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Rieducazione psicofisica
La Tecnica Alexander
di Susan Yarrow

La Tecnica Alexander è una pratica sviluppata per rieducare dolcemente il corpo, così duramente provato dallo stress odierno. Ne ripristina l'equilibrio e l'allineamento naturali, migliorando la postura e quindi l'aspetto. Inoltre, può far emergere energie che non sapevamo di possedere: infatti, è stato dimostrato che fino al 50% delle nostre forze rimangono intrappolate dentro muscoli utilizzati in modo errato.
Questa tecnica ti porterà benefici concreti nella tua vita quotidiana, se tu:

1. soffri di dolore cronico o ricorrente, problemi respiratori, stress o depressione
2. vuoi migliorare la tua postura, il tuo coordinamento ed il tuo equilibrio
3. lavori nel mondo dello spettacolo e hai bisogno di utilizzare le tue capacità fisiche nel modo più efficace
4. vuoi conservare la salute e rimanere attivo nonostante l'età che avanza

L'essenza della Tecnica Alexander non consiste nell’imparare nozioni nuove, ma piuttosto nel disimparare cattive abitudini. A causa degli stress della vita quotidiana, tutti noi accumuliamo tensioni in varie parti del corpo e queste possono a loro volta generare molti disturbi comuni, quali emicrania, torcicollo, mal di schiena, ipertensione, insonnia, ecc. Inoltre, a lungo andare, la nostra percezione sensoria può diventare meno acuta, provocando una sensazione d'insicurezza ed anche di depressione.
Con la giusta istruzione, quasi tutti possono risalire all'origine dei propri problemi ed imparare ad aiutare se stessi. Di conseguenza, disturbi e dolori diminuiscono significativamente e talvolta scompaiono del tutto senza che sia necessario ricorrere ad antidolorifici o farmaci di altro genere. Si acquisisce una migliore presenza ed una accresciuta fiducia in se stessi, come risultato tangibile di una maggiore coscienza di se.
La tecnica fu sviluppata nei primi decenni del XX° secolo da un attore australiano di nome F.M. Alexander (da cui la denominazione "Tecnica Alexander"). Aveva intuito che le tensioni del suo corpo stavano compromettendo la sua voce e la sua presenza scenica, e cominciò ad analizzarle per poterle eliminare. Più tardi, concluse che tutti gli esseri umani sono soggetti a simili stress nelle loro attività quotidiane, a causa di cattive abitudini acquisite nel corso degli anni.
Quando svolgiamo attività abituali, non di rado sottoponiamo il nostro corpo a sforzi ripetuti, oppure sprechiamo le nostre energie, semplicemente perché non siamo pienamente coscienti di quello che stiamo facendo. Ci abituiamo in fretta a posizioni o a movimenti dannosi e dopo poco tempo ci sembrano "giusti".
Alexander dedicò molti anni allo sviluppo di un metodo con cui rieducare il corpo ad un funzionamento più naturale e più efficiente. Quando una persona studia la Tecnica Alexander, impara di nuovo a stare seduto, ad alzarsi in piedi e a camminare, scoprendo modi diversi che sottopongono i muscoli e la struttura ossea ad uno sforzo minore. Poiché il nostro stato fisico si riflette immediatamente sul nostro benessere mentale ed emotivo, la pratica della tecnica nella vita quotidiana induce uno stato mentale più sereno ed equilibrato, insieme ad un atteggiamento più positivo verso la vita.
Con la Tecnica Alexander, possiamo migliorare il nostro equilibrio, la nostra postura ed il nostro coordinamento durante le attività quotidiane. Diventiamo coscienti dei danni causati dalle tensioni accumulate nel nostro corpo e impariamo ad eliminarle.
Ci sono molti campi in cui la Tecnica Alexander può essere utile. Alexander stesso la utilizzò per la prima volta nel teatro, in particolare per migliorare la sua voce, e oggi molti artisti dello spettacolo - ballerini, cantanti, strumentisti - la trovano un eccellente modo per ridurre lo stress e migliorare la loro performance. Inoltre, alcuni medici la raccomandano per alleviare i disturbi della colonna vertebrale, che possono insorgere a causa di cattive abitudini posturali, per esempio durante l'uso del computer; per questo motivo trova molte applicazioni anche nel campo dell' Ergonomia d'ufficio.

