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Omeopatia
Perché ci ammaliamo
di Flavio Marelli
- Terapeuta in omeopatia
In
omeopatia il termine miasma indica uno squilibrio
energetico ereditario che predispone a certe malattie.
Si tratta di un concetto a metà strada
tra materia e spirito che molti ancora ignorano.
Il grande merito di Hahnemann è
stato non solo quello di dare avvio alla scienza
dell'omeopatia, stabilendo e codificando l'arte
del guarire, come lui la definì. Il suo
capolavoro è ancora sconosciuto ai più
e anche molti omeopati non considerano la sua
scoperta. Di che cosa si tratta? Quando Hahnemann
inizio a trattare i pazienti avvalendosi dei rimedi
omeopatici, ebbe notevoli successi, ma notò
altresì che, passato un certo tempo dalle
prime cure, i pazienti ritornavano con disturbi
sempre nuovi. Da attento osservatore quale era,
Hahnemann capì che la prima cura non aveva
portato alla guarigione completa e definitiva,
ma che rimaneva una causa a lui ignota per cui
le persone presentavano delle ricadute o evolvevano
verso nuove patologie. Si propose quindi di verificare
quale fosse la causa di tale evoluzione e, dopo
dodici anni di infaticabili ricerche (vale la
pena sottolinearlo, oggi è facile sottovalutare
la mole di quel lavoro, svolto in un'epoca in
cui non esistevano i PC) effettuate su migliaia
di casi di pazienti suoi e di altri omeopati,
arrivò a stabilire le cause profonde dell'insorgere
delle malattie. Hahnemann definì queste
cause come un disturbo inerente alla costituzione
umana, situato però non sul piano fisico,
ma su un piano dinamico, cioè sul piano
della forza vitale. La forza vitale è la
componente essenziale della vita: non solo ci
mantiene vivi, ma gestisce il corretto funzionamento
di tutto il nostro corpo, dalla psiche al movimento
del mignolo del piede, ed è la coordinatrice
di tutti i nostri sistemi vitali. Quando la forza
vitale è disturbata, siamo ammalati (quando
si esaurisce, moriamo). Hahnemann capì,
sulla scorta delle migliaia di osservazioni fatte,
che la malattia della forza vitale è una
malattia cronica: egli definì tali disturbi
della forza vitale le vere malattie croniche,
mentre quelle che consideriamo malattie croniche
sono in realtà qui esiti delle malattie
croniche vere. Egli introdusse il termine “miasma”
per definire il disturbo interno della forza vitale.
Questo termine deriva dal greco e significa “sudiciume”.
Oggi alcuni omeopati preferiscono parlare di disturbo
centrale interno, ma il concetto di miasma e il
termine stesso sono tutt'altro che obsoleti. Hahnemann
descrisse tre tipi di miasmi che non stiamo ad
elencare qui per non creare inutile confusione.
Basti sapere che il miasma del primo tipo affligge
circa il 95 % dell'umanità, in diversi
gradi di intensità. In alcune persone si
manifesta in modo leggero, in altri marcato. L'esistenza
del primo tipo di miasma è la condizione
base per l'insorgere degli altri due tipi, a loro
volta responsabili di tutta una serie di manifestazioni
patologiche. Dopo Hahnemann, altri omeopati hanno
evidenziato un quarto tipo di miasma, derivato
dalla combinazione intima del miasma di primo
tipo con uno dei due successivi. In una persona
possono dunque coesistere vari tipi di miasma,
ognuno con un suo grado di profondità.
Stile di vita, pensieri, metodi di cura ed alimentazione
erronei nonché altri fattori, possono contribuire
ad aggravare lo stato dei miasmi. Il miasma o
i miasmi si ereditano: sono i nostri genitori
che ce li trasmettono, ancorati al patrimonio
genetico. Se il miasma è molto intenso
in uno o in entrambi i genitori, il disturbo può
interessare già la stessa funzione meiotica
al momento della formazione delle cellule germinali
(ovuli e spermatozoi) e condizionare quindi la
nascita di figli con malformazioni genetiche congenite.
Per fortuna tali effetti sono relativamente rari.
Anche le malformazioni nello sviluppo del feto
sono da ricondurre all'azione dei miasmi. In questa
ottica i concetti di salute e di malattia assumono
un'altra prospettiva: può considerarsi
sana una persona che non presenta disturbi fisici?
Certamente, ma a condizione che non vi siano in
lei limitazioni per quanto riguarda le sue sfere
della volontà, della comprensione, intesi
nel loro senso più ampio. Manifestazioni
come collera, gelosia, senso di superiorità,
di inferiorità, di inadeguatezza o di colpa,
ansia, paure di vario genere, egoismo e molti
altri sintomi relativi alla sfera psico-emotiva
sono indicatori che segnalano la presenza del
miasma negli strati intimi della forza vitale,
ossia nelle sfere d'azione più sottili,
più raffinate del principio vitale. Certo,
miasmi di lieve intensità e stile di vita
adeguato permettono di mantenere la salute fisica
e mentale a lunga scadenza. Ma se dai sintomi
si deduce un'attività miasmatica intensa,
è probabile che prima o poi la malattia
si manifesti anche sul piano fisico. Infatti con
l'età diminuisce la forza vitale e il miasma
pervade anche il fisico che in gioventù
la forza vitale riusciva a proteggere.
Fonte: http://www.mutamenti.ch
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