Medicine
Non Convenzionali
I principi dell'Ayurveda
I
principi dell'Ayurveda sono i concetti filosofici
di Purusha, Prakruti, i Tri Guna, i Tri Dosha
e i cinque elementi (Panchamahabhuta).
L'intelligenza e l'ego insieme formano i principi
cosmici, che sono di tre qualità chiamate
TRIGUNA:
1. Sattva (l'essere puro)
2. Rajas (l'essere dinamico)
3. Tamas (l'essere in inerzia)
Sattva Guna è la prima
esistenza della creazione, rimane nella coscienza
pura: Sattva è presente anche nell'uomo,
e chi ha Sattva come Guna dominante rimane sempre
nella pace, gioia e amore universale, non si ammala
facilmente, non esagera nelle cose e neanche nel
poco uso, evita sempre l'uso errato, mantiene
a lungo il benessere, non fa mai male ad altri,
non domina nessuno e neppure si lascia dominare,
pensa saggiamente e apprezza gli stimoli oppure
li annulla, perdona facilmente tutti gli errori
altrui, mira a una qualità di vita spiritualmente
elevata allo scopo di raggiungere il Brahma.
Rajas Guna rielabora la coscienza
pura convertendola nello stato materiale, quindi
in esso la coscienza è presente ma modificata,
non nella sua originaria purezza: è sempre
attivo, intelligente, motivato, ha sempre tanti
stimoli, si ammala ma guarisce facilmente, è
ribelle per natura ma quando comprende la ragione
delle cose si calma e accetta, spesso ha dubbi
ma una volta che ha capito diventa sicuro, ama
dominare gli altri, non sopporta di essere comandato,
mira ai risultati, con cui arricchisce se stesso.
Tamas Guna non ha le qualità
di nessuno dei due: non ha motivazione, si ammala
facilmente ed è difficile da curare, non
segue le cure prescritte dal medico, non ha alcun
tipo di curiosità, facilmente fa del male
ad altri, non si sforza, ignora la saggezza, non
è intelligente, si sente sempre disturbato,
vive senza felicità e senza pace, ha bisogno
di stimoli sempre più forti e rimane fermo
e apatico, non collabora con gli altri, è
sempre pauroso e sospettoso, non è consapevole,
mira alla qualità di vita sbagliata e dannosa,
vive con dolore.
Le qualità dei Triguna si applicano nella
vita umana attraverso i principi dei TRIDOSHA:
1. Vata (il movimento): energia
gassosa, è leggero, instabile, freddo,
secco
2. Pita (l'alimento): energia
fluida, è leggero, caldo, umido, rigido
3. Kapa (il riposo): energia
solida, è pesante, grossolano, freddo,
umido, stabile
Tutto ciò che esiste, dal più piccolo
atomo all'universo nel suo intero, compie queste
tre azioni, segue questi tre principi di movimento
- alimentazione - riposo. Anche l'uomo lo fa:
il movimento per noi è lavorare, respirare,
vivere; l'alimento è nutrire il corpo e
la mente, le emozioni, l'anima; il riposo è
fare pausa tra un movimento e l'altro, tra un
giorno e il seguente, tra l'inspirazione e l'espirazione,
tra due battiti del cuore, tra due vite... Però
questi tre principi devono essere seguiti nel
modo giusto, e questo significa essenzialmente
seguire la natura.
Il principio fondamentale dell'Ayurveda è
"Purusha in Prakruti, Prakruti in Purusha
: tutto in uno, uno in tutto". Ciò
che esiste nel macrocosmo, nell'universo, è
anche presente nel microcosmo, nell'uomo. Sia
l'uomo che l'universo sono costituiti da due elementi:
l'immateriale, cioè i Triguna (Sattva,
Rajas e Tamas), e la componente materiale ossia
i cinque elementi (PANCHAMAHABHUTA).
I
PANCHAMAHABHUTA sono: Terra,
Acqua, Fuoco, Aria, Etere. Essi costituiscono
il cosmo e anche l'uomo.
La Terra costituisce tutte le
sostanze solide, per esempio nell'uomo le ossa,
i muscoli, la pelle.
L'Acqua si manifesta in liquidi
essenziali per il funzionamento dell'organismo,
come secrezioni delle ghiandole, plasma.
Il Fuoco nel corpo umano è
il metabolismo e l'intelligenza: il sistema digestivo,
la regolazione della temperatura corporea, la
vista e il processo del pensare.
L'Aria si manifesta come movimento:
movimenti dei muscoli, pulsare del cuore, espansione
e contrazione dei polmoni, impulsi sensori e motori.
L'Etere è il vuoto, quindi
tutti gli spazi vuoti, cavi nel corpo umano sono
formati di etere: orecchie, naso, bocca, torace,
etc.
L'uomo e l'universo così composti sono
governati da 3 forze basilari che ne rappresentano
l'essenza, e sono i Tridosha (Vata, Pita e Kapa).