Una spiegazione medica
Negli anni '80, un medico australiano dell'Università di New South Wales, di nome David Garlick, studiò i fenomeni fisiologici che determinano l'efficacia della Tecnica Alexander. Nel testo che segue, i passaggi in grassetto sono tratti dal suo libro "The Lost Sixth Sense" (Il Sesto Senso Perduto).

Cinestesia
Il "sesto senso" cui si riferisce Garlick è la cinestesia: la percezione che uno ha della posizione e del movimento del corpo e degli arti. ("Propriocezione" è un altro termine utilizzato per descrivere la percezione del proprio corpo rispetto all'ambiente circostante.)
"Esistono delle indicazioni che questo sesto senso è stato 'perduto', o soppresso, nella nostra civiltà moderna. (...) Poiché le nostre menti sono impegnate con tanti input e output relativi al mondo esterno, i segnali trasmessi dal corpo vengono soppressi o 'filtrati' prima che ne prendiamo coscienza."
Come è possibile che ciò accada? Non dobbiamo essere per forza coscienti dell'ambiente che ci circonda, per poter svolgere i nostri compiti quotidiani?
La spiegazione è che tutti noi sviluppiamo dei modelli di movimento che utilizziamo abitualmente nella nostra vita quotidiana, di modo che non dobbiamo pensare come mantenere o cambiare posizione e possiamo concentrare tutta la nostra attenzione su quello che facciamo, che sia adoperare un utensile ad alta precisione, pettinarci o camminare per la strada.
Quando decidiamo di compiere un'azione abituale, la nostra mente reagisce come se fosse un computer che lancia un determinato programma quando riceve un segnale prestabilito. Il modello d'azione, archiviato nella parte più profonda del cervello, viene richiamato per l'uso, di modo che l'azione voluta si compie senza la minima attenzione da parte nostra. "Comprensibilmente, il cervello deve ridurre la quantità di informazioni che è chiamato a gestire, in modo da essere pronto per ricevere nuovi dati. Per quanto riguarda un gran numero di posizioni e movimenti acquisiti o imparati, il cervello utilizza dei centri a livello sub-corticale - e quindi subconscio - nei quali risiedono i necessari programmi. Per le posture caratteristiche dello stare seduti o stare in piedi, si fa quindi ricorso ai programmi sub-corticali. (...)
Riusciamo a fare a meno del sesto senso che controlla la posizione dei muscoli e degli arti."
Purtroppo, non essendo più coscienti del feedback fornito dal nostro corpo, non siamo più in grado di 'aggiornare' i nostri programmi quando cessano di essere appropriati. Col passare del tempo, se la nostra percezione viene offuscata da meccanismi sensori difettosi, può succedere di sviluppare abitudini che comportano l'utilizzo dei muscoli sbagliati, oppure la contrazione eccessiva dei muscoli giusti. Il corpo non sarà più correttamente allineato e dovremo compiere uno sforzo sproporzionato non solo per muoverci ma anche solo per stare seduti o in piedi. "Il cattivo funzionamento dei muscoli avviene perché sopprimiamo o escludiamo gli input sensori, affidandoci a programmi inadeguati."
Come possiamo 'riscrivere' i programmi che determinano i nostri movimenti? E' possibile imparare quali muscoli dobbiamo impiegare e come utilizzarli?
Non è così semplice, ahimè! Anche se potessimo imparare modelli corretti usando soltanto le nostre capacità intellettive, nella maniera in cui impariamo una poesia, per esempio, ciò non risolverebbe il problema, perché i programmi in questione vengono lanciati da zone del cervello che entrano in gioco senza un'azione cosciente da parte nostra. (Le ricerche finora svolte in questo campo indicano che sono coinvolti il cervelletto ed i gangli basali.)
Quello che occorre fare, prima di tutto, è risvegliare il nostro 'sesto senso', in modo da avere una corretta percezione del feedback che proviene dal nostro corpo. Poi saremo in grado di permettere al nostro subconscio di scrivere i programmi per conto nostro. Se applichiamo la Tecnica Alexander, possiamo imparare a fermare, o 'inibire', l'abituale reazione ad uno stimolo, lasciando che la natura faccia il resto.
"Si tratta di 'permettere' che il processo avvenga, visto che coinvolge processi sub-corticali, e quindi subconsci."

