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Shiatsu
Un’arte per la salute
di Giorgio Mortini (operatore
shiatsu professionista, naturopata)
22/01/08
Ogni giorno, attraverso la comunicazione diretta
con coloro che si rivolgono a me con fiducia,
ho l’occasione di arricchire la mia umanità
e la possibilità di sviluppare sempre più
la sensibilità verso i bisogni degli altri.
Durante il racconto spontaneo, cerco di calarmi
nei loro panni per meglio capire il loro stato
d’animo e dopo diversi anni di lavoro ho
capito che la cosa di cui più necessitano
è proprio un attento ascolto e questo è
uno dei doveri dell’operatore shiatsu. Al
di là della tecnica, lo shiatsu è
soprattutto contatto, ascolto, capacità
di accogliere e comprendere un altro essere umano,
di instaurare con lui una relazione profonda unica
e irripetibile.
Il termine shiatsu significa letteralmente “pressione
digitale” (shi
= dita, atsu = pressione). È
una forma particolare di manipolazione fisica
elaborata in Giappone da Tokujiro Namikoshi
nei primi decenni del secolo scorso, che trae
origine dal massaggio tradizionale giapponese
anma, ed è caratterizzata
da pressioni su punti del corpo, detti tsubo,
e integrata con tecniche di terapia manuale di
derivazione occidentale.
Da oltre cinquanta anni il Ministero della Sanità
giapponese ha riconosciuto tale metodo come terapia
autonoma e diversa dalle altre tecniche di massaggio
esistenti. Un’altra grande figura nel mondo
dello shiatsu fu Shizuto Masunaga,
allievo di Namikoshi, il quale notò che
la maggior parte degli tsubo coincidevano con
punti dei meridiani di agopuntura e così
elaborò una pratica shiatsu basata sul
trattamento sistematico dei canali energetici.
In Italia si diffonde negli anni Settanta e diventa
subito molto popolare per i notevoli effetti benefici
sulla salute.
Dagli studi effettuati su questa metodica si è
visto che la pressione effettuata su determinati
punti del corpo svolge un’azione stimolante
e di riequilibrio delle funzioni a livello: circolatorio
(sangue e linfa), tissutale (pelle, tessuto connettivo,
muscoli), osteo-articolare, nervoso (stimolazione
periferica con facilitazione rilascio endorfine
riequilibrio tra simpatico e parasimpatico). Inoltre
può stimolare il normale funzionamento
degli organi interni e regolare l’attività
delle ghiandole endocrine, contribuisce all’equilibrio
emotivo, porta ad una maggior consapevolezza corporea
ed influisce in modo estremamente positivo su
tutta la sfera dello psichismo.
Lo shiatsu è una disciplina bio-naturale
che si avvicina al malessere e al disagio con
modalità diverse rispetto alla medicina
ufficiale, adottando un’ottica olistica
in cui corpo, mente, emozioni e contesto ambientale
costituiscono elementi strettamente interdipendenti.
Tale approccio globale alla salute fa sì
che ogni individuo venga visto nella sua totalità,
a prescindere da singoli disturbi, e unicità,
sulla base delle specifiche caratteristiche costituzionali
e di stile di vita. Il fulcro dello shiatsu è
la salutogenesi e non la patogenesi:
l’operatore shiatsu non è quindi
né un sostituto del medico, né un
terapeuta alternativo, non fa diagnosi di patologia,
non cura le malattie e non prescrive farmaci,
compiti di esclusiva pertinenza medica, né
interferisce sulle prescrizioni del medico. La
medicina è un grande dono, una possibilità
data all’essere umano di guarire e vivere
ed il medico ufficiale è una figura molto
importante e spesso indispensabile e sarebbe sbagliato
contrapporsi ai metodi di diagnosi e alle cure
che vengono proposte e che in molti casi sono
necessari e si rivelano efficaci.
L’operatore shiatsu è un “operatore
del benessere”, lavora integrandosi
all’opera della medicina, occupandosi di
prevenzione e salute: l'aspetto sostanziale del
suo operato è il riequilibrio energetico.
Si prefigge pertanto il compito di riequilibrare
il sistema psico-fisico-emozionale e stimolare
in maniera dolce e non invasiva le capacità
di autodifesa e autoguarigione innate e insite
in ognuno di noi. Valuta le risorse vitali della
persona e opera per incrementarle in caso di squilibri
e disfunzioni, favorisce la correzione di specifici
fattori di debolezza, aiuta il soggetto ad affrontare
meglio i diversi stress a cui è sottoposto
e a trovare gli strumenti per liberarsi del disagio
psicofisico prima che questo sfoci in malattia;
in definitiva promuove una migliore qualità
della vita.
