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Irregolarità del ciclo mestruale, vampate di calore, sudorazione, ipertensione, disturbi circolatori, insonnia, repentini sbalzi d’umore, insofferenza verso gli stimoli esterni… Sono i classici sintomi della menopausa. Viverla con serenità non è impossibile. Ecco come ridurre al minimo gli “effetti collaterali” di questo evento fisiologico, con il giusto atteggiamento mentale e con l’aiuto della natura.

La menopausa consiste nella cessazione definitiva delle mestruazioni per l’arresto dell’attività delle ovaie, tra i 45 e i 52 anni circa. Segna la fine del periodo fertile della donna e può essere fisiologico o provocato da un intervento chirurgico o farmacologico. Pur non rappresentando affatto una malattia, ma un naturale evento fisiologico, viene vissuta dalla maggioranza delle donne come una condizione patologica, una “frattura”, che comporta inevitabili ripercussioni fisiche, psicologiche e sociali. L’inizio della terza età è un momento di difficile transizione per ogni donna che, seppure con modalità, percezioni e aspettative soggettive, si trova a dover affrontare problemi pratici ed esistenziali che possono minacciare la sua femminilità e influire negativamente sulla propria qualità della vita. In questo momento già di per sé molto delicato, di profonde trasformazioni, in cui la donna entra in una nuova fase della vita, si manifestano una serie di disturbi e scompensi, avvengono modificazioni importanti del proprio corpo, sorge la paura di perdere la propria condizione sociale e gli affetti, l’inquietudine per il futuro e l’insofferenza per la situazione attuale. La mancanza del ciclo mestruale come scansione del tempo può alimentare anche la sensazione penosa che “il proprio tempo”, in un certo senso, sia terminato.
Nelle civiltà arcaiche la donna in menopausa acquisiva un potere particolare, legato alla “purezza” ritrovata. L’aver portato a termine il ciclo completo delle trasformazioni del femminile (pubertà, adolescenza, maternità, menopausa) garantiva alla donna la possibilità di accedere alle più alte cariche civili e funzioni sacerdotali. Il cessare dei flussi mestruali sanciva infatti un ritorno alla condizione di purezza originaria, al candore virginale, e conferiva l’autentico potere.
Oggi purtroppo viviamo in una società improntata sulla logica del massimo rendimento, dove la produttività è l’unica misurazione del valore di un individuo, e la perdita della capacità riproduttiva rischia di colorarsi di connotazioni negative, di diventare un segno dell’esaurimento del proprio valore, della perdita della forza creatrice e dell’energia vitale. È invece l’inizio di una nuova fase della vita, in cui lo slancio creativo, invece di riversarsi ciclicamente all’esterno, ha la possibilità di concentrarsi interamente verso il sé interiore. Simbolicamente si assiste a uno spostamento dell’energia dal basso, dalle funzioni genitali e riproduttive, verso l’alto, la coscienza. Se vissuto positivamente è possibile quindi, in questo periodo, per la donna, integrare nella propria personalità una parte di sé prima legata al mondo biologico e sviluppare una creatività che le consente di spostare l’attenzione su altri aspetti della vita. Se la donna non è pronta a questo cambiamento resiste alla possibilità di incontrare una nuova parte di sé.
I comuni sintomi della menopausa, vampate di calore, tachicardia, vertigini ci parlano di un flusso energetico, un “fuoco”, che, non più imprigionato in basso, tende ad aprirsi un varco verso l’alto, per vivificare la mente, la coscienza. La potenzialità biologica si trasmuta lentamente in creatività psichica, offrendo alla donna un’importante occasione di rinnovamento e arricchimento della personalità. Il fuoco delle vampate, liberato dalle “tempeste ormonali” andrebbe invece vissuto come spinta evolutiva della propria personalità. I disturbi circolatori, in questa chiave, sono la spia della messa in atto di una resistenza al cambiamento di ruolo, immagine, status; il riflesso “incondizionato” dell’inconscia paura di incontrare il nuovo.
Comunemente la parola menopausa è riferita ad una condizione della donna e non ad un momento preciso della vita del ciclo mestruale. In realtà, dal punto di vista medico, la menopausa identifica un momento ben preciso, la data di cessazione definitiva del flusso mestruale. Gli eventi che precedono e seguono questo evento comprendono un’ampia varietà di cambiamenti fisici e mentali ed occupano un arco di tempo più o meno lungo.

