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Kinesiologia
Relazione con l’olistico
di Juan
Franscisco Ballesteros
La
kinesiologia olistica ci permetterà di
fare un viaggio tramite la mano del paziente attraversando
la sua biologia. Fidiamoci di lei, é fedele,
é un linguaggio con scienza e con coscienza.
Mette nelle nostre mani una quantità enorme
di informazioni a tutti i livelli, incluso nel
campo dell’investigazione. Quello che l’organismo
di un paziente ha da dirci quando lo testiamo
é qualcosa di diverso da quello che ci
direbbe qualunque altro essere umano di questo
mondo e questo lo rende una tecnica unipersonale
e globale allo stesso tempo. L’unica persona
che ti può mostrare di che cosa soffre
é lui stesso e mai si ripeterà in
nessun altro.
Questo succederà solamente se lo permettiamo,
quell’organismo vivo ci darà un’informazione
unica. Però se interponiamo i nostri giudizi,
lo incaselliamo in gruppi di sintomi, in malattie
e così via, perdiamo la principale virtù
che ci offre, la sua Natura originale.
Se giudichiamo la malattia del paziente, allora
ci allontaniamo della realtà. Dobbiamo
affrontarlo con la mente pulita, aperta, senza
giudizi ne pregiudizi, aspettando il nuovo, lo
sconosciuto.
Per esempio, osserviamo questo stesso istante:
stai leggendo quello che io ho scritto, mostrando
quello che siamo, mentre io ascolto il mio sentire
olistico nel mio interiore per scriverlo, tu leggendolo
apri la tua natura per risuonare nell’olistico.
Però se facciamo giudizi di quello che
sentiamo o di quello che leggiamo, inizieremo
ad eliminare informazioni e questo ci impedirà
di capire, di comprendere e ci allontanerà
dalla nostra realtà olistica.
Questo può sembrare complicato, c’è
bisogno di fare un piccolo “click”
nel nostro modo di pensare, perchè se non
mettiamo a fuoco la nostra terapia rispetto questa
prospettiva, sparirebbe la parola “olistico”
nella kinesiologia.
Fare questo “click” é permettere
“al tutto” che succeda; le parole
che si pronunciano sarebbero molto più
valide e più profonde per la persona che
le ascolta, più valide rispetto ad un modo
tradizionale di fare un’analisi o di fare
delle comparazioni.
L’olistico insegna che un problema nella
nostra salute non é mai solo chimico o
solo strutturale o emozionale. La mia emozione
cambia la mia chimica, la mia chimica può
cambiare la mia struttura o la mia postura e le
mie emozioni possono perfino cambiare i nostri
processi chimici.
Quando manipoliamo o sblocchiamo un rene lesionato,
stiamo restaurando la sua movibilità, permettendo
che la passione, la sua storia di sopravvivenza,
di insicurezza e di sicurezza tornino a farsi
sentire.
Dobbiamo sapere che quando trattiamo un fegato
non solo stiamo migliorando il suo funzionamento
fisiologico, ma stiamo svegliando anche tutto
quello che implica quell’organo, la sua
emozione, la sua allegria per la vita, ecc...
Ugualmente dobbiamo capire che molta gente si
ammalerà perché non osa sentire
quella emozione, quella vita, che l’organo
gli porta, nel suo interiore, quindi dovremmo
aiutarla all’accettazione di questa parte
della sua vita interna, della sua vita olistica.
Domandiamoci se la visione settaria e dissezionista
della salute, il fatto di studiare il corpo sezionato,
non nasca dal reale bisogno di scappare dai sintomi
dolorosi, scappare dalla sofferenza immediata
e in quella fuga dimentichiamo di cercare le cause
che la originano; per esempio desiderare di eliminare
un’acne in maniera sintomatica, senza tener
conto del tipo di assorbimento intestinale, del
funzionamento degli emuntori, dello stato di stress
nel quale vive la persona che ne soffre e le altre
molte possibilità che possono esserne la
causa.