Data la loro natura, i Tridosha sono analoghi
alle sostanze biochimiche che prendono il nome
di neuro umori, sostanze distribuite dal cervello
e presenti in tutte le parti del corpo.
VATA governa il sistema
nervoso, il suo termine scientifico è
acetilcolina, sostanza principalmente presente
in tutti i tessuti nervosi come cervello e nervi
simpatici e parasimpatici.
PITA governa il sistema
endocrino, il suo termine scientifico
è catecolamina, secrezione dell'adrenalina
e della noradrenalina, principalmente presente
nell'ipotalamo e nelle ghiandole.
KAPA governa il sistema
immunitario, il suo termine scientifico
è istamine ed è presente in tutti
i tessuti del corpo, in particolar modo alla base
del cervello, nella pelle e nei canali respiratori
e digestivi.
Queste tre forze nell'uomo governano tutti i tessuti,
organi e sistemi. Quando vengono disturbate a
causa di stress, tensioni e irregolarità
di vita (riguardo a alimentazione, sonno, lavoro)
perdono l'equilibro. Lo squilibrio causa anormalità
nel loro funzionamento, generando disturbi e malattie.
L'Ayurveda intende innanzitutto prevenire questi
squilibri, dando le regole per una vita sana che
permane nell'armonia, però esistono ovviamente
anche tutti i principi per rimediare agli squilibri
riportando l'uomo alla condizione di armonia e
salute originaria.
LA PRATICA DELL'AYURVEDA
Come possiamo vedere nella filosofia dell'Ayurveda,
dall'Assoluto (Purusha) appare l'illusione (la
Prakruti) e dalla Prakruti nasce l'Ego che nasconde
la purezza del Purusha. L'ego è dapprima
cosmico, poi si moltiplica nei vari ego individuali.
Ogni ego individuale si allontana sempre più
dall'Assoluto e gestisce la sua vita con intelligenza,
Triguna e infine Tridosha, che sono il proceso
della vita.
Qual'è lo scopo di ogni individuo?
Scopo temporale è la salute corpo e mente.
Scopo finale è ritornare e restare nel
vero essere, cioè Purusha.
Come raggiungere e mantenere la salute?
Attraverso l'equilibrio a tutti i livelli: nell'anima,
nella mente, nelle emozioni, nel corpo, nei Triguna,
fra i Tridosha. L'equilibrio dà la salute
temporale.
Ma che cosa è l'equilibrio?
È un accordo fra molteplici parti, per
farle essere in armonia: così si ottiene
la salute temporale e si prosegue sempre nella
vita.
Però il nostro scopo non deve essere solo
vivere all'infinito: viviamo su questa terra lontani
dalla nostra origine, come se fossimo usciti al
mattino dalla nostra casa per svolgere le attività
nel mondo, ma a un certo punto della giornata
è inevitabile che sentiamo il desiderio
di tornare verso casa... A questo punto la nostra
preoccupazione non sarà più la salute
temporale, bensì la salute eterna.
Come si ottiene la salute eterna?
Non dobbiamo più ricercare l'equilibrio
come accordo tra parti molteplici: piuttosto,
dobbiamo superare questa molteplicità -
che è solo un'illusione - e tornare alla
nostra origine, il Purusha, l'Assoluto: dobbiamo
ritornare all'Uno.
Come avviene il ritorno?
Dipende dal livello da cui partiamo: se siamo
a livello del corpo, dobbiamo passare dalla ricerca
della salute temporale (equilibrio) a quella eterna.
Può però accadere che la nostra
anima si trovi a un livello superiore, un po'
più vicina all'Uno. Se è a livello
delle tre energie che costituiscono la vita (Tridosha),
deve equilibrare i Dosha per raggiungere l'assoluto.
Se è a livello delle tre qualità
(Triguna), deve moderare Tamas e Rajas Guna facendo
predominare Sattva.
Quando l'anima è già a livello dell'intelligenza,
come per esempio quando nasce un grande saggio,
l'individuo si dirigerà subito con decisione
verso la saggezza, e attraverso la saggezza raggiungerà
Dio.
È possibile anche raggiungere l'Assoluto
direttamente dall'ego: bisogna superare il piccolo
ego individuale e entrare nell'ego cosmico.
Bisogna fare
Praticare Ayurveda significa essere seguaci della
verità, diagnosticare e curare se stessi
nelle circostanze della vita, correggendo i propri
errori.
È necessario applicare la filosofia e i
principi per poter realizzare la verità,
in se stessi e negli altri. Per comprendere ciò
che predomina nell'anima di ogni individuo lo
si deve confrontare con i principi di Purusha
e Prakruti.
Per comprendere ciò che predomina nella
mente di ogni individuo lo si deve confrontare
con i Triguna.
Per comprendere invece ciò che predomina
nel corpo e nel funzionamento dell'organismo di
ogni individuo lo si deve confrontare con i Tridosha.
