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In un simposio internazionale sugli effetti dei campi elettromagneti (EM) causati dalla telefonia mobile, tenutosi a Helsinki e organizzato dalla “Funk e.V.”, un’associazione di gestori della telecomunicazione, gli “esperti” provenienti da tutto il mondo hanno concluso il lavoro con l’affermazione che i campi EM non sono dannosi per la salute e che non si può parlare di effetto in assenza di un significante aumento della temperatura corporea.

Probabili effetti

Non è che tranquillizzi molto questa affermazione di scienziati pagati dai gestori della telefonia mobile. Meglio ragionare con la propria testa ed osservare quello che succede.
La salute dell’intero pianeta è peggiorata notevolmente negli ultimi dieci anni, come ognuno può facilmente osservare. I cambiamenti non riguardano solo la salute fisica e mentale delle persone, ma anche quella degli animali, delle piante e del pianeta stesso. Visto che la telefonia mobile si è diffusa in larga scala proprio negli ultimi 10 anni viene il sospetto che ci potrebbe essere un collegamento.
Ma vediamo prima di tutto i cambiamenti che ci sono stati e che ognuno può osservare da solo.

Il clima
Un confronto tra l’andamento del riscaldamento della terra e le varie tappe della diffusione della telecomunicazione è molto significativo. L’esempio riguarda la Germania dove vengono effettuate registrazioni sistematiche della temperatura dal 1760. Dai dati ufficiali è stata calcolata la media della temperatura per ogni decennio dal 1760.
Fino agli anni ‘20 l’andamento della curva è abbastanza regolare e le variazioni non superano i 0,5° C. Dagli anni 20 la temperatura è aumentata oltre il valore normale e la coincidenza degli aumenti con le varie tappe di diffusione della telecomunicazione è sorprendente. Difficile credere in una coincidenza, anche perché l’andamento della temperatura non coincide con l’andamento delle emissioni di gas né in Germania né a livello globale. Una spiegazione potrebbe essere che una piccola parte dell’energia delle onde EM viene assorbita dall’aria e trasformata in calore, ma forse ci sono anche altre interferenze.
L’abbassamento parziale della temperatura negli anni ‘40 e ‘60 potrebbe essere la conseguenza di contromisure messe in atto dalla terra per riportare la temperatura a valori normali come il clima impazzito degli ultimi anni potrebbe essere un altro tentativo della terra per ristabilire la normalità, purtroppo per ora vanificato dal rapido sviluppo della telecomunicazione.

Le piante
A partire dagli anni ‘70 si era verificato una grande moria delle foreste dell’Europa centrale, attribuita alle piogge acide causate dall’inquinamento atmosferico. Erano gli anni in cui la TV è diventata onnipresente. La seguente riduzione delle emissioni di gas ha portato ad un momentaneo miglioramento della situazione, ma da metà degli anni ‘90 la situazione sta di nuovo e velocemente peggiorando, anche se l’inquinamento dell’aria e dell’acqua è stato ulteriormente ridotto. La distribuzione di calcio nei boschi per contrastare le piogge acide non ha mai dato risultati. Anche in questo caso la tempistica fa pensare.
La moria è particolarmente elevata vicino a fonti di e-smog come ripetitori e linee ad alta tensione ed è praticamente assente nelle vallate alpine dove non arrivano i campi della telefonia mobile e altri campi EM.
La moria riguarda principalmente le conifere ed è alquanto singolare l’assomiglianza tra la struttura di una conifera e un’antenna della TV. La moria è molto meno diffusa nelle latifoglie, ma forse la comparsa di vecchie e nuove malattie, come il “colpo di fuoco” e gli “scopazzi”degli alberi da frutto nonché la diffusione del vischio, una pianta parassitaria che prospera su alberi malati, sono segnali che anche le latifoglie soffrono dell’e-smog. Tra l’altro sia gli scopazzi che il vischio hanno una forma che tende a disperdere l’energia.

Gli animali
Anche nel regno animale ci sono numerosi esempi non solo di un peggioramento dello stato di salute, ma anche di un cambiamento del comportamento. È aumentato il numero e l’aggressività di svariate specie di insetti come le macrovespe, per citarne solo una. Numerose persone sono diventate allergiche ai pizzichi d’insetti. Sempre più spesso capita di vedere scenari da film dell’horror: interi boschi divorati da bruchi, piante completamente coperte da insetti ecc. Negli ultimi anni si è manifestato un inspiegabile calo della produzione di miele.
Forse non è un caso che sono principalmente gli insetti a manifestare il cambiamento, basta pensare che molti di loro possiedono delle “antenne” che probabilmente li rendono più sensibili ai campi EM.

