HOME


Quarta parte: Nella casa del Maestro

Emozionati Ale e Max si misero in macchina quella sera con nel cuore uno spazio enorme che aspettava solo di essere colmato. Era arrivato il momento che aspettavano da tanto e finalmente avevano il coraggio di affrontarlo. Grandi erano le aspettative ma un pizzico di diffidenza li tratteneva dai facili entusiasmi; sapevano che Xavier non era una persona semplice e l’essere stati scelti e accettati ad entrare nella sua casa non era cosa da poco. Memore delle lezioni di yoga Ale si era messa una tuta da ginnastica e nel momento in cui si tolse le scarpe nell’ampio e luminoso ingresso della casa e appoggiò i suoi calzini di spugna su quel pavimento di marmo lucido, si rese conto di aver sottovalutato qualcosa: sembravano tutti come pronti ad assistere ad un evento speciale, vestiti bene, silenziosi e in punta di piedi, uno alla volta si toglievano le scarpe e le giacche ed entravano nella stanza dove doveva svolgersi la lezione sistemandosi, chi sulle sedie, chi per terra sul tappeto. Non era di certo una palestra.
Ale piuttosto tesa, pensò di andare in bagno prima di cominciare, ma dovette passare davanti a quella stanza con la porta aperta sul corridoio… lui era lì, seduto su una poltrona rossa, vestito in abito scuro… era passato molto tempo dall’ultima volta che lo aveva visto alla sfilata, ora aveva tutt’altro ruolo e quasi stentò a riconoscerlo. Le buttò uno sguardo serio, ammiccando a un sorriso di benvenuto e Ale si sentì letteralmente radiografata. Aveva avuto la netta sensazione di trovarsi di fronte a qualcuno a cui non poter nascondere più nulla e che con un solo sguardo le rimandava come uno specchio tutto ciò che lei non riusciva a vedere di se stessa… vide qualcosa che non le piacque, ma ormai era troppo tardi per tornare indietro. Entrò nella stanza, posò il suo cuscino su un lato del tappeto e si sedette.
Già da quel primo giorno Ale capì una cosa fondamentale: tutto da capo, si ricomincia!
Tra i vari sogni che portò a quella prima lezione, lui scelse di leggere il primo che diceva così:
“Ero in un giardino bellissimo che non conoscevo ancora, ma sapevo che era mio, mi apparteneva. Era molto rigoglioso, pieno di vegetazione che cresceva incolta, abbandonata a se stessa; un luogo dove la natura aveva il sopravvento e in cui si sentiva l’assenza dell’uomo. Io sapevo che quel giardino era mio, era sotto la mia responsabilità, io d’ora in poi dovevo averne cura. Comincio a girare al suo interno e raggiungo il punto più centrale dove, in uno spiazzo aperto si ergeva una palma altissima. Più che una palma era un albero con un tronco liscio, sottile, diritto e di colore avana. Sulla sua sommità, molto in alto da terra, crescevano delle grandi foglie, simili per forma e disposizione a quelle di una palma, in mezzo alle quali spuntavano rami carichi di grossi frutti maturi. Io dovevo raccogliere quei frutti ma non sapevo come fare per arrivare così in alto e il tronco era troppo liscio per scalarlo. A quel punto interviene mio padre e mi consiglia di tagliare il tronco ad una certa altezza da terra in modo da far cadere giù la parte con i frutti. Io però non ero d’accordo perché mi dispiaceva tagliare l’albero che chissà quanto tempo ci aveva messo per diventare così alto. Allora mio padre mi dice che le foglie sarebbero rinate sulla sommità del tronco rimanente e poi tutto l’albero col tempo sarebbe ricresciuto e tornato come prima. Io ero combattuta, non sapevo cosa fare, ma l’importante in fondo era prendere quei frutti e mi convinco a fare come mi aveva detto mio padre.”
E questa fu la sua interpretazione:
“Il giardino è l’Eden, il Paradiso, è il tuo Paradiso dove Madre Natura ha il sopravvento, non c’è ordine. L’albero simboleggia la conoscenza, l’unione tra la terra e il cielo.
L’albero prende nutrimento dalla terra per congiungersi con il cielo.
Il suo tronco rappresenta la nostra colonna vertebrale.
Il padre nei nostri sogni rappresenta Dio, è la parte responsabile della nostra creazione.
Tagliare l’albero per coglierne i frutti vuol dire tornare con i piedi per terra e non cercare Dio chissà dove. Prima di trovare Dio bisogna masticare la materia e accettare la sofferenza sulla terra per poi, solo allora, potersene distaccare.”
Ale ascoltò rapita questa interpretazione, non aveva mai sentito nessuno parlare con così tanta chiarezza e arrivare dritto al punto senza una minima esitazione, affondare la lama fino al nocciolo della questione, darle così tante informazioni in una volta sola e permetterle di accedere ad una conoscenza così rara e preziosa. Lo scopo di quelle lezioni era proprio quello di acquisire un vocabolario universale e al tempo stesso personale per poter interpretare i sogni e la propria stessa vita, la propria coscienza, capire dai segni che l’inconscio lancia, chi siamo e perché siamo nati, qual è lo scopo del nostro essere venuti al mondo.