Fibre muscolari
I muscoli sono composti da due tipi di fibre, rosse e bianche. Le fibre rosse sono aerobiche, ossia consumano ossigeno, e non sono soggette ad affaticamento. Le fibre bianche sono più grandi e più forti, ma si affaticano, perché producono acido lattico, che si accumula nel muscolo causando crampi. Le fibre rosse si utilizzano per mantenere la posizione seduta o eretta, e per attività poco impegnative, come per esempio passeggiare lentamente. Le fibre bianche vengono impiegate per attività che richiedono uno sforzo maggiore per un periodo breve, quali correre per prendere l'autobus, alzare un peso, fare sport.
"Nel caso della persona media che abbia una funzione muscolare inappropriata, alcuni muscoli saranno sovracontratti, chiamando in causa le fibre bianche soggette ad affaticamento, mentre altri muscoli, quali quelli della schiena, saranno sottoutilizzati, per cui le fibre posturali (rosse) non verranno usate adeguatamente e potrebbero atrofizzarsi."
Se adottiamo abitualmente una posizione seduta inappropriata, lasciandoci sprofondare in una posizione scomposta, le fibre rosse dei muscoli dorsali diventeranno sottoutilizzate e tenderanno a perdere la loro caratteristica 'indefaticabilità', per cui dovremo compiere un enorme sforzo solo per stare seduti o in piedi nel modo corretto. La Tecnica Alexander può aiutare a restituire il naturale tono e la normale funzionalità a fibre muscolari atrofizzate.


Disturbi che possono essere alleviati dalla Tecnica Alexander

• Mal di schiena
• Dolore cronico in genere
• Problemi respiratori
• Stress e depressione

Avvertenza: per tutti i problemi di salute è sempre opportuno rivolgersi al medico.

Mal di schiena
Molto spesso i dolori alla schiena sono causati dalla posizione che assumiamo quando stiamo seduti o in piedi. Se la spina dorsale viene tenuta in modo corretto, non compie un eccessivo sforzo nel trasmettere il peso dalla testa - la parte più pesante dell'anatomia umana - ai piedi; diversamente, se la testa, il collo e la schiena sono fuori allineamento, le vertebre intermedie sono soggette a forti sollecitazioni ed i nervi della schiena possono infiammarsi, provocando dolore.
Vista lateralmente, una sana colonna vertebrale presenta due curve, formando una figura ad "S". Se queste curve diventano troppo accentuate, però, la spina dorsale non riesce più ad assolvere la sua funzione in modo efficiente.
Poiché la Tecnica Alexander promuove un allineamento corretto, aiuta a prevenire ed alleviare numerosi disturbi (vedi sotto). Per dirlo con le parole di un medico americano che spesso raccomanda la tecnica ai suoi pazienti: "Molte persone che soffrono di dolore al collo o alla schiena, e che hanno subito senza risultati applicazioni termiche, terapie ad ultrasuoni e massaggi, possono trovare sollievo con la Tecnica Alexander. È davvero efficace." (Barry M. Schienfeld, MD, Specialist in Rehabilitation Medicine and Pain Management, Community General Hospital, Harris, NY)