Premenopausa: Il ciclo mestruale ha già cominciato a mostrare irregolarità, ma la donna non prova ancora alcun classico sintomo della menopausa, come vampate di calore e secchezza vaginale. Generalmente una donna giunge alla premenopausa dopo i 45 anni.
Perimenopausa: identifica un periodo di circa quattro anni esattamente a cavallo della menopausa, la data della cessazione del flusso mestruale. Il ciclo mestruale è fortemente irregolare e compaiono saltuari episodi di tipo vasomotorio, vampate di calore e sudorazioni.
Menopausa: data della cessazione del flusso mestruale spontaneo. Per identificarla deve passare almeno un anno senza più sanguinamento mestruale.
Postmenopausa: identifica tutta l’ultima fase della vita femminile, andando da due anni dalla menopausa al termine della vita. In questa fase si consolidano le modificazioni della vagina, dell’utero e le alterazioni della mucosa e della muscolatura vescicale. Diventano più evidenti i disturbi urinari e la perdita del tono del tessuto mammario. Cresce il rischio di fratture ossee per osteoporosi e il rischio di malattie del cuore e dei vasi sanguigni.

I sintomi

I disturbi legati alla menopausa possono essere numerosi e molto soggettivi. Tuttavia quelli senza dubbio più certi sono l’irregolarità del ciclo mestruale, le vampate di calore e i problemi legati alle modificazioni dell’apparato genitale. Tutti e tre questi eventi dipendono dall’abbassamento degli estrogeni. Altri sintomi quali depressione, cambiamenti d’umore, malinconia possono anche non essere direttamente associati ai mutamenti ormonali. È però vero che bassi livelli di estrogeni rendono la donna più vulnerabile allo stress e all’ansia.
Le vampate di calore sono i sintomi più comuni della menopausa e interessano oltre il 60% delle donne. La vampata è un’ondata improvvisa di calore che parte dalla vita o dal petto e raggiunge il collo, il viso e talvolta tutto il resto del corpo. Faccia e collo possono arrossarsi e presentare macchie rosse. A ciò spesso segue un’abbondante sudorazione e successivamente un brivido di freddo segnala il riequilibrio della temperatura corporea. Sono molto comuni alla sera e quando fa caldo; ma possono presentarsi anche nel corso della giornata. Possibili fattori scatenanti sono anche le forti emozioni, i bruschi cambiamenti di temperatura, la digestione difficoltosa. Ogni vampata dura da 15 secondi a 30 minuti, la media è comunque di 5 minuti. Talvolta palpitazioni cardiache accompagnano le vampate di calore.
Non sempre ricorrere ai farmaci è la soluzione migliore per placare le vampate. Se ne possono limitare i disagi con semplici accorgimenti: evitare di indossare abiti sintetici (impediscono la traspirazione), utilizzare lenzuola di cotone, non mettere girocollo, tenere a portata di mano bevande fresche, smettere di fumare (il fumo restringe i vasi sanguigni e può intensificare e prolungare le vampate) evitare caffè, alcolici, dolci, cibi speziati, pasti molto abbondanti, fare esercizio fisico (migliora la circolazione). L’abbassamento degli estrogeni ha rilevanti implicazioni anche sull’apparato genitale della donna, poiché rendono idratata ed elastica la mucosa degli organi sessuali femminili. La vagina, scarsamente stimolata, diventa più sottile, perde elasticità e diviene arida e secca. La diminuzione della capacità secretoria trasforma anche l’ambiente vaginale che riduce la sua normale acidità; ciò rende la vagina più vulnerabile alle infezioni, specialmente a quelle fungine. Anche l’utero si riduce gradualmente di volume e si ritrae.
I cambiamenti della menopausa, a volte, interferiscono pesantemente con l’attività sessuale: a causa della ridotta capacità di secrezione, la vagina tende a lubrificarsi poco e più lentamente; ciò può rendere doloroso il rapporto sessuale.
Uno dei più importanti problemi per la salute della donna in menopausa è il rischio di osteoporosi, in cui le ossa diventano sottili, fragili e più facilmente soggette a frattura. Sono ormai numerose le prove scientifiche che associano il deficit di estrogeni a questa progressiva ed invalidante malattia, che infatti sembra più strettamente legata alla menopausa piuttosto che all’età biologica della donna. Il rischio di osteoporosi è più alto nelle fumatrici, in chi abusa di alcolici, nelle donne sottoposte a rimozione chirurgica delle ovaie, in chi è stato sottoposto a lunghi trattamenti con cortisonici e in tutte le situazioni di carenza nutrizionale.
La postmenopausa porta con sé l’aumento del rischio verso alcune patologie gravi: ipertensione arteriosa, aterosclerosi, angina pectoris e ictus cerebrale, molto diffuse dopo una certa età. Gli estrogeni proteggono la donna in età fertile da queste malattie, ma la protezione scompare velocemente dopo la menopausa, quando il livello di estrogeni si abbassa drasticamente e il rischio di malattie cardiovascolari aumenta con il passare degli anni. Dopo la menopausa si verifica un cambiamento nei livelli dei grassi del sangue della donna come diretto risultato dell’abbassamento degli estrogeni. Il colesterolo LDL, quello cattivo, aumenta mentre diminuisce il colesterolo HDL, quello buono. Elevati valori di LDL e di colesterolo totale possono contribuire allo sviluppo di ictus cerebrale e infarto cardiaco.

