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Ricerca
psichica e sensitività
Incontro con Umberto Di
Grazia
a cura di Paola Mastrorilli
Credo siano davvero in pochi –
per lo meno tra gli appassionati del settore –
a non conoscere Umberto Di Grazia, noto ricercatore
psichico e sensitivo, salito alla ribalta grazie
alle sue straordinarie doti, quelle che la maggior
parte della gente e degli studiosi definisce “paranormali”.
Umberto nasce il 5 settembre del 1941 a Viterbo
per poi trasferirsi a Roma e, fin da piccolo,
mostra peculiarità psichiche che lo differenziano
dalla “gente comune”: sembra in grado
di sentire, e di vedere, ciò che altri
esseri umani non sentono e non vedono. Le sue
capacità percettive si rivelano, nel tempo,
straordinarie, e Umberto inizia a essere invitato
a trasmissioni televisive (si veda, per esempio,
il Maurizio Costanzo Show), come prova tangibile
del fatto che le famose facoltà ESP (percezioni
extrasensoriali) esistono realmente.
La partecipazione a talk show e programmi televisivi
rappresenta, però, soltanto una delle innumerevoli
e importanti cose che il sensitivo ha portato
avanti durante la sua vita. Umberto si è
infatti prestato a sperimentazioni scientifiche
volte a spiegare fenomeni apparentemente inspiegabili
e a diffondere se non una nuova forma di conoscenza,
quantomeno l’invito alla scienza a guardare
con occhio diverso tutto ciò che rientra
nel campo della così detta “parapsicologia”
e a indagarvi con obiettività e impegno.
Da questo appello, la cui eco si è diffusa
negli anni grazie alla cassa di risonanza dei
nuovi mezzi di comunicazione, sono nate molteplici
collaborazioni tra Umberto Di Grazia e la scienza
ufficiale: Stephan Schwartz, membro della Royal
Geographical Society e fondatore del “Mobius
Group”, ha voluto studiare il “caso
Di Grazia” e, assieme, hanno portato avanti
numerose indagini; Francesco Bruno, noto criminologo
spesso interpellato dalle emittenti televisive
durante i tristi misfatti di cronaca, collabora
con Umberto da parecchio tempo; il professor Mario
Bruschi del Dipartimento di Fisica all'Università
La Sapienza ha eseguito, con l’ausilio delle
facoltà di Umberto, numerosi esperimenti
basati su rigorosi protocolli scientifici e conseguendo
risultati eccezionali. Ma la vita di Umberto vanta
altri numerosissimi incontri con personaggi illustri
del settore tecnico-scientifico. Chi volesse invece
conoscere alcuni dei risultati ottenuti da Umberto
grazie alle sue doti, può visitare il seguente
link: www.coscienza.org/UmbertoDi%20Grazia3.htm
PAOLA:- Carissimo Umberto, innanzi tutto grazie
per voler condividere con noi le tue esperienze
di vita e la tua conoscenza, avallata da prove
concrete, del settore che tutti ancor oggi si
ostinano a definire “paranormale”.
Questo termine, coniato agli inizi del ‘900
da Charles Richet, identificherebbe – stando
alla preposizione greca para che lo regge–
quel complesso di fenomeni che va “oltre
il normale” e che, al momento, sembrerebbe
trasgredire le leggi scientifiche finora accertate.
In particolare, la “paranormalità”
trascenderebbe le nozioni secondo cui la realtà
è conoscibile solo attraverso i sensi fisici
e quella secondo cui è possibile influire
sulla materia solo attraverso una forza fisica
(e non psichica). Eppure, fenomeni relegati come
“paranormali” sono reali, concreti,
tangibili e visibili. A chiunque sarà capitato,
più o meno frequentemente, di sperimentare
episodi di telepatia e/o di preveggenza e/o di
empatia. Fino a qualche tempo fa la scienza li
attribuiva al caso (l’identificazione attraverso
questo termine non fuga, però, la concretezza
di tali fenomeni). Oggi le cose iniziano a cambiare,
anche grazie ai nuovi approcci della Fisica Quantistica.
Tu sei fondatore e presidente dell’I.R.C.
(Istituto di Ricerca della Coscienza) il quale,
tra le altre cose, si occupa delle recenti scoperte
in questo campo. Ti va di parlarci un po’
di questa tua iniziativa?