L’uomo
L’aumento dei casi di leucemia infantile vicino alle linee ad alta tensione è ormai accertato, invece per quanto riguarda i campi della telefonia mobile non ci sono dati sicuri. Tuttavia deve far pensare che negli ultimi dieci anni c’è stato un notevole aumento di alcune malattie come ipertensione, allergie, insufficienza immunitaria, tumori e disturbi comportamentali che non trovano altre spiegazioni.
Le ipotesi di interazione tra campi EM e l’organismo umano sono varie e tutte sono state dimostrate da qualcuno e smentite da qualcun altro. Forse non è tanto sbagliato pensare che ci possono essere diversi tipi di interazioni che potrebbero essere causati contemporaneamente dalla stessa fonte oppure che fonti diverse potrebbero avere effetti diversi.

Le teorie più significative sono:


I campi EM modificano
lo scambio ionico delle cellule, le membrane diventano più permeabili e perciò le cellule più vulnerabili e lo scambio di informazioni tra le cellule si altera. Diversi studi hanno accertato un’alterazione della barriera sangue-cervello.
I campi EM con la modulazione digitale interferiscono con i processi di regolazione e trasmissione dei dati dell’organismo, o tramite l’induzione causata dagli impulsi, o tramite la desincronizzazione di alcuni processi, o imponendo una sincronizzazione ad un ritmo non naturale.
I campi EM con determinate frequenze attivano circuiti risonanti che mandano fuori regolazioni i comparti collegati.
Le onde EM, passando in un materiale dielettrico come le cellule, formano minuscoli vortici concentrando l’energia dell’onda in un piccolissimo spazio dove raggiunge valori altissimi in grado di danneggiare le cellule.
La presenza di campi EM porta comunque ad un peggioramento della qualità della vita.
Persone sensibili notano che in presenza di campi EM si riposano meno bene, si sentono più stanche e sopportano meno lo stress.

Campi EM e sistemi biologici
L’establishment scientifico sostiene che i campi EM non possono essere dannosi per l’uomo e citano tante ricerche che lo dimostrerebbero. Un piccolo gruppo di ricercatori indipendenti invece sostiene il contrario e lo dimostra con altre ricerche. Ci sono vari motivi per cui gli scienziati non riescono a mettersi d’accordo:
Il principale è che la scienza è divisa in tanti settori che non riescono a parlare tra di loro. Come la teoria del caos ormai ha dimostrato è impossibile studiare processi biologici dividendoli in tanti piccoli pezzi. Si parte dal presupposto che l’effetto delle radiazioni EM su un organismo vivente sia esclusivamente termico. In altre parole l’unico effetto possibile sarebbe il riscaldamento delle cellule dovuto al calore prodotto dall’induzione magnetica. Quanto sia assurdo insistere su questa strada lo dimostra il fatto che l’aumento della temperatura causata da un campo EM in una zona del corpo è sempre inferiore al riscaldamento causato da una febbre o dall’esposizione al sole.
Un altro motivo è che neanche i biologi sanno con precisione come funziona un organismo vivente e in particolare cosa regola il flusso delle informazioni all’interno di un sistema biologico, a maggior ragione in un sistema così complesso come il corpo umano. Esistono vari motivi per pensare che le onde EM disturbino proprio la trasmissione delle informazioni, anche se il meccanismo di disturbo è ancora sconosciuto.
Il nucleo di ogni cellula è formata dal DNA e la doppia elica del DNA ha tutte le caratteristiche di un’antenna. Anche se la funzione del DNA non fosse quella di ricevere e/o trasmettere segnali, come viene ipotizzato da alcuni ricercatori, la doppia elica potrebbe comunque entrare in risonanza con determinate frequenze e in questo modo cambiare il suo stato energetico o addirittura le informazioni contenute. La vecchia scienza richiede la ripetibilità dei risultati. Solo che in un sistema biologico il risultato di un’azione non è mai uguale. Come aveva già detto Eraclito: “Non si può discendere due volte nello stesso fiume”.

