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Psiche
I vampiri? Ladri di energia
di Giampiero Cara
Secondo
lo scrittore romano Mario Corte, autore di un
libro straordinario, intitolato "Vampiri
Energetici - Come riconoscerli, come difendersi"
(Ed. Il Punto d'Incontro), i vampiri non sono
solo creature mitiche, che succhiano il sangue
in Transilvania, ma anche e soprattutto persone
reali, che succhiano energia agli altri per riempire
il proprio vuoto interiore. Una visione rivoluzionaria
ed affascinante, anche se a tratti inquietante,
che lasciamo che sia lo stesso Mario Corte a spiegarci
in dettaglio nel corso della lunga intervista
che segue.
Vampiri, tra mito e realtà
- Come, quando è perché
é nato tuo interesse per i "vampiri
energetici"?
"L’interesse per il mondo dei Vampiri
energetici ha cominciato a piantare un campo-base
dentro di me in due diversi momenti: il primo,
assai lungo per la verità, è stato
il momento dell’esperienza; il secondo,
brevissimo ma traumatico, il momento della coscienza.
Il primo è durato praticamente tutta la
vita, contrassegnato da esperienze molto dure;
dure non perché a me siano capitati eventi
in assoluto più gravi di quelli che capitano
ad altri, ma perché, per natura, io ero
portato a vivere qualunque cosa restando sempre
in un contatto molto stretto con i sentimenti,
senza tutte quelle anestesie psicologiche alle
quali si ricorre normalmente per non soffrire.
Il secondo, il momento della coscienza, è
cominciato solo pochi anni fa, quando mi sono
reso conto, senza possibilità di ritorno,
che esisteva un confine molto preciso tra persone
‘comuni’ e altre 'vaccinate contro
l’elemento S' (dove S sta per Sentimento),
cioè persone che sono state private di
energia al punto tale da subire una sorta di mutilazione,
di asportazione dei sentimenti più semplici
e umani. E il Vampiro è esattamente questo:
qualcuno che non è più in grado
di vivere i sentimenti come una risorsa naturale,
un alimento, una luce, ma li tratta come cose
strane, complicate, inutili, dannose. Il ricordo
di qualcosa che lui non ha più lo incattivisce,
lo spinge a combattere l’Elemento S come
se ne avesse il mandato divino, a tentare di debellare
anche negli altri sottigliezze, sfumature, scrupoli
e noiose necessità di fondare la vita sul
senso di giustizia. Come è avvenuto per
lui, pretende che anche gli altri sostituiscano
il sentimento debellato con una serie di vuote
contraffazioni: sentimentalismo, auto-mitizzazione
e retorica di sé, verniciatura generale
di valori politici, ideologici, culturali o puramente
pratici.
Il momento della coscienza è stato come
il risveglio in un incubo tanto cercato quanto
temuto, comunque duro, perché tra i ‘vaccinati’
ho riconosciuto gente che aveva attraversato il
mio cammino in precedenza, gente che lo attraversava
in quel momento e gente che era stata sempre nella
mia vita e che ora, come il Re della fiaba, girava
disinvoltamente senza più indosso gli abiti
di quell’illusione che fino a quel punto
mi aveva annebbiato la vista; e mi sorrideva,
oppure mi minacciava, ma in ogni caso continuava
imperterrita a giocare i suoi giochi energetici.
Allora ho accettato una verità che da sempre
mi ero rifiutato di accettare: che gli uomini
si riconoscono, senza alcuna possibilità
di errore, dall’attitudine a usare il loro
potere, grande o piccolo che sia, per fare doni
agli altri, mentre i Vampiri usano il potere sempre
ed esclusivamente per ottenere energia".
- Quali sono le principali somiglianze
e differenze tra il mito letterario del vampiro
e il "vampiro energetico" di cui parli
nel tuo libro?
"Le analogie sono moltissime, e inquietanti,
tanto che, come spiego nel libro, sembra quasi
che tra i due tipi di Vampiro vi sia più
una sorta di simbiosi che una semplice somiglianza
metaforica. Anzi, se qualcuno credesse all’esistenza
dei Vampiri, gli verrebbe spontaneo pensare che
sia proprio il Vampiro umano il preparatore di
una condizione infernale in cui chi è abituato
a fare il predatore in vita lo fa anche dopo la
morte. Ma io mi occupo di Vampiri di questo mondo,
e posso solo dire che, come il Vampiro letterario
si nutre del sangue per alimentare la sua illusione
di esistere, così quello ‘umano’
si nutre di energia per costruire mondi illusori
dove trovare riparo e intrappolare le sue vittime.