UMBERTO:- Il tutto nasce negli anni ‘80
e dal mio impegno nel cercare di dare informazione
e confrontarla con ciò che veniva fatto
nel mondo, seppur in modo distorto, sia nel settore
della ricerca allora denominata Parapsicologica,
sia in quello dei “fenomeni di confine”,
studiati e descritti sin dai tempi più
antichi della nostra civiltà. Avevo capito
che le persone che sperimentano “fenomeni
inconsueti o paranormali”, non sono necessariamente
dei mitomani o dei folli – come ancora oggi
si crede a causa della politica distruttrice dell’informazione.
Ho messo molto impegno in tutto ciò, anche
perché avevo osservato che le persone sensibili
possono scoprire di avere “altre potenzialità
della mente” e, nello stesso tempo, se non
ben seguite, rischiano di chiudersi in se stesse
o di diventare esaltate.
Lo sapevo perché ho sperimentato questo
sulla mia stessa pelle. Da sempre, infatti, riesco
a vedere circostanze verificatesi nel passato
(retrocognizioni), anticipo eventi del futuro
(precognizioni) e vivo fenomeni di “dilatazione
della Coscienza” (O.O.B.E.). Tutto ciò
si è stabilizzato in me nel 1963, dopo
tre anni di eventi terrificanti. Non è
stato facile trovare “veri” esperti
del settore e, alla fine, ho deciso di mettermi
in viaggio con l’intento di cercarli. Sono
passati molti anni, e ho fatto due volte il giro
del mondo per trovare università, medici,
maestri e altro… e ancora non mi sono fermato.
Ho una formazione scientifica (studi in meteorologia,
fisica, psicologia, storia del mondo e filosofia,
antropologia) e, negli anni 80, ho creato una
associazione formata sia da scienziati sia da
persone comuni, unitisi per studiare, prepararsi
e divulgare le loro scoperte. In realtà,
nel 1974 avevo già fatto parte di un gruppo
molto interessante (Dimensione Uomo) che, però,
come capita spesso, si era sciolto dopo pochi
anni. Ora ho compagni e compagne di viaggio pronti
a opporsi al riduzionismo voluto da alcuni al
fine di renderci dipendenti da qualcosa che viene
dall’esterno. Se, invece, assecondi le potenzialità
benefiche (psichiche o paranormali che siano)
insite in tutti noi e riesci a conviverci, puoi
accedere a una Coscienza elevata che ti permette
di incidere notevolmente su te stesso e sulla
società, producendo un cambiamento in meglio.
Tutto questo viene divulgato a viva voce fin dal
1960 (vedi Harman della Stanford e molti altri),
ma purtroppo, nel mondo, continua a predominare
un bieco sistema materialista. Non a caso, lo
psichiatra R.D. Laing affermava che: “Il
programma di Galileo ci offre un mondo morto.
Vista, udito, gusto, tatto, odorato perdono ogni
attendibilità e insieme con loro vengono
meno allora la sensibilità estetica ed
etica, i valori, la qualità, l’anima,
la coscienza, lo spirito. Negli ultimi quattrocento
anni non è accaduto nulla che abbia cambiato
il nostro mondo più dell’audace programma
di Galileo. Dovevamo distruggere il mondo in teoria
prima di poterlo distruggere nella pratica”.
Per tornare alla domanda che concerne la nascita
dell’IRC e gli obbiettivi che essa si pone,
dobbiamo fare un salto indietro, ad alcuni episodi
verificatisi nel 1995. Nell’estate di quell’anno
una Commissione del Congresso Usa affidò
uno studio a esperti esterni, per verificare che
i soldi impiegati negli ultimi venti anni dal
governo statunitense nel finanziamento di ricerche
sul “paranormale” fossero stati spesi
bene. Gi esperti incaricati, Jessica Utts della
Division of Statistic University of California
e lo psicologo Ray Hyman, noto per il suo scetticismo,
eseguirono la loro indagine sulla “Remote
Viewing” (Visione a Distanza) e concordarono
che: “L’evidenza statistica a favore
della RV (Remote Viewing) è schiacciante”.
