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Psicologia
La vita affettiva della coppia
Ritrovare l’armonia di coppia
attraverso la lettura di fiabe e miti
di Carla Ginanneschi
26/05/08
Attraverso
la lettura delle fiabe e dei miti noi, uomini
e donne, sempre attratti dall’amore, possiamo
approfondire una serie di elementi che ci permettono
di comprendere che cosa ci attrae, ci respinge,
ci costringe a separazioni, spesso dolorose, che
continuamente siamo soggetti a subire nella nostra
quotidianità.
Siamo come meteore attratte da altre lungo il
cammino oppure separate per avvicinarci e lasciarci
attrarre da altre e ricominciare l’iter
amoroso. Attraverso la lettura delle fiabe e dei
miti cercheremo di aiutare le coppie a ritrovare
la loro armonia o a cercare di non cadere in alcuni
errori che possono poi generare incomprensioni
insanabili.
Hans Jellonschek è psicologo e psicoterapeuta,
è autore di numerosi libri dedicati alla
vita affettiva dell’uomo come “Nel
labirinto dell’amore”, “Sposarsi
con il lavoro”, “L’arte di vivere
in coppia”. Si occupa proprio di aiutare
le coppie a ritrovare serenità e quindi
a raggiungere quello che può essere un
giusto equilibrio tra i due componenti.
Analizzeremo la fiaba “Hansel e Gretel”,
per comprendere come una coppia può liberarsi
di un passato negativo; il dramma di William Shakespeare
“Otello e Desdemona”, per capire quando
la gelosia distrugge l’amore e quando invece
lo protegge e lo ravviva e il mito “Filemone
e Bauci”, di cui ci racconta Ovidio nelle
“Metamorfosi”, che ci insegna come
invecchiare insieme senza perdere l’amore.
Hansel e Gretel
Nella crisi della coppia “alla Hansel e
Gretel” spesso la coppia si è formata
quando i due componenti erano ancora molto giovani,
si sono uniti per sfuggire ad una difficile situazione
familiare. Spesso i genitori, troppo presi da
incombenze pratiche, perdono, infatti, la capacità
di offrire ai propri bambini il calore emotivo
necessario. I giovani che si ritrovano in una
situazione familiare del genere, s’incontrano,
si riconoscono e si amano profondamente, sperano
di riuscire a trovare nella vita di coppia quello
che è mancato loro nelle famiglie di origine.
Sembra che si siano liberati dal legame familiare
e sono sicuri, vivendo insieme, di risolvere i
problemi legati all’infanzia. In realtà
non avviene così, rimangono infatti legati
ad un’opposizione infantile nei confronti
dei genitori, questo alla fine può deteriorare
il rapporto. Passata infatti la fase dell’innamoramento,
dovrebbe arrivare l’amore consapevole che,
spesso, proprio per una maturazione che non c’è
stata perché è venuta meno la fase
della giovinezza spensierata, arriva in modo sbagliato.
Lui pretende cure ed attenzioni che lei non può
offrire, si sente insoddisfatto e lei inadeguata
e per questo motivo diventa acida, cattiva e delusa.
Avevano sperato di liberarsi dal peso della famiglia
d’origine, invece hanno formato una coppia
troppo presto, hanno saltato la fase adolescenziale
e di separazione dai genitori, che deve avvenire
in modo graduale.
Il bosco nel quale Hansel e Gretel vengono lasciati
dal padre, potrebbe rappresentare simbolicamente
la parte inconscia, cioè quell’area
della nostra psiche avvolta nell’oscurità,
dove sono le energie interiori che ancora non
conosciamo, in cui sono conservate esperienze
precoci e questioni irrisolte che abbiamo rimosso,
ma che continuano a turbarci anche se non sappiamo
quali siano. Il rapporto dei due bambini con la
strega è il rapporto irrisolto con i genitori.
Nella novella il finale è positivo perché
i due bambini collaborano e ognuno di loro ha
idee geniali che permetteranno ad entrambi di
tornare a casa e trovare una situazione diversa,
la matrigna infatti è morta e il padre
è felice di riabbracciarli. I partner molto
giovani sono come due bambini che si sono perduti,
comunque la novella insegna che è possibile
liberarsi delle negatività e raggiungere
un buon affiatamento di coppia, non serve combattere
una guerra che non porterà a nessun risultato
positivo. Questo tipo di coppia ha la tendenza
al vittimismo ed entrambi i componenti finiscono
per delegare agli altri il potere sulla loro vita;
nella fiaba, invece, i due bambini prendono in
mano il loro destino e affrontano le difficoltà
in modo creativo e attivamente (sassolini la prima
volta, poi molliche di pane per ritrovare la strada,
l’ossicino che Hansel fa sentire alla strega
per dimostrarle che ancora è molto magro,
fino all’eliminazione della strega quando
Gretel la manda ad arrostire dentro al forno).