Per ogni genere di Vampiro l’illusione è
fondamentale: illusione di esistere, illusione
della superiorità di certi esseri su altri
esseri (come se esistessero una 'razza predatrice'
e una 'razza preda'), illusione di poter evitare
in eterno l’incontro con la vera faccia
che li guarda dallo specchio ogni mattina. Anzi,
a proposito di specchi, c’è una chiara
analogia anche riguardo a uno dei modi per sconfiggerli:
riuscire a metterli davanti allo specchio, dove
vedranno riflesso qualcosa che non gli piacerà
affatto, cioè il proprio nulla.
Un’altra analogia sconcertante con i Vampiri
dell’oltretomba è che ai Vampiri
umani non interessa assolutamente nulla di noi
come persone: loro hanno un fine da perseguire
e noi, anche se rientriamo in qualche modo nei
loro programmi, vi rientriamo in qualità
di risorse, non di persone. Entrambi si avvicinano
alle prede con il semplice intento di soddisfare
una squallida necessità ‘alimentare’:
mai per scambiare, ma solo per prendere.
Ma l’analogia più inquietante, forse,
è quella che ha a che fare con il momento
in cui si svelano, in cui per la prima volta riusciamo
a scorgere in loro i segni inequivocabili della
loro condizione, in cui ci incontriamo con l’orrenda
sorpresa di scoprire in loro il predatore e in
noi la preda: quella è davvero una cosa
insostenibile; è un po’ come scoprire
una brutta malattia. È in quel momento
che quasi sempre scegliamo non solo di rinunciare
a lottare, ma di rinunciare a sapere, e torniamo
a illuderci, a sperare di esserci sbagliati…
Le differenze, invece, purtroppo per noi, vanno
tutte a vantaggio dei Vampiri. Mi spiego meglio:
il Non-morto letterario può farci pena
solo prima di scoprirne la vera natura, dopo no;
se ci fa pena mentre gli tendiamo una trappola
per mettergli davanti uno specchio o per mostrargli
la croce o per colpirlo al cuore con un punteruolo,
per noi non ci sarà salvezza, e quell’esitazione
non solo ci costerà la vita, ma vorrà
dire anche entrare a nostra volta nella schiera
dei Non-morti.
Il Vampiro umano, invece, può farci pena
sempre, anche dopo che lo abbiamo scoperto con
i denti conficcati nelle nostre vene, perché,
in fondo, non ci sta mica uccidendo: ci sta solo
privando della nostra dignità e della nostra
forza vitale. Ecco la trappola: noi crediamo veramente
che, per il solo fatto di non avere i denti aguzzi
e il colorito tombale lui non sia pericoloso.
Ma esattamente come il suo omologo d’oltretomba,
il Vampiro umano è preda di una forza negativa
che lo possiede, e quella forza è implacabile.
La persona può ‘farci pena’,
la Forza-Vampiro no. Ma se cederemo alle sue brame
vampiriche non avremo affatto pietà per
la persona, ma per la Forza che la domina. Nutriremo
questa e spingeremo sempre più noi e lui
verso l’abisso".
I vampiri e le loro vittime
- Nel libro entri molto in dettaglio a
proposito delle varie tipologie vampiriche e delle
loro caratteristiche, ma se dovessi sinteticamente
rivelare, in poche righe, la caratteristica essenziale
comune a tutti i vampiri energetici, quale sceglieresti?
O, se preferisci, visto che il vampiro, come sottolinei
più volte, è una forza e non un
individuo, che cos'è soprattutto che permette
alla forza vampiro di impossessarsi di qualcuno?
"Terrò le due risposte distinte,
anche se le due domande tendono a convergere.
Una delle caratteristiche più comuni all’azione
vampirica è la tendenza a compiere piccoli
atti di malignità, di maleducazione, o
di semplice mancanza di gentilezza, come non rispondere
a una domanda o lasciar cadere nel vuoto un’osservazione
o non ricambiare un saluto, o un sorriso. Atti
che sono pieni di sostanza negativa, ma che, se
denunciati, diventano semplici mancanze di forma.
Un’altra caratteristica comune a tutti i
Vampiri è che operano rigorosamente alle
spalle delle loro vittime. Intendiamoci: non solo
alle spalle, ma comunque sempre anche alle spalle.
E non importa se l’azione proditoria preceda,
segua o accompagni le aggressioni dirette contro
di noi, perché comunque non può
mancare. Il Vampiro non può fare letteralmente
a meno di lavorare anche alle spalle. Così
come non può fare a meno di farci arrivare
in qualche modo l’eco di ciò che
di nascosto sta facendo: è tenuto a questa
osservanza come certi demoni sono tenuti a mescolare
sempre qualche verità alle loro menzogne.