Mentre, però, Hyman insisteva nell’affermare
che doveva esserci una spiegazione logica, non
sapendo però quale, la Utts, nella sua
relazione al governo USA dichiarava: “Usando
i criteri di giudizio standard, l’esistenza
dei ‘poteri psichici’ è assolutamente
provata. I risultati sono riproducibili attraverso
esperimenti ben congegnati”. La Utts, poi,
concludeva: “Si raccomanda al governo USA
di non sprecare ulteriori risorse in esperimenti
volti a provare l’esistenza di tali fenomeni,
perché questa è già stata
ampiamente provata. Si consiglia invece di finanziare
studi per cercare di capire come tali capacità
psichiche funzionano e come possono essere potenziate”.
Questo è esattamente quello che ho fatto
io in tutti questi anni, creando metodi empirici
(come quello della “biostimolazione”)
e associazioni tra persone che, come me, hanno
vissuto fenomeni psichici (ho conosciuto circa
3.000 persone consapevoli delle loro facoltà)
e ho scoperto, operando sul campo, che queste
“doti” non sono in noi a caso, ma
hanno un ruolo importante nel sociale. Questi
“sensi Altri”, che vivono in noi in
dimensioni più profonde di quella della
logica comune e che sono liberi dalle misure del
tempo e dello spazio finora conosciute, sono i
“sensi della Coscienza”, quel qualcosa
che può aiutarci a creare un futuro migliore.
PAOLA:- Oggi, quindi, ciò che era definito
“paranormale” in accezione negativa
e finiva con l’identificare l’inspiegabile,
inizia a cambiare fisionomia. Ciò che si
credeva non si potesse spiegare inizia a essere
spiegato. O, quanto meno, l’intento di certe
sperimentazioni è proprio questo. Nell’ambito
delle tue esperienze e del lavoro che porti avanti
con impegno da tanti anni, ormai, hai condotto
degli esperimenti sul Multidimensionalismo. Cosa
intendi precisamente con questo termine e quali
sono i risultati ai quali tu e il tuo gruppo di
ricerca siete pervenuti?
UMBERTO:- Oggi si parla sempre di più del
pensiero che influisce sulla materia, della “intelligenza
non locale” che ci collega verso un Tutto,
di come programmare i sogni per avere, nello stato
di veglia, risposte a domande di difficile soluzione,
e la ricerca ci spinge con forza verso il rispetto
delle forme di vita tutte. Si viene creando, così,
un ponte verso un linguaggio superiore che non
risente né del dualismo né di separazioni
concettuali spesso criminali, e si scopre sempre
di più che viviamo in “un presente
continuo”. Col termine “Multidimensionalismo”
intendo sottolineare che le nostre energie, conosciute
ma non ancora definite, convivono in un presente
continuo (come sostenuto da scienziati di tutto
il mondo, primo fra tutti Albert Einstein), che
lo spazio-tempo è un continuo e che è
impossibile tracciare un confine tra il presente
e il passato e, forse, anche tra il presente e
futuro. In termini biologici, poi, la “quarta
dimensione” rappresenta la continuità.
Inoltre, si parla del tempo come forma di energia
e Charles Muses, uno dei più illustri fisici
teorici degli Stati Uniti, afferma che il tempo,
oltre ad avere una sua forma di energia, può
essere definito come la struttura casuale che
è alla base di ogni liberazione di energia
e che la stessa si rivela oscillante. Forse questo
concetto è un po’ ostico ma, detto
in parole semplici e riferito al Multidimensionalismo,
in noi e intorno a noi coesistono forme all’infinito.
Dopo 4 anni di studi e di ricerche, abbiamo scoperto
che alcune di queste hanno a che fare con i nostri
ricordi, le nostre paure, i fatti storici, le
emozioni, gli eventi staccati dal nostro presente
e molto altro. Inoltre, con particolari tecniche
di rilassamento, e operando in un luogo acconcio
con l’utilizzo di mezzi tecnologici (come
videocamere e macchine fotografiche) che ci permettano
di operare con le bande dell’infrarosso
e dell’ultravioletto, si registrano facilmente
elementi “visibili” da studiare attentamente
e che sembrano confermare i concetti sopra espressi.
Le conseguenze sul sociale sono moltissime. Per
esempio, alcune foto hanno evidenziato singolari
addensamenti di energia in prossimità di
persone malate, che si localizzavano vicino alla
zona colpita dalla malattia. Lo stesso si è
verificato in luoghi in cui, in passato, si sono
combattute atroci battaglie o si sono verificati
episodi di forte impatto emozionale. Un nostro
amico, Pino, dopo tre mesi di coma durante i quali
aveva vissuto una forma di “sogni lucidi”
ambientati in Francia a cavallo tra la prima e
la seconda crociata, e poi sottoposto agli esperimenti
da me sopra descritti a un mese di distanza dalla
sua uscita dall’ospedale, ha proiettato
intorno a sé forme di guerrieri celti e
medioevali, donne con bambini, una Madonna, il
segno indiano dell’OM e altre figure legate
ai suoi interessi.