Che cosa deve fare una coppia che si trova in
questa situazione? Non deve recriminare, ma reagire
in modo costruttivo ed operare insieme per un
fine comune. Hansel non considera Gretel responsabile
della sua prigionia e Gretel non rimprovera Hansel
per le fatiche e le angherie che è costretta
a subire. Lavorano di comune accordo e salvano
loro stessi. I due giovani componenti la coppia
devono accettare le questioni irrisolte legate
alla loro infanzia, devono ognuno occuparsi di
se stesso, solo così riusciranno ad aiutarsi
l’un l’altro.
Otello e Desdemona
Nella crisi di coppia tipo Otello e Desdemona
lo psicoterapeuta mette in evidenza come la gelosia
può distruggere un rapporto anche senza
arrivare alle estreme conseguenze che notiamo
nel dramma shakespeariano. Una reazione naturale
può essere anche positiva, ma, lo evidenziano
anche le fonti d’informazione, sempre più
donne in Italia sono vittime di mariti gelosi.
L’autore si serve del dramma, per antonomasia,
della gelosia per cercare di aiutare le coppie
a superare momenti così gravi nella vita
di una coppia. Le reazioni di rabbia che possiamo
avere in situazioni particolari, l’inserimento
nella vita di coppia di un terzo, sono normali
reazioni d’amore che dimostrano quanto prendiamo
sul serio il nostro rapporto con lui o con lei,
ma non si può pretendere di possedere l’altro,
né si può controllarlo (la) o esercitare
violenza su di lui (lei).
Otello, Desdemona, Jago, Cassio (il terzo in questo
caso inconsapevole) sono i protagonisti di una
storia dal finale tragico. Jago deve essere considerato
simbolicamente la personificazione di una parte
di Otello, che è geloso in modo distruttivo.
Cerchiamo, dice sempre lo psicoterapeuta, di conoscere
come ha vissuto la sua infanzia la persona gelosa,
sicuramente è stato trascurato e quindi
sin da piccolo, non potendo ribellarsi all’autorità
genitoriale, è stato costretto a subire
l’ingiustizia. Ora che può esercitare
il suo potere nei confronti del partner, lo fa
anche in modo distruttivo e drammatico. Jago diventa
l’avvocato del bambino interiore ferito.
In queste situazioni occorre un terapeuta non
un partner. I gelosi meritano compassione, ma
i loro compagni non possono guarirli; come quella
di Desdemona, la loro sarà una battaglia
perduta. Otello è in fondo Il rappresentante
tipico di una cultura patriarcale che pretende
di avere il controllo totale sulla donna. Il geloso
costruisce tutto un castello di sue fantasie e,
partendo da insinuazioni più o meno sicure,
arriva a far diventare certezze, cose che esistono
solo nella sua fantasia. L’amore tra Otello
e Desdemona non è un amore adulto ed è
quindi fatalmente destinato a risolversi in un
fallimento. La gelosia di Otello è patologica,
il geloso è un selvaggio che non ha addomesticato
il proprio mondo istintuale, bensì lo ha
rimosso e nascosto dietro un’apparenza rispettabile.
La coppia deve anche chiedersi se si dà
abbastanza peso, spazio e tempo al rapporto di
coppia nella quotidianità. Comunque il
compagno di una persona gelosa dovrebbe sempre
porsi la domanda se in qualche modo collabora
ad alimentare la gelosia dell’altro oppure
se è un problema solo del partner, del
quale non è colpevole. Quindi un pizzico
di gelosia aiuta l’amore in quanto spesso
lo fa uscire dall’abitudine noiosa, ma è
necessario l’intervento di un psicoterapeuta
quando questa diventa patologica.
Filèmone e Bauci
Può l’amore rimanere ancora vivo
anche quando ormai la coppia è diventata
anziana?
Filèmone e Bauci sono anziani e sono in
coppia da tanti anni; questo mito, inserito nelle
Metamorfosi di Ovidio, insegna alle coppie della
stessa età come l’amore possa rimanere
intatto fino alla fine.
