HOME


Per ritrovare l’armonia di coppia attraverso la lettura delle fiabe e dei miti
di Carla Ginanneschi
27/06/08

Hans Jellouschek ha analizzato molte fiabe e miti, sempre per riuscire ad aiutare le coppie in difficoltà. Noi continuiamo questo percorso che ci sembra particolarmente affascinante. Da sempre uomini e donne sono stati uniti, poi separati e di nuovo attratti dall’amore, per questo motivo la lettura anche in chiave simbolica delle fiabe e dei miti può aiutarci e può permetterci di apprendere molto su questo tema.
La fiaba “La Bella e la Bestia”, che viene letta ai bambini, trae la sua origine dalla favola di Amore e Psiche, che è inserita all’interno del romanzo “L’asino d’oro” di Apuleio.
Lo psicologo e psicoterapeuta si serve di questa fiaba per aiutare coppie che possono trovarsi in situazioni simili. Egli utilizza questa lettura per dimostrare cosa può ottenere l’amore di una donna.
Tutti conosciamo la fiaba, forse meno bene la storia di Amore e Psiche, che sicuramente è più complessa e si presta meglio ad un concetto moderno della coppia dove il rapporto deve essere paritario. La favola che ha avuto diverse versioni letterarie ed è stata anche rappresentata in teatro e dalla quale è stato tratto un film, ci offre l’immagine dell’amore di una donna che con la sua abnegazione amorosa riesce a rendere l’uomo un principe, una persona meravigliosa che sarà poi capace di relazionarsi con gli altri. Il rapporto però è di tipo patriarcale, la Bestia è sempre proprietaria del Castello, la compagna che l’accetta riesce ad arrivare ad un tipo di rapporto che esteriormente sembra un patriarcato e all’interno è invece un matriarcato. Bella deve imparare ad amare, ma il suo amore sottolinea la sottomissione, non c’è l’approdo ad una autonomia per la protagonista. La Bestia, dal punto di vista simbolico, deve conquistare la sua parte femminile che non ha mai posseduto, e sicuramente nel contesto fiabesco non ha nessuna intenzione di fare questo percorso evolutivo.
La fiaba quindi rispecchia in pieno il rapporto uomo – donna della società borghese dei secoli XVIII e XIX. Un tipo di rapporto che oggi non resiste, sono necessari, infatti, nel contesto attuale, e la reciprocità nel rapporto amoroso e ruoli paritari.
Nella vicenda di Amore e Psiche, notiamo all’inizio un rapporto erotico – sessuale che coinvolge i due, essi però possono amarsi solo di notte perché Amore è ancora attaccato alla madre Venere che aveva punito la fanciulla colpevole di essere considerata bella come lei. Psiche pensando che il compagno che non può vedere sia il mostro al quale è stata destinata dalla gelosia di Venere, cerca di scoprire chi sia l’uomo che tutte le notti dorme con lei e, con una candela e un pugnale, si avvicina ad Amore, ma una goccia di cera bollente lo sveglia. Amore desidererebbe, come tanti uomini, continuare un rapporto che gli permetta di essere latitante durante il giorno; ancora attaccato alla figura materna, non riesce, come logica conseguenza, a stabilire un rapporto completo alla luce del sole. Alla fine avverrà il distacco dalla madre e Psiche dopo tante dure prove, riuscirà con l’aiuto di Giove a vivere nell’Olimpo la sua bellissima storia d’amore. Il padre degli Dei le concede la natura divina in modo che possa essere celebrato il matrimonio. L’evoluzione nella coppia Amore – Psiche avviene ed è questo che conta. Amore sorge a nuova vita, comprende che deve amare Psiche alla luce del sole e che il distacco dalla madre è necessario per poter stabilire un rapporto di coppia sereno e gratificante. La presa di coscienza, prima subita e solo in seguito accettata, lo mette in crisi, ma gli offre anche la possibilità di uscire dalle tenebre e di arrivare ad un rapporto dove i due protagonisti sono, dopo la fase dell’innamoramento, approdati ad un amore consapevole e maturo.
Esiste una differenza tra le due vicende, anche se tante sono le analogie. Nella fiaba “La Bella e la Bestia”, Bella deve imparare ad amare, ma il suo amore è subordinato all’accettazione del dominio del partner, la strada che percorreranno Amore e Psiche è sicuramente più ardua, ma dopo la presa di posizione di Psiche che vuole un rapporto diverso, Amore si affranca dal dominio materno ed arriva ad un vero rapporto di coppia e ad un vero amore.
La fiaba “Re Bazza di Tordo” viene esaminata dall’autore per dimostrare come un’insofferente figlia di papà possa trasformarsi in una donna capace di amare in modo maturo.
La donna, in questo contesto deve maturare, ma anche il suo partner deve trasformarsi in un uomo veramente forte, che accetta un rapporto di parità con la sua compagna.