La domanda, che ancora non ha una risposta certa,
è: “Da dove vengono realmente queste
cose? Sono immagini a sé stanti, indipendenti,
o le forma la mente?”. Tutto sembra essere
legato ai ricordi delle persone, alle loro paure,
alle ricerche in archeologia e in criminologia.
Per la persona che è oggetto di questi
esperimenti, vedere queste manifestazioni è
utile a rafforzare le difese psico-fisiche e ad
aprire la mente a un concetto di “vita che
va oltre il normale vedere e sentire”. La
ricerca deve andare avanti, con l’aiuto
di scienziati. Quello che questo genere di esperimenti
ha confermato è che viviamo in un sistema
d’informazioni più complesso di quanto
immaginiamo e che noi esseri viventi siamo migliori
di ciò che ci hanno voluto far credere
fino ad oggi.
PAOLA:- Leggendo gli articoli presenti sul tuo
sito ufficiale (www.coscienza.org) e seguendo
le vicissitudini che accompagnano gli esperimenti
da te condotti, sembra di sentire riecheggiare
le parole di antichi testi di saggezza esoterica
(si pensi alla Tavola di Smeraldo) e di filosofie
religiose: nell’essere umano anima e corpo
sono uniti imprescindibilmente. Questo significa
che un danno a carico dell’anima si ripercuoterebbe
sul corpo e la malattia potrebbe essere considerata
come manifestazione di questa ferita più
profonda? Com’è possibile che questo
avvenga?
UMBERTO:- La ricerca scientifica sta cominciando
a unirsi alle tradizioni religiose ed esoteriche
(intendendo per esoterico tutto ciò che
è conosciuto da pochi, e non ciò
che comunemente viene associato a maghetti e occulto:
sia ben chiaro). Siamo il frutto di un’unione
di energie ma, quando nasciamo, il sistema dualistico
su cui si fonda il nostro mondo ci porta a scelte
che, naturalmente, ci pongono in conflitto. Dobbiamo
comprendere che siamo un Tutto, che i concetti
di “bene o male”, “luce e ombra”,
“buono o cattivo” valgono solo per
il mondo del visibile e che, certamente, nel mondo
delle percezioni le cose stanno diversamente.
C’è qualcosa che va al di là
delle separazioni dualistiche e che è complesso
da descrivere… si rischia di essere fraintesi,
quando si affronta questo tipo di discorso; ma
bisogna viverle, certe realtà, per comprenderle.
È giusto partire da una forma di dualismo,
poi però bisogna andare oltre. La parte
visibile della realtà e quella non visibile
(l’anima e il corpo, per definizione semplificata)
non sono scindibili. È impossibile porre
un confine tra queste due dimensioni, perché
sono parte di un’unica energia che, semplicemente,
varia di frequenza. La malattia, in genere, è
uno dei segnali d’allarme di un attrito
interno (che va oltre il semplice dire e che può
avere delle connessioni con fatti lontani da noi).
Se fossi una persona che ha potere nelle scelte
della sanità, creerei gruppi d’indagine
incaricati di analizzare l’ambiente e l’abitazione
di persone malate, portando avanti un’indagine
volta a verificare diversi aspetti, come la contaminazione
chimica, acustica ed elettromagnetica del luogo.
Questo per sottolineare che non bisogna porre
limiti alla ricerca e che dobbiamo sapere che
siamo programmati per la vita e per portare la
Coscienza sempre più avanti, unendo ciò
che è separato.
PAOLA:- Questo confermerebbe anche l’ipotesi
(e credenza esoterica) secondo cui tutti gli esseri
umani sono legati tra loro da un “filo”
sottilissimo e che i mali al singolo individuo
si ripercuotono con effetto domino sull’intera
umanità?
UMBERTO:- Certamente e, credimi, ne vedo sempre
più conferme, in me e intorno a me. Sono
scoperte per cui vale la pena di vivere anche
in un mondo, apparentemente, folle e masochista.
