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Enneagramma
Introduzione all'Enneagramma
di
Maura Amelia Bonanno (tratto da BioGuida n.20
- primavera 2008)
L’Enneagramma
è un antico, sottile e complesso sistema
che permette di “comprendere il tutto osservandone
le parti”, recentemente usato per descrivere
nove tipi di personalità e la loro complessa
interrelazione. Formalmente è rappresentato
da un cerchio che include un triangolo equilatero
intersecante una figura a sei lati. I punti che
toccano il cerchio sono numerati da uno a nove
in senso orario e sono collegati da linee e frecce
in entrambe le figure interne.
G. I. Gurdjieff, che ha introdotto ufficialmente
il simbolo nel mondo Occidentale, insegnava che
la figura stessa riflette le leggi naturali regolanti
l’accadere di tutti i processi. In essa
è racchiusa e simbolizzata l’azione
universale e coordinata delle due leggi fondamentali
del ternario e del settenario. Il cosiddetto triangolo
interno esprime la Legge del Tre, quella di una
forza attiva, passiva e neutralizzante, un’universale
triplicità in tutto ciò che esiste.
L’altra figura, composta dai punti rimanenti,
riflette la Legge del Sette che governa la progressione
di tutti i processi. Il cerchio simbolizza l’Uno,
lo zero, o meglio la spirale. Gurdjieff usava
l’Enneagramma per descrivere l’ordine
cosmico dell’universo, per comprendere la
relazione e la trasformazione dei tre nutrimenti
(cibo, aria, impressioni) nel corpo umano in connessione
con i corpi superiori. Rappresentava i processi
creativi come il movimento in senso orario attorno
al cerchio partendo dal Punto Nove, considerando
i Punti Tre e Sei come “punti shock”
in cui avviene il collegamento tra i regni dell’essere
e del diventare.
L’esatta origine del simbolo è persa
nella storia. Secondo J. G. Bennett, studente
di Gurdjieff, è stato sviluppato nel XV
secolo per esprimere i principi espressi dalla
nuova scoperta del punto che separa l’intero
dai decimali. Riguardo al contenuto, il recente
Enneagramma delle personalità non deriva
da un’unica fonte, è un amalgama
di numerose tradizioni antiche combinate con la
moderna psicologia. In molte delle teorie contenute
nell’Enneagramma, per non parlare della
geometria e della matematica, sono riconoscibili
il pensiero greco classico, le teorie di Pitagora
e Platone, gli aspetti comuni dei misticismi delle
tre religioni profetiche monoteiste: I Padri del
Deserto nel Cristianesimo, i Sufi nell’Islam
e i maestri di Cabala nell’Ebraismo e anche
il condensato di saggezza del Buddhismo. Attorno
al 1950, Oscar Ichazo scoprì il collegamento
fra il simbolo e i tipi di ego (da cui l’originale
nome di ego-tipi). Nell’elaborazione originale
di Oscar Ichazo i vari ennagrammi rivelano tutte
le dimensioni dell’essere umano e della
sua evoluzione e possono essere usati come mappe
che descrivono le peripezie del viaggio mistico
dentro se stessi. La prima tappa è comprendere
come funziona l’ego, esplorare le zone oscure
della psiche, le paure e i condizionamenti. Seguono
la trasformazione e la purificazione che implicano
corpo ed emozioni e richiedono la pratica della
meditazione per sostenere il contatto con la qualità
dell’attenzione.
Tutti gli esseri umani, indipendentemente dall’ambiente
o dal modo in cui sono stati educati, sviluppano
una personalità. Tutte le tradizioni spirituali
condividono la comprensione che l’esperienza
umana ordinaria è filtrata dal velo dell'ego
e che, senza questo soggettivo oscuramento della
personalità, è possibile percepire
la realtà oggettiva.
L’Enneagramma afferma che ogni anima sviluppa
una determinata personalità secondo la
sensibilità a una specifica qualità
divina ed essenziale. Le strutture psicologiche
sorgono come risposte e strategie per gestire
l’illusione di distacco da aspetti della
natura divina verso cui si è particolarmente
ricettivi, un processo che accade per la maggior
parte nei primi anni di vita, modellato e alimentato
dall’ambiente. Mano a mano che il carattere
si sviluppa, si perde il contatto con la totalità,
l’Essere, la vera natura, fino a quando
le strutture psicologiche si stabilizzano e prendono
tutto lo spazio nella consapevolezza. Questa disconnessione
porta a nove diversi modi di vedere la realtà
spogliata della sua innata profondità,
nove percezioni incomplete che diventano credenze
distorte e fisse riguardo a come le cose sono
e che portano alla formazione di nove differenti
tipi di carattere (“enneatipi” secondo
la terminologia successivamente elaborata da Claudio
Naranjo), ognuno con specifici schemi mentali
ed emozionali, illustrati rispettivamente negli
enneagrammi delle fissazioni e delle passioni.
Le nove passioni derivano da una tradizione di
ricordo degli attributi divini riflessi nella
natura umana. Nella tradizione cristiana le distorsioni
di questi attributi diventano i peccati capitali.
Sebbene li conteniamo tutti, uno emerge in maniera
particolare, sono le pulsioni che sorgono dal
vuoto dell’ego e che conducono a specifici
stili emotivi, cercano di riempire la carenza
e, al contempo, ne ostruiscono la soddisfazione.
Le nove passioni dell’Enneagramma di Ichazo
sono Collera, Orgoglio, Inganno, Invidia, Avarizia,
Paura, Gola, Eccesso e Pigrizia.
Naranjo ha meglio definito la passione del punto
Tre, Vanità, e quella del punto Nove, Indolenza.
Le nove passioni prese insieme delucidano le tendenze
primarie che caratterizzano l’esistenza
dell’ego umano.
Uno dei grandi punti di interesse e di forza dell’Enneagramma
è il suo essere oggettivo e non abbracciare
una particolare ideologia. Si colloca al di fuori
delle differenze dottrinali. Aiuta individui di
fede religiosa, credo e opinioni diverse, a riscoprire
la fondamentale unità che li rende simili.
L’Enneagramma può quindi essere di
enorme valore nel mondo contemporaneo per mostrare
come, guardando oltre alle differenze superficiali
che ci separano, possiamo scoprire e riconoscere
un livello di umanità comune. È
un veicolo potente che può affrancare dai
confini della personalità e dalla trappola
dei pensieri, emozioni e percezioni abitudinarie
e accompagnare l’individuo nel “regno
del Reale”.
Fonte: http://www.bioguida.com
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