Per essere olistici dobbiamo fare un lavoro globale
e quello che é più importante è
cercare con la “percezione piena”,
di lavorare sia sulla fragilità che sull’ignoranza,
sull’origine della curiosità e sulla
saggezza. Il paziente si converte verso la porta
in cui entriamo, dalla sua mano, nel grande mistero
della Vita. Per questo bisogna essere grati a
chi ci permette di trattarlo, accompagnandolo.
Un bambino emozionalmente depresso o spaventato
per un cattivo ambiente emozionale, non gattonerà
correttamente perché non si vorrà
allontanare dalla sua mamma, si sente insicuro.
Questo causerà una scorretta posizione
delle sue ginocchia rispetto alla sua anca e alla
sua colonna, il suo sistema neurostrutturale non
capirà bene il suo peso, la postura delle
sue anche, ecc... e quando si metterà verticale,
nel camminare, andrà ad adattarsi in modo
non corretto al suo neurosviluppo, provocando
delle lesioni.
Sapere quello che ha fatto il corpo, sapere in
quale posizione esatta ha posizionato le sue ginocchia,
la sua anca o la sua colonna, non é realmente
importante. Incontrare la relazione con la sua
mamma, i suoi vuoti, i suoi bisogni, la sua depressione,
sarebbe più rilevante, risulterebbe andare
alla radice dei suoi problemi. É la porta
alla globalità dell’individuo. In
modo che il paziente incontri lui stesso la sua
relazione, si sorprenda con quell’incontro,
si riconosca e incontri le chiavi per la sua salute.
Poi il recupero delle sue lesioni sarà
molto più semplice, dato che tutta la sua
biologia, la sua psicologia, tutta la sua filogenesis
lo porterà alla salute.
Da questo si capisce che il kinesiologo olistico
deve essere un profondo conoscitore dell’anatomia,
della fisiologia, dell’embriologia, della
biomeccanica e della bioenergetica del corpo umano.
É necessario basarci sulla conoscenza della
dinamica della quale si serve la Vita per mettere
in movimento ognuno dei sistemi che ci compongono
e tutte le forme in cui si interrelazionano. Conoscere
questo é conoscere tutta la nostra filogenesis
(la storia della vita e le specie che ci hanno
dato luogo), non solamente nei libri ma direttamente
nel proprio corpo “vivo”.
Cos’é la kinesiologia
olistica?
La Kinesiologia Olística é una tecnica
con la quale in una forma totalmente integrale,
possiamo determinare le cause che hanno portato
il paziente ad uno stato di non-salute, inoltre
di stabilire i livelli nei quali hanno avuto luogo
gli squilibri e i disadattamenti: livello strutturale,
chimico, psico-emozionale e energetico. Ugualmente
si determina la tecnica ideale da usare con ogni
paziente.
L’organismo riceve approssimativamente circa
quattro milioni di stimoli per secondo, adattandosi
costantemente senza alterare il suo ambiente interno
grazie ad un sofisticato sistema di autoregolazione,
con un’esperienza di mille milioni di anni.
Si è comprovato che davanti a uno stress
mantenuto, al quale l’organismo non si può
adattare, il sistema di regolazione lo metterà
in attesa per un futuro adattamento. In questa
situazione il cervello iperattiva un neuropeptide
chiamato sostanza P (Barriera Ematoencefalica),
osservando che in questo stato di iperattività
si produce un’ipotonia (debolezza) nelle
catene muscolari del lato dominante del paziente.
Come possiamo vedere nelle fotografie, questa
reazione é visibile come un allungamento
del braccio destro (paziente destro), come conseguenza
della differenza del tono muscolare tra entrambi
lati.

Test senza hipotonía

Test con hipotonía
Basandoci su questo riflesso, si sono sviluppati
sofisticati protocolli tramite i quali possiamo
accedere alla cause originali del nostro problema
di salute e ai differenti livelli nei quali esse
si incontrano.
All’interno della STRUTTURA si possono definire
i livelli della lesione: muscolo, fascia, legamento,
tendine, disco, intra-articolare e intra-osseo
e si possono precisare possibili influenze che
altre lesioni esercitano su quella che trattiamo,
indicandoci la priorità nel trattamento.