Nei paesi avanzati le coppie anziane sono sempre
più numerose. I figli, se ci sono, vivono
ormai per conto loro e spesso l’amore è
usurato dagli anni, dalla quotidianità
e dall’abitudine. Da un’attenta lettura
di questo mito, molti sono i suggerimenti che
possiamo seguire. La coppia anziana deve avere
un’apertura verso il mondo che li circonda,
non chiudersi in casa davanti al televisore, annoiati
di tutto e di tutti, è necessario conservare
il desiderio di nuove esperienze, di conoscere
altri luoghi. Bisogna conservare la consapevolezza
di sé e manifestare un’attenzione
reciproca, avere uno scopo comune, essere affascinati
dall’idea di fare ancora esperienze insieme.
Come Filèmone e Bauci che chiedono a Giove
e Mercurio di diventare custodi del tempio, e
vengono esauditi, così la coppia anziana
deve modificare l’amore erotico in amore
verso il prossimo e amore spirituale, in questo
modo raggiungerà la sua massima profondità.
Oggi, grazie alle migliori condizioni di salute,
è sempre più frequente che le coppie
possano vivere da anziani un identico periodo
di tempo a quello vissuto come coppia con bambini,
con tutti i problemi e di lavoro e di accudimento
della prole. Terminata questa fase, la coppia
si ritrova nelle stesse condizioni iniziali, ma
è terminata la fase dell’innamoramento
e quindi deve vivere aprendosi di più al
mondo esterno, cercando di aiutare gli altri.
Spesso le coppie anziane tendono a fare da spettatori
e non vogliono più fare esperienze. È
chiaro che se la coppia ha continuato a stare
insieme solo perché c’erano dei doveri
nei confronti dei figli, è importante recuperare
il rapporto iniziale proprio attraverso il desiderio
di vivere a contatto con gli altri, di assumere
un ruolo di guida spirituale, ed allora non c’è
il tempo per diventare delusi e pieni di risentimento.
È importante quindi l’apertura verso
l’esterno, essere consapevoli di sé
e di quello che la coppia anziana può ancora
offrire. La società oggi non aiuta certo
gli anziani ad avere stima di sé, sempre
più difficile è rimanere al passo
con le tecnologie sempre più perfezionate.
Inoltre la coppia anziana deve come Filèmone
e Bauci dimostrarsi una squadra affiatata, i due
componenti la coppia devono collaborare tra loro.
L’amore si logora se non c’è
accordo e sintonia.
Avere uno scopo comune. Nella società contemporanea
spesso non è possibile garantire il funzionamento
della struttura sociale senza l’aiuto del
lavoro volontario. Sicuramente una coppia anziana
, ancora in buona salute, può anche svolgere
questo tipo di attività sociale, e trovare
così uno scopo comune che li valorizza
e li aiuta a vivere la vita insieme in armonia.
Inoltre è importante raccontarsi il proprio
passato, nella coppia in età matura i due
componenti devono raccontarsi l’un l’altro
la propria versione della storia di coppia e quello
che ha lasciato anche di negativo. Può
accadere, infatti, che alcuni aspetti siano stati
deludenti, in questo caso può essere importante
un aiuto terapeutico per riuscire a guardare il
passato con occhi nuovi, ed essere così
in grado di comprendere e di perdonare. Il perdono
in amore è importantissimo, non a caso
la dea dell’amore è Venere, dalla
parola venia che significa perdono. Per vivere
una nuova fase affettiva più ricca e completa
si deve quindi analizzare, parlare, ora c’è
più tempo per farlo ed una maturità
più consapevole. La coppia anziana può
vivere una nuova stagione amorosa. Se la coppia
è sempre stata affiatata, deve solo rimanenere
aperta nei confronti del mondo esterno, se, invece,
la coppia ha avuto problemi che ha accantonato
perché i figli, il lavoro, il mandare avanti
la famiglia sono stati considerati prioritari,
è ora il momento per non invecchiare con
i risentimenti cercando di parlare con il cuore
in mano e, come ho detto prima, farsi aiutare
da uno psicoterapeuta per poter vivere un rapporto
sereno dove non ci siano rimproveri, silenzi che
accusano, solitudine. Si può essere in
coppia e sentirsi profondamente soli, e la solitudine
è più pesante in età matura
quando i problemi relativi alla famiglia sono
ormai superati.
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