Uno studio realizzato nell'Università di Vermont, U.S.A., e pubblicato nel 2001, dimostra che il miglioramento della postura ottenuto con la pratica della Tecnica Alexander può produrre una diminuzione del dolore alla schiena. E' stato osservato che soggetti che soffrivano di dolori alla schiena, prima di frequentare il corso, presentavano delle anormalità nella curvatura della spina dorsale in posizione eretta, nelle risposte posturali automatiche e nell'equilibrio. Dopo l'insegnamento, la maggior parte di queste anormalità erano scomparse ed il dolore era notevolmente diminuito. Ciò sembra indicare che, almeno in alcuni casi, i dolori alla schiena possono essere generati, o quanto meno cronicizzati, da un insufficiente controllo motorio, e che la coscienza propriocettiva e l'insegnamento possono efficacemente migliorare il controllo motorio e di conseguenza alleviare i dolori alla schiena. (Saggio intitolato Preliminary evidence that neuromuscular education reduces low back pain and improves coordination of automatic postural adjustments, presentato alla conferenza Control of Posture and Gait, Giugno 2001.)
In Gran Bretagna, una ricerca finanziata congiuntamente dal National Health Service e dal Medical Research Council, in cui sono coinvolti 550 pazienti, è attualmente in corso presso l'Università di Southampton e l'Università di Bristol, con lo scopo di stabilire gli effetti positivi della Tecnica Alexander e di valutarne costi e benefici in relazione a quelli dei massaggi e di altre terapie normalmente erogate dal servizio sanitario nazionale per dolori cronici o ricorrenti alla schiena. Il progetto è iniziato nel 2001 e terminerà nel 2005.

Cifosi
Questo disturbo è comunemente chiamato "spalle curve": è spesso la conseguenza di lunghe ore di lavoro chinato sopra una scrivania o un computer. La curva delle vertebre superiori diventa eccessiva e la testa viene portata troppo in avanti rispetto alle spalle. Col peggiorare della condizione, il peso stesso della testa fa sì che la curvatura diventi più pronunciata e spesso compaiono dolori nella parte superiore della schiena.

Lordosi
Nel caso di questo disturbo, invece, è la curva inferiore della spina dorsale che diventa troppo accentuata. Il sedere sporge, il bacino assume un angolo innaturale e, in alcuni casi, le spalle vengono tirate indietro in modo "militare". Successivamente possono insorgere dolori lancinanti nella zona lombare.

Scogliosi
Il termine "scogliosi" si riferisce alla curvatura laterale della colonna vertebrale, che spesso insorge durante l'adolescenza. Qualche volta può essere la conseguenza di un trauma, come per esempio la frattura di una gamba, ma più frequentemente deriva semplicemente da una postura asimmetrica, spesso sui banchi di scuola. La Natura tende a compensare il disturbo, creando una curva in senso contrario sopra o sotto il difetto originale, per cui la spina dorsale, vista da dietro, assume l'aspetto di una "S", anziché collegare con una linea retta la testa e la "coda". Uno studio del 1980 (Postural Management of Scoliosis in the Adolescent and Adult Based on the Alexander Technique), condotto da Deborah Caplan, un'insegnante di TA, dimostrò che pazienti affetti da scogliosi possono significativamente migliorare l'aspetto e rinforzare la spina dorsale se praticano la tecnica in modo regolare.

Ernia del disco
L'ernia del disco avviene quando uno dei dischi cartilaginosi che separano le vertebre esce dalla sua sede. Poiché ci sono delle importanti fasce nervose che si connettono al cordone spinale all'altezza di ciascuna vertebra, i nervi possono facilmente subire delle pressioni esercitate dal disco fuoriuscito, diventando dolorosamente infiammati. Un'operazione chirurgica è spesso inevitabile quando la condizione è molto avanzata, ma anche in questo caso la Tecnica Alexander può essere utile per prevenire un ripetersi del disturbo. Laddove la condizione è ancora nella fase iniziale, invece, la tecnica può talvolta prevenire un intervento chirurgico.