PAOLA:- Nell’interessantissimo articolo
“Professione spia psichica” leggiamo
degli ormai noti esperimenti portati avanti, durante
la Guerra Fredda, sia da parte americana che sovietica
nell’ambito della telepatia. Apprendiamo,
così, che in territorio americano la CIA,
la NASA e altre organizzazioni diedero vita, assieme
al Governo, al programma Star Gate, volto a esplorare
l’universo dei fenomeni extrasensoriali
e finalizzato alla difesa contro gli esperimenti
che, contemporaneamente e nello stesso campo,
venivano portati avanti dai Sovietici. Si dice
che l’URSS investisse addirittura dai 60
ai 300.000.000 di rubli annui per ingaggiare medium,
sensitivi e psichici dotati di facoltà
telepatiche e psicocinetiche e arruolarli nel
controspionaggio e nella tutela della sicurezza
nazionale. Nonostante questo – cosa già
di per sé eclatante – e nonostante
approfondite ricerche in ambito scientifico (che,
quantomeno, farebbero sorgere il dubbio al più
inamovibile degli scettici), c’è
un’ampia fetta di gente che continua a considerare
il fenomeno della telepatia un’idea bislacca
di qualche poveretto malato di protagonismo. Perché?
È forse la paura che spinge l’uomo
ancora oggi a non superare certi limiti?
UMBERTO:- In un mio lavoro condotto nel 2000 per
“la Critica Sociologica” del prof.
Ferrarotti, concludevo dicendo che, oggi:
1. Se non ti ammali sei pericoloso.
2. Se non compri più di ciò che
ti serve sei perdente.
3. Se hai delle tue idee sei rivoluzionario.
4. Se hai sensazioni paranormali sei pazzo.
Questo è, in sintesi, il punto. Si ha paura
di tutto ciò che aiuta a non dipendere
da un bene secondario di consumo. Dire che la
telepatia (trasmissione di emozioni, e non parole,
come generalmente si crede) non esiste è
ridicolo, se non criminale, dopo le migliaia di
esperimenti fatti con strumenti di misurazione
come l’E.E.G., le inchieste su etnie australiane
del National Geographic e gli esperimenti che
alcuni sensitivi hanno fatto attraverso “la
Visione a distanza”. Tutto ciò ha
confermato l’esistenza della telepatia e
ha salvato molte vite umane. Direi che è
offensivo nei confronti dell’intelligenza
umana anche il solo negare l’esistenza della
telepatia. Basta ricordare che Freud credeva,
dato non divulgato dai cervelloni della comunicazione,
che la telepatia avviene più facilmente
in condizioni psicoanalitiche, in cui l’inconscio
viene esposto a un esame minuzioso. Il suo saggio
su Psicoanalisi e Telepatia non fu pubblicato
fin dopo la sua morte, ma egli scrisse: “Se
dovessi vivere di nuovo la mia vita, mi dedicherei
alle ricerche psichiche piuttosto che alla psicoanalisi
(se ricordo bene, Steiger, B ESP, Your Sixth Sense,
New York: Award Books, 1966)”.
PAOLA:- Passando per un attimo dalla scienza alla
filosofia (che, se ricercate nella loro origine
etimologica, convergono paradossalmente nello
stesso punto), per te, Umberto, cosa è
reale? In molti definiscono reale ciò che
è visibile. Ma ci sono “cose”
che, pur non essendo visibili, sono reali. Si
veda il pensiero. I cinque sensi costituiscono
le uniche strade alla conoscenza?
UMBERTO:- Reale è tutto ciò che
vive. I nostri sensi, per come li usiamo e limitati
dalle varie manipolazioni, non sono molto attendibili.
Ma, ripeto, bisogna prendere atto che ciò
che percepiamo è il frutto del livello
individuale della propria Coscienza e dal punto
di vista dal quale osserviamo le cose. I cinque
sensi, e non sono solo 5 ma almeno 44, rappresentano
solo un punto di partenza. Non ci dimentichiamo
che la realtà è il frutto dell’elaborazione
della mente; in questo la fisica quantistica e
le tradizioni antiche, quella tibetana per prima,
fanno scuola.
PAOLA:- Se posso permettermi di scendere nel personale,
Umberto, come e quando ti sei accorto di avere
delle doti extrasensoriali?
