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Storia
della medicina
Il
Dottor Edward Bach
“La
malattia non è né una crudeltà
in sé, né una punizione, ma solo
ed esclusivamente un correttivo, uno strumento
di cui la nostra anima si serve per indicarci
i nostri errori, per trattenerci da sbagli più
gravi, per impedirci di suscitare maggiori ombre
e per ricondurci alla via della verità
e della luce, dalla quale non avremmo mai dovuto
scostarci.”
(Edward Bach)
Primo di tre figli, Edward Bach nasce il 24 settembre
del 1886 a Moseley, presso Birmingham. La famiglia
è forse originaria del Galles, in ogni
caso è che qui che si reca spesso per le
vacanze, dove probabilmente nasce il grande amore
per la natura che caratterizzò Bach fin
da ragazzo.
Finiti gli studi secondari Bach lavora per un
breve periodo nella fonderia del padre, dove impara
a conoscere la sofferenza del mondo operaio, e
forse fu il desiderio di soccorrere chi non può
pagarsi un'adeguata assistenza sanitaria a spingerlo
poi a iscriversi alla facoltà di medicina
dell’Università di Birminghan. Termina
poi gli studi a Londra, dove una volta laureatosi
entra nell'ospedale dell'University College dirigendone
il pronto soccorso e divenendo assistente nel
reparto di immunologia e di batteriologia.
La pratica ospedaliera gli permette di venire
in contatto con un gran numero di malati, ed è
sorpreso nel constatare la diversa risposta di
ognuno di loro a farmaci identici. Pian piano
si orienta a studiare la caratterialità
dei suoi pazienti, e quando scopre che nell'intestino
vi sono determinati ceppi batterici la cui presenza
coincide quasi regolarmente con quella di alcune
malattie croniche, si accorge anche che a ognuna
di queste malattie corrispondono dei pazienti
dal temperamento abbastanza simile.
Scopre sette vaccini intestinali e inizia ad avvicinarsi
all'omeopatia, di cui apprezza la visione più
integrata dell'essere umano, che tiene conto anche
degli aspetti emotivo e psichico, e diviene in
breve tempo anche un eminente omeopata.
A suo tempo Hahnemann aveva ipotizzato che alla
base della psora1 vi potessero essere dei batteri
intestinali i cui cataboliti intossicassero l'intero
organismo, e Bach, con i suoi vaccini, vuole portare
avanti questa ricerca.
Scoppia intanto la prima guerra mondiale. Bach
è responsabile di 400 letti, forse si sottopone
a uno sforzo eccessivo per la sua costituzione
delicata e viene colpito da un'improvvisa emorragia.
Viene operato d'urgenza, ma gli viene diagnosticato
un tumore maligno alla milza e la prognosi è
di soli tre mesi di vita. Ha 31 anni.
È un momento veramente difficile e doloroso
per lui. Sua moglie è morta di difterite
più o meno nello stesso periodo in cui
si è ammalato, e la sua vita stessa sembra
ormai segnata. Dimesso dall'ospedale decide di
non curarsi e si getta anima e corpo nel lavoro
per cercare almeno di portare avanti il più
possibile la sua ricerca. Non si risparmia, lavora
giorno e notte e, passati i fatidici tre mesi,
non solo non muore, ma i colleghi non trovano
nemmeno più traccia del tumore. Bach ritiene
che sia stato l'amore per il suo lavoro che lo
ha animato in quei mesi a guarirlo.
Intanto è entrato al London Homeopathic
Hospital. Qui inizia a elaborare la sua scoperta
dei ceppi batterici intestinali in chiave omeopatica,
e mette a punto i sette nosodi2 intestinali che
portano il suo nome e che sono tuttora utilizzati.
Il suo nome inizia ad essere conosciuto, le sue
ricerche riscuotono successo e interesse nell'ambiente
omeopatico; lui stesso partecipa a congressi,
scrive e pubblica sulle riviste mediche e apre
due studi privati, uno ad Harley Street, nella
zona ricca di Londra, uno a Nottingham Place,
dove riceve quasi gratuitamente i meno abbienti.
Man mano che procede con i suoi studi, Bach si
sente sempre più orientato a cercare i
suoi rimedi nel regno vegetale. È infatti
ormai profondamente convinto che nel Creato esistano
dei delicati equilibri, che ritroviamo poi in
ogni creatura, e che ogni tipo di violenza vada
bandito per rispettare quest'armonia primigenia.
