Riflessioni
Allarme elettro-smog
di Hubert Bösch
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Hubert
Bösch nato nel 1952 a Lustenau (Austria)
coltiva il suo interesse per la natura sin
da bambino. Dopo gli anni di Elettrotecnica
si reca in India e al suo ritorno inizia
ad occuparsi attivamente di terapie alternative
e del mondo delle erbe. Dal 1973 al 1980
è fondatore di una comunità
spirituale, una rivista, un negozio di prodotti
naturali e una casa editrice in Austria.
Nel 1981 si trasferisce in Italia. Nel 1989-1991
lavora per il Coordinamento Toscano Produttori
Biologici. Lavora come Naturopata e dirigente
di un'azienda erboristica. Ha pubblicato
vari libri in lingua tedesca. |
In un simposio internazionale sugli effetti dei
campi elettromagneti (EM) causati dalla telefonia
mobile, tenutosi a Helsinki e organizzato dalla
“Funk e.V.”, un’associazione
di gestori della telecomunicazione, gli “esperti”
provenienti da tutto il mondo hanno concluso il
lavoro con l’affermazione che i campi EM
non sono dannosi per la salute e che non si può
parlare di effetto in assenza di un significante
aumento della temperatura corporea.
Probabili effetti
Non è che tranquillizzi molto questa affermazione
di scienziati pagati dai gestori della telefonia
mobile. Meglio ragionare con la propria testa
ed osservare quello che succede.
La salute dell’intero pianeta è peggiorata
notevolmente negli ultimi dieci anni, come ognuno
può facilmente osservare. I cambiamenti
non riguardano solo la salute fisica e mentale
delle persone, ma anche quella degli animali,
delle piante e del pianeta stesso. Visto che la
telefonia mobile si è diffusa in larga
scala proprio negli ultimi 10 anni viene il sospetto
che ci potrebbe essere un collegamento.
Ma vediamo prima di tutto i cambiamenti che ci
sono stati e che ognuno può osservare da
solo.
Il clima
Un confronto tra l’andamento del riscaldamento
della terra e le varie tappe della diffusione
della telecomunicazione è molto significativo.
L’esempio riguarda la Germania dove vengono
effettuate registrazioni sistematiche della temperatura
dal 1760. Dai dati ufficiali è stata calcolata
la media della temperatura per ogni decennio dal
1760.
Fino agli anni ‘20 l’andamento della
curva è abbastanza regolare e le variazioni
non superano i 0,5° C. Dagli anni 20 la temperatura
è aumentata oltre il valore normale e la
coincidenza degli aumenti con le varie tappe di
diffusione della telecomunicazione è sorprendente.
Difficile credere in una coincidenza, anche perché
l’andamento della temperatura non coincide
con l’andamento delle emissioni di gas né
in Germania né a livello globale. Una spiegazione
potrebbe essere che una piccola parte dell’energia
delle onde EM viene assorbita dall’aria
e trasformata in calore, ma forse ci sono anche
altre interferenze.
L’abbassamento parziale della temperatura
negli anni ‘40 e ‘60 potrebbe essere
la conseguenza di contromisure messe in atto dalla
terra per riportare la temperatura a valori normali
come il clima impazzito degli ultimi anni potrebbe
essere un altro tentativo della terra per ristabilire
la normalità, purtroppo per ora vanificato
dal rapido sviluppo della telecomunicazione.
Le piante
A partire dagli anni ‘70 si era verificato
una grande moria delle foreste dell’Europa
centrale, attribuita alle piogge acide causate
dall’inquinamento atmosferico. Erano gli
anni in cui la TV è diventata onnipresente.
La seguente riduzione delle emissioni di gas ha
portato ad un momentaneo miglioramento della situazione,
ma da metà degli anni ‘90 la situazione
sta di nuovo e velocemente peggiorando, anche
se l’inquinamento dell’aria e dell’acqua
è stato ulteriormente ridotto. La distribuzione
di calcio nei boschi per contrastare le piogge
acide non ha mai dato risultati. Anche in questo
caso la tempistica fa pensare.