Ed è così che si svela, quando tenta
di farci ‘firmare’ quello che ha già
detto ad altri di noi. Ho conosciuto un Vampiro
che aveva raccontato in giro che la sua preda
era in gravi difficoltà economiche. Ebbene,
questo Vampiro, quando incontrava la preda, infarciva
i suoi discorsi di caute, ‘ingenue’
allusioni a debiti, gioielli venduti, ipoteche
su case e altri argomenti correlati con una rovina
economica, sperando che la vittima ‘firmasse’
almeno uno degli argomenti sui quali lui aveva
costruito la sua squalifica sociale. Bastava che
la vittima, pur non ‘firmando’ nulla,
si lasciasse andare a qualche generica espressione
di preoccupazione di tipo economico perché
il Vampiro si sentisse abilitato a rincarare la
dose di menzogne ai suoi danni presso terze persone.
Per quanto riguarda l’altra domanda, la
Forza-Vampiro si impossessa di una persona in
seguito a sofferenze, delusioni, lacerazioni,
traumi, privazioni affettive. Ma attenzione: questo
non toglie nulla né alle responsabilità
della persona, che sopporta la maligna presenza
della Forza-Vampiro e che ne sfrutta tutta la
malizia, né alle strategie di difesa e
di contrattacco che è giusto adottare verso
i Vampiri da parte dei non-Vampiri. Purtroppo,
invece, il fatto che i Vampiri abbiano sofferto
diventa una chiave culturale di straordinaria
importanza a loro vantaggio. Ma lì bisogna
fare attenzione, e farsi tre domande: qual è
il confine tra la comprensione e l’erogazione
delle energie vitali di cui quella persona ha
bisogno per compensare le proprie perdite? E perché
noi, proprio noi, che nella sua vita siamo innocenti,
siamo stati scelti da lui per fornirgli quelle
energie che altri gli hanno sottratto? E infine,
è proprio vero che la nostra vita è
stata così straordinariamente migliore
della sua? Ma farsi domande è quasi impossibile,
quando si è in una trappola vampirica,
e allora, senza accorgercene, preferiamo donare
energia".
- Quali sono, per contro, le caratteristiche
che maggiormente ci predispongono ad essere "vittime"
dei vampiri?
"La vittima perfetta è quella che
ha subito gravi privazioni d’affetto, ma,
nonostante ciò, ha resistito all’infezione
vampirica e non è divenuta a sua volta
preda della Forza-Vampiro. Queste persone, infatti,
proprio perché bisognose d’affetto
e di attenzione, sono portate a scambiare certi
atteggiamenti vampirici per attenzione personale,
o per affetto, finendo per cedere facilmente a
rapporti nei quali danno tutto senza ricevere
nulla e, a volte, per accettare relazioni ‘effettive’
segnate da violenze psicologiche o persino fisiche.
Quando parlo di 'conservazione della specie degli
innocenti' mi riferisco, oltre che ai bambini,
anche a queste persone, verso le quali dobbiamo
conservare un rispetto pieno, riservando ai Vampiri
tutta la riprovazione che, per una deviazione
culturale, tendiamo a gettare addosso a chi cade
in certe trappole. I vampiri si avvalgono enormemente
del fatto che la società tende a condannare
gli ‘ingenui’ molto più dei
‘furbi’. Conservare il rispetto verso
chi è vittima di un Vampiro è un’operazione
ardua per chi, come avviene in questa società,
è abituato a scrollarsi di dosso il problema
dei predatori addebitandolo alle prede; ma è
un’operazione in grado di cambiare sostanzialmente
qualcosa nel modo di percepire le cose della vita,
preparando scenari in cui il parassitismo dei
Vampiri venga infine escluso dal novero dei valori
sociali e restituito al suo livello di scoria
dannosa".
La "forza antivampiro"
- E quali sono, infine, le caratteristiche
fondamentali della "forza-antivampiro"
che anima chi vuole difendere l'innocenza dagli
attacchi di vili predatori? E che consigli daresti
alle stesse vittime per non farsi sopraffare?
"La caratteristica primaria della
Forza-AntiVampiro è quella di rendere invulnerabili
alla tentazione di sacrificare gli innocenti alle
brame dei Vampiri. Un AntiVampiro può anche
decidere di sacrificare se stesso, ma mai un innocente
al suo posto, esattamente come può perdonare
qualunque cosa a proprio nome, ma mai perdonare
per conto terzi, assumendosi la responsabilità
di sollevare un Vampiro dal peso di un atto di
aggressione a un innocente. Quella tentazione
è l’anticamera della morte, e la
Forza-Vampiro è una forza troppo viva e
sveglia per addormentarsi in cambio di favori
dai Vampiri.
La Forza-AntiVampiro è una Forza che accompagna
ogni situazione al suo miglior destino, una Forza
contro la quale la vigliaccheria dei Vampiri si
infrange, costringendoli a smettere il loro gioco.