Non esiste un limite sicuro
Secondo la teoria del caos in sistemi biologici l’effetto non è strettamente legato alla causa, il legame è di tipo probabilistico. Un termine già introdotto dalla fisica nucleare che ha distrutto tutte le “sicurezze” della fisica Newtoniana.
Secondo la fisica Newtoniana l’effetto di un evento è proporzionale alla sua intensità. Un campo EM forte causa un’induzione forte, un campo debole causa un’induzione debole. Nei sistemi biologici invece non è così, un’azione debolissima può avere grandi effetti.
La famosa farfalla della teoria del caos che battendo le ali causa un tornado nell’altra parte del mondo illustra che in un sistema biologico eventi insignificanti possono avere effetti giganteschi. In un sistema biologico complesso non esiste nessuna determinazione, cioè a seconda di una infinità di altri parametri lo stesso evento può dare risultati opposti. Il risultato finale dipende da come reagisce il sistema con tutti i suoi circuiti di regolazione.
In questa ottica l’unico limite sicuro è il limite di sensibilità dei ricettatori dell’organismo. Finché non sappiamo come avviene l’interferenza tra il campo EM e un organismo è difficile stabilire il limite di sensibilità. Possiamo solo ipotizzare che i sensori dell’organismo siano altrettanto sensibili come quelli di un cellulare, perciò dove riceve il cellulare possiamo aspettare anche un effetto sugli organismi viventi.


La farfalla e l’e-smog

Per spiegare come in sistemi biologici lo stesso evento può portare a risultati diversi vogliamo fare un esempio pratico in riferimento all’e-smog. Supponiamo che un campo EM causi una piccola variazione in un organismo umano che potrebbe essere di temperatura, di scambio ionico, di induzione sui neurotrasmettitori o di altro tipo ancora. Questa variazione mette in moto tutta una serie di interazioni che possono portare a risultati opposti.

Organismo forte

Nel primo caso ipotizziamo che si tratti di un organismo in perfetto equilibrio e pieno di forza. In queste condizioni l’organismo riconosce immediatamente l’alterazione causata dal campo EM e mette in atto tutti i processi riparativi necessari, che possono essere diversi secondo il tipo di alterazione causata.
Potrebbe aumentare l’intensità dei suoi segnali di comunicazione in modo che non vengano disturbati dall’effetto induttivo del campo EM (come aumentare il volume della radio quando l’ascolto è disturbato da rumori esterni), potrebbe riparare cellule o parti di cellule danneggiate, potrebbe aumentare o diminuire il potenziale elettrico per ristabilire il corretto scambio ionico ecc. Tutte azioni che possono essere tranquillamente sostenute da un organismo in salute e carico di energia, almeno per un determinato tempo. In questo caso il campo EM non causa nessun danno all’organismo.
Tuttavia in caso di esposizioni prolungate il continuo sforzo di riparazione richiede più energia del solito e l’energia disponibile potrebbe lentamente esaurirsi e portare, anche nel giro di qualche anno, ad un quadro molto diverso, simile al secondo caso descritto.

Organismo debole
Nel secondo caso ipotizziamo un organismo che non possiede un buon equilibrio, una persona che ha qualche acciacco e non è nel pieno delle sue forze. L’organismo è già sotto sforzo per la continua riparazione di altri danni, per eliminare tossine accumulate ecc. L’energia disponibile non è sufficiente per sostenere tutti gli sforzi e l’organismo è costretto a stabilire delle priorità e a lasciar perdere le azioni che reputa meno essenziali per il mantenimento dell’equilibrio globale.
Mettiamo che consideri meno importante l’eliminazione di tossine e invece di eliminarle le accumuli da qualche parte. L’accumulo di tossine impedisce il buon funzionamento dell’organo interessato che a sua volta squilibra altre funzioni.
Per venire a capo della situazione l’organismo potrebbe mettere in atto meccanismi di difesa atti a metterlo in grado di riprendere in mano la situazione, come per esempio il mal di testa che porterebbe molteplici vantaggi all’attività dell’organismo:
- riduce l’attività mentale e fisica, portando ad un risparmio energetico, così rimane più energia per i processi riparativi
- riduce l’appetito, il minor consumo di alimenti migliora la digestione e riduce la produzione di tossine nell’intestino
- porta a ridurre le varie attività quotidiane, in questo modo riduce lo stress e anche l’uso del telefonino.
Ora supponiamo che la persona decida di non poter permettersi di fermarsi o di ridurre le sue attività, perciò assume un analgesico e continua normalmente la sua attività. A questo punto la sua situazione si aggrava progressivamente. Il continuo sforzo di riparazione esaurisce l’energia disponibile e l’organismo rimane sempre più in dietro con il suo lavoro. Aumentano progressivamente le parti non riparate, le tossine, i radicali liberi e alla fine si sviluppa un tumore.