La moria è particolarmente elevata vicino
a fonti di e-smog come ripetitori e linee ad alta
tensione ed è praticamente assente nelle
vallate alpine dove non arrivano i campi della
telefonia mobile e altri campi EM.
La moria riguarda principalmente le conifere ed
è alquanto singolare l’assomiglianza
tra la struttura di una conifera e un’antenna
della TV. La moria è molto meno diffusa
nelle latifoglie, ma forse la comparsa di vecchie
e nuove malattie, come il “colpo di fuoco”
e gli “scopazzi”degli alberi da frutto
nonché la diffusione del vischio, una pianta
parassitaria che prospera su alberi malati, sono
segnali che anche le latifoglie soffrono dell’e-smog.
Tra l’altro sia gli scopazzi che il vischio
hanno una forma che tende a disperdere l’energia.
Gli animali
Anche nel regno animale ci sono numerosi esempi
non solo di un peggioramento dello stato di salute,
ma anche di un cambiamento del comportamento.
È aumentato il numero e l’aggressività
di svariate specie di insetti come le macrovespe,
per citarne solo una. Numerose persone sono diventate
allergiche ai pizzichi d’insetti. Sempre
più spesso capita di vedere scenari da
film dell’horror: interi boschi divorati
da bruchi, piante completamente coperte da insetti
ecc. Negli ultimi anni si è manifestato
un inspiegabile calo della produzione di miele.
Forse non è un caso che sono principalmente
gli insetti a manifestare il cambiamento, basta
pensare che molti di loro possiedono delle “antenne”
che probabilmente li rendono più sensibili
ai campi EM.
L’uomo
L’aumento dei casi di leucemia infantile
vicino alle linee ad alta tensione è ormai
accertato, invece per quanto riguarda i campi
della telefonia mobile non ci sono dati sicuri.
Tuttavia deve far pensare che negli ultimi dieci
anni c’è stato un notevole aumento
di alcune malattie come ipertensione, allergie,
insufficienza immunitaria, tumori e disturbi comportamentali
che non trovano altre spiegazioni.
Le ipotesi di interazione tra campi EM e l’organismo
umano sono varie e tutte sono state dimostrate
da qualcuno e smentite da qualcun altro. Forse
non è tanto sbagliato pensare che ci possono
essere diversi tipi di interazioni che potrebbero
essere causati contemporaneamente dalla stessa
fonte oppure che fonti diverse potrebbero avere
effetti diversi.
Le teorie più significative sono:
I campi EM modificano lo scambio ionico
delle cellule, le membrane diventano più
permeabili e perciò le cellule più
vulnerabili e lo scambio di informazioni tra le
cellule si altera. Diversi studi hanno accertato
un’alterazione della barriera sangue-cervello.
I campi EM con la modulazione
digitale interferiscono con i
processi di regolazione e trasmissione dei dati
dell’organismo, o tramite l’induzione
causata dagli impulsi, o tramite la desincronizzazione
di alcuni processi, o imponendo una sincronizzazione
ad un ritmo non naturale.
I campi EM con determinate frequenze
attivano circuiti risonanti che
mandano fuori regolazioni i comparti collegati.
Le onde EM, passando in un materiale
dielettrico come le cellule, formano
minuscoli vortici concentrando l’energia
dell’onda in un piccolissimo spazio dove
raggiunge valori altissimi in grado di danneggiare
le cellule.
La presenza di campi EM porta comunque
ad un peggioramento della qualità della
vita.
Persone sensibili notano che in presenza di campi
EM si riposano meno bene, si sentono più
stanche e sopportano meno lo stress.
Campi EM e sistemi biologici
L’establishment scientifico sostiene che
i campi EM non possono essere dannosi per l’uomo
e citano tante ricerche che lo dimostrerebbero.
Un piccolo gruppo di ricercatori indipendenti
invece sostiene il contrario e lo dimostra con
altre ricerche. Ci sono vari motivi per cui gli
scienziati non riescono a mettersi d’accordo:
Il principale è che la scienza è
divisa in tanti settori che non riescono a parlare
tra di loro. Come la teoria del caos ormai ha
dimostrato è impossibile studiare processi
biologici dividendoli in tanti piccoli pezzi.
