglio della vagina).
Tutti i neonati vengono tolti alle loro madri e aspirati, ripuliti della vernice caseosa e posti nella culla termica per essere poi trasferiti nelle nurserie dopo aver permesso ai padri di dare un rapido sguardo. Tutti subiscono lo stesso rituale anche quelli sani, la maggioranza. Queste e molte altre pratiche introdotte si mostrano più funzionali all’organizzazione della struttura e dei sanitari piuttosto che ad un effettivo miglioramento dell’assistenza al travaglio e al parto, come dimostra una dettagliata e ampia ricerca scientifica internazionale. Partorienti e ostetriche subiscono uno stesso destino, perdono il loro reale ruolo. L’ambiente da privato, accogliente, rassicurante, diventa spersonalizzato, affollato, freddo, ostile. Le indicazioni e limitazioni dei sanitari, spesso inutili, controproducenti, lasciano posto alla sfiducia nelle proprie capacità di partorire. Le donne sembrano aver perduto anche la capacità di scegliere strumenti, modalità e tempi per affrontare al meglio questo evento tanto impegnativo quanto gratificante. Aumentano in compenso le tensioni le paure e le insicurezze. Il processo della nascita cosi intimo e soggettivo vissuto in maniera passiva, come un intervento, ha generato nelle donne un enorme e deleterio senso di inadeguatezza e tante ansie ad esso connesse. Le sale parto diventano come catene di montaggio dove in fretta si deve “far” partorire, la donna diventa un utero da svuotare e il neonato un potenziale malato da curare. Pochi gesti veloci, spesso violenti che nulla hanno a che vedere con le esigenze di madre e bambino. Persone ridotte a solo corpo. Ogni donna porta con sé la sua cultura, il suo modo di essere, il suo pudore, la sua emotività, tutta la sua storia e non tenerne conto durante la gravidanza ed il travaglio può condizionarne lo svolgimento e lasciare tracce indelebili. Pazienza, condivisione, sostegno, rispetto, calore, intuizione, entusiasmo, qualità che un tempo erano proprie della professione ostetrica scompaiono. Si fanno sempre più numerosi gli interventi, l’uso di tecnologie e tagli cesarei. Oggi l’Italia detiene il secondo posto a livello mondiale per tasso di cesarei. Un primato di cui, certo, non andare fieri. E per il quale l’Organizzazione Mondiale della Sanità ci ha rivolto appelli e moniti.
Le donne hanno perduto la capacità di partorire? Personalmente credo proprio di no. E contesto a gran voce chi dice che sono aumentati per garantire la salute a madri e bambini. Se cosi fosse l’aumentato ricorso al taglio cesareo avrebbe dovuto diminuire ulteriormente il tasso di morbilità e mortalità materna e perinatale. Ma le statistiche cosi non dicono, anzi ci dimostrano che da moltissimi anni sono ferme ad un apprezzabile tasso, ma ferme. Le vere cause che hanno determinato l’abbattimento della morbilità e mortalità materna e perinatale sono il miglioramento delle condizioni economiche, alimentari, igieniche e l’uso di diverse tecniche diagnostiche preventive che permettono di individuare le gravidanze e i parti a rischio. È interessante lo studio effettuato in Brasile, primo al mondo per tagli cesarei. Nelle strutture private, in cui accedono solo le donne delle classi più abbienti, si effettuano finanche il 70 % di tagli cesarei e il tasso scende anche a meno del 20% in quelle pubbliche.
È dalla fine degli anni ‘70 che in Italia si diffonde tra le donne la consapevolezza dell’ “esproprio” del parto e la richiesta, dapprima isolata, poi sempre più massiccia, del rispetto dei propri diritti, di quelli del proprio bambino e di quelli di genitori che necessitano di sostegno e valorizzazione delle proprie competenze. E come va in un sistema di mercato, la domanda ha determinato l’offerta. Infatti diverse strutture, pubbliche e private, stanno modificando l’assistenza a madri e neonati. A parte qualche isola felice soprattutto al nord, c’è ancora molto da fare. È difficile cambiare atteggiamenti consolidati, usi e costumi ritenuti “validi”. È necessario divulgare informazioni per evitare che le donne, le coppie arrivino al parto senza conoscere le opportunità e quindi poter effettuare scelte consapevoli. Spesso gli stessi operatori che si occupano della nascita non sanno dell’esistenza del documento “Tecnologia appropriata per la nascita” del 1985 emanato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. che mette in discussione già da molti anni l’uso inappropriato di diverse pratiche ostetriche e pediatriche comunemente adottate. Per non parlare delle leggi regionali, emanate in diverse regioni, per “umanizzare” l’assistenza durante il parto e i giorni successivi, spesso sconosciute e disattese.
E che dire dell’epidurale che in alcune strutture viene effettuata di routine? E indubbiamente una tecnica che ha i suoi aspetti positivi come il taglio cesareo, quando servono. Come non indignarsi se, per promuoverne l’uso, alcune donne riferiscono di essere state apostrofate con frasi del tipo “Ma signora, cosi non sentirà proprio niente”. E la nascita di un figlio è niente? Si dice spesso che sono le donne oggi a richiedere l’uso del taglio cesareo e l’epidurale. Sono sempre bisogni reali o indotti? Nella maggior parte dei casi, i bimbi sanno come venire al mondo e le loro madri come partorirli. Sarebbe molto più economico ed etico offrire un ambiente accogliente e sicuro; strumenti e alternative per superare il “dolore” del parto. Il travaglio è una giornata che prepara all’evento più coinvolgente e carico di sensazioni ed emozioni. Corpo e mente sono cosi congiuntamente coinvolti a realizzare la magia più straordinaria, che intervenire con atti impropri e non necessari, è un oltraggio alla natura e alle potenzialità di cui ha dotato le donne.

