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di Antonella Lucato

La potenzialità ed il talento ancora inespressi in ognuno di noi sono un tesoro. Spesso attende soltanto di essere scoperto o valorizzato.
Mi scrive una lettrice "... mi hanno sempre detto quello che non avevo, non potevo essere o non potevo fare, mai quello che sarei potuta diventare! Poi ho imparato che dentro ogni persona ci sono enormi potenzialità e talenti che basta tirare fuori! Ho fatto vivere i miei sogni...oggi ho una vita da sogno...!"
Da dove cominciare per scoprire e portare alla luce i propri talenti? Comprendere qual è il nostro talento è essenziale. Scoprirlo è uno dei compiti più importanti che ciascuno di noi deve affrontare per poter vivere a pieno se stesso e il proprio ruolo in questo mondo.
È difficile poter esprimere il proprio talento quando ancora non si sa quale sia.
Alcuni hanno la fortuna di "sentire la chiamata" del proprio talento sin da piccoli come Nureyev, il grande danzatore che ebbe la rivelazione che sarebbe diventato ballerino già a cinque anni. Molti altri sono per lo più occupati a rispondere alle aspettative: le proprie, quelle degli altri o del mercato.
C’è chi sceglie il corso di studi più per la tendenza del momento che per autentica vocazione, e chi sperimenta lavori diversi finché non trova quello che gli è più congeniale.
Qualcuno vive un conflitto interiore, non sa se continuare il lavoro cominciato in una direzione molti anni prima, o intraprendere nuove strade. Anche se non fa il lavoro che desidera, convive con abitudini e apparenti certezze quotidiane divenute così familiari che sembra impossibile farne a meno, come se facessero ormai parte integrante della nostra vita. Nel mondo pieno di incertezze che ci troviamo a vivere, le abitudini ci fanno sentire al sicuro, o almeno così tendiamo a credere.
Queste sono alcune tra le affermazioni che sento più spesso nei miei Seminari:
- "per poter fare ciò che desidero veramente dovrei lasciare il mio lavoro, ma non posso, non saprei come campare"
- "ho già provato diversi lavori, nessuno fa veramente per me, ma non ho la più pallida idea di che cosa fare ora"
- "non posso fare quello che vorrei perché c’è troppa competizione o...non me ne danno l’opportunità"
- "dovevo farlo prima...adesso è troppo tardi..."
Forse il lavoro che stai facendo non ti entusiasma più, pensi che ti sentiresti meglio in un altro posto o in un altro ruolo ma, metterti in gioco, ti sembra troppo rischioso. La scelta, il cambiamento, l’incertezza e i rischi ti bloccano.
Molte persone non sanno che cosa vogliono dalla vita, per che cosa sono disposti a spendere le proprie energie, che cosa li fa sentire carichi di entusiasmo. Non riescono a cogliere i messaggi della voce interiore e rimangono imbrigliati nella battaglia per avere il controllo sulla direzione da prendere.
Il celebre psicanalista Cesare Musatti disse:
"se mi guardo indietro vedo come segnato da un filo un percorso, una vocazione, una ricerca di una strada che c’è in ognuno di noi e che bisogna avere il coraggio di riconoscere".
Il caso di David Helfgott, il pianista diventato famoso grazie a Shine, il film Oscar del 1996, è emblematico. È la storia di un bambino prodigio, il suo talento di grande pianista esecutore di Rachmaninov rimane bloccato, perché vittima di un padre troppo severo. Ma il tempo è un grande rivelatore. David, in età matura, ritroverà il suo talento e incontrerà Gillian che, oltre a riconoscere le sue potenzialità, saprà accettarlo e amarlo per quello che è. In seguito arriverà anche il riconoscimento sociale e il successo.
Questo è un caso particolare ma a molti accade di sentirsi spettatori di altri che vivono la vita da protagonisti grazie alla loro arte e talento.
Spesso usiamo solo una piccola parte delle nostre potenzialità.
Tante persone pensano di non aver ricevuto nessun talento particolare, altri di non aver avuto l’opportunità di sperimentarlo, che sia troppo difficile, impossibile, o troppo tardi per esprimerlo.
A volte siamo proprio noi ad aver paura di portare alla luce il nostro talento, che rimane negato o mortificato dal nostro "giudice interiore" e dalla nostra inconsapevolezza.
Ci sentiamo scoraggiati, delusi, frustrati, arrabbiati o furiosi quando qualcun altro tira fuori l’idea che noi abbiamo tenuto nel cassetto per il timore che non fosse sufficientemente buona. Ottiene da una testata nazionale una rubrica che avremmo voluto proporre, ma non abbiamo avuto abbastanza fiducia per farlo. Pubblica un libro che sviluppa il tema sul quale lavoriamo da anni. Apre un’attività commerciale con il nome che ci piace così tanto che lo usiamo come password.
Tutto ciò non significa necessariamente che qualcuno ci ha copiato o rubato l’idea... è che l’ha portata alla luce prima di noi!
Concludo questa breve riflessione proponendovi un semplice ed efficace Esercizio:
Quando ci arriva un’intuizione o un’idea che fa vibrare il nostro cuore, proviamo ad immaginarla già realizzata con la mente.
Scegliamo i colori, il tipo di luce, la forma, se ce l’ha un gusto o un aroma, l’atmosfera e, soprattutto, ascoltiamo come ci fa sentire vederla realizzata.
Proviamo a credere, come dice J.W. Goethe, che:
"...qualsiasi cosa puoi fare o sogni di poter fare, cominciala, l’audacia ha in sé genio, forza e magia..."

Fonte: http://www.auraweb.it


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