I rimedi naturali
Molte donne ormai si rendono conto che i farmaci non sono l’unica risposta ai disturbi femminili della menopausa. L’apporto della medicina naturale è centrato sul rafforzamento dell’organismo femminile, favorendone l’equilibrio e l’autoregolazione durante questa fase della vita. I trattamenti alternativi durante la menopausa spostano l’interesse dalla terapia estrogenica sostitutiva a modi naturali di autocura. Abitudini alimentari specifiche e cambiamenti nutrizionali accompagnati da terapie naturali quali agopuntura, shiatsu, fitoterapia, omeopatia, oligoterapia e fiori di Bach hanno dimostrato, in misure diverse, di poter alleviare i disturbi della menopausa. (irregolarità mestruali, vampate di calore, sudorazioni notturne, palpitazioni cardiache, secchezza vaginale e cambiamenti d’umore) e di ridurre il rischio di osteoporosi e di malattie cardiovascolari.

La terapia ormonale sostitutiva
La ciclicità del flusso mestruale nella donna in età fertile dipende dall’equilibrio ormonale tra estrogeni, progesterone, FSH, LH. Durante la menopausa l’equilibrio ormonale comincia a modificarsi: estrogeni e progesterone sono in genere più bassi che di norma e FSH ed LH sono più elevati il flusso mestruale è ancora presente ma in modo irregolare. Ciò si verifica perché le ovaie diventano meno sensibili allo stimolo degli ormoni dell’ipofisi. Diminuisce così la produzione ovarica di estrogeni e di progesterone che ha come risultato un accorciamento e una irregolarità del ciclo. Un ciclo più corto è spesso il primo segnale della perimenopausa. L’abbassamento progressivo dei livelli ormonali conduce alla cessazione dell’ovulazione e alla scomparsa del ciclo mestruale (menopausa).
La terapia ormonale sostitutiva ha dimostrato la sua efficacia nella riduzione e, talvolta, risoluzione dei tanti disturbi menopausali. Recenti ricerche hanno rivolto la loro attenzione ad alcune sostanze chiamate isoflavoni, spesso definiti anche fitoestrogeni (estrogeni vegetali) in quanto la loro attività biologica è simile a quella degli ormoni femminili, gli estrogeni. Gli isoflavoni più importanti per l’uomo sono contenuti soprattutto in due piante, la soia e la cimicifuga racemosa. L’efficacia terapeutica della cimicifuga racemosa è nota sin dall’antichità e deve il suo nome al fatto che un tempo era utilizzata per tenere lontane le cimici, che non gradiscono l’odore delle sue infiorescenze, e contro i morsi dei serpenti. Molto più note sono invece le proprietà degli isoflavoni della soia; ma la pianta, per mantenere integro il suo ricco contenuto di principi attivi, deve assolutamente essere “non geneticamente modificata”.