E si è accorto che per molti malati assumere
un nosode è una violenza, in quanto devono
reprimere un profondo disgusto, andare in un certo
senso 'contro se stessi'. Sa che deve cercare
qualcosa che agisca come i nosodi, ma che sia
appunto di natura vegetale.
Nel 1929 compie un viaggio nel Galles e trova
Mimulus, Impatiens e Clematis, i suoi primi tre
rimedi floreali. Inizia a somministrarli ai pazienti
e i risultati sono non solo più che incoraggianti,
ma gli fanno forse anche intuire di essersi incamminato
in una strada nuova, e che dovrà percorrerla.
Un anno dopo, a quarantadue anni, Bach decide
di seguire il richiamo. Per continuare la sua
nuova ricerca ha ora bisogno di vivere immerso
nella natura, di capirne il linguaggio e i messaggi
più sottili. Chiude gli studi di Londra,
vende tutto ciò che possiede e si ritira
nelle campagne del Galles deciso a sostituire
i suoi nosodi con sette rimedi floreali. La radiologa
Nora Weeks lo segue e diviene sua assistente.
Il loro lavoro è proficuo e Bach individua
e sperimenta un rimedio dietro l’altro,
superando di gran lunga, come sappiamo, il numero
di sette.
Alcune persone sono attratte da questo personaggio
di studioso che vive in povertà e percorre
le campagne alla ricerca di erbe medicinali, e
presto si forma intorno a lui un gruppetto di
seguaci, a cui Bach insegna la floriterapia anche
se non sono medici. La classe medica ufficiale,
che finora lo ha tollerato, minaccia addirittura
di espellerlo dall’Ordine, ma Bach ignora
questi richiami e va avanti per la sua strada.
A 49 anni, nel ‘35, Bach si trasferisce
con i suoi seguaci a Satwell, nella valle del
Tamigi, dove coltiva direttamente le piante finora
individuate e dove trova gli ultimi Fiori mancanti.
Poco tempo dopo, la sera del suo cinquantesimo
compleanno, Bach presenta i risultati della sua
ricerca in una conferenza ufficiale e consegna
ai suoi assistenti Nora Weeks e Victor Bullen
i suoi 38 Fiori pregandoli di non permettere che
il suo metodo della floriterapia venga alterato
perché è perfetto così com’è.
La notte del 27 novembre del 1936, il Dottor Edward
Bach muore nel sonno.
1) Hahnemann definì con questo termine
un’impregnazione morbosa dell’organismo
che riteneva fosse alla base di tutte le malattie.
Ne attribuì l’origine alle tossine,
trasmesse per via ereditaria, dell’antica
peste.
2) Bach individuò sette ceppi batterici
intestinali a cui corrispondevano sette gruppi
caratteriali. Aveva preparato dei nosodi con i
sette diversi batteri che ora intendeva sostituire
con dei rimedi floreali. Nella medicina omeopatica
un nosode è un medicamento preparato a
partire da prodotti patologici diluiti e dinamizzati.
Il pensiero di Edward Bach
Nel pensiero di Bach il Creato, il Tutto, è
sia il principio divino dell'Amore che Dio stesso,
non caratterizzato da canoni o da regole di una
qualche religione ma inteso come energia divina
d’amore che sottostà a ogni cosa
creata. Nell'uomo questa energia è presente
come Anima, la sua parte spirituale, che ha il
compito di guidarlo, attraverso il bene, alla
realizzazione del suo personale compito in questo
mondo. L’anima si farà conoscere
e raggiungere attraverso i desideri spontanei.
L’Ego rappresenta invece la parte legata
all'aspetto apparente della materia, e il suo
compito sarebbe quello di collaborare con l’Anima
prendendo posto nel mondo secondo le sue indicazioni,
realizzando così il grande disegno del
Divino che sottostà alla creazione, dove
ognuno ha la sua parte e la sua personale missione.
Quando, invece di collaborare, la "(…)
personalità lascia la via predisposta dall'Anima
per seguire ambizioni mondane, o perché
subisce la suggestione da parte di altri",
questo distorce l'Ego spingendolo su posizioni
difensive invece che evolutive, e lo pone in antagonismo
con l'Anima, allontanando così l'individuo
dal suo compito.