Ogniqualvolta si trovi uno stato inferiore (nell'anima,
nella mente, nel corpo), lo si deve correggere
seguendo un corretto regime di vita.
DIAGNOSI
Una corretta diagnosi permette una cura efficace.
Nella medicina Ayurveda, si basano su uno stretto
contatto con il paziente.
Lo strumento essenziale per la diagnosi sono pura
coscienza, conoscenza e esperienza.
La diagnosi comprende 5 punti basilari:
1. la causa originaria
2. i segni e i sintomi premonitori della malattia
3. i segni e i sintomi della malattia attuale
4. i fattori di rilevamento della malattia
5. la durata e l’evoluzione della malattia
La diagnosi può essere fatta con diverse
finalità, a diversi livelli e con diversi
metodi. Ogni metodo di diagnosi deve vedere innanzitutto
"cosa c'è" e "cosa non c'è".
Per i livelli, la diagnosi può essere INTERNA
o ESTERNA (ogni azione ha due direzioni: interna
ed esterna).
A riguardo della finalità, la diagnosi
può essere: diagnosi della costituzione,
diagnosi della patologia. Per i metodi, i tipi
di diagnosi si differenziano in base alle componenti
dell'individuo che prendono in considerazione.
Si può fare diagnosi per due differenti
scopi:
1. per scoprire la malattia (Roga Pariksha),
2. per scoprire la costituzione (prakruti).
La diagnosi per una malattia precisa, ad esempio
la tosse, dovrà comprendere molti elementi,
ed è quindi consigliabile crearsi dei moduli
di "DIAGNOSI DIFFERENZIALE", sull'esempio
della allegata tabella:
"Diagnosi differenziale - tosse".
La diagnosi costituzionale è basilare per
tutte le cure
Eka Pariksha (VISIONE GLOBALE)
1- percepire dello stato dell’individuo
attraverso la comunicazione profonda, cioè
il livello della coscienza pura;
2- comprendere lo stato del Anima, Karma, dell'energia,
della mente (emozioni e intelletto), della radiazione
dell'aura (Tejo e Ojo). Della vita e stato del
stress.
In questo primo incontro trattiamo del metodo
di diagnosi più comprensivo di tutti, che
chiamiamo "Diagnosi Globale". Esiste
una parte di noi stessi che sentiamo come il nostro
"vero essere", che racchiude in sé
tutto ciò che siamo, il corpo insieme alla
mente, alle emozioni e all'intelligenza: è
una realtà più profonda, che sostiene
nell'esistenza tutte le nostre molteplici parti.
Normalmente la chiamiamo "anima".
Quindi, per essere veramente comprensiva e globale
la diagnosi deve esaminare l'individuo in quel
livello di essere che ingloba in sé tutti
gli altri, cioè appunto l'anima: il terapeuta
che riesce a vedere il paziente in modo globale
può osservare gli squilibri presenti a
tutti i livelli dell'essere, e comprendere così
i disturbi veri e le loro cause ultime. Con questa
visione della diagnosi il "cosa c'è"
è l'anima (l'anima c'è sempre!),
mentre il "cosa non c'è" è
quel che non riusciamo a vedere nell'anima (la
malattia offusca in vari modi l'anima).
In questa metodologia di diagnosi il terapeuta
entra in contatto con l'anima del paziente e comunica
con essa: perciò, per fare "Eka Pariksha"
il terapeuta deve sviluppare una particolare sensibilità
grazie a un allenamento costante, lavorando su
se stesso con costanza e molta umiltà.
SENSIBILIZAZIONE
Sviluppare sensibilità per la diagnosi
globale significa fare allenamento per:
1) "sentire" (aumentare la propria sensibilità
nel comunicare con ogni tipo di essere e di oggetto),
2) percepire il corpo pranico
3) espandere il cuore (percepire una luce che
nasce nel centro del cuore e si espande sempre
più fino a diventare la luce di tutto l'universo)
4) "espirare attraverso i cinque elementi":
percepire l'energia in noi che fuoriesce dalla
pelle (terra), dalla bocca (acqua), dal naso (aria),
dagli occhi (luce), dalle orecchie (etere).
Alla base di questo metodo di "Diagnosi Globale"
(Eka Pariksha) c'è la comunicazione profonda.
Ma che cosa è la comunicazione profonda?
Sotto l'aspetto filosofico, significa entrare
in una dimensione in cui si perde la molteplicità
e rimane solo l'unicità, quella della profondità
in cui "io" e "tu" non sono
mai divisi, perché "Io sono te e Tu
sei me".
Il suo principio fondamentale è che la
dualità è un aspetto dell'unicità.
Conoscendo profondamente il mio vero essere, la
coscienza pura, apro il canale per comunicare
con il vero essere (tu + io) e quindi conosco
anche te, perché noi siamo una cosa sola
nell'origine, cioè lo stato dell'anima
senza l'ego (io).
Fonte: www.ayurkimamilano.it
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