Alimentazione
I cibi e le bevande che entrano a far parte della nostra alimentazione influenzano direttamente non solo la salute dei nostri organi, ma anche il nostro aspetto, lo stato d’animo e l’energia vitale che ci contraddistingue. Per la donna in menopausa è importante, innanzitutto, seguire un’adeguata e ben calibrata dieta alimentare, integrata con alimenti specifici in grado di migliorare la funzionalità degli organi coinvolti e di ridurre la sintomatologia connessa a questo periodo. Ecco allora alcune regole dietetiche per affrontare la menopausa con serenità e senza disturbi.

• ALIMENTI BIOLOGICI: cereali integrali, verdure e frutta biologica, legumi e pesce, offrono le migliori garanzie di pasti sani ed equilibrati; la raffinazione e la conservazione dei cibi ne impoverisce grandemente il valore nutritivo. Molte donne in età da menopausa non soggette a vampate di calore, ad irregolarità dolorose del flusso mestruale e a secchezza vaginale sono vegetariane o assumono particolari cibi vegetali. Tra i vegetali quelli da preferire sono: cereali integrali (avena, grano, orzo, riso, segale); erbe (salvia, prezzemolo, menta, aglio); verdure (finocchi, carote, patate, fagiolini); frutta (mele, melegrane, ciliegie, datteri, agrumi, frutti di bosco); legumi (soia, piselli, lenticchie, fagioli).

• FITOESTROGENI: contenuti in molti cibi vegetali capaci di stimolare la produzione corporea e regolare il livello di estrogeni e progesterone. La soia in tutte le sue forme ne è molto ricca, ma molti altri cibi vegetali li contengono. Ecco dove trovare i fitoestrogeni: Aglio, alfa-alfa, aneto, arancio, avena integrale, carota, cimicifuga racemosa, cavolini di Bruxelles, ciliegia, cipolla, cocco, cumino, dragoncello, dulcamara, fagioli, finocchio, gingko biloba, ginseng, grano saraceno, lampone, lenticchie, limone, liquirizia, mela, menta piperita, mirtillo, mora, orzo integrale, palma nana, patata dolce, piselli, pomodoro, rabarbaro verde, riso integrale, ruta, salvia, scutellaria, semi di girasole, semi di lino, semi di segale, sesamo, soia, tea, trifoglio rosso, uva.

• POCHI GRASSI: Una dieta sana non è del tutto priva di grassi; alcuni infatti sono nutritivamente fondamentali. L’acido linoleico e linolenico sono acidi grassi essenziali, utilissimi nella donna che si avvicina alla menopausa perché combattono la secchezza dei tessuti, soprattutto della vagina e della pelle. Inoltre regolano la pressione arteriosa e i livelli di colesterolo, proteggendoci dal rischio di malattie cardiovascolari e di ictus cerebrale. I cibi che contengono questi preziosi acidi grassi sono noci, nocciole, mandorle, i semi e i loro oli, la soia e i suoi derivati naturali.

• BIOFLAVONOIDI: sono sostanze naturali contenute in alcuni cibi e hanno una moderata attività estrogenica. Per questo sono utili nel controllare i disturbi della menopausa, soprattutto vampate di calore e secchezza vaginale. I cibi che più ne contengono sono tutti i vegetali in foglia, la buccia dell’uva, frutti di bosco, ciliegie e la polpa bianca degli agrumi.