È la Forza che, quando proprio deve intervenire,
lo fa per risolvere la questione, non per intrattenersi
con essa. La Forza-AntiVampiro ci impedisce di
vergognarci dei nostri sentimenti, ci spinge ad
andare per la nostra strada, ci fa impiegare le
energie nella cura del nostro progetto di vita,
dei nostri affetti, dei nostri valori, senza tangenti
ai Vampiri. I ‘figli’ della Forza-AntiVampiro
sono persone che non lanciano sfide a nessuno
ma che, se vengono sfidate da un predatore, raccolgono
ogni sfida, senza eccezioni e senza esitazioni.
Per non farsi sopraffare dai Vampiri, infine,
c’è una sola strada: rendersi conto
che è in atto un gioco energetico proprio
nel momento in cui quel gioco ha luogo. A partire
da lì, tutto può diventare più
facile, perché le varie tecniche collaterali
(non raccogliere le provocazioni, non reagire
mai con senso di scandalo, non lasciare mai sul
tavolo una sola fiche energetica puntata dal Vampiro)
presuppongono comunque il supremo sforzo di riuscire
a cogliere l’attimo esatto in cui avviene
l’aggressione. Se quello sforzo riesce,
in quel momento si sprigiona un’enorme quantità
di energia.
Essere svegli in quel momento significa sapere
senza ombra di dubbio che durante un gioco energetico
anche il Vampiro sta spendendo un’energia,
sta puntando una posta. Da quella percezione si
passa a una sorta di tremore interno, di emozione
paragonabile a quella che si prova nello spogliatoio
prima di una partita molto importante, o prima
di un esame da quale dipende il nostro futuro.
Quel tremore interno (che è la prova che
il nostro motore energetico è in moto)
può prendere due strade:
1) trasformarsi in pietà per la Forza-Vampiro
che ci troviamo di fronte e spingerci a compiacere
il Vampiro in tutti i modi possibili (come se
servirlo fosse il più grande onore), con
il risultato di sprecare sia la nostra energia
sia quella che il Vampiro aveva puntato come ‘posta’
energetica;
2) provocarci una sorta di spontanea interruzione
del dialogo interno, in grado di farci vedere
quei fotogrammi della realtà che prima
ci sfuggivano, di dare alla pellicola la velocità
che vogliamo noi, ed eventualmente di usare il
tasto 'pause' per osservare i gesti del Vampiro
e studiare il suo comportamento. In quest’ultimo
caso, l’energia sarà stata usata
bene, e difficilmente il Vampiro si sfamerà.
- Visti soprattutto, ma non solo, gli
avvenimenti di questi ultimi tempi, con politicanti
senza scrupoli che non esitano a versare sangue
d'innocenti per fare i loro più che discutibili
interessi, ti sembra si possa legittimamente dire
che il mondo è dominato da vampiri?
"Io credo che il mondo sia dominato dai Vampiri
perché noi non-politici ci accostiamo alle
cose della politica imitando i politici, cioè
rimescolando in un unico guazzabuglio mentale
aspetti razionali, etici e politici dei grandi
temi che ci sollecitano e ci sovrastano.
Noi non-politici dobbiamo imparare a testimoniare
la giustizia: solo quella. La politica è
una degna e utile professione, ma è una
professione che richiede di fare solo i propri
interessi e di 'stare da una parte' e non dall'altra.
Per questo bisogna avere ben chiaro il confine
tra la valutazione morale e la valutazione politica
di un fatto. Un politico è portato a mescolare
assieme i due elementi e a dare giudizi morali
mentre sta facendo politica. Un politico ha sempre
da sostenere punti di vista utili alle sue strategie,
ma pretende di presentare le argomentazioni a
sostegno di quei punti di vista come il frutto
di una oggettiva e serena valutazione morale dei
fatti. E questo è assai meno naturale,
perché questo spetta a noi, non a loro.
Ma noi, purtroppo, mentre stiamo esprimendo i
sentimenti che stanno nel nostro cuore, ci ritroviamo,
quasi senza accorgercene, al loro fianco, perché
siamo convinti che senza di loro, che sono potenti,
non si otterrà nulla.
Faremo un grande passo in avanti verso la giustizia
sulla Terra quando capiremo che dobbiamo agire
in proprio, rinunciare alle loro prestigiose sponsorizzazioni,
ai loro marchi, ai loro gadget. Ci muoveremo in
modo efficace e organizzato solo quando capiremo
che agire accanto a loro è un po’
come visitare un terreno da trasformare in parco
per bambini in compagnia di uno degli speculatori
che vogliono costruirci case o fabbriche.
- In base alla tua esperienza, in quale
campo della vita sociale e/o personale vedi particolarmente
all'opera forze vampiriche?
"Dove c’è confusione c’è
vampirismo. Dove l’atmosfera è dominata
dalla prepotenza, dal salto logico, dalle affermazioni
categoriche, dalle astuzie dialettiche, dall’idea
che la ragione stia tutta da una parte e il torto
tutto da un’altra, dove con l’altro
si dialoga non per capire, ma solo per affermare,
lì c’è vampirismo. La malattia
vampirica non si può mai identificare con
uno specifico ambiente, campo o potere. Magari
fosse così: i buoni starebbero tutti da
una parte e i cattivi dall’altra. Noi saremmo
oppressi, è vero, ma saremmo anche coscienti
della nostra uguaglianza civile di fronte a un
nemico potente.
