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Riflessioni
Medicina
transculturale
"Oltre
la tortura. Percorsi di accoglienza
con rifugiati e vittime di tortura" -
Edizioni Magi
a
cura di Aldo Morrone
INMP, Istituto Nazionale per la promozione della
salute delle popolazioni Migranti e il contrasto
delle malattie della Povertà - Roma
recensione
di Carla Ginanneschi
26/04/08
È un libro dalle tinte forti,
struggente ed essenziale come un testo poetico.
La pubblicazione, curata dal Prof. Aldo Morrone,
raccoglie tutte le notizie che riguardano il servizio
offerto ai rifugiati e alle vittime di tortura.
Sono presenti nel libro tutta la casistica dei
pazienti che hanno richiesto questo tipo di prestazione,
il lavoro terapeutico svolto dal gruppo e una
serie di storie personali, che dimostrano nella
loro essenzialità drammatica come l’uomo
possa commettere atti finalizzati all’annientamento
dell’individuo sia fisicamente che psicologicamente.
Il fatto di vivere ormai in un villaggio globale
permette di conoscere in tempo reale quello che
accade in ogni luogo. La facilità degli
spostamenti e il diritto di asilo per tutte quelle
persone che si trovano in reale stato di gravissima
difficoltà, ci permette di conoscere in
quali situazioni vivano individui che, come tutti,
avrebbero diritto al rispetto della loro dignità.
Le persone che chiedono asilo politico, rifugiati
e vittime di tortura, sono costrette ad abbandonare
i loro territori perché perseguitati per
le loro idee. Costretti ad abbandonare tutto,
dopo aver, in molti casi, subìto anche
la tortura, approdano nel nostro paese, vengono
accolti e la struttura del San Gallicano insieme
ad altre si fa carico di cercare, attraverso percorsi
di sostegno adeguato, di restituire loro, almeno
in parte, uno scopo per continuare a vivere.
Il libro “Oltre la tortura” è
stato presentato, il giorno 11 marzo, nell’aula
Agostini del San Gallicano dove ha sede l’Istituto
Nazionale per la promozione della salute delle
popolazioni migranti e il contrasto delle malattie
della povertà. Tanti sono stati gli interventi,
sia di chi è impegnato ad assistere, a
curare sempre con il desiderio di confronto e
di collaborazione sia di chi, avendo vissuto la
tragica esperienza della tortura, ha voluto rendere
testimonianza attraverso il ricordo. E rievocare
è sempre causa di grande sofferenza, queste
persone hanno rivissuto, durante il racconto,
esperienze dalle quali sono state segnate profondamente
per sempre. Lasciano la loro patria perché
sono perseguitati per motivi politici o etnici
e spesso viene preso il primo mezzo disponibile
per fuggire, non c’è scelta del luogo
dove arrivare purché sia un posto dove
possano sentirsi di nuovo esseri umani. Un testimone,
durante la presentazione ha detto “Fuggiamo
per salvare che cosa? Hanno distrutto la nostra
anima, salvare il corpo è ben poca cosa,
non abbiamo più niente”, e ancora
un altro “le persone più povere del
mondo sono i rifugiati perché a loro è
stato tolto tutto”.
Il libro è quindi il resoconto del lavoro
svolto al San Gallicano da parte di una equipe
medica, coordinata da Aldo Morrone, che ha scritto
una bellissima introduzione su questa sfida del
nostro tempo a Roma con persone vittime di tortura.
Una prefazione che riassume quali siano le motivazioni
che spingono alcuni operatori e, in prima persona
il Prof. Morrone a curare, seguire, sostenere
persone che hanno perduto anche la speranza di
poter ritornare ad una vita normale, la finalità
è quella di restituire loro la consapevolezza
che si può continuare a vivere e a ritrovare
il senso che la vita ci offre.
Il libro è diviso in cinque capitoli dove
sono evidenziati: la metodologia seguita, la mediazione
tra cultura e sofferenza, la relazione terapeutica,
i percorsi di cura e l’ultimo con le storie
che alcuni di loro hanno voluto che fossero inserite
nel libro come testimonianza diretta. È
un’opera che è stata scritta a più
mani, ogni capitolo infatti è il resoconto
dei percorsi seguiti e dei risultati raggiunti
da un gruppo di addetti ai lavori. Nel libro è
anche evidenziata la difficoltà della comunicazione,
l’apporto del mediatore linguistico-culturale
è stato di basilare importanza per il lavoro
svolto dai medici, dai sociologi, dagli psicologi
e dall’avvocato. Una esauriente ed accurata
bibliografia completa e la prefazione e i primi
quattro capitoli
Nel mondo ci sono paesi dove ancora esiste la
violazione dei diritti umani; a livello internazionale
la tortura è condannata, ma, in realtà,
in alcuni luoghi è tuttora praticata.
Durante la presentazione del libro è stato
posto l’accento sul fatto che sono ancora
poche le istituzioni che si fanno carico del problema
dei rifugiati e delle vittime di tortura, spesso
si lavora a compartimenti stagni, senza comunicazione
tra i vari gruppi, alcuni operano anche molto,
ma non hanno la possibilità di rendersi
visibili. Serve quindi un coordinamento di tutte
le realtà operanti perché è
proprio attraverso il confronto e la collaborazione
che si può riuscire a svolgere un lavoro
sempre più adeguato e completo. La vittima
di tortura ha, infatti, necessità di un
supporto particolare e di una assistenza prolungata.
La finalità è quella di restituire
a queste persone la dignità perduta e “il
profumo del mare, della notte, delle stelle”.
Aldo Morrone, medico
dermatologo, direttore della Struttura Complessa
di Medicina Preventiva delle Migrazioni, del Turismo
e di Dermatologia Tropicale dell’Istituto
San Gallicano (IRCCS) di Roma. Viene considerato
uno dei maggiori esperti mondiali di medicina
delle migrazioni, delle patologie tropicali e
della povertà. A partire dal 1985 si occupa
della tutela e promozione della salute delle popolazioni
immigrate e a maggior rischio di esclusione sociale
presenti in Italia. Da molti anni è impegnato
con la sua équipe multidisciplinare in
diversi progetti di cooperazione in campo clinico-scientifico,
educativo e sociale in Africa, nel Sud-Est asiatico
e in America Latina. È docente in numerose
università italiane e straniere e consulente
dell’Ufficio dell’OMS di Venezia su
Povertà, Salute e Sviluppo. È autore
di oltre cinquecento articoli scientifici e di
venti libri. Nel 2007 è stato nominato
Direttore Generale dell’Istituto Nazionale
per la Promozione della Salute delle Popolazioni
Migranti e per il contrasto delle Malattie della
Povertà.
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