• VITAMINA E: ha un’azione regolatoria sugli ormoni prodotti dall’ipofisi per stimolare l’ovaio. Insonnia, secchezza vaginale, vampate di calore, palpitazioni sono disturbi della menopausa che si giovano di una dieta con adeguato apporto di vitamina E. Ne sono ricchi il pesce e la polpa di granchio, i cereali integrali, gli asparagi, il cavolo, le uova, le mandorle, le nocciole, e gli oli di semi biologici spremuti a freddo.

• MENO PROTEINE: le proteine possono avere effetti non sempre positivi se sono di derivazione animale e consumate in eccesso. Le carni rosse peggiorano i dolori mestruali e i sintomi della sindrome premestruale; aumentano il rischio di osteoporosi, essendo ricche di fosfati che interferiscono con l’assorbimento e l’eliminazione del calcio. Un eccesso di proteine può portare a un ridotto assorbimento di calcio e magnesio e a una carenza di vitamine del gruppo B, con riflessi importanti sul metabolismo dell’osso. Ridurre il consumo di proteine animali, privilegiando pesce, carni bianche e legumi.

• MENO ZUCCHERI: Lo zucchero bianco raffinato non solo è privo dei principi nutritivi propri degli altri tipi di zuccheri contenuti direttamente nei cibi, ma altera l’assorbimento del calcio, può scatenare vampate di calore e costringe l’organismo a consumare molte vitamine, specie del gruppo B, che partecipano attivamente al suo metabolismo. Tutto ciò non aiuta la donna che, in prossimità della menopausa, deve fronteggiare il rischio diretto di osteoporosi e ha bisogno di una dieta ricca di nutrienti essenziali. Sostituire gradualmente allo zucchero cereali integrali e frutta biologica.

• POCO CAFFÈ: la caffeina è un potente stimolante del sistema nervoso centrale che spesso, sovraeccitato, reagisce provocando ansia, tachicardia, palpitazioni, tremori e cefalea. Vampate di calore, sudorazioni e insonnia in molte donne in età di menopausa sono scatenate proprio dalla caffeina. Il caffè non è l’unica fonte di caffeina, la si trova anche nel tea, nella cioccolata, in molte bevande gassate e in numerosi farmaci.

• NIENTE ALCOL: l’alcol in generale non fa bene alla salute e influisce, in maniera rilevante, sulla salute della donna che si avvicina alla menopausa. Insonnia, depressione e vampate di calore sono aggravate dal consumo di alcolici. Inoltre interferisce con l’assorbimento del calcio e il metabolismo della vitamina D, aumentando il rischio di sviluppare osteoporosi.

• POCO SALE: nelle donne vicine alla menopausa il sale può produrre vampate di calore e contribuire alla perdita di calcio dalle ossa. Inoltre, può aggravare i disturbi della sindrome premestruale (irritabilità, cefalea, fluttuazioni dell’umore, gonfiore e dolore al seno). Per ridurre il consumo di sale non basta salare poco le vivande. Sulle etichette di molti cibi confezionati compaiono le parole sale o sodio. Il sale infatti non è solo usato per insaporire i cibi ma anche come conservante a basso costo. Cominciare allora a fare progressivamente a meno di patatine, crackers, salumi e insaccati vari, formaggi lavorati, piatti “pronti” confezionati, carni affumicate e inscatolate.

Omeopatia
Alcuni rimedi omeopatici, in virtù dell’azione generale e profonda che li contraddistingue, possono diventare un valido trattamento alternativo per i disturbi della menopausa.