Purtroppo queste sono fiabe: il vampirismo è
trasversale. È una delle sue caratteristiche
fondamentali, ed è una delle chiavi della
sua potenza. Certi personaggi politici, per esempio,
fanno più impressione dei Vampiri che abbiamo
accanto, e attirano tutta la nostra preoccupata
attenzione, ma solo perché gli diamo un’importanza
spropositata, perché ne facciamo dei miti,
seppur negativi, perché permettiamo loro
di occupare l'intero nostro orizzonte psicologico.
Mentre noi dibattiamo, litighiamo, ci accapigliamo
su grandi temi politici nelle case, negli uffici,
nelle piazze, nelle trasmissioni televisive, in
Parlamento, nel frattempo padri e madri terrorizzano
bambini innocenti, e fa poca differenza che ciò
avvenga con la brutalità fisica o con il
potere delle parole taglienti, degli sguardi sprezzanti,
dell’indifferenza che annichilisce la dignità;
nel frattempo, vengono abbandonate a se stesse
persone che una parola, un sorriso, un gesto di
amicizia potrebbero salvare dalla rovina o dal
suicidio; nel frattempo, quasi ottomila italiani
l’anno, tra cui donne, bambini, anziani,
muoiono ammazzati, schiacciati, bruciati sulle
nostre strade, assassinati dalla guida pericolosa,
dall'ansia di arrivare primi, di gente che non
rispetta nessuna regola, di gente che è
tra noi, con cui prendiamo l’ascensore,
che ci saluta frettolosamente sul pianerottolo,
che ci sfreccia accanto ogni giorno superandoci
da destra, e che prima o poi può uccidere.
Il vampirismo è forse il più trasversale
dei mali".
- A parte "Vampiri Energetici",
hai scritto o scriverai altri libri dedicati ai
vampiri? O magari ci sono anche altri progetti,
tipo film (e qui se vuoi, puoi accennare anche
al vampiro del cinema) o altro in cantiere?
"Ho appena ultimato una raccolta di racconti
e sto preparando un nuovo saggio sul vampirismo.
Il saggio, che è un po’ il ‘seguito’
di "Vampiri energetici", verterà
sulla Paura, sulla capacità del Vampiro
di trasmetterci dosi di panico per stabilire il
suo dominio su di noi e aprire fessure psichiche
dalle quali far uscire l’energia. In questo
nuovo lavoro, sto approfondendo un concetto che
nel primo libro avevo appena abbozzato: che il
compito dell’AntiVampiro non è redimere
i Vampiri; se lo fosse, lo spirito di proselitismo
del quale la nostra cultura è intrisa rischierebbe
di trasformare l’operazione in una sorta
di missione, con il risultato di nutrire i Vampiri
proprio con la nostra attenzione ‘salvifica’.
Il vero compito è liberare la persona dalla
paura e restringere il campo d’azione di
chi la produce e la usa a proprio vantaggio. Compiuta
questa operazione, l’obiettivo è
raggiunto, perché non è importante
avere la certezza che, da quel momento, nel mondo
c’è un Vampiro in meno, ma che quel
Vampiro, anche se resta tale, da quel momento
ha una vittima in meno. Il resto verrà
da sé.
Nella raccolta di racconti c’è anche
una storia molto lunga, quasi un romanzo breve,
che ho impiantato sulla struttura portante di
un racconto che avevo pubblicato qualche anno
fa, ampliandone alcune parti. Si chiama "Expositio
ad bestias" ed è la storia di un bambino
che, pur non avendo genitori Vampiri, è
vampirizzato da una nonna e da una zia che esercitano
un potere sulla sua famiglia in quanto detentrici
di un segreto sui suoi genitori. Nel racconto,
all’azione vampirica umana si affianca anche
un’azione di magia nera che si richiama
a tradizioni popolari che erano ancora ben salde
quando io ero piccolo e delle quali ho ricordi
sommari ma inquietanti. Penso che questo racconto
potrebbe diventare un buon film ‘antivampirico’,
anche perché un film è in grado
di raccontare certe teorie molto meglio di un
saggio. Ma certamente, prima di pensare a un film,
ho altro da pensare: scrivere, diffondere l’idea
che dal vampirismo ci si può liberare,
aiutare le persone che si rivolgono a me per capire
che cosa possono fare, e aiutarle senza utilizzare
alcun metodo che interferisca né con la
loro vita personale né con l’eventuale
lavoro psicologico o terapeutico che alcuni di
loro svolgono".