Si parte dal presupposto che l’effetto delle
radiazioni EM su un organismo vivente sia esclusivamente
termico. In altre parole l’unico effetto
possibile sarebbe il riscaldamento delle cellule
dovuto al calore prodotto dall’induzione
magnetica. Quanto sia assurdo insistere su questa
strada lo dimostra il fatto che l’aumento
della temperatura causata da un campo EM in una
zona del corpo è sempre inferiore al riscaldamento
causato da una febbre o dall’esposizione
al sole.
Un altro motivo è che neanche i biologi
sanno con precisione come funziona un organismo
vivente e in particolare cosa regola il flusso
delle informazioni all’interno di un sistema
biologico, a maggior ragione in un sistema così
complesso come il corpo umano. Esistono vari motivi
per pensare che le onde EM disturbino proprio
la trasmissione delle informazioni, anche se il
meccanismo di disturbo è ancora sconosciuto.
Il nucleo di ogni cellula è formata dal
DNA e la doppia elica del DNA ha tutte le caratteristiche
di un’antenna. Anche se la funzione del
DNA non fosse quella di ricevere e/o trasmettere
segnali, come viene ipotizzato da alcuni ricercatori,
la doppia elica potrebbe comunque entrare in risonanza
con determinate frequenze e in questo modo cambiare
il suo stato energetico o addirittura le informazioni
contenute. La vecchia scienza richiede la ripetibilità
dei risultati. Solo che in un sistema biologico
il risultato di un’azione non è mai
uguale. Come aveva già detto Eraclito:
“Non si può discendere due volte
nello stesso fiume”.
Non esiste un limite sicuro
Secondo la teoria del caos in sistemi biologici
l’effetto non è strettamente legato
alla causa, il legame è di tipo probabilistico.
Un termine già introdotto dalla fisica
nucleare che ha distrutto tutte le “sicurezze”
della fisica Newtoniana.
Secondo la fisica Newtoniana l’effetto di
un evento è proporzionale alla sua intensità.
Un campo EM forte causa un’induzione forte,
un campo debole causa un’induzione debole.
Nei sistemi biologici invece non è così,
un’azione debolissima può avere grandi
effetti.
La famosa farfalla della teoria del caos che battendo
le ali causa un tornado nell’altra parte
del mondo illustra che in un sistema biologico
eventi insignificanti possono avere effetti giganteschi.
In un sistema biologico complesso non esiste nessuna
determinazione, cioè a seconda di una infinità
di altri parametri lo stesso evento può
dare risultati opposti. Il risultato finale dipende
da come reagisce il sistema con tutti i suoi circuiti
di regolazione.
In questa ottica l’unico limite sicuro è
il limite di sensibilità dei ricettatori
dell’organismo. Finché non sappiamo
come avviene l’interferenza tra il campo
EM e un organismo è difficile stabilire
il limite di sensibilità. Possiamo solo
ipotizzare che i sensori dell’organismo
siano altrettanto sensibili come quelli di un
cellulare, perciò dove riceve il cellulare
possiamo aspettare anche un effetto sugli organismi
viventi.
La farfalla e l’e-smog
Per spiegare come in sistemi biologici lo stesso
evento può portare a risultati diversi
vogliamo fare un esempio pratico in riferimento
all’e-smog. Supponiamo che un campo EM causi
una piccola variazione in un organismo umano che
potrebbe essere di temperatura, di scambio ionico,
di induzione sui neurotrasmettitori o di altro
tipo ancora. Questa variazione mette in moto tutta
una serie di interazioni che possono portare a
risultati opposti.
Organismo forte
Nel primo caso ipotizziamo che si tratti di un
organismo in perfetto equilibrio e pieno di forza.
In queste condizioni l’organismo riconosce
immediatamente l’alterazione causata dal
campo EM e mette in atto tutti i processi riparativi
necessari, che possono essere diversi secondo
il tipo di alterazione causata.