• LACHESIS MUTUS: è il rimedio più utilizzato in menopausa. I sintomi evocati dal veleno del Lachesis Mutus, un serpente che vive nelle foreste dell’America tropicale, sono incredibilmente simili a quelli che accompagnano la venuta della menopausa: vampate di calore, palpitazioni, irregolarità mestruali, mal di testa con sensazione di pulsazione e di peso, cambiamenti dell’umore, insonnia con difficoltà ad addormentarsi. Le vampate di Lachesis sono accompagnate da una sensazione di freddo glaciale ai piedi, le palpitazioni da un fastidioso senso di angoscia o di costrizione al petto che obbliga a sbottonarsi la camicia. Il mal di testa è una cefalea posteriore o sovraorbitaria, a volte invece si manifesta come emicrania sinistra con dolori pulsanti. Lachesis non tollera assolutamente le costrizioni, non ama i luoghi chiusi e il contatto fisico e ha grande fastidio per tutti gli indumenti stretti (non mette abiti attillati e girocollo, non sopporta le cinture. Ansiosa e triste al mattino allegra e piena di vita la sera, gelosa e paurosa la donna Lachesis alterna momenti di mutismo e fasi di vorace loquacità.

• GRAPHITES: è utile nel trattamento dei disturbi della perimenopausa soprattutto nelle donne in forte sovrappeso, freddolose e pallide, con problemi di stitichezza e flatulenza. La loro pelle è in genere secca con macchie e vescicole che trasudano liquido. Sono donne spesso indecise, apatiche, tristi, melanconiche, a volte francamente depresse. Estremamente sensibili si commuovono facilmente, piangono ascoltando musica o assistendo a spettacoli emozionanti. Le donne Graphites provano una sensazione di prurito prima o durante il mestruo, che è ritardato, scarso per quantità e piuttosto breve.

• SEPIA: ricavato dall’inchiostro della seppia è un rimedio utile per alleviare i disturbi che accompagnano la menopausa soprattutto in donne magre, dai capelli e dagli occhi scuri, con problemi di fegato e frequenti disturbi all’apparato genitale e urinario. Le modificazioni dell’apparato genitourinario, che possono arrivare a una discesa dell’utero e della vescica (prolasso), sono un segno della caduta “in basso” dell’umore e dello slancio vitale. in effetti la donna Sepia prova una sensazione di pesantezza del bacino e ha l’impressione che tutto scenda verso il basso. Così il suo umore è legato a caratteri di tristezza, pessimismo e irascibilità che danno a Sepia una visione nera della vita. Inoltre la secchezza vaginale che segue la menopausa aggrava notevolmente lo stato di frigidità e di difficoltà di vivere serenamente il rapporto sessuale che spesso accompagna la donna Sepia. Tutto ciò porta ad accrescere la naturale tendenza all’isolamento di queste persone.

• THUYA: è uno dei grandi rimedi di fondo dell’omeopatia. Dotato di azione vasta e profonda, è particolarmente indicato per i disturbi della menopausa che interessano prevalentemente l’apparato genitale. I cicli mestruali sono irregolari, con mestruazioni anticipate e prolungate, oppure scarse e intermittenti. La donna che più si giova di Thuya ha caratteristiche tipiche: è freddolosa, con tendenza all’obesità, in cui il tessuto adiposo è concentrato prevalentemente nel tronco e nei fianchi, mentre le gambe sono sottili e vengono a volte percepite come fragili e delicatissime. La pelle del viso è grassa e oleosa e sul corpo sono spesso evidenti nei e piccole escrescenze cutanee benigne. La donna Thuya ha spesso subito terapie mediche con antibiotici, cortisonici o ha visto peggiorare alcuni suoi disturbi dopo vaccinazioni. Thuya ha idee ossessive quali la paura della morte o della malattia, l’impressione di non essere più capace di sostenere il proprio corpo e l’impressione di avere qualcosa di vivo nel ventre.

• IGNATIA: rimedio da considerare se prevalgono sintomi psichici caratterizzati da instabilità, brusche variazioni d’umore (passaggio dal riso al pianto dalla depressione alla gioia) o comportamenti paradossali (riso isterico dopo aver appreso una cattiva notizia, sentire meglio in mezzo al rumore). Altra caratteristica è la comparsa dei sintomi dopo un dispiacere.