Il "centro antivampiri"
- E il Centro Anti Vampiri? Come funziona
esattamente? E quali erano, in pratica, il tuo
intento e il tuo obiettivo quando l'hai fondato?
E c'è un caso particolarmente interessante
o curioso che ti è capitato di affrontare
nella tua attività concreta di antivampiro
e che puoi raccontare?
"Il Centro AntiVampiri (www.digamma.com)
è nato nel 2000, essenzialmente per ospitare
i miei scritti sul vampirismo energetico. Internet
è un grande gioco e consente esperimenti
e test presso il pubblico che nessun altro mezzo
di comunicazione consente. All’inizio il
Centro AntiVampiri spiegava l’essenziale
sul vampirismo dell’energia, soffermandosi
sulla sua diffusione, sui sintomi dell’aggressione
vampirica, sull’identificazione del vampiro,
sulla sua pericolosità, sui modi per difendersi.
Il sito sviluppava queste tematiche appoggiandosi
anche alle mie storie, che diventavano così
esempi letterari ispirati alla vita di tutti i
giorni, non meno efficaci (solo perché
non meno ‘veri’) di quanto sarebbero
stati dei comuni esempi presi veramente dall’esperienza
quotidiana. Il successo di pubblico, immediato
e di proporzioni inattese, mi ha sollecitato a
tradurlo in tre lingue diverse dall’italiano,
e mi sono ritrovato a incontrare l’interesse
e la simpatia anche di tanta gente sparsa un po’
in tutto il mondo.
Poi, poiché tanti visitatori del sito scrivevano
per fare commenti e avere consigli sul tema del
vampirismo, a un certo punto ho deciso di creare
una rubrica di domande e risposte che ha finito
per suggerirmi nuovi spunti per il mio libro.
In quella rubrica, gli argomenti venivano definiti
secondo la tipologia, raggruppati e quindi presentati
in forma sintetica, e le risposte venivano elaborate
in modo tale da potersi configurare come discorsi
a sé, o capitoli di approfondimento dei
temi sviluppati nelle pagine generali del Centro
AntiVampiri. Anche grazie a questa rubrica, alla
fine, è venuto fuori il libro. Uscito il
libro, naturalmente, per una questione di correttezza
connessa con i diritti ceduti al mio editore,
ho tolto il sito da Internet. Adesso lo sto gradualmente
ricostruendo.
Attualmente ci sono alcune rubriche che riassumono
le mie idee, alcuni racconti, un estratto dal
libro, un articolo di attualità e una parte,
credo divertente, nella quale si può dire
che stia già scritta la risposta alla domanda
riguardante ‘un caso particolarmente curioso’.
La parte si chiama Da Michele Ferrato a Mario
Corte. Michele Ferrato è lo pseudonimo
con cui qualche anno fa ho pubblicato il mio volume
'La vita vista da sotto. Sette prove dell’esistenza
dei Vampiri'. Per chi non avesse visitato ancora
il sito, non farò anticipazioni. Posso
solo dire che l’episodio che viene narrato
lì è un episodio vero e racconta
come l’AntiVampiro sia stato accusato (rigorosamente
alle spalle e rigorosamente in modo anonimo) di…
vampirismo.
Il sito diventerà presto anche qualcos’altro.
Mi piacerebbe inserirvi testimonianze di storie
vere e, inoltre, aprire una rubrica del tipo “Agenzia
Investigativa AntiVampiri”, dove riportare
i risultati di indagini, ricostruzioni e ricapitolazioni
psicologiche fatte con persone che ho aiutato
e sto aiutando a risalire al Vampiro ‘primario’
della loro vita".
- A proposito di esempi concreti, puoi
citare qualche personaggio famoso che ti sembra
esprima in modo particolare la forza vampiro,
oppure, come si usa dire, è meglio non
fare nomi?
"Nomi se ne potrebbero anche fare, ma contemporaneamente
bisognerebbe fare i nomi dei loro complici-avversari,
di tutti quelli che potenziano i grandi Vampiri
con la loro attenzione frustrata, spasmodica,
avvelenata, con quel modo di dire le cose sempre
a denti stretti, con in faccia una smorfia di
disgusto, con il veleno sotto la lingua, con lo
stiletto tra i denti. Non è così
che si vincono i Vampiri. I sentimenti vanno vissuti
per intero nel nostro laboratorio interiore, fino
a quando non si siano trasmutati in oro puro,
in luce pura, in una lama tagliente che riflette
solo bagliori di verità e di giustizia.
La vera forza sta nel lasciar cuocere quei sentimenti,
non nello sbatterli in faccia all’avversario
come schizzi di un veleno che, somigliando al
suo, non farà altro che nutrirlo. Avvenuta
la trasmutazione, si capirà che per vincere
ci vuole strategia, non urla, rispetto per l’individuo
e intento implacabile contro la forza che lo domina,
non cieca frustrazione.