Dolore nella zona cervicale
Dolori di questo genere sono spesso la conseguenza di una cifosi (v. sopra). È particolarmente frequente fra gli operatori dei videoterminali che passano molto tempo ogni giorno scrutando il monitor del computer non sempre correttamente posizionato. Le persone che ne soffrono possono imparare a riguadagnare il naturale allineamento di testa e collo, con risultati che spesso appaiono quasi miracolosi.
Nel 1960, Jones e Gilley eseguirono una serie di radiografie con lo scopo di dimostrare che i movimenti Alexander provocano un allungamento dei muscoli sternomastoidei: muscoli chiave per il controllo della posizione della testa e per il movimento. Un successivo esame delle radiografie mostrò inoltre un aumento dell'altezza dei dischi cervicali nei soggetti che praticavano la Tecnica Alexander.

Dolore cronico in genere
È stato provato che il dolore cronico può essere alleviato mediante la regolare pratica della Tecnica Alexander. In una ricerca completata nel 1994 all'interno del Pain Management Clinic dell'ospedale di Kingston-on-Thames (Gran Bretagna), 50 pazienti che frequentavano il reparto Terapia del Dolore sono stati monitorati per due anni. I risultati dimostrarono che i pazienti che avevano imparato la Tecnica Alexander provavano meno dolore, si sentivano meno depressi ed avevano una vita più attiva. Di conseguenza, l'ospedale instaurò un corso di TA, che offre tuttora gratuitamente come parte integrante del programma di Terapia del Dolore.
In un altro studio, condotto da Keren Fisher del Royal National Orthopaedic Hospital (Brockley Hill, Stanmore, Middlesex, G.B.) e pubblicato nel 1988, pazienti afflitti da dolore cronico sono stati riesaminati dopo un corso di TA, a distanza di tre mesi dalle lezioni e di nuovo dopo un anno. Anche in questo caso, la tecnica si è dimostrata estremamente efficace.

Problemi respiratori
All'inizio della sua carriera, F.M. Alexander era conosciuto come "il dottore della respirazione", perché la sua tecnica portava ad un miglioramento della funzione respiratoria. Più recentemente, è stato osservato che le persone che praticano TA respirano più lentamente e più profondamente.
Disturbi respiratori sono spesso aggravati da certe tensioni innaturali - ed inutili - che si possono creare nel torace. In un documento pubblicato in Chest (Vol. 102, Agosto 1992), John Austin, M.D., e Pearl Ausubel, B.A., descrissero questa condizione come segue: "Tensioni abituali nei muscoli del torace possono avere l'effetto di un busto muscolare che limita i movimenti della gabbia toracica." Eseguirono uno studio su un gruppo di 20 persone: 10 di loro seguirono lezioni di Tecnica Alexander mentre le altre 10 furono monitorate come gruppo di controllo.
Test spirometrici "alla cieca" sui pazienti che avevano imparato la Tecnica Alexander mostrarono miglioramenti significativi in quattro parametri: picco del flusso espiratorio (peak expiratory flow - PEF), ventilazione volontaria massimale (maximal voluntary ventilation - MVV), pressione inspiratoria massimale (maximal inspiratory mouth pressure - MIP) e pressione espiratoria massimale (maximal expiratory mouth pressure - MEP).
Gli autori dello studio conclusero che "la Tecnica Alexander promuove l'uso attivo dei muscoli paraspinali addominali e lombari", migliorando di conseguenza la funzione respiratoria.

Stress e depressione
Una serie di studi effettuati negli anni '60 e '70 a Tufts University, U.S.A., con l'impiego di apparecchiature elettromiografiche, dimostrò che la Tecnica Alexander poteva produrre una marcata riduzione dei livelli di stress. I risultati della ricerca sono pubblicati nel libro Freedom to Change - The Development and Science of the Alexander Technique di Frank Pierce Jones, responsabile degli studi.
Una spiegazione di questo fenomeno viene suggerita da David Garlick, Bsc(Med), nel suo libro The Lost Sixth Sense: "Accesso allo stato dei propri muscoli, come quello fornito dalla Tecnica, ci offre l'opportunità di scegliere; per esempio, 'Non voglio continuare ad essere teso; voglio interrompere o inibire contrazioni o tensioni'. Una persona diventa quindi capace di spezzare l'abitudine di adottare un atteggiamento improduttivo."
"La mente viene di nuovo messa in collegamento con il corpo, producendo un piacevole senso di reintegrazione, di contatto con se stesso".