La favola è nota: un re aveva una figlia molto bella e molto superba, che rifiutava tutti i pretendenti, fino a quando il padre, stanco dei suoi continui rifiuti, la diede in moglie al primo suonatore che si presentò al castello. La fanciulla allora desiderò riavere il re che aveva rifiutato e che lei aveva soprannominato “Bazza di Tordo”. Fu costretta a fare i mestieri più umili, fino a quando un giorno incontrò nel palazzo reale dove lavorava di nuovo re “Bazza di Tordo” che le disse che si era travestito da suonatore, da mendicante e che ora che lei aveva compreso, era pronto e ridarle il ruolo che le spettava per diritto di nascita. La storia sembra ad una prima lettura, una storia maschilista; la donna è bisbetica e polemica, mentre l’uomo rappresenta l’ordine, la morale e il diritto. La resistenza della giovane viene vinta la prima volta dal padre che le impone, stanco dei suoi continui rifiuti, di sposare il povero suonatore, la seconda volta quando il finto suonatore la costringe a lavorare e a farle rimpiangere di non aver sposato il re “Bazza di Tordo”. Il motivo della “Bisbetica domata” è presente nella letteratura per l’infanzia, ma anche nella commedia di Shakespeare. Questo tema continua ancora oggi ad affascinare, ma è importante operare una seconda lettura, la prima era in senso patriarcale, invece si può interpretare anche in modo adeguato ai nostri tempi.
Nella favola c’è un tipo di rapporto sbilanciato tra i due componenti la coppia, come era stato quello tra padre e figlia. Parliamo di “relazione asimmetrica”, non c’è un rapporto paritario. Questo squilibrio era già presente nel rapporto padre – figlia, dove è sempre la figlia ad essere colpevole; in questo rapporto non esiste la presenza della madre, manca quindi un elemento che dovrebbe riequilibrare i rigidi comandi paterni, inoltre manca anche come figura di riferimento e di appoggio per la figlia.
Spesso nelle coppie di oggi che hanno problemi conflittuali ci sono stati vissuti da parte della donna di questo tipo, la madre non è stata mai veramente presente nella vita della figlia come donna, tra i genitori non c’è stato mai un legame adulto, ma spesso rapporti conflittuali mai veramente rielaborati. È quindi una figlia che non riesce a crescere in modo armonico. Da adulte sono affascinanti e riescono ad avere successo nel lavoro, sono però poi incapaci di affrontare la vita. Anche se il padre è poco presente, il risultato può essere lo stesso. I problemi per la donna iniziano quando sceglie un uomo e lascia il contesto familiare, solo allora comincia per lei un iter faticoso.
Comunque non è solo lei a dover crescere anche l’altro componente la coppia deve ancora crescere, il fatto di voler imporre il suo modo di vivere dimostra la sua scarsa maturità. Ma possiamo notare che è comunque un tipo che non si arrende, il re continua ad amare la principessa e questo può servire a molti uomini per verificare se il loro amore è così vero da sostenerlo con consapevolezza e restare fedeli ai sentimenti che provano. Per una coppia che si trova in situazioni analoghe, può essere importante e per la donna superare problemi legati al suo vissuto familiare e per l’uomo trovare il coraggio e l’autostima necessari per restare fedeli a se stessi e alle proprie emozioni.
Se leggiamo il finale della fiaba velocemente, senza cercare di operare una seconda lettura, notiamo che il Re impone la sua volontà con la forza e la prepotenza in nome di un maschilismo ottuso, la storia diventa, come logica conseguenza, senz’altro negativa e non deve essere presa ad esempio, ma se, al contrario, vediamo il finale in un’ottica diversa, che l’amore è una conquista difficile, ma che deve arrivare ad una vera affettività, allora tutto acquista una luce diversa e la vita di coppia, non più legata a vissuti e a modi di essere rigidi, si estrinsecherà in modo armonico. I due arriveranno alla fase dell’amore consapevole, raggiungeranno un traguardo dopo un iter non certo agevole, ma che ha permesso loro di crescere e di abbandonare tutti quei condizionamenti derivanti dalla vita familiare che hanno lasciato per stare insieme e della quale prima della maturazione ne avevano subito ancora le negatività.


Gli altri articoli del 27/06/08

HOME

- Kinesiologia: Relazione con l’olistico di Juan Francisco Ballesteros Duarte
- Psicologia: La vita affettiva della coppia. Ritrovare l'armonia di coppia attraverso la lettura di fiabe e miti - seconda parte di Carla Ginanneschi
- Il Mandala: Pittura dell’anima di Gabriella Costa
- Psico-racconti: Il Maestro - Terza parte: Il guardiano di Roberta Pedicino

 


www.infoculturale.it è un sito amatoriale e viene aggiornato saltuariamente. Pertanto, ai sensi della Legge n. 62 del 07/03/2001 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 67 del 21 marzo 2001, non può considerarsi un prodotto editoriale. Chi collabora all'aggiornamento di InfoCulturale lo fa senza alcun tipo di retribuzione, né di rimborso spese ma unicamente con intento divulgativo e informativo. InfoCulturale non è collegato ad alcun periodico o testata giornalistica, non persegue finalità politiche o economiche e in ogni caso fini di lucro, nè vantaggi materiali o ingiusto profitto. In qualità di iniziativa di servizio il sito si ispira al principio della totale gratuità, di condivisione e divulgazione degli argomenti trattati.