Potrebbe aumentare l’intensità dei
suoi segnali di comunicazione in modo che non
vengano disturbati dall’effetto induttivo
del campo EM (come aumentare il volume della radio
quando l’ascolto è disturbato da
rumori esterni), potrebbe riparare cellule o parti
di cellule danneggiate, potrebbe aumentare o diminuire
il potenziale elettrico per ristabilire il corretto
scambio ionico ecc. Tutte azioni che possono essere
tranquillamente sostenute da un organismo in salute
e carico di energia, almeno per un determinato
tempo. In questo caso il campo EM non causa nessun
danno all’organismo.
Tuttavia in caso di esposizioni prolungate il
continuo sforzo di riparazione richiede più
energia del solito e l’energia disponibile
potrebbe lentamente esaurirsi e portare, anche
nel giro di qualche anno, ad un quadro molto diverso,
simile al secondo caso descritto.
Organismo debole
Nel secondo caso ipotizziamo un organismo che
non possiede un buon equilibrio, una persona che
ha qualche acciacco e non è nel pieno delle
sue forze. L’organismo è già
sotto sforzo per la continua riparazione di altri
danni, per eliminare tossine accumulate ecc. L’energia
disponibile non è sufficiente per sostenere
tutti gli sforzi e l’organismo è
costretto a stabilire delle priorità e
a lasciar perdere le azioni che reputa meno essenziali
per il mantenimento dell’equilibrio globale.
Mettiamo che consideri meno importante l’eliminazione
di tossine e invece di eliminarle le accumuli
da qualche parte. L’accumulo di tossine
impedisce il buon funzionamento dell’organo
interessato che a sua volta squilibra altre funzioni.
Per venire a capo della situazione l’organismo
potrebbe mettere in atto meccanismi di difesa
atti a metterlo in grado di riprendere in mano
la situazione, come per esempio il mal
di testa che porterebbe molteplici vantaggi
all’attività dell’organismo:
- riduce l’attività mentale
e fisica, portando ad un risparmio energetico,
così rimane più energia per i processi
riparativi
- riduce l’appetito, il
minor consumo di alimenti migliora la digestione
e riduce la produzione di tossine nell’intestino
- porta a ridurre le varie attività
quotidiane, in questo modo riduce lo
stress e anche l’uso del telefonino.
Ora supponiamo che la persona decida di non poter
permettersi di fermarsi o di ridurre le sue attività,
perciò assume un analgesico e continua
normalmente la sua attività. A questo punto
la sua situazione si aggrava progressivamente.
Il continuo sforzo di riparazione esaurisce
l’energia disponibile e l’organismo
rimane sempre più in dietro con il suo
lavoro. Aumentano progressivamente le parti non
riparate, le tossine, i radicali liberi e alla
fine si sviluppa un tumore.
Cosa sono i campi
elettromagnetici
La descrizione scientifica del campo EM è
molto complessa, quello che segue è una
descrizione estremamente semplificata nella speranza
di renderla comprensibile a tutti.
Il campo elettrico si forma dove esiste una differenza
di potenziale elettrico, cioè dove le cariche
elettriche non sono distribuite uniformemente,
come per esempio in natura tra la terra e l’atmosfera.
Anche tra una persona e l’ambiente circostante
può esistere una differenza di potenziale
elettrico e se è sufficientemente alta
si scarica con una scossa (toccando un metallo,
togliendo un maglione sintetico ecc.). Un cambiamento
del campo elettrico crea un campo magnetico.
Il campo magnetico si forma invece dove si muovono
gli elettroni (particelle subatomari con una carica
elettrica negativa) nello spazio. Per esempio
il campo magnetico della terra è dovuto
alla sua rotazione. Il campo magnetico di una
calamita è dovuto a movimenti circolari
delle cariche elettriche. Un cambio del campo
magnetico induce un campo elettrico.