Se l'essere umano impara invece a conoscere la
voce della propria Anima e a seguirne le direttive,
ne avrà in cambio una gioia e una sicurezza
interiori che non solo daranno senso alla sua
vita, ma che gli permetteranno anche di affrontarne
le prove con coraggio e chiarezza, a prescindere
da quali e quante esse siano.
È quando l’essere umano si abbandona
ciecamente ai desideri dell'egoismo che il Tutto
lo respinge e si mostra inaccessibile, condannandolo
all'infelicità e alla solitudine interiori.
Infatti, in quanto scintille del Divino, noi siamo
naturalmente buoni e la nostra felicità
è solo quando operiamo il bene. In quanto
creature significanti soprattutto sul piano spirituale,
noi "(…) possediamo tutti, dentro noi
stessi, la perfezione; e siamo venuti in questo
mondo semplicemente per prendere coscienza di
questa nostra divinità".
Qualora si fosse deviati dalla propria autentica
via, l'Anima avrà il compito di riportarci
su quel sentiero e di guidarci a recuperare un
giusto rapporto con noi stessi, gli altri, il
Creato in genere. Spesso questa correzione avviene
attraverso il malessere e la malattia, che ci
costringe a riflettere sui nostri errori.
La malattia è quindi sostanzialmente una
disarmonia che origina anch'essa sul piano spirituale,
di cui quello materiale è solo il riflesso.
Essa è il risultato di un lungo conflitto
che ha opposto la personalità dominata
dall'Ego all'Anima, ed è anche il correttivo
con cui l'Anima segnala che si è usciti
dal percorso. La malattia esprime un vero e proprio
conflitto "di interessi" tra i bisogni
dell'Anima, che desidera espandersi ed evolvere,
e l'Ego, che troppo spesso rimane soffocato e
condizionato dalla cultura e dall'egoismo.
La malattia segue la legge di causa ed effetto,
mostrandoci così la natura e la profondità
di questo conflitto. Essa è il messaggio
che l'intero corpo-mente ci invia per renderci
consapevoli della disarmonia che lo sta torturando,
e se ascoltiamo il suo messaggio possiamo anche
individuare il conflitto che sta bloccando la
nostra evoluzione spirituale tenendo l'Anima imprigionata,
e impedendole così di progredire nella
sua missione.
Per guarire dalla malattia occorre operare soprattutto
un salto qualitativo spirituale e psicologico
che riporti la persona sotto la guida dell’
Anima. Sarà questa, una volta libera di
esprimersi, a indirizzare verso quelle scelte
che rimetteranno l'individuo di nuovo in armonia
con il Tutto. E da lì inizierà il
processo di guarigione. "Infatti una guarigione
completa e definitiva origina dalla propria interiorità,
dalla stessa Anima, che con la sua bontà
irradia armonia attraverso l'intera personalità".
Ma se la malattia e la sofferenza intervengono
quando non si sia riusciti a capire con altri
mezzi quale sia la nostra vera strada, vediamo
che allora la figura del medico diventa soprattutto
quella di una guida spirituale. Il suo compito
diventa quello di aiutare il paziente a individuare
e a risolvere i termini del conflitto interiore
che lo sta portando verso il malessere, possibilmente
ai primi sintomi, prima ancora che questi producano
una malattia vera e propria. Il medico dovrà
capire quando e perché la personalità
è stata talmente spaventata da rinchiudersi
in se stessa e non essere più in grado
né di ascoltare i suggerimenti e i bisogni
dell'Anima, né di capire i segni premonitori
della malattia che si va instaurando.
Gli errori spirituali dell'Ego individuati da
Bach sono l’orgoglio, la crudeltà,
l’odio, l’egoismo, l’ignoranza,
l’instabilità e l’avidità.
Sono sette atteggiamenti disarmonici fondamentali
che mettono la persona in contrasto con l'armonia
del Tutto, tagliandola quindi fuori anche dal
flusso benefico dell'armoniosa energia creatrice
che sottostà all’intera Creazione
in ogni suo aspetto.
La libertà, la gioia e l'individualizzazione
sono invece valori spirituali inalienabili, e
chi vi attenta ne resta inesorabilmente penalizzato.
Bisogna quindi evitare ogni manipolazione e ogni
dominio sull'altro, che attentano alla sua gioia
e alla sua libertà, e l'incertezza e la
mancanza di determinazione, che impediscono invece
a se stessi di individualizzarsi e di autodeterminarsi.