Molti si porranno una domanda. A che cosa serve
lo Shiatsu? In generale personalmente posso rispondere
che tutti possiedono una naturale capacità
di autoguarigione, che spesso viene riconosciuta
solo ad animali e bambini. Lo Shiatsu, lavorando
sul ripristino e sul mantenimento dell’equilibrio
energetico del corpo, attivando questa capacità
innata in tutti noi (riequilibrio corpo-mente-spirito),
interviene favorevolmente nell’alleviare
le conseguenze di traumi di varia natura, nelle
sindromi ansiose-depressive, nelle somatizzazioni
ansiose (gastriti, coliti, stipsi, sudorazioni
esagerate, etc.), nell’insonnia, nelle situazioni
di stress o superlavoro, tachicardie, disturbi
del ciclo mestruale, nelle emicranie e cefalee,
nevralgie, sinusiti, in numerose patologie dell’apparato
muscolo scheletrico (contratture muscolari, fibromialgie,
sindromi fasciali, dolori reumatici, artrosi,
lombalgie, sciatalgie, discopatie, periartriti
ecc), e comunque in tutti gli stati di squilibrio
del nostro essere inteso nella sua unità
di corpo mente e spirito.
“Lo Shiatsu sollecita la capacità
di rigenerazione e autoriparazione che solo l’organismo
umano possiede e che nessun altro meccanismo può
eguagliare. Il cuore dello shiatsu è come
il puro affetto materno, la pressione delle mani
fa scorrere le sorgenti della vita”.
Tokujiro Namikoshi
Lo shiatsu quindi non viene adoperato in chiave
terapeutica, ovvero per curare malattie, vero
e proprio atto medico, bensì con finalità
di riequilibrio energetico-fisiologico della persona
e di ripristino della funzionalità del
sistema corpo-mente. In sostanza consente di conservare
e migliorare lo stato di salute e di contribuire
alla cura di alcuni disturbi psico-fisici, stimolando
l’organismo a servirsi dei propri poteri
di recupero naturali, assecondando la capacità
di autoregolazione spontanea dell’organismo
(vis medicatrix naturae), rimuovendo gli ostacoli
che vi si frappongono. Un valido aiuto per la
medicina ufficiale, in quanto stimola l’organismo
a recuperare le proprie forze in armonia con la
natura limitando l’uso dei farmaci.
I medici potranno quindi trovare nell’operatore
shiatsu un valido collaboratore e non un rivale
o inutile figura, e le persone un punto di riferimento
per mantenere o recuperare il proprio benessere
psicofisico e prendersi cura di sé. Egli
però deve svolgere la sua professione in
maniera consapevole, cioè non superando
le proprie competenze, improvvisandosi come un
guaritore e offendendo così la fiducia
e la sensibilità di chi disperato ed impaurito
dalla malattia si trova ad un bivio ed è
pronto a sperimentare ogni terapia. Se ogni operatore
lavorasse coscientemente non ci sarebbero critiche
da parte dei medici. La salute di ogni persona
è una cosa seria ed è diritto di
ogni essere umano ricevere la più attenta
cura ed attenzione e soprattutto con il dovuto
amore.
Le discipline bio-naturali non sono una moda sull’onda
della new age, come spesso vengono definite, ma
una tradizione diffusa che dura da secoli, che
aiutano a prevenire e a ristabilire lo stato di
salute e quando necessario, con l’aiuto
della medicina ufficiale, a curare. Lo shiatsu
ha radici antiche ma è al tempo stesso
una pratica moderna: la sua efficacia in campo
sanitario, oltre ad essere giustificata dalla
sempre crescente richiesta da parte della gente,
è dimostrata da ricerche e studi e sempre
più medici, avendone compreso la validità,
la consigliano ai loro pazienti.
Il ricorso allo Shiatsu è un fenomeno in
continua crescita in Italia ma, nonostante il
paese reale abbia ormai detto sì alle discipline
bio-naturali, questo settore non è ancora
regolamentato per legge a causa dell’ostracismo
di alcune fazioni del nostro paese, attente più
a interessi particolari che collettivi, le quali
ne hanno finora ostacolato la regolamentazione.
In questi ultimi anni c’è stata una
corsa, da parte di molte regioni, all’approvazione
di leggi riguardanti le discipline bio-naturali
ma, con la “devolution” e il “decreto
La Loggia” approvato in parlamento, le regioni
non potranno più creare figure professionali
né emanare leggi; quindi il compito di
legiferare sulle nuove professioni oggi spetta
definitivamente allo Stato. Sarebbe ora, però,
che lo Stato elaborasse un testo di legge con
il quale le figure professionali che si occupano
di queste discipline vengano situate all’interno
delle competenze socio sanitarie, con una formazione
seria e rigorosa ed un curriculum quale quello
delle altre professioni, in quanto ogni professionista,
degno di essere definito tale, deve dimostrare
professionalità e competenza.
Gli operatori shiatsu italiani vogliono lavorare
in piena regola e in serenità. Chiedono
che lo shiatsu sia normato, e che lo sia senza
che la loro professionalità venga snaturata;
chiedono una legge nazionale adeguata che porti
anche chiarezza agli utenti e metta alla porta
tutti quelli che si improvvisano senza avere un’adeguata
formazione, i troppi “maghi” e “guaritori”
che negli ultimi tempi troppo spesso sono saliti
alla ribalta delle cronache. Gli operatori shiatsu
sono i primi a voler sgombrare il campo dagli
equivoci e a prendere le distanze da tutti coloro
che vorrebbero sostituirsi ai medici, promettendo
risultati miracolosi anche per patologie assai
severe. In fondo chiedono solo ciò che
spetta di diritto a loro e ai loro utenti.
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