Il campo elettromagnetico è una forma particolare
di questi due campi: quando il potenziale elettrico
cambia ritmicamente con una certa velocità
una parte delle cariche elettriche viene emessa
nello spazio come onda elettromagnetica. In questo
caso i due campi sono strettamente legati uno
all’altro e oscillano con una determinata
frequenza, che viene misurata in Hz (Hertz).
L’intensità del campo EM (W/m2) dipende
dalla potenza della fonte e diminuisce al quadrato
con la distanza dalla fonte. Questo vuol dire
che una fonte di 10 W a 100 m di distanza equivale
ad una fonte di 100.000 W a 10 km di distanza.
In Natura esistono vari campi elettrici, magnetici
ed elettromagnetici. Gli esseri viventi hanno
imparato a convivere con questi campi, anzi alcuni
di loro sono indispensabili per il mantenimento
della salute perché sincronizzano alcuni
processi fisici.
I campi a bassa frequenza sono quelli legati alla
produzione, trasmissione e all’utilizzo
dell’energia elettrica. Perciò le
fonti sono le linee elettriche fuori casa e in
casa, tutti gli apparecchi elettrici come elettrodomestici,
computer, radiosveglia ecc. Trasformatori intensificano
il campo, anche quelli che si trovano negli apparecchi
elettronici.
I campi ad alta frequenza sono quelli legati alla
telecomunicazione. La radio e la TV utilizzano
per la trasmissione un’onda costante nella
quale sono inseriti i dati tramite variazioni
della frequenza, fase o ampiezza. Possiamo immaginare
che per l’organismo sia come un fastidioso
rumore di fondo. Con l’introduzione della
telecomunicazione digitale i dati vengono trasmessi
tramite impulsi irregolari contro i quali l’organismo
ha molta più difficoltà di intervenire.
Quale protezione dall’e-smog?
Anche se nei sistemi biologici l’effetto
non è proporzionale alla causa, il legame
del tipo probabilistico dà comunque importanza
a due fattori: l’intensità del campo
e la durata d’esposizione. Altri fattori
molto determinanti sono lo stato d’equilibrio
e le condizioni energetiche dell’organismo
esposto. Partendo da questa considerazione consigliamo
le seguenti misure.
Riduzione dell’esposizione
L’intensità dei campi EM diminuisce
con il quadrato della distanza, perciò
allontanarsi dalla fonte è una buona misura.
Passare da una distanza di 1 metro a quella di
10 metri vuol dire ridurre il campo ad 1%.
Per quanto riguarda l’effetto termico dei
campi EM esistono dati abbastanza certi sulle
distanze da rispettare per evitarlo. Più
difficile stabilire distanze di sicurezza per
evitare effetti non termici. In attesa di conoscere
i meccanismi di interazione vogliamo dare alcuni
indicazioni che secondo noi dovrebbero preservare
l’organismo umano anche da danni causati
da esposizioni prolungate. Naturalmente bisogna
considerare anche la sensibilità e lo stato
di salute della persona esposta.
Una riduzione dell’esposizione si ottiene
anche riducendo il tempo d’esposizione.
Sta a noi decidere quanto usare la TV, il computer,
il cellulare, il forno a microonde ecc. e possiamo
anche decidere di farne a meno, se non altro per
alcuni fonti.
Purtroppo su alcuni campi non abbiamo nessuna
influenza diretta, come i segnali radio, TV, telefonia
mobile, satelliti ecc. Ma possiamo esercitare
un’influenza indiretta, non usando o usando
il meno possibile i relativi servizi. Specialmente
nella telefonia mobile il numero dei ripetitori
è legato al numero di utilizzatori contemporanei
e il segnale è molto più debole
in assenza di telefonate. Perciò utilizzare
il cellulare il meno possibile salvaguardia non
solo la nostra salute, ma quella dell’intero
pianeta.