Ale capì perfettamente le parole di Xavier, come se le avesse sempre sentite, finalmente aveva trovato (o ritrovato) qualcuno che parlava la sua stessa lingua, che la capiva e che poteva guidarla, toglierla dall’incertezza e darle preziosi consigli per la sua ricerca… aveva finalmente trovato il suo “Maestro”.
Non pensava che quel suo sogno potesse avere un significato così profondo; era giunto il momento di dare un bel colpo di spugna a tutte le teorie spirituali che aveva appreso finora dallo yoga e dai libri e tutte le sovrastrutture mentali che si era creata e che le erano state imposte da condizionamenti sociali e familiari, perché non avrebbero avuto senso se non ci fosse stata prima un’accettazione anche della dimensione materiale. Quindi: buttare via la vecchia conoscenza, tornare con i piedi per terra, “masticare la materia” e accettarne la sofferenza per poi, solo allora, potersene distaccare.
Ale capì che d’ora in poi bisognava fare sul serio, sicuramente doveva tenersi tutti i suoi mali fisici, smetterla di preoccuparsene perché non era quello lo scopo per cui era lì, la ricerca che si apprestava ad intraprendere le imponeva di superare i suoi limiti fisici per poter coltivare e far sviluppare qualcosa di più profondo, la sua anima. Non era la strada comoda che forse avrebbe desiderato, ma proprio per questo ne era fortemente attratta.
La prima lezione pose le basi per questa attrazione che via via divenne sempre più forte: le parole del Maestro erano essenziali e giuste in ogni situazione e il suo insegnamento era individuale, riusciva a rivolgersi al gruppo e all’individuo contemporaneamente e questo era proprio ciò che Ale cercava.
Già in quella prima lezione espose i primi rudimenti del suo insegnamento, introdusse i concetti base del metodo di ricerca che lui proponeva: “I sogni ci portano alla conoscenza di noi stessi - disse - e la conoscenza ci dà l’uscita dal dolore. Dobbiamo lavorare per evitare l’invasione della materia incosciente, dobbiamo lavorare per la conoscenza che ci toglie dal problema di frequentare questa materia così dolorosa, quando si ha la conoscenza si può giungere alle realizzazione.
Realizzarsi significa capire che per uscire dal dolore dobbiamo staccarci dal coinvolgimento con la materia. I mezzi di indagine che abbiamo a disposizione sono l’Introspezione e l’Attività Onirica. L’introspezione, che non è da confondere con la meditazione, è la tecnica per superare il coinvolgimento con la mente. I messaggi che emergono nell’introspezione sono suggerimenti per migliorare. I sogni invece ci mostrano la materia così com’è, ci dicono qualcosa sul nostro fare e sono utili per capire noi stessi.
Il nostro fare crea il nostro karma. Bisogna mettere in luce il proprio fare rispetto al fare divino. L’allegoria per il karma è di fermarsi ad osservare, dividersi in una parte che osserva e in una parte che agisce. Eterno gioco dell’azione-reazione. Ciascuno crea per se stesso il prossimo passo, questo è il principio del karma. Per risolversi è necessario imparare ad “Essere” e non a “Fare”. “Io sono” e non “Io faccio”.
Un altro strumento importante per conoscersi è la Testimonianza. Per andare avanti nel cammino bisogna testimoniare, cioè cercare di essere coscienti durante il giorno e rendersi conto delle proprie azioni. Testimoniare è l’arte di aiutarsi a fermarsi in tempo.
Testimoniare significa tenere gli occhi aperti e vedere cosa si sta facendo, dove stiamo andando, per non avere più reazione all’azione che semina panico. Noi cerchiamo la serenità, non la semplice bontà. Praticando l’Introspezione e la testimonianza con il tempo avremo l’intuito (mito di Mercurio), perché per poter frequentare la multidimensionalità di noi stessi dobbiamo allenarci.
Il Maestro insegna il recupero del subconscio, mente e subconscio non vanno quasi mai d’accordo. Il Maestro insegna ad un livello sottile dove il desiderio facile non ha posto.”
Quella sera il Maestro parlò anche della simbologia dei colori e dei numeri, lesse tanti sogni dei componenti del gruppo ed ogni elemento onirico diveniva archetipo e simbolo che lui interpretava adattandolo alla persona che lo aveva sognato e nello stesso tempo spiegandolo come archetipo generale da poter utilizzare per interpretare i sogni di tutti. Ale prese tanti appunti quella sera e così anche le sere successive, di settimana in settimana riempiva le pagine del suo “dizionario dei sogni”, come amò chiamarlo in seguito, preziosa guida per iniziare a lavorare sull’interpretazione di se stessa.
Tornando a casa Ale e Max affrontarono un vero e proprio nubifragio che la loro vecchia macchina in genere non sopportava: se si fossero bagnate le candele del motore sarebbero rimasti fermi tutta la notte in mezzo alla strada, a tanti chilometri da casa. Ma quella notte qualcosa li accompagnò, sotto quel tremendo acquazzone, precisamente fino a davanti al cancello del loro garage dove il motore della macchina esausto e fradicio si spense. Uniti più di prima in un cammino comune, andarono a letto e sognarono in attesa che passasse quella settimana che li divideva dalla lezione successiva, in attesa del momento in cui sarebbero tornati nella casa del loro Maestro.