Non faccio nomi perché non finirei mai
di elencare tutti i veri complici dei grandi Vampiri,
soprattutto di quelli che militano non nelle loro
stesse schiere, ma in quelle dei loro oppositori".
- Qual è, in genere, la reazione
delle persone alle quali parli di questo argomento,
o che leggono il tuo libro? In particolare, quando
capiscono che parli non di un mito ma di persone
reali, prendono sul serio o sottogamba l'argomento?
"Io credo che chi legge le cose che scrivo
e o sente parlare delle mie idee percepisca il
fatto che i miei sentimenti sono onesti, anche
se da molti vengono ritenuti non condivisibili
e provocatori. Io credo di testimoniare sempre
che in quello che dico, anche se lo dico con forza,
magari con autorità, c’è soprattutto
umiltà. L’umiltà, come scrivo
in un mio racconto, è un sentimento, ed
è il più potente di tutti. L’umiltà
genera la dignità. La dignità genera
la volontà. La volontà genera la
forza d’animo. La forza d’animo genera
l’autorità. L’autorità
presso se stessi è un fatto, non un’opinione.
Quella presso gli altri è tutta da provare,
non la si può imporre.
Io ho l’impressione che tutti, amici e oppositori,
sentano che io non ho intenzione di imporre l’autorità
delle mie idee a nessuno. C’è chi
mi scrive che il mio libro gli ha cambiato la
vita e c’è chi vuole consigli e aiuto
da me. C’è anche chi mi maledice
e mi minaccia perché ho messo in testa
strane idee a persone che prima facevano la loro
volontà e che adesso lottano per liberarsi
dalla schiavitù psicologica che le opprimeva.
Ci sono altri che cominciano una e-mail con l’intento
di insultarmi e poi si perdono un po’ per
strada e chiudono in modo educato e un po’
imbarazzato. Ma devo dire che nessuno prende sottogamba
l’argomento, nessuno mi ha ancora detto
o scritto che la storia del vampirismo è
una stupidaggine o una trovata per farmi pubblicità.
E questo è già tanto".
Il sito del centro Anti-Vampiri
http://www.digamma.com/cav/index.htm
L'AUTORE
Giampiero Cara: Giornalista dal 1986,
direttore di BLISS, laureato in lettere nel 1990
con una tesi sulle danze sacre del celebre maestro
esoterico di Quarta Via Georgei Ivanovic Gurdjieff,
è stato ben presto spinto dal suo interesse
per la spiritualità a dedicarsi alla ricerca
della Verità anche in campo professionale.
Già alla fine degli anni 80, infatti, collaborava
con lo storico mensile "ESOTERICA",
e nel 1995, dopo aver letto il libro "Puoi
guarire la tua vita" di Louise L. Hay, ha
cominciato a interessarsi di New Age, a livello
sia personale sia professionale, scrivendo sull'argomento
centinaia di articoli per riviste specializzate
e non, prima di fondare BLISS nel 1999, insieme
ad Annalisa Antodicola.
Fonte: http://www.auraweb.it
Gli altri
articoli del 27/06/08
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Riflessioni: Camminando
creiamo ponti di luce tra i mondi di Immacolata
Coraggio
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con l'omeo-fobia! di Chiara Boracchi
Kinesiologia: Relazione
con l’olistico di Juan Francisco Ballesteros
Duarte
Corpo-psiche: Il
cervello guaritore di Florinda Balli
Metodo Feldenkrais: Conoscersi
attraverso il movimento di Tina Broccoli
Psicologia: La
vita affettiva della coppia. Ritrovare l'armonia
di coppia attraverso la lettura di fiabe e miti
- seconda parte di Carla Ginanneschi
Il Mandala: Pittura
dell’anima di Gabriella Costa
Psiche: I
vampiri? Ladri di energia di Giampiero Cara
Psico-racconti: Il
Maestro - Terza parte: Il guardiano di Roberta
Pedicino
Storia della medicina: Il
Dottor Edward Bach
Itinerari ed eventi: segnalati
da "Tra Terra e Cielo" www.traterraecielo.it
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EMISFERO
BENESSERE
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Attraverso una consulenza naturopatica
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Altroconsumo
Salutest Ottobre 2007 Medicine alternative
e classiche apri |
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Primo
Convegno Nazionale CONMI (Consulta Nazionale Medicina
Integrata)
"Le eccellenze in medicina
complementare. Aspetti assistenziali e normativi."
