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Salute
e infanzia
Farmaci per le febbre nei bambini? Usare
con cautela
Per
combattere la febbre nei bambini, che spesso causa
malessere nei piccoli e ansia nei genitori, l’uso
dei farmaci deve essere limitato alla dose minima
necessaria. Secondo una ricerca in letteratura
condotta da un gruppo di ricercatori di Bristol,
mancano infatti le prove che sostengano l’uso
di farmaci quali il paracetamolo e l’ibuprofene,
solitamente prescritti e impiegati per curare
la febbre nei bambini. I risultati, presentati
in un editoriale apparso di recente sul British
Medical Journal, mostrano una carenza di prove
sull’efficacia di questi due farmaci usati
da soli o in combinazione, rispetto a interventi
quali spugnature fredde, vestire il meno possibile
il bambino, abbassare la temperatura dell’ambiente.
“A fronte della diffusione di questi farmaci,
molte questioni sono ancora aperte: devono essere
assunti tutti e due in combinazione? In alternativa?
Quali bambini devono assumerli, a quale dose e
con che frequenza?”, si chiedono i ricercatori
di Bristol, che commentano: “le indicazioni
non sono coerenti tra loro e questo genera confusione
e frustrazione tra i genitori e negli stessi medici”.
Dalla ricerca in letteratura non è emerso
nessun dato risolutivo, anche riguardo alla sicurezza
e agli eventuali effetti avversi dei farmaci.
In particolare per quanto riguarda il paracetamolo
“pochi studi confrontano la sua efficacia
con un placebo o con altri metodi per abbassare
la febbre ed evitare le convulsioni febbrili”
conclude una revisione sistematica Cochrane sull’argomento
(Meremikwu 2002).
Sono necessari insomma nuovi studi, in cui vengano
usate le dosi appropriate dei farmaci in questione
e siano eseguite una misurazione continua della
temperatura del bambino e dei sintomi correlati
alla febbre. “Ricerche di questo tipo sono
in corso”, spiega Margaret Fletcher, una
degli autori dell’editoriale, “ma
fino a quando i risultati non saranno disponibili,
il ruolo dei farmaci antipiretici combinati rimane
incerto”.
I ricercatori al momento non sconsigliano il ricorso
a questi farmaci, soprattutto considerando l’ansia
dei genitori, che spesso può diventare
una vera fobia anche a causa delle possibili,
anche se non frequenti, convulsioni febbrili nei
figli, e il desiderio dei medici di intervenire
per risolvere la situazione. “Il trattamento
va però seguito per il più breve
tempo possibile, alle dosi minime necessarie,
specie se si usano i due farmaci in combinazione”,
commenta Fletcher, “usare due farmaci insieme
può infatti aumentare il rischio di assumerne
dosi non corrette, o per eccesso, col rischio
di effetti avversi, o per difetto, diminuendo
il possibile effetto su febbre e sintomi. Inoltre
può avere costi economici più alti
rispetto all’uso di un solo farmaco. Infine,
oltre a poter alimentare un ricorso indiscriminato
ai farmaci, c’è il rischio che aumenti,
invece che diminuire, la fobia dei genitori di
fronte alla comparsa di febbre nei figli”.
Febbre che è comunque una risposta fisiologica
a malattie infettive, che nella maggior parte
dei casi guariscono da sole.
Uno sguardo all’uso e al consumo dei due
farmaci in Italia
Il paracetamolo è il farmaco di scelta
per il trattamento della febbre e del dolore nei
bambini; l’ibuprofene è, tra i farmaci
antinfiammatori non steroidei, la possibile alternativa
(è l’antinfiammatorio per cui sono
disponibili i maggiori dati su efficacia e sicurezza
in pediatria).
In Inghilterra, ma anche in alcuni reparti italiani,
è diffuso l’uso in combinazione tra
loro o in alternanza: secondo alcuni, alternare
i due farmaci consente una scomparsa più
rapida della febbre; in realtà le prove
sono controverse.
È importante sottolineare che le perplessità
dell’editoriale del British Medical Journal
In Italia non sono disponibili dati sulle prescrizioni
pediatriche di paracetamolo e ibuprofene, essendo
farmaci non rimborsabili dal Servizio sanitario
nazionale e quindi non monitorabili attraverso
le banche dati di prescrizione.
Il paracetamolo, comunque, è in assoluto
il farmaco più prescritto in età
pediatrica. È ragionevole pensare che tutti
i bambini di età inferiore ai 6 anni abbiano
ricevuto almeno una prescrizione di questo farmaco.
Si può ipotizzare invece che l’ibuprofene
sia molto meno utilizzato, anche perché
l’immissione in commercio della formulazione
in sciroppo, appositamente studiata per i bambini),
è relativamente recente (2002).
I dati del “Rapporto nazionale dell’osservatorio
nazionale sull’impiego dei medicinali”
(OsMed, AIFA 2005) 2005 indicano un consumo di
paracetamolo pari a quasi una dose giornaliera
ogni 1.000 abitanti e una spesa di 33 milioni
di euro riguardano l’uso combinato (o alternato)
di paracetamolo e ibuprofene; da soli questi farmaci
possono essere impiegati come antipiretici (Hay
2006).
Dati sulle vendite in Europa di paracetamolo e
ibuprofene pediatrici nel 2004
- 186 milioni di euro per iburoprofene pediatrico
- 103 milioni di euro per paracetamolo pediatrico
(modificato da Hay 2006)
Per approfondire:
Presentazione di Partecipasalute della campagna
informativa “Lo sai mamma?”
http://www.partecipasalute.it/informati-bene/lo-sai-mamma-001.php
Bibliografia:
-Meremikwu M, Oyo-Ita. Paracetamol for treating
children fever in children. The Cochrane Database
of Systematic Reviews 2002, Issue 2.
-Ibuprofen and paracetamol in combination and
separately for fever in pre-school children presenting
to primary care: a randomised controlled trial
. Protocollo disponibile sul sito http://www.controlled-trials.com/isrctn/
, ISRCTN 26362730.
-AIFA. Rapporto nazionale dell’Osservatorio
nazionale sull’impiego dei medicinali (OsMed)
relativo all’uso dei farmaci in Italia nel
2005. E’ possibile scaricare il rapporto
dal sito dell’Agenzia italiana del farmaco
-Clavenna A et al. Una "Dear Doctor Letter"
per razionalizzare l’uso dei farmaci antinfiammatori
non steroidei (FANS) nei bambini? Giornale Italiano
Farmacia Clinica 2001; 15:36-38.
-Clavenna A et al. Febbre e dolore, paracetamolo
e ibuprofene. Medico e Bambino 2005; 4: 224.
Fonte: http://www.partecipasalute.it
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