fine quarta parte

Quinta parte

NB: ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale e il contenuto del racconto è frutto di fantasia.


Gli altri articoli del 29/07/08

HOME

Riflessioni:
Al via l'Ecotopia Biketour 2008
Kinesiologia: Alla ricerca della salute olistica di Juan Franscisco Ballesteros
Fitoterapia: Il Partenio: un aiuto per l'emicrania della Dott.ssa Marina Multineddu
Salute: La prevenzione? Quasi una malattia di Daniela Mattalia
Enneagramma: Introduzione all'Enneagramma di Maura Amelia Bonanno
Psicologia: La vita affettiva della coppia. Ritrovare l'armonia di coppia attraverso la lettura di fiabe e miti - terza parte di Carla Ginanneschi
Baby massage: Tratto da "Shantala": L'arte del massaggio indiano per far crescere i bambini felici di Frederick Leboyer, ed. Sonzogno
Psico-racconti: Il Maestro. Quarta parte: Nella casa del Maestro di Roberta Pedicino
Itinerari ed eventi segnalati da "Tra Terra e Cielo" www.traterraecielo.it



 


www.infoculturale.it è un sito amatoriale e viene aggiornato saltuariamente. Pertanto, ai sensi della Legge n. 62 del 07/03/2001 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 67 del 21 marzo 2001, non può considerarsi un prodotto editoriale. Chi collabora all'aggiornamento di InfoCulturale lo fa senza alcun tipo di retribuzione, né di rimborso spese ma unicamente con intento divulgativo e informativo. InfoCulturale non è collegato ad alcun periodico o testata giornalistica, non persegue finalità politiche o economiche e in ogni caso fini di lucro, nè vantaggi materiali o ingiusto profitto. In qualità di iniziativa di servizio il sito si ispira al principio della totale gratuità, di condivisione e divulgazione degli argomenti trattati.