La Tecnica Alexander per gli artisti dello spettacolo

• Attori
• Cantanti
• Strumentisti
• Direttori di orchestra e di coro
• Ballerini

Attori
È importante notare che lo stesso fondatore della Tecnica Alexander era un attore. Inizialmente, era a causa dei suoi problemi vocali che F.M. Alexander analizzò minuziosamente il modo in cui il suo corpo reagiva allo stress quando era in palcoscenico. (Il libro L'Uso di Se, dello stesso Alexander, contiene una dettagliata descrizione della sua autoanalisi.) Arrivò alla conclusione che la raucedine che minacciava la sua carriera era causata da una pressione sulla laringe prodotta dall'errato allineamento della testa, del collo e del torace.
Fra i primi allievi di Alexander, all'inizio del 20° secolo, figuravano due stelle del teatro inglese, Henry Irving e Lily Langry, oltre al commediografo George Bernard Shaw. Al giorno d'oggi, la lista degli attori che hanno trovato beneficio dalla tecnica comprende molti nomi conosciuti, quali Paul Newman, Kenneth Branagh e John Cleese.
John Cleese, in particolare, ha detto: "Trovo la Tecnica Alexander di grande aiuto nel mio lavoro. Le cose avvengono senza sforzo. Diventano leggere e rilassate."
Da tempo, lezioni di TA fanno parte integrante del corso di arte drammatica offerto dalla Royal Academy of Dramatic Art di Londra.

Cantanti
Nel caso dei cantanti, la capacità di controllare lo stress ed il corretto uso della voce sono fondamentali.
La ricerca condotta dal dott. Wilfrid Barlow negli anni '50, che coinvolse un gruppo di studenti di musica (vedi Postura e portamento), mise in luce la correlazione fra il portamento, valutato obiettivamente, e la performance. Gli insegnanti del Royal College of Music di Londra constatarono un netto miglioramento delle prestazioni da parte degli studenti che avevano avuto lezioni di TA ; inoltre, studiavano meglio ed erano più equilibrati dal punto di vista psicologico. In una gara di canto, tenuta poco dopo il corso di TA, si piazzarono molto meglio del previsto.
Gli insegnanti asserirono che la Tecnica Alexander era il metodo più efficace che avevano mai trovato per migliorare l'esecuzione dei cantanti e dissero che avrebbe dovuto costituire la base dello studio dell'arte canora.
Molto più tardi, nel 1972, Jones studiò con metodi obiettivi i miglioramenti della voce e della respirazione che si riscontrano a seguito di lezioni di TA, misurando con l'analisi spettrale un significativo cambiamento nel suono.
Fra i cantanti di fama mondiale che hanno adottato la Tecnica Alexander possiamo citare Paul McCartney e Sting.

Strumentisti
Come tutti i musicisti sanno, suonare uno strumento per molte ore di seguito, seduti o eretti, ma sempre nella stessa posizione, rappresenta una dura prova di resistenza fisica. A lungo andare, l'accumulo di tensioni muscolari produce un senso di fastidio, oltre ad una rigidità che rende il suono meno espressivo.
Tramite la Tecnica Alexander, è possibile rilasciare e ridistribuire le tensioni che si formano nel corpo e negli arti. I musicisti acquisiscono un migliore coordinamento ed un movimento più fluido. L'energia può essere diretta là dove è richiesta, senza sforzo nè affaticamento. Di conseguenza, migliora la qualità del suono prodotto, quale che sia lo strumento.
Alcuni grandi musicisti che hanno adottato la tecnica sono Yehudi Menuhin (violino), Julian Bream (chitarra) e Conrad Klemm (flauto).
Insegnanti di musica che hanno studiato TA trovano che li aiuta a guidare i loro allievi ad assumere una posizione in cui sono totalmente rilassati ma allo stesso tempo hanno il pieno controllo dei movimenti. Nel caso di strumentisti, in passato l'insegnamento si è concentrato soprattutto su mani e braccia, ma per poter ottenere un'azione fluida è essenziale che venga usato correttamente l'intero corpo. Se gli studenti acquisiscono buone abitudini fin dall'inizio, il loro progresso sarà senz'altro migliore.