Distanza di sicurezza
| Radar |
50
km |
| Ripetitori radio onda ultracorta |
30 km |
| Ripetitore TV |
20 km |
| Ripetitore telefonia mobile |
13 km |
| Linea ad alta tensione |
1 km |
| Telefono cordless (base) |
30 m |
| Forno a microonde, TV, Computer, Cellulare,
Ferro da stiro |
4-5 m |
| Lampade, linee elettriche della casa, radiosveglia
|
1-2 m |
Rinforzamento dell’organismo
Visto che viviamo in una società in cui
non è possibile evitare i campi EM, diventa
determinante per la nostra salute intervenire
anche sugli altri fattori che determinano l’effetto
finale dell’esposizione all’e-smog
come lo stato d’equilibrio e le condizioni
energetiche dell’organismo. Un organismo
carico di energia, forte ed equilibrato riesce
a controbilanciare gli effetti dell’e-smog.
Possiamo aiutare l’organismo in questo compito
in vari modi:
Una dieta equilibrata e varia, costituita da prodotti
biologici ricchi di vitamine, minerali ed antiossidanti
che non solo apporta all’organismo tutti
gli elementi necessari per un buon funzionamento,
ma riduce anche l’ingestione e la produzione
di tossine. In situazioni di particolare stress
o quando non è possibile seguire una dieta
sana potrebbe essere necessario assumere degli
integratori. Il riequilibrio energetico dell’organismo
tramite esercizi oppure mediante l’aiuto
di oggetti e rimedi.
Gli esercizi possono essere yoga, meditazione,
esercizi di pensiero positivo e di rilassamento,
ma più in generale anche qualsiasi esercizio
o attività che aiuti a scaricare le tensioni.
- Gli oggetti che aiutano nel riequilibrio energetico
possono essere di origine naturale come le pietre
oppure create dall’uomo. In quest’ultimo
caso si tratta di oggetti caricati con vibrazioni
positive che possono aiutare l’organismo
a riequilibrarsi e/o a ricaricarsi energeticamente.
Esistono numerosi rimedi che possono aiutare l’organismo
a riequilibrasi, come i Fiori di Bach, i Gemmoderivati,
gli Oli essenziali, i Rimedi omeopatici ecc.
- Il rinforzo dei naturali meccanismi di difesa
dell’organismo. Esistono sia rimedi, sia
prodotti vibrazionali che stimolano e rinforzano
tutti quei meccanismi che l’organismo deve
mettere in atto per contrastare l’effetto
dei campi elettromagnetici.
Il rimedio floreale Yarrow Special Formula è
stato sviluppato proprio per rafforzare l’organismo
contro ogni tipo di radiazione e la sua assunzione
può essere utile dopo una esposizione particolarmente
forte come dopo una radiografia oppure ciclicamente
in caso di esposizione forte e continua a campi
EM.
Il dischetto e-well (COSMOONDA) è stato
creato per proteggere l’organismo dagli
effetti negativi dei campi elettromagnetici. È
caricato con vibrazioni che rinforzano l’organismo
in generale e lo aiutano nello specifico a mettere
in azione i vari meccanismi di difesa e riparazione.
Sia indagini radiestetiche che rilevamenti con
strumenti che misurano il campo bioenergetico
dell’organismo (per esempio il BIOPULSAR)
hanno dimostrato la sua efficacia.
Non solo l’uomo
L’effetto dell’e-smog sugli animali
è paragonabile a quello sull’uomo
e possiamo adottare le stesse strategie di difesa.
Da un’attenta osservazione della flora,
vicino e lontano a fonti di elettrosmog, sembra
emergere che le piante siano ancora più
sensibili dell’uomo e degli animali. Questa
osservazione viene confermata da indagini radiestetiche
effettuate in vari parti del mondo. Per aiutare
le piante a difendersi valgono gli stessi principi
descritti sopra. Per migliorare la salute delle
piante si possono adottare alcune misure agronomiche,
tuttavia le possibilità sono limitate.
Invece l’uso di prodotti vibrazionali specifici
per contrastare l’effetto dell’e-smog
sulle piante ha dato ottimi risultati in alcune
aziende agricole e apre la speranza che si possano
contrastare almeno in parte gli effetti dei campi
EM sull’ambiente.
Fonte: http://www.simbiogeo.it
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