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In omeopatia il termine miasma indica uno squilibrio energetico ereditario che predispone a certe malattie. Si tratta di un concetto a metà strada tra materia e spirito che molti ancora ignorano.

Il grande merito di Hahnemann è stato non solo quello di dare avvio alla scienza dell'omeopatia, stabilendo e codificando l'arte del guarire, come lui la definì. Il suo capolavoro è ancora sconosciuto ai più e anche molti omeopati non considerano la sua scoperta. Di che cosa si tratta? Quando Hahnemann inizio a trattare i pazienti avvalendosi dei rimedi omeopatici, ebbe notevoli successi, ma notò altresì che, passato un certo tempo dalle prime cure, i pazienti ritornavano con disturbi sempre nuovi. Da attento osservatore quale era, Hahnemann capì che la prima cura non aveva portato alla guarigione completa e definitiva, ma che rimaneva una causa a lui ignota per cui le persone presentavano delle ricadute o evolvevano verso nuove patologie. Si propose quindi di verificare quale fosse la causa di tale evoluzione e, dopo dodici anni di infaticabili ricerche (vale la pena sottolinearlo, oggi è facile sottovalutare la mole di quel lavoro, svolto in un'epoca in cui non esistevano i PC) effettuate su migliaia di casi di pazienti suoi e di altri omeopati, arrivò a stabilire le cause profonde dell'insorgere delle malattie. Hahnemann definì queste cause come un disturbo inerente alla costituzione umana, situato però non sul piano fisico, ma su un piano dinamico, cioè sul piano della forza vitale. La forza vitale è la componente essenziale della vita: non solo ci mantiene vivi, ma gestisce il corretto funzionamento di tutto il nostro corpo, dalla psiche al movimento del mignolo del piede, ed è la coordinatrice di tutti i nostri sistemi vitali. Quando la forza vitale è disturbata, siamo ammalati (quando si esaurisce, moriamo). Hahnemann capì, sulla scorta delle migliaia di osservazioni fatte, che la malattia della forza vitale è una malattia cronica: egli definì tali disturbi della forza vitale le vere malattie croniche, mentre quelle che consideriamo malattie croniche sono in realtà qui esiti delle malattie croniche vere. Egli introdusse il termine “miasma” per definire il disturbo interno della forza vitale. Questo termine deriva dal greco e significa “sudiciume”. Oggi alcuni omeopati preferiscono parlare di disturbo centrale interno, ma il concetto di miasma e il termine stesso sono tutt'altro che obsoleti. Hahnemann descrisse tre tipi di miasmi che non stiamo ad elencare qui per non creare inutile confusione. Basti sapere che il miasma del primo tipo affligge circa il 95 % dell'umanità, in diversi gradi di intensità. In alcune persone si manifesta in modo leggero, in altri marcato. L'esistenza del primo tipo di miasma è la condizione base per l'insorgere degli altri due tipi, a loro volta responsabili di tutta una serie di manifestazioni patologiche. Dopo Hahnemann, altri omeopati hanno evidenziato un quarto tipo di miasma, derivato dalla combinazione intima del miasma di primo tipo con uno dei due successivi. In una persona possono dunque coesistere vari tipi di miasma, ognuno con un suo grado di profondità. Stile di vita, pensieri, metodi di cura ed alimentazione erronei nonché altri fattori, possono contribuire ad aggravare lo stato dei miasmi. Il miasma o i miasmi si ereditano: sono i nostri genitori che ce li trasmettono, ancorati al patrimonio genetico. Se il miasma è molto intenso in uno o in entrambi i genitori, il disturbo può interessare già la stessa funzione meiotica al momento della formazione delle cellule germinali (ovuli e spermatozoi) e condizionare quindi la nascita di figli con malformazioni genetiche congenite. Per fortuna tali effetti sono relativamente rari. Anche le malformazioni nello sviluppo del feto sono da ricondurre all'azione dei miasmi. In questa ottica i concetti di salute e di malattia assumono un'altra prospettiva: può considerarsi sana una persona che non presenta disturbi fisici? Certamente, ma a condizione che non vi siano in lei limitazioni per quanto riguarda le sue sfere della volontà, della comprensione, intesi nel loro senso più ampio. Manifestazioni come collera, gelosia, senso di superiorità, di inferiorità, di inadeguatezza o di colpa, ansia, paure di vario genere, egoismo e molti altri sintomi relativi alla sfera psico-emotiva sono indicatori che segnalano la presenza del miasma negli strati intimi della forza vitale, ossia nelle sfere d'azione più sottili, più raffinate del principio vitale. Certo, miasmi di lieve intensità e stile di vita adeguato permettono di mantenere la salute fisica e mentale a lunga scadenza. Ma se dai sintomi si deduce un'attività miasmatica intensa, è probabile che prima o poi la malattia si manifesti anche sul piano fisico. Infatti con l'età diminuisce la forza vitale e il miasma pervade anche il fisico che in gioventù la forza vitale riusciva a proteggere.

Fonte: http://www.mutamenti.ch


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