Direttori
Il grande direttore britannico Sir Adrian Boult era allievo di Alexander. La Tecnica Alexander viene insegnata nei conservatori di molti paesi, quali la Juilliard School of Performing Arts di New York, la Royal College of Music di Londra ed il Royal Conservatory of Music di Toronto.

Ballerini
La coreografa Trisha Brown, conosciuta in tutto il mondo, disse quanto segue a proposito della Tecnica Alexander: "Credo che abbiamo bisogno di una molteplicità di abilità. La Tecnica Alexander aiuta il ballerino singolo ad integrarsi con tutti i sistemi cui è esposto. (...) E' importante poter dire ad uno studente che esiste un modo diverso di muoversi, libero da sforzi, interruzioni, modelli abituali, tensioni. Devono imparare ad eliminare tutto questo."

Chi era F.M. Alexander?
Consapevole dell’uso sbagliato del suo corpo, FMA si dedicò alla ricerca di un metodo per la rieducazione psicofisica. Alexander era un attore di successo, con una brillante carriera davanti, che purtroppo dovette interrompere a causa della costante perdita della voce durante le rappresentazioni.
Dopo una lunga ed inutile ricerca d’aiuto tra i migliori medici specialisti del tempo, FMA decise di affrontare il problema da solo, osservandosi nell’atto di recitare.
Convinto che la perdita della voce fosse legata alla mancanza di un’appropriata coordinazione, si servì dell’aiuto di diversi specchi nei quali verificava le sue reazioni agli stimoli. Dopo più di dieci anni di studio arrivò alla definizione di un metodo di rieducazione mente-corpo applicabile a qualsiasi altra attività.
Una volta risolto il suo problema, Alexander si dedicò ad aiutare gli altri. Lasciò la recitazione in secondo piano e la divulgazione della sua scoperta divenne lo scopo principale della sua vita.
Dall’Australia, dov’era nato nel 1868, si trasferì in Inghilterra nel 1904, iniziando la propagazione del suo insegnamento. FMA trovò molti sostenitori nei campi più disparati. Tra gli allievi maggiormente entusiasti troviamo famosi personaggi del tempo, poi divenuti suoi grandi amici, come: Aldous Huxley, Sir Henry Irving e John Dewey.
Nel 1931 iniziò a tenere corsi per la formazione d’altri maestri e lo fece fino alla sua morte, avvenuta all’età di 86 anni, nell’anno 1955.


Susan Yarrow
nasce in Gran Bretagna nel 1964. Dopo gli studi scolastici, frequenta un corso triennale presso la North London School of the Alexander Technique, diplomandosi nel 1988. Lavora per alcuni mesi in Francia prima di trasferirsi a Roma, dove apre uno studio privato per l'insegnamento della Tecnica Alexander.
Nel 1998 riceve il Certificate in Office Economics dall'Università di Berkeley, California, e inizia a prestare la sua opera come consulente ergonomico presso le agenzie romane delle Nazioni Unite.
Continua ad insegnare privatamente la Tecnica Alexander, normalmente nella forma di lezioni individuali, anche se lezioni dimostrative per gruppi possono essere organizzate su richiesta.
Se volete saperne di più, vi invitiamo ad esplorare questo sito, che contiene molte informazioni utili, o a scrivere a Susan Yarrow.



Fonte: http://www.alexandertechnique.it


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Ricerca in psicologia clinica: Emisfero destro emisfero sinistro dal sito www.hermespsi.com di Andrea Leonardi
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