Venerdi 3 ottobre p.v.
presso la Sala Affreschi Consiglio della Regione Toscana
in via Cavour 4, Firenze
ore 9.30 - inizio registrazioni partecipanti al convegno
ore 10.00 - inizio convegno
ore 13.30 - lunch
ore 16.00 - fine convegno. Per informazioni:
conmi@regione.toscana.it
Maria Grazia Campus, Coordinatrice Nazionale CoNMI
cell. 3332293215
Chiara Villani, Segreteria CoNMI
cell. 349.7201776 locandina |
Congresso
Mondiale di Kinesiologia
"Living in the Midline"
Mantenere la propria consapevolezza e percepire il mondo
dal sé interiore
Gargnano (BS), Lago di Garda,
1-5 Ottobre 2008
Partecipare per Scambiare, Idee&Conoscenze coi Grandi
Kinesiologi del Mondo.
programma |
Eventi
Percorsi Attivi -
Playback theatre e fiabe
Per una pratica teatrale che favorisce la spontaneità
e la creatività.
12 incontri Inizio 6 ottobre -
Playback theatre
Per una pratica teatrale che favorisce la creatività
e la crescita interiore. Laboratorio a cadenza settimanale.
12 incontri Inizio 6 ottobre -
Viaggio nella propria storia
Autobiografia scrittura creativa e teatro.
Dieci incontri dal 7 Ottobre -
Voci di donne
Percorso al femminile
Un'avventura da vivere con il corpo e le emozioni alla
riscoperta dei propri talenti e lati creativi.
1° incontro Mercoledì 8 Ottobre (cadenza
quindicinale) -
Corso di formazione: “La conduzione dei gruppi attraverso
il Playback Theatre e le metodologie attive”
8 incontri Inizio 11 ottobre
(cadenza quindicinale) Conduttore: Anna Ruschena,
Direttore di Psicodramma, Conduttore di P.B.
Theatre, esperta in conduzione di gruppi con metodologie
attive ed espressive. SPAZIO TEA
Via Pasteur 15 Milano
INFO: 3356647044
a.ruschena@tiscali.it www.percorsiattivi.com |
Il
mandala: specchio del sé Venerdì
10 ottobre
Orario 18.00/20.30
Ideatrice e conduttrice: Gabriella D’Amore
Costa ArtCounselor
Un viaggio tra i simboli e gli archetipi del nostro inconscio
alla ricerca del proprio centro. L’autobiografia:
raccontarsi come cura di sé
Sabato 11 Ottobre
Orario 18/20.30
Ideatrice e conduttrice: Gabriella D’Amore
Costa ArtCounselor
Un percorso di scrittura creativa per ricordarsi di sé.
Gli incontri sono GRATUITI e si svolgono
a Roma presso la libreria 6SENSI via
del Pellegrino 167. È necessaria la prenotazione
telefonando allo 06 6892280 libreria 6Sensi www.sensiattivi.it
oppure mandando una mail a: gabriellacosta@artcounseling.it
3471751469 http://www.artcounseling.it
blog: http://ri-trovarsi.myblog.it |
Scuola
Superiore di Formazione in Counseling Espressivo e ArteTerapia
In occasione del nuovo anno accademico 2008/2009
del master in Counseling Espressivo e ArteTerapia,
Dancecounseling 25/26 OTTOBRE 2008
PRETRAINING:
“IL VIAGGIO DELL'EROE”
SEDE: VIA PEA, 20/ROMA - ore 9.00/18.30 locandina |
Enneagramma
Integrale attività autunno 2008
- INTRODUTTIVO: Essenza
e distorsione dell’ego Milano
19 ottobre 2008
Pinerolo (To) 23 novembre 2008
Pordenone 14 dicembre 2008 - ENNEATIPI
I° LIVELLO: Passioni
e fissazioni 6 - 8 dicembre 2008 -
Azienda agrituristica Sostio a Levante Framura
(Sp)
- RITIRO INTENSIVO
29 ottobre - 2 novembre 2008 Podere Violino -
Sansepolcro(Ar) Informazioni
e iscrizioni
Maura Amelia Bonanno - Maryam Sawda
mobile 3338477054 info@enneagrammaintegrale.it
www.enneagrammaintegrale.it
leggi |
Spazio
NU - Danza e movimento
Nov 2008 - Mar 2009
-La via della Voce, ciclo
di 5 seminari
condotto da Mauro Tiberi
- Il Clown, studio per
l'attore e l'interprete
condotto da Alessio Targioni
laboratorio di 120 ore
leggi |
Seminario
sulla genealogia
con Gérard Athias
Impruneta (FI)
12-15 Dicembre 2008
9.00-13.00 / 14.30-18.30
“In ogni famiglia è presente una storia
che si trasmette dai genitori ai figli”
Il seminario avrà luogo presso l’Hotel
Villa Cesi, Via delle terre bianche, 50023 Impruneta
(FI)
tel. 055/231101, fax 055/2011377, email: info@villacesi.it
www.villacesi.it
Per informazioni ed iscrizioni:
“Associazione Culturale - La Bilancia Di Giada”
www.bilanciadigiada.it
Via Pisana 60, 50021 Barberino Val d’Elsa (Firenze)
Tamara Macelloni
tel. 338 5815362
e-mail: tamaramacelloni@alice.it
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