Oligoterapia
I minerali, all’apparenza elementi di poca importanza, sono una risorsa importante della medicina naturale anche nel trattamento dei disturbi della menopausa.

MANGANESE - COBALTO: indicati nel trattamento di fondo dei disturbi più comuni della menopausa e possono essere validamente associati ad altre terapie naturali. Il Manganese regolarizza il ritmo del sonno, riduce gli sbalzi d’umore e allevia le eventuali eccessive e dolorose contrazioni uterine di un ciclo irregolare premenopausale. Il Cobalto agisce sui disturbi vasomotori, migliorando gli episodi di tachicardia e palpitazioni, ma soprattutto mitigando le vampate di calore.

RAME - ORO - ARGENTO: da utilizzare in tutti quei casi in cui alla menopausa si associano stanchezza, mancanza di vitalità e incapacità di adattamento ad una nuova condizione dell’organismo. Non bisogna dimenticare che spesso questi disturbi portano alla depressione e all’isolamento. Inoltre le proprietà antinfettive e le capacità di rinforzo proprie di Rame-Oro-Argento aiutano a prevenire gli episodi di infezioni genito-urinarie, frequenti in molte donne in età di menopausa.

ZINCO - RAME: complesso regolatore dello scompenso ipofiso-surreno-genitale; in particolare lo zinco è un regolatore dell’attività dell’ipofisi. Si utilizza nel trattamento dei disturbi ormonali, smussa i sintomi delle vampate in fase acuta. Se si presenta l’ansia meglio aggiungere anche il Magnesio.

Fitoterapia
I disturbi che comporta il climaterio, vasomotori, nervosi, ormonali e a carico dell’apparato genitale, possono essere affrontati con le erbe. Anzi, in alcuni casi si può agire anche a scopo preventivo. L’effetto maggiore è sul sistema neurovegetativo, di cui favoriscono l’equilibrio.

SALVIA: nota da secoli per le sue capacità di regolare il flusso mestruale, ha oggi trovato una solida conferma scientifica nel trattamento complementare dei disturbi della menopausa. La salvia infatti è molto ricca di fitosteroli, i cosiddetti “estrogeni naturali”. Questi, pur avendo un’attività ormonale nettamente inferiore a quella degli estrogeni prodotti dall’ovaio, se presi con buon anticipo e costanza prima della menopausa alleviano dolcemente i disagi della carenza di estrogeni.

MARRUBIO NERO: Contiene pro-ormoni capaci di ridurre le vampate di calore e manifesta proprietà sedative. Viene tradizionalmente indicata, grazie all’azione sedativa ed ansiolitica, nelle manifestazioni ansiose che accompagnano la menopausa.

CARDIACA: Stempera l’irritabilità rilassando il sistema nervoso, tonifica il cuore, tranquillizza e regola la pressione, vero toccasana contro spasmi e palpitazioni, tiene a freno lo stress. Viene utilizzata come sedativo cardiaco nelle turbe neurovegetative: repentini aumenti e cali di pressione, vampate di calore.

MIRTILLO ROSSO: agisce attenuando i sintomi della ridotta produzione ovarica di estrogeni e di progesterone che insorgono nella menopausa o quando vi sia stato un abuso di terapie ormonali di sintesi.

LAMPONE: utilizzato nei disturbi ormonali femminili e nelle turbe della menopausa, ha proprietà riequilibrante endocrina e spasmolitica a livello uterino.

MELISSA: esercita sul sistema nervoso un’azione rilassante e nel contempo tonica e rafforzante: calma la tensione nervosa e l’ansia, allevia i disturbi collegabili allo stress e agisce sulle somatizzazioni quali spasmi digestivi, palpitazioni, cefalea, vertigini, tendenza all’aumento della pressione arteriosa. Dona serenità, toglie l’inquietudine, calma l’irrequietezza, fa superare la malinconia e la noia, sintomi psichici spesso frequenti in menopausa.