Il servizio, cardine del concetto stesso di relazione
del cristianesimo, viene proposto da Bach nel
suo valore più alto, come consapevolezza
dell’intima fratellanza tra tutti gli esseri
umani e viene sfrondato da ogni sentimentalismo
e da ogni falsa morale. Non viene infatti proposto
come servizio il subire o il farsi dominare e
dirigere da personalità più forti
o arroganti, come non è considerato servizio
servire qualcuno con costrizione o per paura.
Questi atteggiamenti vengono anzi considerati
essi stessi degli attacchi all'armonia del Tutto
e andranno curati con i corrispondenti Fiori,
per la paura, l'incertezza, l'eccessiva influenzabilità,
il desiderio di dominare la vita degli altri.
Tutto ciò che è eccessivo o che
copre una paura esula infatti dall'Armonia. Essendo
infatti la libertà un valore sacro, essa
non può essere né tolta né
demandata. E il servire ha valore solo come un
dono gioioso che si porga all'altro in piena libertà
di spirito e non come un qualcosa fatto per tornaconto,
per paura, per fuggire da se stessi. Bach considera
infatti la libertà condito inalienabile
della coscienza che diviene coscienza.
L’uomo nasce perfetto e orientato al bene,
ma un'educazione sbagliata e dura, le aggressioni
e le manipolazioni subite fin dall'infanzia, lo
portano a chiudersi in posizioni rigide di difensiva,
spesso inconsapevolmente. Fino qui non c'è
ancora "peccato", si vive semplicemente
come si è imparato a fare, e anche se l'Anima
è soffocata dall'Ego non c'è ancora
un reale conflitto. Questo però inizia
presto, nel momento in cui si diventa consapevoli
del proprio comportamento errato, sia pure solo
per un’intuizione, un dubbio, o per una
qualche riflessione su se stessi.
È infatti nel momento in cui sappiamo di
sbagliare ma non abbiamo il coraggio o la volontà
di cambiare il nostro pensiero e il nostro comportamento,
che inizia il profondo conflitto con l'Anima.
Quando questa fa sentire la sua voce è
perché non vuole più seguire una
volontà contraria alla sua natura, ma troppo
spesso l'egoismo non vuole più rinunciare
a dominare la personalità.
Da questa profonda e intima opposizione originerà
allora la malattia, che seguirà la legge
della causa e dell'effetto, dove l’errore
pone la causa di quello che sarà poi il
disturbo, l'effetto; prima della sola personalità,
poi dell'intero organismo.
In questa visione però malattia ed errore
indicano e significano soprattutto profonda sofferenza
dell'Anima, e non vanno quindi combattuti né
condannati. Ogni azione violenta infatti, per
quanto possa essere sostenuta da una giusta causa,
genera una resistenza, e questa è anch’essa
contraria all'armonioso fluire del Tutto, che
la respinge facendola tornare indietro con una
sorta di effetto "boomerang". Chi sbaglia
va solo aiutato a recuperare il contatto con la
propria Anima, e sarà questa che farà
cadere gli errori. Gli errori vanno quindi in
un qualche modo come ignorati per concentrarsi
piuttosto sulle loro virtù contrarie, che,
se sviluppate, avranno il potere di dissolverli
senza alcuna azione violenta.
Nella visione di Bach tutto si gioca dunque sul
piano interiore, sullo sforzo che l'individuo
deve compiere per riportarsi sotto le leggi del
bene e dell'armonia, rette dal valore supremo
dell'Amore. L'Amore - scopo ultimo della vittoria
su se stessi - viene così riproposto nel
suo più profondo e ampio significato e
non come semplice positività o schiavitù
dai sensi.
Nella sua accezione più alta, l'Amore è
il valore divino per eccellenza, che sottostà
alla Creazione Divina e al dono della vita in
quanto dono. E l'essere umano forse è la
creatura scelta dall'Eterno per portare questo
valore, cosciente, nella Natura, dove esso sembra
inconscio.
Criteri della Ricerca dei
38 Fiori di Bach
Bach iniziò a cercare dei primi rimedi
vegetali già nei parchi di Londra, portando
nel suo studio le piantine raccolte per estrarne
le tinture madri e dinamizzarle secondo il metodo
omeopatico, senza ottenere però risultati
soddisfacenti. Si orientò poi definitivamente
verso la floriterapia quando nel 1929 compì
un viaggio nel Galles, dove trovò i suoi
primi tre fiori, Mimulus, il mimolo giallo, il
coraggio; Impatiens, la balsamina, la pazienza
e Clematis, la clematide vitalba, la coscienza.