Il livello CHIMICO ci dirige in modo preciso verso
i processi acuti, cronici o causati da tossine
ereditate. Assicurandoci un cammino di eliminazione
delle tossine del livello intracellulare verso
i liquidi e la sua posteriore eliminazione per
gli emuntori.
Sul piano PSICO-EMOZIONALE ci dà accesso
ai profondi blocchi che il paziente può
trascinare dal suo stadio intrauterino, condizioni
della nascita e influenza della condotta ereditata.
All’interno del livello ENERGETICO troveremo
l’informazione riguardo i meridiani, chakra,
corpi sottili, cicatrici (fisici o psichici) e
geopatologie.
La Kinesiologia olistica identifica esattamente
il cammino da seguire con ogni paziente, costituendo
così una tecnica unipersonale. Elabora
le interrelazioni dei diversi livelli, le influenze
di uno sugli altri e riconosce il sistema immunitario
e energetico come regolatore di quella integrazione.
Quando il corpo ci parla, non si sbaglia.
Solo bisogna sapere ascoltare per comprendere
e capire la risposta.
Juan Francisco
Ballesteros Duarte
Nazionalitá
spagnola, è nato il 22 giugno del 1957.
Ha operato per più di 20 anni nel campo
delle Medicine Olistiche.
In questi ultimi 10 anni ha dato corsi di Kinesiologia
Olistica, Osteopatia e Pedagogia acustica in tutta
Spagna e in Messico ed é direttore di una
sua clinica privata in Malaga.
Ha studiato e si è specializzato in Kinesiologia
Olistica per la Società viennesa, formato
da Raphael Van Assche. Tra i suoi numerosi studi
di specializzazione si possono evidenziare: kinesiologia
applicata, “Touch for Health” con
Maurizio Piva, rieducazione Posturale Globale
(metodo Mezieres), Agopuntura, Osteofonia (metodo
Francois Louche), Osteopatia sacrocraniale, strutturale,
viscerale e articolare (tecnica Jones), Auricoloterapia
e Nasalterapia, diagnostico per sangue vitale
e master in Medicina Biologica.
Juan Francisco Ballesteros Duarte é stato
il principale collaboratore nella fondazione del
primo laboratorio di Medicine Biologiche del Consiglio
della Facoltà di Scienze Mediche General
Calixto Garcia della Havana (Cuba) dove ha ottenuto
un riconoscimento dal Ministero della Salute per
il sua consulenza e coordinazione nello studio
comparativo dei metodi di diagnostica tradizionale
e kinesiologica con pazienti asmatici, oltre a
molte ricerche sulle lombalgie e su due casi di
AIDS trattati con medicina biologica. Membro onorario
in qualità di professore della Organizzazione
Caribegna di Ricerche Neurologiche. È stato
riconosciuto dal Ministero della Salute per i
corsi di Kinesiologia Olistica e Medicina Biologica.
Relatore al Congresso Internazionale per lo sviluppo
della Medicina Biologica in Americalatina, co-autore
del saggio “Embriologia Evolutiva”
insieme alla Dr.ssa Mercedes Talavera direttrice
del dipartimento di Morfologia della Facoltà
di Medicina della Havana. Relatore nel IV Congresso
Internazionale di Scienza Morfologica, gli è
stato conferito un riconoscimento speciale dal
Consiglio Nazionale delle Società Scientifiche
della Salute per il suo contributo al lavoro nell’ambito
delle “Influenze delle articolazioni temporo-mandibolare
con problemi articolari”.
È membro onorario del Comitato Accademico
della Facoltà di Medicina e ha tenuto molte
conferenze sulla Medicina Biologica e sulla Pedagogia
Acustica in Americalatina e Spagna.
In Messico è stato Professore nella disciplina
“Base Scientifica della Medicina Bioenergetica
e Naturale”, professore di Osteopatia (A.O.R.T.),
Pedagogia Acustica e Kinesiolgia Olistica.
Presidente della Associazione di Kinesiologia
Olistica Spagnola, membro onorario della Associazione
delle Scienze Morfologiche del I.S.C.M. alla Havana
e professore alla Società di Neuroscienze
dei Caraibi.
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27/06/08
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