UMBERTO:- Intorno ai cinque anni mi accorsi che
ricordavo il momento del parto (sono nato per
una caduta di mia madre a 7 mesi), ma anche luoghi
e persone del mio primo anno di vita; questo grazie
ai sogni lucidi che facevo. A 20 anni sono tornato
con i miei genitori, che avevano rimosso molti
di questi elementi, e due amici psichiatri, negli
ambienti della mia infanzia. Con loro meraviglia,
verificarono che ciò che vedevo nei miei
sogni corrispondeva al vero e che l’unico
errore era dato dalle dimensioni dei luoghi. Poi
convennero che questo era semplicemente dovuto
al fatto che il mio corpo, essendo all’epoca
più piccolo, aveva un rapporto diverso
con le misure. In seguito ho fatto sogni retrocognitivi
e precognitivi, spesso confermati da successive
ricerche. Questo è stato il mio inizio!
PAOLA:- Queste doti sembrerebbero appartenere
a tutti gli esseri viventi, in alcuni in forma
latente e in altri in forma manifesta. Questo
significa forse che c’è un modo per
fare emergere queste qualità intrinsecamente
umane?
UMBERTO:- Sicuramente sono patrimonio di tutti,
ma se cerchi di esercitare questo “potere”
sugli altri o lo utilizzi per rafforzare il tuo
ego, lo stesso ti darà, man mano, informazioni
sbagliate e sempre più confuse. Come sosteneva
Patanjali, padre dello yoga pranayama e saggio
vissuto molti secoli fa: quando viaggi nella conoscenza
del sé, prima o poi, incontri le siddhi
(poteri paranormali) che devi saper osservare
e superare per cercare ciò che le unisce,
altrimenti ti bloccherai in uno stato delirante
di visione di te stesso e del vivere.
PAOLA:- Ci sono dei rischi nel tentare di esercitare
queste doti o l’unico risultato che l’uomo
può ottenere è un grande beneficio
a livello psico-fisico?
UMBERTO:- Devi avere una forte motivazione sociale
e non essere attratto dal potere e dal denaro.
Infatti quello che si è scoperto è
che, se non hai questo punto di partenza ben saldo,
non potrai più accedere né a questi
livelli della mente né alla Coscienza che
vive oltre i limiti di tempo e spazio.
PAOLA:- In più di un’intervista ti
sei lamentato di come, pur amando molto il tuo
paese, spesso non sei stato ripagato con lo stesso
rispetto da certi tuoi connazionali. Parlo ovviamente
di chi ha deriso e deride non solo te, ma tutti
coloro che si immergono in questa dimensione e
si fanno testimonianza vivente di fenomeni extrasensoriali.
Contemporaneamente, l’argomento è
in grado di suscitare le più esacerbate
discussioni e di attirare un’attenzione
massima, perfino da parte di chi afferma di “non
credere a certe cose”. Forse bisognerebbe
distinguere tra i malandrini acciuffa-soldi che
approfittano della povera gente per vendere fumo
e ciarlatanerie, e coloro che si applicano in
modo serio e disinteressato alla conoscenza di
ciò che sembra sfuggire alla ratio. Nonostante
gli scherni, si scoprono sempre più persone
interessate a tali tematiche. Secondo te come
si motiva questa apparente incoerenza di fatti?
UMBERTO:- Per anni ho lottato per far conoscere
questa realtà e i benefici delle nostre
potenzialità. Ora mi limito a dire che,
se uno vuole, può ottenere le informazioni
giuste; per fortuna esistono testi importanti
che ne parlano. I malandrini, presenti in tutti
i settori, non ci devono interessare anche perché,
come ti ho detto, i soldi non costituiscono un
elemento rispetto al quale richiedere informazioni
alla nostra Coscienza la cui funzione va ben oltre
i limiti della logica comune e materialistica.
PAOLA:- Credo andrebbe anche fatta una distinzione
tra “paranormale”, esoterismo, magia
e astrologia. La gente spesso ignora che i confini
tra questi settori sono tutt’altro che sottili…
UMBERTO:- Esoterico è quello che, come
ho già detto, è conosciuto da pochi:
per cui esiste una fisica esoterica, una religione
esoterica, un amico esoterico, un sé esoterico.
Questo non ha nulla a che vedere con l’occulto
e tutto il resto. La magia è, invece, una
cosa molto seria. Ne sanno qualcosa gli antropologi.