Era deciso ora a trovare dei rimedi vegetali,
possibilmente poco elaborati dall’uomo,
che fossero in grado di trasmettere a chi li assumesse
la forza e l’armonia dell’energia
vitale della natura ancora incontaminata. Scartò
quindi le piante velenose perché troppo
aggressive, quelle alimentari perché ormai
troppo familiarizzate con l'uomo, e quindi lontane
dalla loro forma primitiva e spontanea, e quelle
inferiori, che non avevano ancora raggiunto l'inflorescenza,
perché evolutivamente indietro rispetto
all'uomo. Scartò anche le radici secche
e vecchie, poiché, per quanto chimicamente
i loro principi fossero più concentrati,
l’energia vitale ne stava comunque scemando.
Una volta trasferitosi poi nel Galles, Bach trovò
i quattro fiori mancanti per raggiungere il numero
sette che si era prefisso con Agrimony, l’agrimonia,
la lotta; Chicory, la cicoria, l'altruismo; Vervain,
la verbena, l’entusiasmo; Cerato, la piombaggine,
l'intuizione. Secondo i postulati di partenza,
per cui esistevano sette principali attitudini
caratteriali, la sua ricerca avrebbe dovuto fermarsi
qui e procedere poi unicamente alla fase di sperimentazione.
Bach si sentiva invece spinto a cercare altri
fiori, l’intuizione gli diceva infatti che
sette fiori non bastavano ad abbracciare la complessità
dei disturbi che presentavano i malati. Decise
allora di portare i Fiori a dodici, un numero
significativo nella nostra cultura.
Per raggiungere il numero di dodici Bach trovò
Centaury, la centaurea minore, la forza di volontà;
Scleranthus, lo scleranto, la forza decisionale;
Water Violet, la violetta d’acqua, la solidarietà;
Gentian, la genzianella, la fede e Rock Rose,
l’eliantemo, il coraggio eroico. In questo
primo gruppo compaiono tutti fiori che rispondono
ai requisiti richiesti, sono infatti tutti fiori
di piante che crescono spontanee, isolate o in
cespugli. Unica eccezione è il fiore Cerato,
originario del Tibet, che in Inghilterra viene
coltivato nei giardini.
Bach provò di nuovo a dinamizzare le tinture
madri ottenute da questi fiori e di nuovo non
ne fu soddisfatto. La sua attenzione venne intanto
attratta dalla rugiada che trovava sui petali
dei fiori al mattino presto, e rifletté
come questa, scaldandosi al sole, dovesse necessariamente
assorbire l'energia del fiore stesso. L'intuizione
lo soccorse di nuovo ed escogitò il metodo
dell'estrazione per macerazione in pura acqua
di fonte. A questo punto, soddisfatto dei risultati
che riusciva ad ottenere con questi nuovi rimedi,
pubblicò "I Dodici Guaritori"
e "Guarisci Te Stesso".
Ma anche somministrando questi dodici rimedi,
Bach si rese conto di non raggiungere e risolvere
quei vizi di personalità già troppo
radicati e troppo profondi presentati spesso dai
pazienti. Pensò allora che ci volesse qualcosa
di più forte e che dovesse cercarlo tra
i fiori di piante non più isolate ma talmente
energiche da riuscire a dominare interi paesaggi.
Trovò così Gorse, il ginestrone,
la speranza e Heather, l’erica, l'empatia,
che rispondevano a questi requisiti; ma poi, a
un certo punto, non si attenne più ai presupposti
teorizzati e trovò Oak, la quercia, la
perseveranza, e Rock Water, la capacità
d'adattamento, semplice acqua di una fonte che
sgorgava nei suoi boschi. Questi due rimedi hanno
caratteristiche diverse dai precedenti. Oak è
un albero, il primo, e Rock Water addirittura
non è un fiore ma pura acqua di fonte.
Bach chiamò queste essenze "I Quattro
Aiuti", poi li portò a sette con Wild
Oat, il forasacco ramoso, la risolutezza; Olive,
l’olivo, la forza vitale e Vine, la vite,
l'autorità.