PASSIFLORA: la sua azione terapeutica si manifesta soprattutto nei confronti delle vampate di calore, in più ha anche un’azione ansiolitica; riducendo l’ansia serale favorisce il sonno.

GINGKO: è un ottimo medicamento per la terza età. Utile nelle insufficienze circolatorie cerebrali, nelle arteriopatie degli arti inferiori, nelle vertigini, nei cali della memoria e nelle depressioni; problemi ricorrenti in questa fase della vita.

OLIVO: pianta solare, simbolo di pace, è un rimedio per l’ipertensione; abbassa la pressione per vasodilatazione periferica senza alcun effetto cardiodepressore. Particolarmente adatta per chi ha la minima alta e per chi soffre di ipertensione di origine ansiosa.

BIANCOSPINO: cardiotonico, ipotensore, sedativo del sistema nervoso, è il calmante del cuore per eccellenza. Abbassa la pressione arteriosa perché migliora la circolazione, riduce l’emotività, lo stato ipertensivo e migliora il sonno. Efficace nei disturbi da distonia neurovegetativa (angosce, ansie, vertigini, irritabilità, insonnia, palpitazioni, tachicardie, angina e spasmi vascolari). Utilizzato in menopausa per evitare caldane, tachicardia, angina, in associane con i fitoestrogeni che compensano il calo ormonale.

EQISETO: la sua attività è duplice, sia come diuretico che come rimineralizzante per l’alto contenuto in silice, minerale che entra nella costituzione dell’osso: secondo la legge della “trasmutazione biologica” il silicio della pianta viene trasformato in calcio. In menopausa viene impiegato nella prevenzione dell’osteoporosi.

Aromaterapia
Gli oli essenziali di salvia e melissa sono gli aromi migliori per affrontare i disturbi della menopausa. L’olio essenziale di melissa induce il sonno e regolarizza l’umore calmando l’eccitabilità nervosa. L’olio essenziale di salvia aiuta psicologicamente a rispondere con equilibrio alle variazioni ormonali della menopausa: è in grado di agire con un effetto riequilibrante generale, rilassando, ravvivando le energie e stabilizzando la mente. Porre 5 gocce di Salvia e 5 di Melissa in un apposito diffusore per le essenze nella stanza da letto prima di andare a dormire.

Floriterapia
La floriterapia si dimostra utile nell’alleviare alcune situazioni di disagio della sfera mentale legate alla menopausa. Va però considerata un trattamento complementare ad altre possibilità della medicina naturale quali omeopatia, fitoterapia, agopuntura e digitopressione.
MUSTARD: allevia la depressione che sembra non dipendere da alcun motivo apparente.
SCLERANTUS: assiste quando l’umore è nero; dà beneficio nei repentini e immotivati cambiamenti d’umore.
OLIVE: utile per ridare energia in caso di debolezza e astenia.
MIMULUS: contro la paura di invecchiare.
STAR OF BETHLEHEM: è di conforto per chi sente il “peso degli anni”; utile in ogni occasione di tristezza e malinconia vissute in relazione alla perdita della gioventù.

Attività fisica
Praticare con costanza attività fisica è una delle cose migliori che possono fare le donne per vivere meglio i cambiamenti, fisici e mentali, che accompagnano la menopausa. L’attività fisica esercita sull’osso intense sollecitazioni che ne aumentano la densità e la resistenza; le ossa dell’organismo femminile nei primi 4-5 anni dopo la menopausa perdono il 5% della loro densità. Aiuta a regolare i livelli di colesterolo e della glicemia, proteggendo dall’arteriosclerosi e dal diabete. Inoltre si può tenere a bada la pressione arteriosa e contenere il rischio di altre malattie cardiovascolari, rischio che aumenta dopo la menopausa. Le attività aerobiche lente e prolungate sono più indicate (bicicletta, camminate sostenute, corsa lenta), mentre lo yoga, il qi gong, il tai ji quan, la bioenergetica, il pilates, sono le discipline più efficaci.



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