Cosa sono i campi elettromagnetici

La descrizione scientifica del campo EM è molto complessa, quello che segue è una descrizione estremamente semplificata nella speranza di renderla comprensibile a tutti.
Il campo elettrico si forma dove esiste una differenza di potenziale elettrico, cioè dove le cariche elettriche non sono distribuite uniformemente, come per esempio in natura tra la terra e l’atmosfera. Anche tra una persona e l’ambiente circostante può esistere una differenza di potenziale elettrico e se è sufficientemente alta si scarica con una scossa (toccando un metallo, togliendo un maglione sintetico ecc.). Un cambiamento del campo elettrico crea un campo magnetico.
Il campo magnetico si forma invece dove si muovono gli elettroni (particelle subatomari con una carica elettrica negativa) nello spazio. Per esempio il campo magnetico della terra è dovuto alla sua rotazione. Il campo magnetico di una calamita è dovuto a movimenti circolari delle cariche elettriche. Un cambio del campo magnetico induce un campo elettrico.
Il campo elettromagnetico è una forma particolare di questi due campi: quando il potenziale elettrico cambia ritmicamente con una certa velocità una parte delle cariche elettriche viene emessa nello spazio come onda elettromagnetica. In questo caso i due campi sono strettamente legati uno all’altro e oscillano con una determinata frequenza, che viene misurata in Hz (Hertz).
L’intensità del campo EM (W/m2) dipende dalla potenza della fonte e diminuisce al quadrato con la distanza dalla fonte. Questo vuol dire che una fonte di 10 W a 100 m di distanza equivale ad una fonte di 100.000 W a 10 km di distanza.
In Natura esistono vari campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici. Gli esseri viventi hanno imparato a convivere con questi campi, anzi alcuni di loro sono indispensabili per il mantenimento della salute perché sincronizzano alcuni processi fisici.
I campi a bassa frequenza sono quelli legati alla produzione, trasmissione e all’utilizzo dell’energia elettrica. Perciò le fonti sono le linee elettriche fuori casa e in casa, tutti gli apparecchi elettrici come elettrodomestici, computer, radiosveglia ecc. Trasformatori intensificano il campo, anche quelli che si trovano negli apparecchi elettronici.
I campi ad alta frequenza sono quelli legati alla telecomunicazione. La radio e la TV utilizzano per la trasmissione un’onda costante nella quale sono inseriti i dati tramite variazioni della frequenza, fase o ampiezza. Possiamo immaginare che per l’organismo sia come un fastidioso rumore di fondo. Con l’introduzione della telecomunicazione digitale i dati vengono trasmessi tramite impulsi irregolari contro i quali l’organismo ha molta più difficoltà di intervenire.


Quale protezione dall’e-smog?

Anche se nei sistemi biologici l’effetto non è proporzionale alla causa, il legame del tipo probabilistico dà comunque importanza a due fattori: l’intensità del campo e la durata d’esposizione. Altri fattori molto determinanti sono lo stato d’equilibrio e le condizioni energetiche dell’organismo esposto. Partendo da questa considerazione consigliamo le seguenti misure.

Riduzione dell’esposizione
L’intensità dei campi EM diminuisce con il quadrato della distanza, perciò allontanarsi dalla fonte è una buona misura. Passare da una distanza di 1 metro a quella di 10 metri vuol dire ridurre il campo ad 1%.
Per quanto riguarda l’effetto termico dei campi EM esistono dati abbastanza certi sulle distanze da rispettare per evitarlo. Più difficile stabilire distanze di sicurezza per evitare effetti non termici. In attesa di conoscere i meccanismi di interazione vogliamo dare alcuni indicazioni che secondo noi dovrebbero preservare l’organismo umano anche da danni causati da esposizioni prolungate. Naturalmente bisogna considerare anche la sensibilità e lo stato di salute della persona esposta.
Una riduzione dell’esposizione si ottiene anche riducendo il tempo d’esposizione. Sta a noi decidere quanto usare la TV, il computer, il cellulare, il forno a microonde ecc. e possiamo anche decidere di farne a meno, se non altro per alcuni fonti.
Purtroppo su alcuni campi non abbiamo nessuna influenza diretta, come i segnali radio, TV, telefonia mobile, satelliti ecc. Ma possiamo esercitare un’influenza indiretta, non usando o usando il meno possibile i relativi servizi. Specialmente nella telefonia mobile il numero dei ripetitori è legato al numero di utilizzatori contemporanei e il segnale è molto più debole in assenza di telefonate. Perciò utilizzare il cellulare il meno possibile salvaguardia non solo la nostra salute, ma quella dell’intero pianeta.