Mentre nel primo gruppo di fiori Bach era riuscito
ad attenersi ai propri postulati, vediamo come
nel secondo l'intuizione lo abbia guidato già
molto più liberamente. Qui sono infatti
presenti i fiori non solo della quercia e dell'olivo,
che sono alberi, e quelli della vite, e di nuovo
dell'olivo, che sono di normale impiego alimentare,
ma anche il rimedio Rock Water, che abbiamo visto
non è un fiore e nemmeno una pianta. Nella
scelta del rimedio Rock Water è possibile
rintracciare anche il pensiero della scuola omeopatica
che era alle spalle di Bach, dove tutto può
essere dinamizzato e diventare rimedio, mentre
sia la quercia che l’olivo e la vite hanno
un significato sacro nella cultura occidentale.
Nel cercare i "Sette Aiuti" Bach voleva
dalle piante soprattutto la loro forza. Non è
quindi un caso che la sua attenzione sia stata
attirata da Oak, la quercia sacra dei druidi,
simbolo del Dio Thor.
È a questo punto che Bach dovette rendersi
conto che l'opera a cui si era accinto era ben
più vasta e di ben altro respiro di quella
da lui stesso immaginata all'inizio, quando voleva
individuare solo le sette piante corrispondenti
ai gruppi caratteriali espressi dai suoi nosodi.
La sua ricerca ebbe infatti una svolta, egli ritirò
dal commercio quanto già pubblicato, mise
a punto il Rescue Remedy, e si trasferì
a Satwell, nella valle del Tamigi, dove si mise
a coltivare le piante individuate.
Nella nuova dimora Bach trovò immediatamente
Cherry Plum, il mirabolano, la pace interiore.
La sua sensibilità era ormai talmente acuta
che egli riusciva a percepire "i pensieri"
degli alberi. E dietro Cherry Plum ecco venire
uno dietro l'altro tutto il gruppo degli alberi:
Elm, l’olmo, il senso di responsabilità;
Pine, il pino silvestre, il perdono; Larch, il
larice, la fiducia in se stessi; Willow, il salice
giallo, l'accettazione del destino; Aspen, il
pioppo, la sensibilità cosciente; Hornbeam,
il carpino, il dinamismo; Sweet Chestnut, il castagno,
il sollievo interiore; Beech, il faggio, la tolleranza;
Crab Apple, il melo selvatico, la purezza e l'ordine;
Walnut, il noce, la capacità di rinascita
interiore; Chestnut Bud, la gemma dell’ippocastano,
la capacità di apprendere; White Chestnut,
l’ippocastano, la serenità mentale
e Red Chestnut, l’ippocastano rosso, la
salvaguardia della personalità. Con White
Chestnut Bach utilizzò il metodo della
bollitura.
Aggiunge poi ancora un piccolo gruppo di cinque
Fiori, comprendente Holly, l’agrifoglio,
l'amore; Honeysuckle, il caprifoglio, la libertà
dal passato; Wild Rose, la rosa selvatica, la
gioia di vivere; Star of Bethlehem, il latte di
gallina, il conforto e Mustard, la senape selvatica,
la luce interiore.
Con Mustard, il fiore della luce interiore, si
conclude infatti la sua lunga e sofferta ricerca.
E questi ultimi Fiori forse più di tutti
gli altri ci mostrano quanto la sua stessa coscienza
si fosse anch’essa ampliata. Questi Fiori
esprimono infatti le qualità stesse della
coscienza nel suo pieno autocompimento: amore,
libertà, gioia, scioglimento, luce.
Fonte: http://www.floriterapia-psicodinamica.com
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Altroconsumo
Salutest Ottobre 2007 Medicine alternative
e classiche apri |
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Primo
Convegno Nazionale CONMI (Consulta Nazionale Medicina
Integrata)
"Le eccellenze in medicina
complementare. Aspetti assistenziali e normativi."
Venerdi 3 ottobre p.v.
presso la Sala Affreschi Consiglio della Regione Toscana
in via Cavour 4, Firenze
ore 9.30 - inizio registrazioni partecipanti al convegno
ore 10.00 - inizio convegno
ore 13.30 - lunch
ore 16.00 - fine convegno. Per informazioni:
conmi@regione.toscana.it
Maria Grazia Campus, Coordinatrice Nazionale CoNMI
cell. 3332293215
Chiara Villani, Segreteria CoNMI
cell. 349.7201776 locandina |
Congresso
Mondiale di Kinesiologia
"Living in the Midline"
Mantenere la propria consapevolezza e percepire il mondo
dal sé interiore
Gargnano (BS), Lago di Garda,
1-5 Ottobre 2008
Partecipare per Scambiare, Idee&Conoscenze coi Grandi
Kinesiologi del Mondo.
programma |
Eventi
Percorsi Attivi -
Playback theatre e fiabe
Per una pratica teatrale che favorisce la spontaneità
e la creatività.