Bibliografia:
M. Enkin, M. Keirse, I. Chalmers - L’efficacia delle procedure di assistenza alla gravidanza e al parto. Red Edizioni.

15 raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità

1. Il benessere psicologico della neo-madre deve essere assicurato permettendo, durante il parto, il libero accesso a una persona di sua scelta e favorendo la possibilità che riceva visite nel periodo post-natale; l’equipe terapeutica deve comunque assicurare un supporto emotivo;
2. a tutte le donne che partoriscono in una istituzione deve essere garantito il rispetto dei loro valori e il diritto a porre in atto quelle pratiche che appartengono alla loro cultura;
3. l’induzione del travaglio dovrebbe essere riservata solo in quelle situazioni in cui vi sono specifiche indicazioni mediche ed in nessuna regione geografica si dovrebbe avere un tasso superiore al 10%;
4. in nessuna regione geografica si giustifica una percentuale di parti cesarei superiore al 10-15%;
5. non c’è nessuna prova che dopo un precedente cesareo sia richiesto un ulteriore cesareo per la gravidanza successiva; parti vaginali, dopo cesareo, dovrebbero essere incoraggiati;
6. non c’è nessuna indicazione medica per la rasatura del pube e per il clistere prima del parto;
7. la rottura artificiale delle membrane, fatta di routine, non ha nessuna giustificazione scientifica e se richiesto si raccomanda solo in uno stadio avanzato del travaglio;
8. durante il travaglio ed il parto si dovrebbe evitare la somministrazione routinaria di analgesici o anestetici che non siano richiesti specificamente per correggere o prevenire complicazioni;
9. il monitoraggio elettronico fetale dovrebbe essere eseguito solo in situazioni mediche particolarmente selezionate e nel travaglio indotto;
10. si raccomanda di non mettere la donna nella posizione supina durante il travaglio e il parto, incoraggiarla a camminare durante il travaglio e permetterle di scegliere liberamente quale posizione adottare durante il parto;
11. l’uso sistematico dell’episiotomia non è giustificato;
12. Il neonato in salute deve restare con la madre ogni volta che le condizioni di salute di entrambi lo permettano; nessun processo di osservazione della salute del neonato giustifica la separazione dalla madre;
13. si deve promuovere immediatamente l’inizio dell’allattamento, anche prima che sia lasciata la sala parto;
14. l’allattamento costituisce l’alimentazione normale e ideale del neonato e dà allo sviluppo del bambino basi biologiche ed effetti impareggiabili;
15. in gravidanza si raccomanda un’educazione sistematica sull’allattamento al seno, poiché attraverso un’educazione ed un sostegno adeguato tutte le donne sono in grado di allattare il proprio bambino; si devono incoraggiare le madri a tenere il bambino vicino, offrendogli il seno ogni volta che lo richiede; si raccomanda di prolungare il più possibile l’allattamento al seno ed evitare aggiunte di preparati per lattanti: una madre in buona salute non ha bisogno di dare alcun complemento fino ai 4-8 mesi di vita del bambino.


Gli altri articoli del 18/11/08

HOME

Riflessioni:
La sfida educativa della scuola di oggi è stimolare l’intelligenza emotiva dei giovani di Carla Ginanneschi
Counseling: Chi è il Counselor ad approccio Umanistico Pluralistico Integrato?.... di Gabriella D'Amore Costa
Parto naturale: Nascere... secondo natura di Anna Maria Gioacchini
Astrologia verde: Lo zodiaco vegetale di Giorgio Mortini
Psico-racconti: Il Maestro - Sesta parte: L'insegnamento di Roberta Pedicino
Comunicato Stampa dell'11/11/2008: GIÙ LE MANI DAI BAMBINI®
Comunicato stampa del 15/11/08: Censura all’informazione al Gaslini di Genova: la multinazionale Eli Lilly supporta un convegno pro-psicofarmaco nella struttura pubblica.
Itinerari ed eventi segnalati da "Tra Terra e Cielo"

 


macrolibrarsi un circuito per lettori senza limiti
kkkkkkkkkkkkkkkkkk

www.infoculturale.it è un sito amatoriale e viene aggiornato saltuariamente. Pertanto, ai sensi della Legge n. 62 del 07/03/2001 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 67 del 21 marzo 2001, non può considerarsi un prodotto editoriale. Chi collabora all'aggiornamento di InfoCulturale lo fa senza alcun tipo di retribuzione, né di rimborso spese ma unicamente con intento divulgativo e informativo. InfoCulturale non è collegato ad alcun periodico o testata giornalistica, non persegue finalità politiche o economiche e in ogni caso fini di lucro, nè vantaggi materiali o ingiusto profitto. In qualità di iniziativa di servizio il sito si ispira al principio della totale gratuità, di condivisione e divulgazione degli argomenti trattati.