Tra tutti, leggi qualcosa di Elide Mircea. In
Occidente, però, è difficile trovare
dei veri operatori di questo settore. Insomma,
per tornare alla tua domanda, sicuramente si fa
confusione in questo campo. La confusione, però,
appartiene solo alle persone che ignorano quello
di cui parlano e, quasi sempre, si tratta di presentatori
o giornalisti della TV.
PAOLA:- Chi muove accuse contro gli studiosi di
“paranormale” afferma che questi non
sono in grado di replicare lo stesso fenomeno,
nella stesse identiche condizioni, per più
volte di seguito. Questo, secondo loro, basta
per dire che il tal fenomeno non esiste. O, peggio,
per dire che non è un “fatto scientifico”.
Eppure, perfino la medicina non sempre azzecca
la cura giusta. Non tutti gli affetti da una stessa
malattia trovano giovamento nella stessa identica
medicina. Inoltre, sempre gli stessi critici del
settore, affermano che gli individui con “presunte
doti psichiche”, da loro esaminati, giustificherebbero
il fallimento dei loro esperimenti ricorrendo
all’alibi delle “energie negative”.
Forse più che energie negative, essendo
il mondo extrasensoriale una realtà a cui
si accede non con mezzi fisici, non sarebbe meglio
parlare di emozioni in grado di inficiare il risultato
(un po’ come quando uno studente preparatissimo
in matematica viene interrogato da una professoressa
arcigna e intransigente, e si dimentica tutto...
ma proprio tutto!)?
UMBERTO:- È falso! Basta leggere gli studi
di Jessica Utts dell’Università della
California. Chi dice questo o è disinformato
o è in cattiva fede.
PAOLA:- Alla luce delle ricerche da te svolte
in questi anni, quale credi sia il futuro dell’umanità?
C’è ancora tanto da conoscere sulle
funzioni intellettive umane?
UMBERTO:- Ti rispondo leggendoti quello che, negli
anni 70, ha scritto Willis W. Barman, direttore
del Centro per gli studi di Politica Sociale all’Istituto
Stanford. Parlando della necessità di adeguarsi
al modello di vita solistico, dichiarava:
“È stato nel nome della scienza che
le fondamenta trascendentali dei valori umani
si sono via via erose, lasciando gli USA e le
nazioni progredite prive di una guida che non
sia la crescita a tutti i costi e che ci ha condotti
all’attuale crisi sociale ed ecologica.
Così, quando la ricerca in ambito psichico
sfida, come sta facendo, il paradigma scientifico
dominante, in realtà affronta anche il
paradigma sociale dominante. Se questo paradigma,
collegato al fenomeno della ricerca psichica,
diventerà dominante, ci sposteremo da un
orientamento finalizzato allo sviluppo materiale
a quello di una società basata sull’apprendimento
e su una programmazione guidata da un’etica
ecologica e auto-evolutiva; lo sviluppo di una
scienza volta all’esplorazione delle esperienze
soggettive; l’emergere di nuove forme istituzionali
in cui gli individui potranno ricercare l’auto-realizzazione
su basi di legittimità radicalmente nuove;
l’adozione di una politica della piena occupazione,
basata sul bisogno umano di una realizzazione
nel lavoro; l’assunzione dell’educazione
come processo vitale intimamente collegato al
lavoro. Questo impedirebbe di andare incontro
alle richieste di un sistema economico intossicato
dal proprio stesso sviluppo”.
Questo è il viaggio verso la conoscenza
di noi stessi che non avrà mai, per fortuna,
una fine.
PAOLA:- Inutile dire, caro Umberto, che parlare
con te è stato di immenso piacere! Ma ora,
fai un favore a tutti noi, facci una premonizione:
quali sono i numeri della prossima estrazione
del lotto?
UMBERTO:- …(alle mie parole Umberto inspiegabilmente
s’acciglia e il suo sguardo, già
di per sé penetrante, si fa terribilmente
torvo! Nel frattempo, il quadro di Munch alle
mie spalle, proprio quello che si trova sulla
mia testa mentre sono seduta nella saletta del
bar romano, inizia a emettere strani suoni e a
vibrare. Mi sento un po’ Damocle e mi salvo
in corner, giusto qualche attimo prima che Umberto
decida di far cadere “inavvertitamente”,
con la sola forza del pensiero, il bel quadretto
sulla mia testolina)
PAOLA:- Ok, ok! Scherzavo…che credevi?
Pubblicato su: http://www.specchiomagico.net
Fonte: http://www.coscienza.org/_ArticoloDB1.asp?ID=693
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