12 incontri Inizio 6 ottobre -
Playback theatre
Per una pratica teatrale che favorisce la creatività
e la crescita interiore. Laboratorio a cadenza settimanale.
12 incontri Inizio 6 ottobre -
Viaggio nella propria storia
Autobiografia scrittura creativa e teatro.
Dieci incontri dal 7 Ottobre -
Voci di donne
Percorso al femminile
Un'avventura da vivere con il corpo e le emozioni alla
riscoperta dei propri talenti e lati creativi.
1° incontro Mercoledì 8 Ottobre (cadenza
quindicinale) -
Corso di formazione: “La conduzione dei gruppi attraverso
il Playback Theatre e le metodologie attive”
8 incontri Inizio 11 ottobre
(cadenza quindicinale) Conduttore: Anna Ruschena,
Direttore di Psicodramma, Conduttore di P.B.
Theatre, esperta in conduzione di gruppi con metodologie
attive ed espressive. SPAZIO TEA
Via Pasteur 15 Milano
INFO: 3356647044
a.ruschena@tiscali.it www.percorsiattivi.com |
Il
mandala: specchio del sé Venerdì
10 ottobre
Orario 18.00/20.30
Ideatrice e conduttrice: Gabriella D’Amore
Costa ArtCounselor
Un viaggio tra i simboli e gli archetipi del nostro inconscio
alla ricerca del proprio centro. L’autobiografia:
raccontarsi come cura di sé
Sabato 11 Ottobre
Orario 18/20.30
Ideatrice e conduttrice: Gabriella D’Amore
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Un percorso di scrittura creativa per ricordarsi di sé.
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a Roma presso la libreria 6SENSI via
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telefonando allo 06 6892280 libreria 6Sensi www.sensiattivi.it
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del master in Counseling Espressivo e ArteTerapia,
Dancecounseling 25/26 OTTOBRE 2008
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“IL VIAGGIO DELL'EROE”
SEDE: VIA PEA, 20/ROMA - ore 9.00/18.30 locandina |
Enneagramma
Integrale attività autunno 2008
- INTRODUTTIVO: Essenza
e distorsione dell’ego Milano
19 ottobre 2008
Pinerolo (To) 23 novembre 2008
Pordenone 14 dicembre 2008 - ENNEATIPI
I° LIVELLO: Passioni
e fissazioni 6 - 8 dicembre 2008 -
Azienda agrituristica Sostio a Levante Framura
(Sp)
- RITIRO INTENSIVO
29 ottobre - 2 novembre 2008 Podere Violino -
Sansepolcro(Ar) Informazioni
e iscrizioni
Maura Amelia Bonanno - Maryam Sawda
mobile 3338477054 info@enneagrammaintegrale.it
www.enneagrammaintegrale.it
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Spazio
NU - Danza e movimento
Nov 2008 - Mar 2009
-La via della Voce, ciclo
di 5 seminari
condotto da Mauro Tiberi
- Il Clown, studio per
l'attore e l'interprete
condotto da Alessio Targioni
laboratorio di 120 ore
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Seminario
sulla genealogia
con Gérard Athias
Impruneta (FI)
12-15 Dicembre 2008
9.00-13.00 / 14.30-18.30
“In ogni famiglia è presente una storia
che si trasmette dai genitori ai figli”
Il seminario avrà luogo presso l’Hotel
Villa Cesi, Via delle terre bianche, 50023 Impruneta
(FI)
tel. 055/231101, fax 055/2011377, email: info@villacesi.it
www.villacesi.it
Per informazioni ed iscrizioni:
“Associazione Culturale - La Bilancia Di Giada”
www.bilanciadigiada.it
Via Pisana 60, 50021 Barberino Val d’Elsa (Firenze)
Tamara Macelloni
tel. 338 5815362
e-mail: tamaramacelloni@alice.it
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redazione si riserva di scegliere gli articoli, gli
eventi, i banner e le inserzioni da pubblicare |
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