Distanza di sicurezza


Rinforzamento dell’organismo
Visto che viviamo in una società in cui non è possibile evitare i campi EM, diventa determinante per la nostra salute intervenire anche sugli altri fattori che determinano l’effetto finale dell’esposizione all’e-smog come lo stato d’equilibrio e le condizioni energetiche dell’organismo. Un organismo carico di energia, forte ed equilibrato riesce a controbilanciare gli effetti dell’e-smog. Possiamo aiutare l’organismo in questo compito in vari modi:
Una dieta equilibrata e varia, costituita da prodotti biologici ricchi di vitamine, minerali ed antiossidanti che non solo apporta all’organismo tutti gli elementi necessari per un buon funzionamento, ma riduce anche l’ingestione e la produzione di tossine. In situazioni di particolare stress o quando non è possibile seguire una dieta sana potrebbe essere necessario assumere degli integratori. Il riequilibrio energetico dell’organismo tramite esercizi oppure mediante l’aiuto di oggetti e rimedi.
Gli esercizi possono essere yoga, meditazione, esercizi di pensiero positivo e di rilassamento, ma più in generale anche qualsiasi esercizio o attività che aiuti a scaricare le tensioni.
- Gli oggetti che aiutano nel riequilibrio energetico possono essere di origine naturale come le pietre oppure create dall’uomo. In quest’ultimo caso si tratta di oggetti caricati con vibrazioni positive che possono aiutare l’organismo a riequilibrarsi e/o a ricaricarsi energeticamente.
Esistono numerosi rimedi che possono aiutare l’organismo a riequilibrasi, come i Fiori di Bach, i Gemmoderivati, gli Oli essenziali, i Rimedi omeopatici ecc.
- Il rinforzo dei naturali meccanismi di difesa dell’organismo. Esistono sia rimedi, sia prodotti vibrazionali che stimolano e rinforzano tutti quei meccanismi che l’organismo deve mettere in atto per contrastare l’effetto dei campi elettromagnetici.
Il rimedio floreale Yarrow Special Formula è stato sviluppato proprio per rafforzare l’organismo contro ogni tipo di radiazione e la sua assunzione può essere utile dopo una esposizione particolarmente forte come dopo una radiografia oppure ciclicamente in caso di esposizione forte e continua a campi EM.
Il dischetto e-well (COSMOONDA) è stato creato per proteggere l’organismo dagli effetti negativi dei campi elettromagnetici. È caricato con vibrazioni che rinforzano l’organismo in generale e lo aiutano nello specifico a mettere in azione i vari meccanismi di difesa e riparazione. Sia indagini radiestetiche che rilevamenti con strumenti che misurano il campo bioenergetico dell’organismo (per esempio il BIOPULSAR) hanno dimostrato la sua efficacia.

Non solo l’uomo
L’effetto dell’e-smog sugli animali è paragonabile a quello sull’uomo e possiamo adottare le stesse strategie di difesa.
Da un’attenta osservazione della flora, vicino e lontano a fonti di elettrosmog, sembra emergere che le piante siano ancora più sensibili dell’uomo e degli animali. Questa osservazione viene confermata da indagini radiestetiche effettuate in vari parti del mondo. Per aiutare le piante a difendersi valgono gli stessi principi descritti sopra. Per migliorare la salute delle piante si possono adottare alcune misure agronomiche, tuttavia le possibilità sono limitate. Invece l’uso di prodotti vibrazionali specifici per contrastare l’effetto dell’e-smog sulle piante ha dato ottimi risultati in alcune aziende agricole e apre la speranza che si possano contrastare almeno in parte gli effetti dei campi EM sull’ambiente.

Fonte: http://www.simbiogeo.it


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